Di Battista: “Renzi si dimetta, ora serve legge sul conflitto d’interessi”

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – Di sera il fu rottamatore parla tramite la sua E-News, rivendicando tutto: “Intrattenere rapporti con l’Arabia Saudita non solo è giusto ma è anche necessario, perché è un baluardo contro l’estremismo islamico”. Ma per Alessandro Di Battista non può essere così semplice: “Matteo Renzi riceve soldi da un fondo saudita e adesso deve dimettersi, punto”. Per l’ex deputato del M5S non c’è alternativa, dopo quanto emerso su un rapporto della Cia, secondo cui il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman “approvò” l’operazione dell’intelligence del suo Paese “per catturare o uccidere il giornalista saudita Jamal Khashoggi”, oppositore del regime.

*** Renzi fa notare: “Svolgo attività previste dalla legge ricevendo un compenso sul quale pago le tasse in Italia. Tutto è perfettamente legale e legittimo”. Non è un politico, è un lobbista di se stesso. Ma in qualsiasi Paese del mondo Renzi si sarebbe già dovuto dimettere, perché c’è di mezzo anche la sicurezza nazionale. Il rapporto della Cia conferma ciò che tutti già sapevano, e che era già noto quando il senatore si recava in Arabia Saudita. L’ex premier è stato lì per lodare il principe anche durante la crisi politica che lui stesso ha provocato. Ma essendo tornato al governo, nessuno gli chiede le dimissioni, e solo in queste ore qualcuno sta cominciando a chiedergli conto di quanto accaduto.

*** Sinistra Italiana pone il tema da giorni. Piuttosto fino a oggi il Movimento è stato timido al riguardo, no? Non so, non è affar mio.

*** Ha battuto un colpo anche il Pd. Vedremo cosa farà. Intanto io dico che almeno metà del Partito democratico ha aiutato Renzi a disfare la tela del governo Conte e ha contributo al momentaneo assassinio politico dell’ex premier. Sono gli stessi dem che ora invocano il suo ritorno nel partito, in nome di rapporti di potere e forse anche per masochismo.

*** Quali conseguenze politiche potrebbe avere questa vicenda? Non so. Di certo il caso di Renzi dimostra che è assolutamente prioritaria una legge sul conflitto d’interessi, che impedisca ai politici in carica di prendere soldi da enti esteri e che eviti la commistione tra banche e mondi finanziari in una fase così delicata, che si presta alla speculazione. E poi c’è il tema delle porte girevoli tra la politica e le aziende. Due ex ministri del governo Gentiloni, prima Padoan e ora Minniti, sono passati dall’essere deputati a incarichi per imprese attive nei settori di cui si occupavano da ministri. È tutto a norma di legge, ma in un Paese normale non dovrebbe accadere.

*** Nell’attesa, i Cinque Stelle sono dilaniati dal sì al governo Draghi. Mi dispiace, ma io ho provato fino all’ultimo a convincerli che era un errore. La storia di Draghi, antitetica ai principi del Movimento, la genesi e la composizione di questo governo fanno capire chiaramente come non fosse possibile entrare in questo esecutivo. Io sono rimasto alla linea del Movimento di un mese fa e non ho cambiato idea: loro sì.

*** Potrebbero risponderle che stando dentro possono difendere meglio risultati come la riforma della prescrizione. E in questi giorni lo hanno anche dimostrato, no? Lo avrebbero potuto fare in modo più incisivo, astenendosi nel voto di fiducia e valutando ogni singolo provvedimento in Aula, senza doversi sedere accanto ai forzisti Brunetta, Gelmini e Carfagna.

*** Ora il M5S pare aggrapparsi a Giuseppe Conte. Lei cosa gli consiglierebbe, di entrare nel Movimento? Il mio modo di rispettarlo consiste nel non dargli suggerimenti. Di sicuro, pur non essendo sempre stato d’accordo con lui, l’ho difeso sempre, anche quando molti tacevano.

*** Lo invocano da ogni parte, l’ex premier. Magari anche troppo, non crede? Conte ragiona con la sua testa.

*** Lei invece si è fatto di lato. Come sta fuori del Movimento? Trascorro giorni di grande libertà. Mi chiamano tanti attivisti e anche parlamentari.

*** Che programmi ha? Magari prepara il ritorno… Da qui ai prossimi mesi scriverò e lancerò proposte politiche. Poi a settembre prenderò una decisione, in base allo stato dell’arte.

5 replies

    • @cesaregoffredogranese
      Magari!
      Visto quello che è riuscito a combinare in questi ultimi tempi l’ex-Elevato, più che di un parricidio
      si tratterebbe di una pietosa eutanasia.

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  1. Non lo definirei “parricidio’,
    In fin dei conti grillo si è” elevato” elevato cosi tanto che hanno dovuto legarlo x le p@lle, altrimento sarebbe volato via come un qualsiasi palloncino.

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  2. Ammettiamo che Tizio, che ha una rilevante carica politica, faccia un grossissimo favore a Caio. Quest’ultimo vorrebbe sdebitarsi ma entrambi non vogliono farlo sapere oppure la cosa è vietata. Caio incarica Sempronio, suo amico e corrispondente d’affari residente all’estero, di effettuare dei versamenti come regalìe, come liberalità, a famose Istituzioni pubbliche e private, università estere, associazioni di beneficenza ed enti di ricerca senza scopo di lucro. Le organizzazioni descritte organizzano abitualmente manifestazioni, conferenze, studi dedicati. A questi lavori viene invitato a partecipare, a pagamento, Tizio. Tutto regolare, tutto impeccabile e i giochi sono fatti.

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  3. Di Battista è parte importante della migliore essenza del Movimento. Quanto prima rientra nella politica attiva, in particolare in questo momento delicato, più ne gioverà la salute del M5S

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