SuperGuido se ne va ancora: Milano addio. Sogna il Campidoglio

Da tempo fuori dai radar, lascia la Lombardia come Sicilia e Umbria prima. Salvini lo vuole sindaco di Roma

(di Vincenzo Bisbiglia e Andrea Sparaciari – Il Fatto Quotidiano) – Alla fine Guido Bertolaso se ne andò da Milano. Un’altra volta. Ieri il superconsulente ha annunciato che tornerà a Roma: “La macchina è organizzata, gli hub massivi funzionano. A un certo punto credo che Bertolaso non serva più”, aveva detto lunedì a Quarta Repubblica, parlando di sé in terza persona. “Missione compiuta”, ha aggiunto. Un divorzio che ieri Attilio Fontana ha smussato, dicendo che “di Bertolaso abbiamo ancora bisogno, sono convinto che continueremo a lavorare perché c’è un progetto. Quindi continuerà a lavorare per la Regione Lombardia”. Tradotto: continuerà a occuparsi della campagna, ma non a tempo pieno. Fisicamente sarà a Roma, magari impegnato nella campagna elettorale a sindaco. Un’ipotesi sempre rifiutata da Bertolaso, che ora prende corpo. Non a caso, dopo mesi di silenzio social, il 21 aprile postava su Fb: “Auguri Roma mia, sei sempre bellissima, nonostante la sindaca di Nimes”.

Il centrodestra sta lavorando a un ticket con Bertolaso candidato sindaco e la consigliera regionale di Fdi, Chiara Colosimo, come vicesindaco. Il tecnico e la sua “controllora”, diretta espressione di Giorgia Meloni. Una partita che sta seguendo Matteo Salvini in persona, che con Bertolaso candidato a Roma potrebbe anche avere l’ok da FI per Gabriele Albertini candidato a Milano. Per il coordinatore romano della Lega, Claudio Durigon, “Bertolaso è un nome che ci piace molto, ma il tavolo non si è ancora riunito. Lì si decideranno i candidati. Un ticket? Dobbiamo vedere il quadro d’insieme”. Più attendista il coordinatore di FI, Maurizio Gasparri: “Non ho chiamato Bertolaso, non voglio disturbarlo, va lasciato lavorare e non coinvolto nelle beghe politiche. È un profilo che abbiamo già valutato come valido, per il resto non si può parlare sul nulla”. Già nel 2016 Bertolaso corse come sindaco di FI a Roma, ma abbandonò quasi subito, incolpando Meloni di aver posto il veto sul suo nome. In realtà, la virata di Berlusconi su Alfio Marchini fu dettata soprattutto dalle continue gaffe che stava inanellando.

Intanto, la cosa sicura è l’addio a Milano che non è proprio una sorpresa: da settimane il commissario era sparito dai radar. Un’ombra calata a seguito delle sue acclarate responsabilità (come raccontato dal Fatto e poi da Report) sulla scelta del portale di Aria a scapito della piattaforma di Poste, che tanti disagi aveva causato ai lombardi. Responsabilità che ne hanno minato la credibilità. Per questo ultimamente la scena è stata solo per Letizia Moratti. “Non sono il tipo di persona che rimane per farsi fotografare in giro per gli hub”, avrebbe detto ai suoi annunciando l’addio, anche se in molti ricordano quel volo in elicottero con stampa al seguito per consegnare 7 vaccini in uno sperduto paese montano, mentre centinaia di anziani facevano la fila davanti agli hub.

Per Bertolaso non è il primo divorzio da Milano. Un anno fa aveva sbattuto la porta in faccia a Fontana, dopo un litigio sull’ospedale in Fiera, come riferì senza essere mai smentito l’avvocato Giuseppe La Scala: “Mi ha detto che quell’ospedale non è ciò che lui aveva concepito e che, a causa della sua malattia (Bertolaso era stato ricoverato per Covid, ndr), sarebbe stato di fatto esautorato dall’operazione”. Ma nella carriera di Bertolaso le imprese lasciate a metà abbondano. Solo negli ultimi 12 mesi ha abbandonato l’incarico di commissario alla Sanità in Sicilia, quello di consulente Covid dell’Umbria e ora, quello della Lombardia. Di sicuro molti non lo rimpiangeranno, come il capogruppo M5s in regione, Massimo De Rosa: “È arrivato senza che nessuno ne sentisse il bisogno. Non si capisce cosa abbia realmente fatto, visto che ancora oggi non sappiamo chi fra lui, Fontana e Moratti abbia fatto ritardare di due mesi il piano vaccinale scegliendo il portale di Aria. E ora, nel pieno del massimo sforzo di questa prima fase del piano vaccinale, decide che la sua esperienza lombarda è terminata. Ancora una volta Bertolaso lascia il lavoro a metà”.

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3 replies

  1. “Eh… so’ contento.” ripeteva il povero pugile suonato nelle ultime immagini de “I Mostri”.
    So’ contento che Mr. Prezzemolo, al secolo Guido Bertolaso, abbia fatto un passo avanti nel
    proporsi quale Sindaco di Roma in opposizione a Virginia Raggi.
    Farà un ennesimo buco nell’acqua e Virginia dovrà guardarsi solo dalle serpi piddine.

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    • Eh sai, questo è quello che mandava a sua insaputa degli scienziati a imbrogliare gli aquilani, e poi andava a farsi i massaggi al Salaria Village con le famose ripassate dalla Francesca con tanto di preservativi.

      Sembra la versione demenziale del comandante Koenig di Spazio 1999.

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