Covid, Breton: “Immunità di gregge Ue per 14 luglio”

(Adnkronos) – L’Ue non ha bisogno del vaccino Sputnik contro il coronavirus e potrebbe raggiungere l’immunità di gregge per il 14 luglio. Lo dice Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno, incaricato per la campagna di vaccinazione. “Non avremo assolutamente bisogno del vaccino Sputnik V. I russi hanno grandi difficolta’ a produrlo e noi li aiuteremo nel secondo semestre se ne avranno bisogno”, dice all’emittente F1. “Priorità ai vaccini fabbricati sul territorio europeo”, aggiunge, affermando che l’Ue può raggiungere l’immunità di gregge per il 14 luglio, una data simbolica, giorno di festa nazionale per la Francia. “Oggi abbiamo chiaramente la capacità di consegnare 300-350 milioni di dosi per la fine di giugno. Abbiamo la possibilità di arrivare all’immunità di gregge per il continente per il 14 luglio”, aggiunge. “Le dosi ci sono”.

13 replies

  1. vabbè l’avevo già riportato, e più articolato, ieri sera.
    giusto per indicare che tendenzialmente riporto notizie confermate.
    e che tra l’altro vengono da giornali russi.
    alla faccia dei coJoni che dicono che scrivono fake.

    ad oggi sono i più affidabili
    come accuratezza nel riportare e nel spiegare.

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    • ah, dimenticavo
      anche la mia previsione, che avevo aggiunto in calce,
      al fatto che alla festa della Bastiglia (14/07) difficilmente
      saremo ad oltre il 45/50%, quando serve un 70% al raggiungimento
      dell’immunità di mandria, le notizie odierne, tipo
      “Vaccini, mancano le dosi, Italia ferma a 200mila al giorno”,
      mi fanno pensare che sono stato un tantino ottimista.
      spero di venir smentito dai fatti, ovviamente.

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  2. Je m’en fiche du 14 Juillet et de M. le commissaire Breton. Farò il vaccino Sputnik V ( 5 in numeri romani), anzi “vi” come ho sentito alla radio Sole 24 ore.

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  3. Ho sentito dire che sono stati i francesi ad aiutare i cinesi a impiantare il laboratorio di Wihan. Sarà vero? Non lo saprò mai. In ogni caso Breton dovrebbe astenersi da battute stupide in una situazione come questa.

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    • il laboratorio è già stato escluso dalle ipotesi sulla diffusione del vaccino
      che al momento sono sotto verifica dagli esperiti internazionali dell’OMS
      come pare escluso anche il mercato del pesce.
      sotto osservazione invece la fase del trasporto e commercio degli animali selvatici

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  4. BREXIT E VACCINI- Viviana Vivarelli.
    Chiunque abbia pensato che la Brexit fosse una calamità per l’Inghilterra, vista la sua scarsità di prodotti nazionali e la sua necessità di importare quasi tutto dall’estero, con la pandemia ha dovuto ricredersi.
    Prima, perché a differenza dell’Italia, la Gran Bretagna, per quanto scarsa come sistema sanitario nazionale, ha fatto però una ricerca avanzata che ha portato a vaccini propri (Oxford) come Cuba, poi perché per i vaccini non ha dovuto aspettare tutti gli inspiegabili ritardi e le inaccettabili lentezze dell’EMA (Agenzia Medica Europea) e le sue dubbie scelte ‘politiche’, che hanno fatto sì che nei Paesi europei arrivassero meno vaccini di quel che occorreva e che tanti Paesi Ue si stufassero di aspettare e decidessero in proprio come approviggionarsi di vaccini, mandando in pezzi la già precaria Unione europea, dove molti sono i divieti e pochi i vantaggi.
    Il risultato è che, mentre in Italia siamo ancora indietro per mancanza di vaccini, la Gran Bretagna, che ha usato Astrazeneca su mezza popolazione, ha vaccinato con la prima dose almeno la metà degli adulti e risulta tra le prime grandi economie mondiali vicina all’effetto gregge (da vaccino non da contagio, come voleva stupidamente Boris Johnson).
    Londra (8 milioni di abitanti) ieri ha raggiunto la cifra record di 660.276 vaccinati.
    Diciamo anche che in Gran Bretagna non è esistito nemmeno lontanamente il vergognoso caravanserraglio dei media e dei partiti negazionisti che hanno sfracellato i maroni agli Italiani. Nessuno ha messo in dubbio Astrazeneca, nessun politico ha messo in dubbio i morti del Covid o le precauzioni e sulla BBC non è andato in onda il bordello di superesperti o anche no in contrasto tra di loro (Ilaria Capua è una veterinaria!) che abbiamo subito in Italia e hanno sotterrato qualunque credibilità avessimo della scienza. Che tutto questo bordello sia stato montato e pagato apposta per screditare un governo è inaccettabile ma certo tutti ci hanno messo la loro parte di schifo. Per cui, in luogo di avere una seria informazione, abbiamo avuto campagne deliranti di terrorismo mediatico e popolare.
    Comunque, nel mondo, Israele risulta il paese leader nella campagna vaccinale (va bene che sono meno di 9 milioni di abitanti, quando la Lombardia supera i 10) , seguita dagli Emirati arabi, dal Cile e poi dalla Gran Bretagna. E questi saranno i Paesi che si riprenderanno per primi dalla crisi economica.
    Londra aveva l’obiettivo di di somministrare almeno la prima dose di vaccino a tutti gli over 50 entro metà aprile, a e a tutti gli adulti entro la fine di luglio. E ci sta riuscendo. Nel frattempo è stato previsto un allentamento del lockdown con riaperture di negozi, pub, ristiranti nel mese prossimo. Ma a dire la verità, da quello che mi dice mia figlia che vive a Londra, a parte il telelavoro e la telescuola, grandi precauzioni non ne hanno mai prese.

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    • Vivo a Londra.

      Tutto giusto, incluso quello che Le dice sua figlia.

      Con un dettaglio: Io ho 50 anni e sono stato vaccinato nello scorso weekend e conosco molti 50 enni gia’ vaccinati, quindi ritengo che la data di meta’ aprile per i 50enni sia’ GIA’ stata raggiunta. A breve cominceranno con i 40 enni.

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    • @ Viviana

      “(Ilaria Capua è una veterinaria!) ”

      “Formazione
      Laureata cum laude in medicina veterinaria all’Università di Perugia nel 1989[7] e nel 1991 ha conseguito la specializzazione all’Università di Pisa in Igiene e Sanità Animale.[7] Nel 2007 ha ottenuto un dottorato di ricerca dall’Università di Padova[7].

      Attività scientifica

      Ilaria Capua nel 2010
      Ha ricoperto l’incarico di direttrice del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Legnaro (PD). Il Dipartimento ospita il Centro di Referenza Nazionale, FAO e OIE per l’Influenza Aviaria e per la Malattia di Newcastle e il Centro di Collaborazione per le malattie infettive nell’interfaccia uomo-animale; inoltre è stato recentemente nominato Centro di Referenza FAO per la Rabbia. Nel 2000 ha sviluppato la strategia “DIVA” (Differentiating Vaccinated from Infected Animals), la prima strategia di vaccinazione contro l’influenza aviaria con un test che è in grado di svelare se gli anticorpi presenti in un soggetto sono stati indotti dal vaccino o da infezione. DIVA è adesso tra le strategie raccomandate da organizzazioni internazionali come la FAO e dalla Unione Europea per combattere l’Influenza Aviaria su scala globale[8][9].

      Nel 2006, con la sua decisione di depositare la sequenza genetica del primo ceppo africano di influenza H5N1 in GenBank (un database “open access”) e non in un database ad accesso limitato, Ilaria Capua diede inizio a un dibattito internazionale sulla trasparenza dei dati che ha cambiato i meccanismi internazionali alla base dei piani prepandemici. La sua iniziativa è stata ripresa da vari organi della stampa internazionale, tra cui il Wall Street Journal,[10] il New York Times[11], il Washington Post, oltre che da riviste della stampa scientifica tra cui Science e Nature.[12] Grazie anche al gesto di Ilaria Capua, l’Organizzazione mondiale della sanità, la FAO e l’OIE promuovono e sostengono meccanismi di condivisione più efficienti, la trasparenza dei dati e un approccio interdisciplinare per migliorare la preparazione ad eventi pandemici.

      L’inclinazione di Ilaria Capua a mettere in discussione orientamenti consolidati si era già rivelata quando in una pubblicazione scientifica del 2009[13]aveva ipotizzato che la prossima pandemia influenzale umana sarebbe stata causata da un virus animale di sottotipo H1 e non da un H5, su cui si concentrava invece la maggior parte degli studi scientifici. Tale previsione, accolta con scetticismo da molti suoi colleghi, si rivelò poi esatta.[13]

      Negli anni, si è impegnata per superare le barriere tra medicina umana e veterinaria, secondo una concezione in cui non può esistere una salute umana distinta da una salute animale e da quella dell’ambiente, portando avanti la visione “One Health”. Ad oggi il suo gruppo si occupa principalmente delle malattie virali trasmissibili dagli animali all’uomo e di sviluppare adeguate strategie di controllo per la tutela della salute pubblica e della sanità animale.[senza fonte]

      Ha pubblicato oltre 220 lavori su riviste internazionali indicizzate e due manuali scientifici sull’influenza aviaria e sulla malattia di Newcastle.[14]

      Ha diretto un gruppo di lavoro costituito da oltre 70 persone, tra cui anche alcuni ricercatori stranieri, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (uno dei 10 IZS italiani), dipendente dal Ministero della salute e dalle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e dalle province autonome di Trento e Bolzano.[senza fonte]

      Dal giugno del 2016 dirige un centro di ricerca presso la facoltà di medicina veterinaria dell’Università della Florida[15][16]. ”

      Definire questa insigne scienziata come “una veterinaria” tout court è degno giusto di elementi come Bassetti in programmi come “L’aria che tira”.
      Per quanto riguarda “il bordello di superesperti o anche no in contrasto tra di loro che abbiamo subito in Italia e hanno sotterrato qualunque credibilità avessimo nella scienza” ricordo che questa “visione” è data proprio dall’ignoranza dell’argomento e dalla mancanza di formazione scientifica, che fanno equiparare i pareri più autorevoli a quelli di ben diverso valore, magari forniti da elementi con laurea “in regola”, ma tarati da ideologie fuorvianti.
      A questo proposito, rimando al link fornito da Ennio sotto l’articolo “La politica dei vedremo” che tratta egregiamente l’argomento.

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  5. Se come dice Breton non ci sarà bisogno del vaccino Russo (scelta MOLTO POLITICA) E NON avremo l’immunità di mandria, che facciamo, diamo l’assalto alla Bastiglia (Parigi) e lo possiamo ghigliottinare?

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