Virginia Raggi e la “colata di asfalto” sul lungotevere: ciclabile era già ne “La Grande Bellezza” (video)

(Francesco Erspamer) – Per denunciare l’indegna attenzione che per servilismo i giornalisti italiani dedicano a qualsiasi cazzata di Salvini, propongo questo brevissimo spezzone (traduco per i malati di anglofonia: clip) da uno dei miei film preferiti, “La grande bellezza”, che ha fatto innamorare dell’Italia e di Roma decine di miei studenti. Come persona Sorrentino non mi piace: non dimentico le sue simpatie per Renzi; però non posso che ammirarlo come regista e soprattutto per la sua straordinaria capacità di rappresentare ed esplorare la bellezza. Per esempio quella degli argini del Tevere, filmati appunto per esaltare il fascino di Roma in una delle scene fondamentali della pellicola che gli diede l’Oscar e che fu girata nel 2012, quando sindaco era il meloniano-berlusconiano Alemanno. Guardando lo spezzone noterete la pista ciclabile, che si armonizza all’ambiente e che infatti Sorrentino non cercò di nascondere, come avrebbe potuto facilmente (“niente come fare un film costringe a guardare le cose” aveva scritto Pasolini in uno dei suoi ultimi articoli). Dubito che Salvini abbia mai letto Pasolini e visto “La grande bellezza” e di sicuro non ha mai passeggiato lungo il Tevere: altrimenti non avrebbe accusato Virginia Raggi di una “colata di asfalto” che non solo non ha fatto lei ma che per decenni non ha suscitato l’orrore di nessuno e che anzi Sorrentino aveva intenzionalmente evidenziato nel suo ritratto agiografico della capitale, con la carrellata a seguire i tre podisti (joggers, per i suddetti anglofoni).Per una lista completa dei figuri che, ignoranti e scorretti quanto Salvini ma con l’aggravante di essere romani, hanno calunniato Raggi, basta che cerchiate su Google (io ho inserito “Salvini lungotevere pista ciclabile”): ci sono tutti, da Carlo Calenda (figlio di una regista!) al “Messaggero”, dal “Tempo” a “Italia nostra”, di cui fui membro ai tempi di Antonio Cederna ma che adesso è diventata un’associazione liberista per madamine e attempati radical chic.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica, Roma

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13 replies

  1. una “famiglia” di cinghiali è stata avvistata
    in via dei Giornalisti a Roma
    non è chiaro di quale testata fossero
    ma, come sempre, rovistavano nella spazzatura

    la fonte è l’Ansa 22.03

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    • E quindi ?li ha portati la Raggi!! Bravo! Prima a Roma i cinghiali e i gabbiani non esistevano nemmeno! Li ha creati lei …

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  2. si ma resta il fatto che è un lavoro fatto coi piedi come sempre fanno a Roma.
    non è nemmeno colpa del sindaco le ditte che vincono le gare sono sta roba qui.

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    • ma noooo…! é solo che le ditte che vincono (si fa per dire) gli appalti; dagli utili devono defalcare le bustarelle per chi fa vincere loro le gare…!
      é più semplice di quanto di possa pensare…!

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      • p.s.
        e, poi, non succede solo a roma!
        di scandali sul suolo italico se ne trovano facilmente da brennero a capo passero (direttrice nord-sud) e da grozzana a ventimiglia (direttrice est-ovest)!

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  3. Come si vede che ci stiamo avvicinando alle amministrative comunali! E ancora è niente, vedrete cosa succederà da qui a novembre.Meno male che Virginia ormai si è fatta le spalle larghe.Occhio romani a non farvi buccerare dalle bufale che si inventeranno sul suo conto.

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  4. E quindi ?li ha portati la Raggi!! Bravo! Prima a Roma i cinghiali e i gabbiani non esistevano nemmeno! Li ha creati lei …

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  5. Prima del vaffaday parlavano tutti dell’ambiente come un problemuccio da ridere. Ora, politici, giornalisti ed elettori, parlano di colata di “asfalto” totalmente a sproposito e fuori contesto.
    Italiani

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  6. Curioso che quelli che attaccano la Raggi sul rifacimento di questa ciclabile siano poi gli stessi che applaudono alla colata di cemento prevista del Governo Draghi.

    OTTO e 1/2 del 4 maggio 2021
    MONTANARI CONTRO GIOVANNINI (trascrizione di Viviana Vivarelli)

    Il Prof. Tommaso Montanari, storico dell’arte, contro Giovannini, Ministro draghiano delle infrastrutture e della mobilità sostenibile.
    Montanari scrive su Il Fatto Quotidiano e il Venerdì di Repubblica. Tema privilegiato è la denuncia del degrado e dell’incuria in cui versa il patrimonio artistico e storico italiano, a cui Montanari aggiunge il suo sfruttamento economico e commerciale, riservato a una nicchia ben collaudata di formidabili poteri opachi. Per il Governo Draghi e il territorio ha parlato di ‘una colata di cemento’.
    Di Maio gli offrì la proposta di far parte dei Ministri presentata dal M5S, con la responsabilità dei Beni Culturali. Non accettò per non far parte di un governo con la Lega e per il suo essere contrario ad introdurre in Costituzione il vincolo di mandato.
    Oggi Montanari scrive su IFQ che questo è un Governo ‘orrendo’ e critica il Recovery Plan.

    https://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/otto-e-mezzo-04-05-2021-379250

    Giovannini dovrà gestire il piatto più ricco del RF, 62 miliardi.
    È stato Chief Statistician dell’OCSE, presidente dell’Istat, Ministro del lavoro e delle politiche sociali del governo Letta, co-fondatore dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e molte altre cose.

    Obiezioni di Montanari:
    -Draghi ha dato a Salvini una legittimazione democratica. Che Salvini non impatti sulle decisioni del Governo non è vero, visto quello che si è deciso sulle riaperture, decisione che ritengo sbagliata.
    Salvini cita spesso l’art. 2 “La sovranità appartiene al popolo”, ma non aggiunge la seconda parte che dice: “..che la esercita nelle forme e nel limiti della Costituzone”, il che vuol dire che non bastano i voti. E dire “Se avessi un figlio gay lo mettere nel forno” “Sequestriamo i naufraghi in mare”, “volere i pieni poteri”… tutte queste cose sono incompatibili con la nostra Costituzione.
    La legittimazione democratica non è data solo dal consenso. Il 900 è pieno di orrori perpetrati da partiti che avevano ricevuto il consenso. Il problema è capire se il progetto della Lega sia compatibile con la nostra Costituzione e penso che per molti versi non lo sia. Il dibattito democratico è stato sospeso per la pandemia. Questo sarà un errore perché la Lega al Governo del Paese è una forza pericolosa e questo ci costerà molto.
    -Draghi ha detto che trasformerà questo Paese, bisogna vedere se lo farà in meglio o in peggio. Nel RP non vedo una visione coerente, vedo un elenco di spese. Per es. non credo che avremo un’Italia più giusta e più sicura (e cita la morte dell’operaia ventiduenne). Cosa si fa per cambiare questo? Nel piano si dice che un obiettivo sarà ‘l’abbattimento del costo del lavoro’ ma non si dice a spese di chi (meno salari? meno diritti’). Si dice ‘meno stato e più mercato’ (è la visione neoliberista). Fa impressione che in un momento come questo in cui lo Stato disporrà in moltissimo denaro contro compiti importantissimi, si chieda proprio meno Stato.
    -Fa senso per es. che l’Università sia accomunata alla concorrenza e non alla coesione sociale. Un fisico ha scritto che prova ‘sconforto’ a leggere il piano, perché la spesa per la ricerca passerà da un misero 0,5 a un misero 0,6, lontanissimo dall’1% della Germania. Le borse di studio per un figlio all’università arrivranno a 4.000 euro l’anno quando ne occorrono almeno 10.000. Come faranno i più svantaggiati ad accedere all’istruzione superiore?
    Non sarà un Paese più giusto. Sarà, probabilmente, un Paese peggiore.
    -Il Piano dice che si cercherà di ‘ridurre’ il danno della cementificazione ma molti osservatori hanno detto che questo è il piano del cemento. Per il dissesto idrogeologico ci sono solo 2,4 miliardi, pochissimo, addirittura meno di Conte che prevedeva 3,6 miliardi, sempre troppo pochi. -Per es. non si capisce perché vengano messi in sicurezza dal rischio sismico solo gli edifici ecclesiastici e le chiese e non zone di priorità sismica, per cui si avrà una pioggia di soldi dove non ce n’è bisogno, lasciando scoperte zone realmente a rischio.
    -6, 68 miliardi alla cultura è una parte molto piccola e mal distribuita (lo stadio di Firenze?).
    -(Il Governo Draghi ha riproposto il Ponte di Messina e Giovannini ha chiesto un dibattito ‘non ideologico’ che si basi su dati di fatto, basandosi sui risultati della Commissione della De Micheli)
    Montanari: “Il ponte sullo stretto di Messina è lui un monumento ideologico. È difficile avere un dibattito non ideologico su un grande feticcio ideologico. È il manifesto di una economia di sfruttamento, una gigantesca colata di cemento da cui trarrebbe vantaggio solo la mafia. Come si fa a pensare di portare su un territorio sismico per eccellenza da Messina un mostro di quel tipo o le infrastrutture necessarie per far salire alla quota di quel ponte, pensando allo stato disgraziato delle ferrovie della Sicilia? Ma che idea avete di questo Paese se riprendete la possibilità di fare questa opera faraonica, totalmente ideologica? -(Giovannini dice che il Governo farà quel che gli dice il Parlamento)
    Montanari: “E’ curiosissimo che un Governo nato lontanissimo dal Parlamento ora si nasconda dietro il Parlamento.

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