Vaccini. Vivere in Lombardia è più pericoloso che fare il bagno con l’orso

(di Alessandro Robecchi – Il Fatto Quotidiano) – Nella top ten delle cose che è meglio evitare, subito sotto “fare il bagno nella vasca dell’orsa assassina”, ma sopra “guidare a fari spenti nella notte”, c’è “abitare in Lombardia”, una cosa che può diventare letale se siete – come tutti – in attesa di un vaccino.

Bellissima terra, con laghi e montagne, dove il cielo “è bello quando è bello” (cit) e i cittadini sono abituati a guardare tutti gli altri italiani dall’alto in basso, perché qui c’è l’eccellenza, signora mia.

Ecco, questa terra di eccellenze e primati, passata in poco più di duemila anni dalle palafitte a Bertolaso si chiede ora, con una certa apprensione, se a ben vedere non fossero meglio le palafitte. Il caparbio commissario-a-tutto aveva solennemente promesso al momento dell’insediamento (era il 2 febbraio): “Tutti i lombardi vaccinati entro giugno”, cioè dieci milioni di persone. Ricevette grandi applausi.

Passa un mese e mezzo e Bertolaso, stentorea la voce e gonfio il petto, ri-dichiara volitivo (18 marzo): “Tutti i bresciani vaccinati entro luglio”, cioè duecentomila persone invece di dieci milioni, ma un mese in più.

Basterebbe questo, in un Paese normale (ahah, ndr) per cacciare con ignominia un simile caciarone, che nonostante il surreale dispiego di scempiaggini lamenta oggi (altra intervista, sul Corriere) di non avere abbastanza potere, di non poter spendere un euro, di non firmare niente e (ciliegina!) “Dovrei stare all’ultimo piano di palazzo Lombardia”, non si capisce bene se per fare il Presidente al posto di Fontana o per buttarsi di sotto, da lombardo temo la prima ipotesi.

Per il resto, Bertolaso a parte, la Lombardia vive un grande momento di autocombustione: tutta la Sanità lombarda, dai vertici all’ultima Asl, è di nomina politica e al 90 per cento gestita da marescialli, sergenti e caporal-maggiori della Lega, tutti agli ordini di Salvini che ha tuonato per i giornali: “Chi ha sbagliato deve pagare!”, ma poi, invece di andare a costituirsi, ha fatto un po’ di tetris con le nomine, incastrando uno qua e uno là, sempre dei suoi. Le altre forze della destra fanno un po’ tenerezza, con i balilla di Fratelli d’Italia che lamentano di aver poco potere e Forza Italia che ha dovuto sacrificare il più esilarante assessore alla Sanità dai tempi dei Longobardi (il mai dimenticato Giulio Gallera) per sostituirlo con lady Moratti, mossa si dice approvata e caldeggiata da Salvini medesimo.

Ora si narra di guerre intestine, ferri corti e sgambetti, con la Moratti che si installa in un altro grattacielo e si comporta da vero presidente della Regione, mentre Fontana – di fatto commissariato – si rivela per quello che è: un signore buono a tagliar nastri e ad annuire nei convegni di Assolombarda, maldestro persino negli affarucci col cognato e ricco di soldi scudati in Svizzera. Una prece.

Quel che esce da questa eccellenza, più che una soave descrizione manzoniana, sembra un quadro di Bosch, coi vecchietti convocati a cento chilometri di distanza, a volte spediti in due posti contemporaneamente, a volte non avvertiti per niente perché la Regione non riesce a spedire i messaggi di convocazione, cosa che indigna Bertolaso: “Siamo atterrati su Marte e non riusciamo a spedire gli sms”. Bella frase, ma un po’ oscura: “Siamo atterrati” chi? I lombardi? La Lega? La Moratti? Se la regione Lombardia avesse organizzato la spedizione su Marte ora saremmo qui incantati a rimirare immagini di qualche palude nel Varesotto, con Fontana che dichiara: “Be’, dài, ci siamo andati vicini”.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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8 replies

  1. A parte che la vasca in cui non è igienico fare il bagno è quella dell’orca assassina e non quella dell’orsa, oramai
    il nuovo Trio delle Meraviglie Fontana/Moratti/Bertolaso è al di là del sarcasmo e veleggia in un empireo in cui
    è arduo raggiungerli con gli strali degli sfottò e dell’indignazione.
    Sono talmente refrattari all’evidenza dei fatti da essere intimamente convinti che tutti ce l’abbiano con loro per
    partito preso e che non capiscano con quanta dedizione si stiano spendendo per la salute dei lombardi.
    Il guaio, per loro, è che i lombardi (non è mai troppo tardi!) cominciano a capire in che mani si sono affidati e,
    forse, in futuro staranno un po’ più attenti nello scegliere a chi affidare le chiavi della loro regione.

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  2. @Aloysius
    Il “forse” dell’ultima frase lo scriverei maiuscolo.
    All’idiozia dei leghisti non si possono dare limiti.

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  3. Ok la Lombardia,ma non è che le altre regioni stiano meglio,con tutti i governatori,che tali comunque non sono ,messi lì dalla politica a guardia di interessi spesso privati.Ecco,a mio avviso il problema principale è proprio il “ sistema regioni “ che non funziona , tutte in ordine sparso in ogni ambito , in una gara stupida è insensata ( faccio solo un piccolo esempio,che senso ha dire,nella mia regione,che siamo bravi e che entrò un tot raggiungeremo l’immunità di gregge,che facciamo poi,mettiamo il filo spinato per non far transitare il covid dai confini?o una dogana con controllo di passaporti?) Qualcuno dovrebbe mettere mano al tit V, e questo governo, visto che in pratica sarebbe” tecnico” è forse l’ unico che potrebbe farlo…

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    • @Pietro
      Il “sistema regioni” non funziona. Dici?
      Dipende dai punti di vista.
      Se le guardi con gli occhi della “casta”, allora funziona alla grande come moltiplicatore di poltrone,
      prebende, intrallazzi, corruzione, voti di scambio… in altre parole sono la più colossale mangiatoia
      dell’intero globo terracqueo.
      Se invece le guardi con gli occhi dei cittadini, quanto meno di quelli che non li hanno coperti con spesse
      fette di prosciutto, allora le regioni svelano la vera funzione per cui sono state pensate e attuate: esclusivo
      terreno di caccia e di preda per ogni sorta di avventurismo politico.
      Abolire del tutto le metastasi regionali sarebbe già una buona cura per avviare la povera Italia in coma ad
      una guarigione la cui speranza si allontana sempre più nel tempo.

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  4. Paole’, dimmi… oltre a “chiedo per un amico”, non aggiungeresti “una prece” al novero delle banalità e del becerume?
    A proposito, ma Pirgo (con cui avevamo trattato l’argomento) e Adailton dove sono finiti?
    Si aggiungono ad Angelo nelle fila delle rumorose assenze…

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    • Angelo l’ho visto in alcuni mi piace sotto gli articoli.
      Pirgo, sì ho notato. Anche adailton. Peccato! Sostituiti da gente che si prende così tanto sul serio da non accorgersi della ridicolaggine! Gente che dice agli altri quali argomenti trattare. Oltre il ridicolo, siamo al delirio.

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  5. Lombardia, terra che si autocelebra per essere sede di eccellenze e primati.
    Le famose scimmie al volante.

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