Lo Statuto rubato

(Giuseppe Di Maio) – Nel M5S non si vota in disaccordo, poiché nel Movimento esiste la servitù di mandato. La libertà di cui parla la Costituzione è un articolo abolito dalla morale a 5 stelle. Ogni portavoce sa quali sono i capisaldi della “dottrina” pentastellata: pochi precetti, semplici e chiari. Altre “voci” non sono ammesse, giacché il mandato lo elabora la rete e non i meetup locali. Quindi, chiunque si senta investito del dovere di rappresentare secondo il proprio gusto l’incarico conferito dagli elettori, ha sbagliato partito.

A parte questo, ci sono da dire due parole proprio sulla difficoltà del Movimento di diventare a tutti gli effetti un partito. E c’è da dire che la governance reale è nelle mani del fondatore, e di un “erede” che pretende in ogni occasione di far pesare la struttura che offre Rousseau in supplenza di quella di un’organizzazione politica tradizionale. La democrazia digitale è diventata opprimente, e le voci dei cittadini reali si spengono di fronte a quelle di un popolo interrogato solo per confermare l’opinione dei vertici.

Luigi Di Maio lascia il posto di Capo politico, e il reggente Crimi s’incarica di portare a termine il percorso fondativo degli Stati generali. Un anno per completare il progetto che a causa della pandemia non ha avuto sedi fisiche ma solo virtuali. I temi soggetti a votazione hanno avuto una scarsa partecipazione. E pare proprio che la maggior parte del lavoro sia stata quella di proporre ad un popolo ignaro finti quesiti, di dare l’impressione che tutta l’operazione sia stata una grande prova di democrazia.

Purtroppo non è così, e la diserzione delle “urne” ne è la prova. Quello dell’adesione al governo Draghi (un quesito mal posto, ma in ogni caso veramente sentito) ha avuto una partecipazione 9 volte più numerosa della votazione sullo statuto. Sono certo che la maggior parte degli iscritti non ha partecipato perché non ha avuto l’impressione di esprimere liberamente il proprio pensiero. Difatti, perché a fianco dello scarno si o no a false domande, non si è creata la casella non so; la casella altro; la casella rutto libero? Perché Rousseau è solo lo strumento di una lotta di potere che sta estinguendo lo spirito a 5 stelle. Più volte ho detto che la piattaforma non serve a selezionare una classe dirigente, ma può essere il mezzo per selezionare le idee, e per fare formazione. Più volte ho detto che la proprietà sarebbe dovuta passare al Movimento, anzi, al popolo italiano.

Alla fine non abbiamo un capo politico, un segretario, qualcuno che rappresenti la linea del M5S, ma abbiamo un comitato a rappresentare “le anime”. Non abbiamo una direzione centrale del partito in cui si elabora la strategia. Abbiamo una cosa ondivaga, che permette equivoci, e che consegna le decisioni nelle mani del potere reale a 5 stelle. Ma questa non è democrazia. E per conto mio l’attuale direzione del Movimento non ha più l’autorità di prendere alcuna decisione, meno che mai quella di cacciare gli oppositori alla linea di maggioranza. La debolezza ideologica del Movimento, che più e più volte ho segnalato, sta portando la rivoluzione pentastellata nelle secche ingloriose del sospetto e della competizione fratricida.

18 replies

  1. Non concordo affatto.
    La democrazia diretta è la cosa che mi ha avvicinato di più al movimento 5 stelle. Sono un iscritto proprio perché, col mio voto, posso delineare il percorso del movimento, senza dover aspettare i 5 anni di mandato.
    Se il movimento 5 stelle sbaglierà sarà colpa di chi ha votato su Rousseau in una certa direzione.
    La piattaforma è in mano ad un ente terzo proprio perché Casaleggio sapeva che prima o poi i vertici avrebbero cercato di delegittimarla, per poter decidere in solitaria come accade nei partiti.
    La gente si iscrive ai partiti per un solo motivo: candidarsi. Se la piattaforma non esistesse più e la democrazia diretta venisse messa da parte non avrei più motivo per essere iscritto, giacché non ho intenzione di candidarmi.

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    • “posso delineare il percorso del movimento?”— si con quesiti che si reggono su sofismi ingannevoli, creati appositamente per veicolare gli interessi di pochi. Vedrai fra un anno quante deroghe allo statuto verranno introdotte, in primis il secondo mandato. E’ diventato una setta e non un movimento. Anche io sono iscritto alla piattaforma e, purtroppo, mi sto accorgendo che non conto un c…o
      Continua a farti portare per il sedere, giusto per usare un eufemismo…

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      • Gabriele hai appena insultato l’intelligenza umana.
        voglio proprio vedere chi è così stupido da cambiare idea per due righe scritte a c****

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  2. Al momento le espulsioni sono congelate, cosa che i giornalisti hanno oscurato.
    la questione è stata rimessa al collegio dei probiri, l’unico che decide su queste cose e richiede che siano tutti d’accordo
    ma una probivira, Raffaella Andreola, ha detto No alle espulsioni dei 15 del Senato a cui si sarebbero dovuto aggiungere 31 della Camera e i 12 assenti, per un totale di 82 espulsioni. Una cosa folle!
    Dalla base si chiede a più voci che siano gli elettori a decidere.
    E’ di questo che l’autore dei temi del blog delle stelle doveva parlare, invece di fare sempre propaganda a senso unico, il che è veramente antidemocratico.

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    • L’ELEFANTE SUL DIVANO: qui non è questione che vengano espulsi o meno; la questione è che c’è stata la volontà ferrea di liberarsi di chi doveva essere liberato dai “dorotei”. Che rimangano o che se ne vadano è irrilevante: il M5S E’ “FUNUTO”!

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      • eccolo di nuovo il discepolo preferito del “divino Otelma”…….!!! BAU-BAU…pussa via…..scio’…scio’…!!

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  3. Crimi ha avuto troppa fretta a decretare l’espulsione dei 15 senatori che hanno detto NO a Draghi, a cui sarebbero da aggiungere i deputati e gli assenti, per un totale di 82 espulsi. La questione secondo statuto è sata rimessa ai probiviri, atti a stabilire chei deve essere spulso e chi no. Questi devono decidere all’unanimità e una di loro, Raffaella Andreola, ha detto no alle espulsioni. Per cui al momento le espulsioni sono congelate.. Si chiede ora a gran voce che siano gli elettori a decidere con la Piattaforma Rousseau.
    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/02/19/m5s-probivira-andreola-sospendere-per-ora-espulsioni_0ac4ce7b-5722-4827-9746-dce5519a82bb.html

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  4. Crimi ha avuto troppa fretta a decretare l’espulsione dei 15 senatori che hanno detto NO a Draghi, a cui sarebbero da aggiungere i deputati e gli assenti, per un totale di 82 espulsi. La questione secondo statuto è sata rimessa ai probiviri, atti a stabilire chei deve essere spulso e chi no. Questi devono decidere all’unanimità e una di loro, Raffaella Andreola, ha detto no alle espulsioni. Per cui al momento le espulsioni sono congelate.. Si chiede ora a gran voce che siano gli elettori a decidere con la Piattaforma Rousseau.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2021/02/19/m5s-probivira-andreola-sospendere-per-ora-espulsioni_0ac4ce7b-5722-4827-9746-dce5519a82bb.html

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  5. sulle espulsioni si deve esprimere la base, gli iscritti…! si tratta di democrazia diretta…!!!
    e va sottoposto al vaglio degli iscritti pure l’espulsione del “giggino tetrapoltronaro destrorso, usurpatore, traditore” al fine di determinare se sia abbanstana il male che ha fatto al mov e, per questo, debba essere cacciato con ignominia…!!!

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  6. Concordo più o meno su tutto.

    Non concordo quando afferma: “La democrazia digitale è diventata opprimente, e le voci dei cittadini reali si spengono di fronte a quelle di un popolo interrogato solo per confermare l’opinione dei vertici”

    No caro mio, la democrazia digitale (brutta espressione, si potrebbe parlare di democrazia partecipata) ha fallito perché è stata sempre una presa per il culo.
    Già il fatto che molti militanti vengono bannati senza motivo o solo perché non sposano al 100% la linea “pro tempore” del M5S ne è la conferma: come la costruisci l’intelligenza collettiva se annichilisci, con una moderazione demenziale, discrezionale, incomprensibile, verticistica, lo spirito critico?
    Passi dell’intelligenza collettiva alla deficienza spesso interessata dei leccaculo.

    Le votazioni non certificate della serie “fidatevi altrimenti fuori dai coglioni” (Grillo usò anche questa espressione), la censura opaca, senza un perché, i quesiti truffaldini, la impossibilità di scegliere davvero i commentatori migliori del blog come candidati… Nessuna idea di democrazia, era solo una presa per il culo digitale.

    Non ha fallito la democrazia digitale, ha fallito solo la democrazia digitale del M5S, com’era ampiamente prevedibile da diversi anni anche per un normodotato.

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