A. Di Battista: “Da Dell’Utri a Bontate: il curriculum di Berlusconi ci impone di dire No al nuovo governo”

(di A. Di Battista – tpi.it) – “Non ho paura e non pago il pizzo”. Libero Grassi paura non ne ha avuta e per questo ha pagato con la vita. Libero Grassi venne ammazzato trent’anni fa a Palermo. Venne ammazzato perché non pagò il pizzo ma soprattutto perché lo disse pubblicamente. Prese posizione e lo fece pienamente consapevole dei pericoli che avrebbe corso.

D’altro canto la Sicilia in quegli anni sembrava il far west. Piersanti Mattarella era stato assassinato nel 1980, Pio La Torre nel 1982. Pochi mesi dopo persero la vita il generale Dalla Chiesa, sua moglie ed il poliziotto Domenico Russo.

Nel 1984 i sicari di Cosa Nostra assassinarono a Catania il giornalista Giuseppe Fava. Nel 1985 cadde Beppe Montana, pochi giorni dopo Ninni Cassarà spirò sulle scale di casa, tra le braccia della moglie, crivellato dai colpi di Kalashnikov.

Nel 1988 toccò a Mauro Rostagno, nel 1989 ad Antonino Agostino, freddato, a Villagrazia di Carini, insieme a sua moglie Ida, incinta di due mesi. Giovanni Falcone, alla camera ardente di Agostino, confidò al commissario Saverio Montalbano che si trattava di un omicidio contro di lui.

Vincenzo Miceli, imprenditore che, come Libero Grasso, denunciò i tentativi di estorsione da parte di Cosa Nostra, venne assassinato nel 1990. Nel 1991, mentre era in vacanza in Calabria, fu ucciso il giudice Scopelliti, reo di rappresentare la pubblica accusa nel Maxiprocesso istruito anni prima da Falcone e Borsellino e soprattutto di non essersi lasciato corrompere da offerte miliardarie da parte mafiosa.

Questo era il clima e Libero Grassi lo sapeva. Mentre la mafia assassinava giudici, politici, poliziotti, giornalisti e imprenditori, Marcello Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia, non faceva altro che rafforzarla. Come? Convincendo Silvio Berlusconi a versare ingenti somme di denaro a Cosa Nostra.

Sono passati sette anni dalla condanna di Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Sette anni non sono pochi, soprattutto nell’era dell’infodemia, ovvero il bombardamento quotidiano di informazioni, molte delle quali del tutto effimere, al quale siamo sottoposti.

Per questo gran parte della pubblica opinione l’ha dimenticato, come ha dimenticato (e probabilmente in molti non le hanno mai conosciute) le ragioni di tale condanna.

Dell’Utri è stato condannato per aver contribuito agli obiettivi criminali della mafia. In sostanza, pur non prendendo parte direttamente all’organizzazione mafiosa, le sue scelte, le sue azioni, i suoi suggerimenti e le sue relazioni hanno permesso il rafforzamento di Cosa Nostra, ovvero l’organizzazione criminale che ha fatto saltare in aria Falcone e Borsellino.

Tra le azioni messe in campo da Dell’Utri per fortificare la mafia c’è l’intermediazione che svolse tra Cosa Nostra e Berlusconi. Ecco alcune parti della sentenza della Cassazione: “Grazie all’opera di intermediazione svolta da Dell’Utri, veniva raggiunto un accordo che prevedeva la corresponsione, da parte di Silvio Berlusconi, di rilevanti somme di denaro in cambio della protezione a lui accordata da parte di ‘Cosa nostra’ palermitana”.

“Tale accordo era fonte di reciproco vantaggio per le parti: per Silvio Berlusconi esso consisteva nella protezione complessiva sia sul versante personale che su quello economico; per la consorteria mafiosa si traduceva, invece, nel conseguimento di rilevanti profitti di natura patrimoniale”.

L’accordo Berlusconi-Cosa Nostra ha prodotto vantaggi per entrambi. Per raggiungere un accordo le parti devono incontrarsi. Ebbene, Berlusconi si sedette al tavolo con illustri esponenti mafiosi. L’incontro è provato ed avvenne a Milano tra il 16 maggio 1974, data dell’arresto di Luciano Liggio – boss dei corleonesi, ovvero il punto di riferimento di Riina e Provenzano – ed il 26 maggio del 1974, giorno in cui venne arrestato Stefano Bontate, uno dei partecipanti all’incontro con Berlusconi.

In molti ritenevano Bontate, prima che venisse ammazzato su ordine di Riina, il capo dei capi di Cosa Nostra. Cinque anni prima dell’incontro con l’ex-cavaliere, Bontate aveva organizzato la strage di viale Lazio, il blitz realizzato da Riina, Provenzano e Bagarella per uccidere il boss Michele Cavataio.

Bontate aveva appena ricostituito la Commissione, ovvero la Cupola di Cosa Nostra insieme a Liggio e a Badalamenti (quel Badalamenti che, qualche anno dopo, fece assassinare Peppino Impastato) quando Dell’Utri lo presentò a Berlusconi.

Bontate era Cosa Nostra in persona. Sembra un film dell’orrore ma è la verità. Scrivono i giudici: “Tra il 16 e il 29 maggio 1974 si svolgeva a Milano un incontro cui prendevano parte Marcello Dell’Utri, Silvio Berlusconi, Gaetano Cinà (legato alla ‘famiglia’ mafiosa di Malaspina), Stefano Bontade (capo della ‘famiglia’ mafiosa di S. Maria del Gesù ed esponente, fino a poco tempo prima, insieme con Gaetano Badalamenti e Luciano Liggio, del ‘triumvirato’, massimo organo di vertice di ‘Cosa nostra’), Girolamo Teresi (sottocapo della ‘famiglia’ mafiosa di S. Maria del Gesù), Francesco Di Carlo (‘uomo d’onore’ della ‘famiglia’ mafiosa di Altofonte di cui, all’epoca, era consigliere e di cui, in seguito, sarebbe diventato sottocapo)”.

Bontate venne assassinato a Palermo nel 1981 e da quel giorno i corleonesi iniziarono a dettare legge. Il cambio di “governo”, tuttavia, non compromise l’accordo con Berlusconi.

“I pagamenti di Berlusconi in favore di ‘Cosa nostra’… erano proseguiti senza soluzione di continuità” e “dopo la scomparsa di Stefano Bontade e di Girolamo Teresi, erano stati effettuati ai fratelli Pullarà, divenuti reggenti del mandamento di S. Maria del Gesù”.

Dunque anche i corleonesi, la frangia più violenta e stragista di Cosa Nostra, ottennero vantaggi grazie al patto con Berlusconi.

Torniamo all’incontro a Milano del 1974. Da una parte Berlusconi e Dell’Utri, dall’altra Bontate, Cinà, Teresi e Di Carlo. Il curriculum di Bontate è stato appena menzionato. Veniamo agli altri.

Gaetano Cinà, vecchio amico di Dell’Utri, venne considerato il tramite tra lui e Cosa Nostra. Di lui si ricorda una condanna a 9 anni di carcere e una cassata da 10 kg fatta recapitare a Berlusconi nel Natale del 1986, poche settimane prima che l’imprenditore rilevasse il Milan.

Teresi, sottocapo della famiglia mafiosa di S. Maria del Gesù, era braccio destro di Bontate. Secondo diversi pentit – tra cui Tommaso Buscetta, colui che spiegò per filo e per segno il funzionamento di Cosa Nostra permettendo a Falcone e Borsellino di istruire il Maxiprocesso – fu proprio Teresi, su ordine di Bontate, a rapire nel 1970 Mauro De Mauro, un giornalista che stava indagando sulla morte di Enrico Mattei e che, sempre secondo Buscetta, si stava avvicinando troppo alla verità. Di De Mauro non si seppe più nulla.

Francesco Di Carlo, uomo d’onore di Altofonte, era specializzato in traffico di droga. Secondo il pentito Francesco Marino Mannoia, fu De Carlo ad uccidere Roberto Calvi, trovato appeso ad una corda sotto il ponte dei Frati Neri di Londra. De Carlo, diventato anch’egli un pentito, negò. Tuttavia ammise che Pippo Calò, cassiere di Cosa Nostra nonché punto di riferimento della Banda della Magliana, gli chiese disponibilità per quell’omicidio.

Questo è il quadro legato alla condanna definitiva di Dell’Utri ed è bene sapere e ricordare perché è la memoria che rende liberi i cittadini. Tuttavia il quadro è peggiorato il 20 aprile del 2018, con la sentenza, di I grado (quindi – va specificato – non definitiva), sulla Trattativa Stato-Mafia.

Quel giorno, mentre Berlusconi dichiarava che avrebbe messo gli esponenti del Movimento 5 Stelle “a pulire i cessi di Mediaset”, i giudici di Palermo condannavano mafiosi e generali dei carabinieri per aver realizzato la “Trattativa”. Marcello Dell’Utri, anch’egli imputato, è stato condannato a 12 anni di carcere per essere stato uno dei protagonisti di una trattativa che, secondo i giudici, ha aumentato il potere di Cosa Nostra, spingendo i mafiosi ad osare di più (quindi a piazzare più bombe) fino all’ottenimento di una serie di garanzie politiche.

La sentenza di primo grado ha messo nero su bianco un fatto sconvolgente: Berlusconi continuò a pagare la mafia anche da presidente del Consiglio, dunque anche dopo la strage di Capaci, quella di via D’Amelio, quella di via Palestro a Milano e quella dei Georgofili a Firenze che costò la vita, tra gli altri, a Caterina, una bimbetta di appena 50 giorni.

Dell’Utri aveva rapporti, anzi rafforzava la mafia, mentre fondava Forza Italia insieme a Berlusconi, Previti, Martino, Urbani e Antonio Tajani, attuale vice-presidente del partito e indicato, da molti, come possibile ministro del Governo Draghi.

Viviamo in una crisi. Crisi pandemica, economica. Anche una crisi etica. Il miglior vaccino per la crisi etica è la memoria. Le imprese chiudono e molti imprenditori si affidano all’usura, ovvero ad una delle armi in mano alle cosche. Quelle cosche, queste cosche.

Non è accettabile dividere questioni economiche da questioni morali. Perché nella nostra Italia vi sono stati esempi virtuosi. Imprenditori che non hanno chiuso solo per scelte politiche sbagliate o per la sistematica distruzione della classe media della quale, molti neo-salvatori, sono stati artefici. No. Hanno chiuso perché sono stati assassinati per essersi opposti al pizzo.

E l’hanno fatto mentre un imprenditore che oggi viene ricevuto con tutti gli onori nelle stanze del potere romano non ha fatto altro che pagare, pagare e ancora pagare. Ed oggi rischia di tornare al governo del Paese.

75 replies

  1. Mentana ha appena detto che in questo articolo c’è di tutto, pure le multe per divieto di sosta. Trattasi secondo l’emerito giornalista (non laureato, scappato di casa?) di “odio antropologico” da parte di Dibba per Berlusconi.
    Ecco, in pratica Falcone è morto perché era un capoccione.

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      • Ah ecco arrvato il cogliostro caglione. Fan sfegatato del leghista celhoduro e del figlo, suo intellettuale di riferimento.
        Ma il trota la laurea dove l’aveva comprata? Non ricordo, ma nin sono le zone che ha frequentato il cogliostro caglione?
        A ‘mbecille! Vai a portare un fiore sulla tomba della tua maestra delle elementari suicidatasi perché dopo 5 anni non è riuscita a farti capire che il periodo si chiude col punto e non con la virgola. In culo te c’entra in testa no!

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  2. Capovolgendo il discorso di Di Battista, la mia idea è che se B. appoggia questo Governo, è meglio per il 5s starne dentro e fare da guardiano che starne fuori e fare da guardiano.

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  3. Non c’è solo Berlusconi….

    GLI ERRORI SI PAGANO CARI. Viviana Vivarelli
    Fate tutti lo stesso errore di valutare Draghi come un politico qualsiasi come Salvini o Zingaretti.
    Per quanto costoro siano dei cani incapaci, non hanno dietro il supporto dell’alta finanza, non hanno imposto l’austerità sull’Europa, non fanno parte dei poteri neri del mercato, non sono membri di quel neoliberismo massonico internazionale che vuole dominare il mondo, e, soprattutto, non hanno distrutto interi Paesi come la finanza internazionale ha fatto con l’Argentina e con la Grecia in un modo così spietato che non si sono rialzate mai più.
    Credete che i loro partiti non abbiano pensato di poterli controllare se ci governavano insieme? Che non abbiano pensato di salvare stato sociale e democrazia,beni pubblici e libertà di agire? E guardate come sono finiti! Argentina distrutta! Grecia distrutta!
    Ora è il turno dell’Italia.Conte è simpatico a una parte dei big europei ma i poteri neri hanno scagliato contro di lui tutti i media italiani in una campagna di distruzione e calunnie continua
    Credete che non ci siano speculatori internazionali,che giocano sul nostro fallimento? Prima ci hanno provato con Monti, Padoan e la Fornero, poi ci hanno provato con Renzi,lo sciocco Pd e i soci delinquenziali di Renzi.Ora mandano Draghi che è il loro pezzo forte. E volete pure votarlo??? Un giorno vi pentirete gravemente per il vostro errore.Oggi siete incapaci di vedere e rifiutate di sentire qualunque cosa contraria.Vi accampate dietro scuse ridicole, che dobbiamo stare lì per difendere le nostre leggi(come se qualcuno le annullasse), che non potete lasciare il campo libero e Salvini e a Berlusconi(come se non calaste le braghe come loro e loro contassero qualcosa agli occhi di Draghi)…Poi ci sarà quella che gli psicologhi chiamano ‘razionalizzazione dell’errore, come avviene nell’ipnosi quando il mago dà un comando post ipnotico, per es. “tra un’ora apri l’ombrello!” e tu apri l’ombrello e per spiegare questo atto ridicolo trovi delle spiegazioni plausibili.

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    • Ma come ti permetti di giudicare in questo modo chi non la pensa come te? Ma un bel bagnetto di umiltà no eh?
      Viva i 5s! quelli veri, quelli che in casi di “crisi” si confrontano e fanno gruppo, quelli che appoggiano quello che il gruppo decide, e abbasso a tutti quei 5s che preparano spaccature di partito oggi come spaccavano i meetup ieri.

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    • Guarda cosa scrivevi non molto tempo fa di Di Battista e del M5s… l’ho ritrovato cercando Sandokan su infosannio perché mi ricordavo l’immagine di “Sandokan in un ufficio”.
      SANDOKAN-Viviana Vivarelli.
      Finché Di Battista dirà cose contro il M5S sarà l’ospite d’onore di tutti i media. Lui nemmeno lo capisce e crede che la celebrità corrisponda a un riconoscimento di valore.
      Di Battista arriva di colpo, fa la sua sparata, spacca tutto, offende anche il Movimento e poi se ne va per i cazzi suoi. Bellissimo! Spettacolare! Sembra Sandokan. Ma non siamo in un film di avventura. Siamo in una realtà confusa, complicata, difficile e insidiosa dove i tipi come lui fanno molta scena ma non cambiano la realtà.
      Ma ce lo vedete Di Battista in un governo che deve lavorare in squadra giorno e notte? Che deve stare attento a quello che dice? Che deve superare gli ostacoli con furbizia e circospezione? Che non deve inimicarsi nessuno altrimenti cade il Governo? Sarebbe come vedere Sandokan in un lavoro di ufficio. Sandokan attacca le tigri, per lui fare il politico è tempo perso.
      Ci sono i tempi in cui i Sandokan hanno successo e sono i tempi della fanciullezza che ha bisogno di eroi. Ci sono tempi in cui camminiamo nelle tenebre e abbiamo bisogno di persone abili e pazienti che tengano acceso il fuoco contro vento.

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    • Ne riparliamo quando il governo si metterà in moto. Draghi ha un passato da keynesiano. La mia ipotesi è che all’epoca si sia convertito al neoliberismo perché era più semplice fare carriera e Draghi è molto ambizioso.

      Dirà qualcuno che è stato esclusivamente grazie al suo spessore e ai suoi studi. Sicuramente, ma credo che non sia l’unico fattore.

      Non sarebbe la prima volta che un economista viene premiato per simili posizioni. È successo a Milton Friedman, teorico, assieme a Friedrich von Hayek, del neoliberismo, che vinse il premio Nobel non certo per le sue demenziali idee di riduzione all’osso della spesa pubblica, applicate da Reagan, Thatcher e da… Pinochet.

      Ora che il vento in economia sta cambiando, Draghi potrebbe essere tornato alle sue idee giovanili, sempre in ragione della sua ambizione, che in questo caso ci tornerebbe utile. Staremo a vedere.

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      • Pirgo, questa posizione mi sembra che Draghi l’abbia “ripresa”già da tanto, sempre che partiamo dalla tua teoria, che ha un suo perché, e non dal fatto che forse è un tipo che adatta il posizionamento alle circostanze.
        Forse il suo “whatever it takes” è proprio una forma mentis, per cui non pone alla sua azione i limiti della propria visione politica, ma fa ciò che considera necessario fare, a tutti i costi.

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      • Sono mesi che ne sento parlare, anche da voci autorevoli all’interno del circuito massonico – tra cui Gioele Magaldi, in passato durissimo con Draghi. Il “whatever it takes” non mi pare una prova sufficiente: era in gioco il destino dell’eurozona.
        La nomina ad accademico da parte del Papa – non certo vicino alla massoneria reazionaria, a differenza di Giovanni Paolo II e in una certa misura anche Benedetto XVI – parrebbe essere un altro indizio a suo favore.
        Sarò diffidente finché non lo vedrò in azione, pur essendo favorevole all’entrata del M5S nel governo, essendo paradossalmente la scelta più prudente.

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  4. Dibba Dibba NON SEI CREDIBILE.
    Marco Travaglio scrisse L’odore dei Soldi, con Veltri, nel 2001 denunciando l’origine mafiosa della ricchezza di Berlusconi.
    Ne pagò le conseguenze in termini di lavoro sia lui che le persone vicine per averlo pubblicizzato, come Luttazzi e Santoro.
    Nel frattempo tu NON TI VERGOGNAVI a partecipare ai casting della De Filippi e ai nostri giorni a pubblicare il libro con la Mondadori.
    Ecco perchè giudico questi tuoi attacchi del tutto strumentali e pretestuosi.
    Non ti par vero di ritornare al centro della scena, in nome di una purezza oramai svenduta dal momento in cui fu firmato il patto con LEGALADRONA, da te benedetto.
    Perchè non ti sei messo di traverso all’epoca? Un partito che ha sempre partecipato ai banchetti sulla sanità in Lombardia, in Piemonte, in Veneto oppure ha fatto da palo, come sul Mose di Venezia. E di collusi mafiosi leghisti ne sono piene le sentenze depositate in vari tribunali.
    Oggi sei tornato puro, perchè vuoi raccattare la tua quota di celebrità da mettere a reddito non appena si dovesse ritornare a votare.
    Ma del contesto in cui ci si sta muovendo, dei vantaggi SOPRATTUTTO per il M5S su lungo termine, di vedere messi in agenda suoi storici cavalli di battaglia ambientalisti.
    Parli di memoria ad un popolo che la storia criminale di quel vecchio puttaniere la conosce. Oggi è nuovamente caduto in casa. E viene tenuto in piedi con le stecche di titanio e lo scotch al carbonio. E’ un malato di cuore ed è prossimo al trapasso. Non lo vedi in viso come si è ridotto? La Meloni e lo sciacallo padano se lo portano dietro e lo esibiscono come un nonnetto di cui interessa l’eredità, che nel loro caso sono i voti.

    PERCHE’ NON SCENDI PER UNA VOLTA NEL MERITO INVECE DI ASSUMERE UN ATTEGGIAMENTO DI CONTRAPPOSIZIONE?
    PERCHE’ NON TI ENTRA IN TESTA CHE IL MODO MIGLIORE PER DISABILITARE E PREVENIRE CERTI COMPORTAMENTI PIRATESCHI E’ L’INGRESSO NELLA CABINA DI REGIA?
    Draghi vuole sapere se la sua maggioranza dovrà contare sulla lega e forzamafia oppure avrà dentro pure il M5S a bilanciare i oro appetiti criminali.

    Sei un infantile, come i tuoi piccoli fans acefai che ti acclamano per partito preso.

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  5. Supports the former ECB President
    Italy’s 5-star movement votes to support Draghi government in an online vote. The trends are positive for the former ECB Pres.

    The 5-star movement is the biggest party in parliament.

    Salvini’s League party and the Democratic party have already given their backing.

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  6. E ora che fai, esci dal partito per chiedere ospitalità a pappagone e fusaro o attendi il tuo turno?
    Di sicuro hai creato un’inutile tensione che ha sfaldato ulteriormente un corpo in decomposizione.
    Hai una capacità di visione, un intuito e la destrezza di un bradipo.Detto con rispetto della bestiola.

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    • ora si attacca a sta minkia. E’ la democrazia diretta, bellezza!

      Quella che quelli come te ci cagano sopra, però NON CE L’HANNO!!!

      Dicevi che vinceva il NO. Ovviamente ha vinto il SI.

      suka anche te insiema al dibba dibba dibba.

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    • Dimentichi che la decisione è passata per Rousseau, quindi i portavoce portranno la voce. Chiaro che gli endorsment di Grillo Conte ecc hanno fatto la loro parte, però non si può chiedere a chi ha contribuito alla crescita del 5s e che OGGI ha portato le proprie ragioni al 40,3% del voto di oggi di uscire dal partito.

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  7. L’elevato è cosi elevato che ha ucciso il movimento, ha legittimato tutta la merda del parlamento, da berlusconi, calenda, bonino, ecc..
    Spero vivamente che sparisca, ha preso per i fondelli troppi elettori. Renzi a cui darei un calcio nelle palle da fargliele arrivare dove ci sono le tonsille ha giocato sporco ma e riuscito nel suo intento.

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    • Dimentichi che la decisione è passata per Rousseau, quindi i portavoce portranno la voce. Chiaro che gli endorsment di Grillo Conte ecc hanno fatto la loro parte, però non si può dare la colpa a chicchessia…

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  8. Il voto rispetta quasi perfettamente le mie convinzioni: al 55% ero per il sì, e al 45% per il no.

    leggo comunque commenti definitivi, invece secondo me è ancora tutto aperto.
    Ora se draghi si mette a fare draghi e la casta unita si mette a fare la casta unita stare dentro il governo sarà impossibile e a breve termine saremo daccapo.

    Purtroppo abbiamo dovuto decidere prima che draghi dicesse pubblicamente cosa realmente vuole fare, al buio cioè, e ancora tutto può succedere.
    Se il movimento tutto sommato ha fatto bene ad andare a vedere il bluff di draghi, resta secondo me il fatto che draghi in men che non si dica incomincerà a fare quello che è sempre stato, il portavoce dell’alta finanza, e le cose si riveleranno temo molto più complesse di come appaiano ora.

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  9. Tre piccioni con una fava,non è da tutti.Adesso voglio vederli sostenere le loro “linee” politiche (pd-l, laida ladrona e sforza italia).Sentito Tabaglio dalla Krugher…il nuovo Ferrara ma più longilineo…Pensato molto tempo fa.A pensar “male” a volte ci si piglia.Un capolavoro, politico e strategico.Speriamo che il resto sia all’altezza della “nuova era” e che tutto vada oer il meglio.Un pò di bicarbonato e si digerisce anche questa..:DTra 2 settimane tutto dimenticato.Con Draghi non si scherza speriamo che gli “eletti” (eufemismo) dep e sen si adeguino al livello di gioco(e in fretta).Prima era difficoltà media ora siamo al livello difficoltà max.Alla prima cappela si “muore”.Saluti

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  10. Commiato di Di Battista, con lealtà e dignità si è chiamato fuori, non ha accusato non ha recriminato.
    Qualsiasi cosa si sia detto di Di Battista, spesso per denigrarlo sul piano personale, al di là delle sue scelte, questo ragazzo ha la schiena ritta ed è sinceramente un grillino che crede veramente nelle 5 stelle originarie.
    Un grande bocca al lupo

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  11. Che peccato ragazzi!
    La considero una perdita per tutti, egoisticamente a noi ci serve un mov forte (cit. Bersani) e senza Dibba il movimento è meno forte.

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  12. Mi dispiace per la scelta di Di Battista, scelta sicuramente fatta a caldo, ma so che allo stesso tempo è una sua scelta non solo coerente ma anche ben ragionata in questi giorni. Mi dispiace per il movimento che perde una figura importantissima, spero e credo che non scelga di accasarsi da qualche parte o di farsi un partito suo ma, credo e spero che si faccia da parte per ora per poi riproporsi nel m5s quando sarà il momento giusto.

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    • L’ultima che hai detto, tranquillo.
      Crederà di portarsi via lo SPIRITO originario del M5S e di farlo crescere, fuori di lì.

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  13. Sono iscritto da pochi mesi al M5S e quindi non ho potuto votare.
    Avrei votato sì, seppure a fatica, perché penso che controllare dal di dentro sia più utile e proficuo che farlo dal di fuori, oltre al fatto che ritengo anche più facile difendere il lavoro svolto finora.
    Nella mia vita di elettore sono stato più spesso all’opposizione che non al governo: quando ero all’opposizione non mai ottenuto una mazza, perciò preferisco accontentarmi di qualcosa piuttosto che non avere nulla.
    Penso anche che il parlamento sia pieno di partiti e persone schifose, ma stare fuori dal governo non aiuterà a ripulirlo.
    Ruga molto anche a me trovarmi al governo con certi partiti e certi personaggi, ma credo che il Movimento sia più difendibile così, che non dall’opposizione.

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  14. Mi dispiace per la scelta di Di Battista.
    Anche quando non ero d’accordo con lui, l’ho comunque sempre apprezzato.
    Ha fatto una scelta che non condivido appieno, ma che comprendo.
    Spero che il M5S, con il suo operato, gli darà modo di ritornare sui suoi passi in futuro.

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  15. Onore delle armi al Dibba?
    E per quale motivo?
    È sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non voglia vedere, che stia lavorando per sé stesso.
    Rimpiango un vecchio partito come il PCI che pur contando all’interno diverse “sensibilità” si muoveva all’esterno come un blocco unico e granitico, perché il partito veniva prima di tutto e la linea discussa e uscita vincente dalle riunioni di segreteria veniva DEMOCRATICAMENTE accettata da tutte le componenti.
    Dibba in Tour col tre ruote e la scorta popolare, per esibirsisui tanti palchi allestiti lungo il tragitto.
    E il capitone sciacallo continua a farlo da sempre.
    Il Dibba con la sua retorica sopra le righe, forzata e imbarazzante. Come quando parlava dei provvedimenti che toglievano il pane di bocca agli italiani.
    Le sue lacrime facili E IN PRIMA Linea al funerale di Casaleggio, quando sensibilità e pudore imporrebbero un contegno silenzioso e intimamente doloroso se fosse sincero e partecipe anche emotivamente.
    Il Dibba in trasferta in Francia col Bi-ministro e capo politico del partito a fiancheggiare dei rivoltosi sensibili al Front Nationale lepenista nelle loro scorribande teppistiche.
    Non oso immaginare cosa sarebbe successo se, per esempio, il ministro del lavoro di MACRON fosse arrivato a Roma per partecipare alle adunate sediziose, violente e volgari di Pappalardo e caccapound contro il governo Conte.
    Il Dibba che dà ascolto alle scemenze pappagoniche per l’uscita dell’Italia dalla UE e dall’euro.
    Il Dibba che esalta e benedice l’alleanza con la LEGALADRONA E SPECULATRICE, che non si indigna per tutti i criminali accolti da quel partito.
    Ancora il 23 agosto 2019,dopo l’ubriacatura da mojito al Pspeete del capitone lui affermava:
    Di Battista preferisce Salvini: “Bene le aperture della Lega, puntiamo a premier del M5S”. A dimostrazione che è SEMPRE FUORI SINCRONO. Pertanto INAFFIDABILE.

    IL 10 gennaio 2018,prima delle elezioni affermava:
    Il Dibba furioso: tutto tranne che un’alleanza con la Lega. Mal di pancia in zona Grasso. Cioè spingeva verso LEU.

    Invece il 24 LUGLIO 2018 all’inizio del governo Giallo verde dichiarava :
    Alessandro Di Battista: “Ho sempre preferito un accordo con la Lega rispetto a uno con il Pd”.

    Stasera:
    Stavolta non ce la faccio. Da diverso tempo non sono in accordo con alcune scelte del Movimento 5 stelle, è più che legittimo. Non posso far altro che farmi da parte. Da ora in poi non parlerò più a nome del Movimento 5 Stelle anche perché in questo momento il Movimento non parla a nome mio”.
    Quindi? Lasci il partito?
    Ne fondi uno tutto tuo?
    Te ne vai da pappagone?
    O la stai buttando sul sentimentale con l’atteggiamento frignone tipico dei poppa ti che reclamano attenzioni esclusive dal mondo circostante?

    Pietà, dategli un incarico o una telecamera.
    È impastato con lo stesso ego di una capitone sciacallo e di un bomba boy scout.

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  16. Per rob erto
    Criticare alcuni comportamenti di Di Battista che criticherei fino a ora non ha niente a che fare con le sue idee che difendrevo proima e che difendo anche ora ed è ben poca cosa rispetto al pericolo gigantesco che ci sta di fronte e che è di fare la fine della Grecia, inghiottita a distrutta dalla finanza occidentale, con la differenza che nessuno, nemmeno Di Battista, ha il coraggio di attaccare Draghi per ciò che è, per quei poteri perversi che lo sostengono fuori dall’Italia e per ciò che Draghi ha fatto di male finora e Alessandro si limita ad attaccare Berlusconi senza alzare il tiro contro i poteri neri che stanno molto al di sopra lo stesso Berlusconi.
    Tu ti stai attaccando alle cose piccole per evitare di parlare di quelle enormi, per cui stai rivelando solo la tua meschinità e la tua piccolezza. Ma, ti prego, continua a parlare dei topolini ignorando le montagne.Si vede che sei basso e vedi solo quello che è alla tua altezza.

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    • Ma che c c’entra la Grecia, Viviana?
      L’hai ripetuto mille volte. Sveglia!!!!
      L’Italia NON è nella stessa situazione di 10 anni fa.
      Draghi non deve risanare e tagliare, deve SPENDERE.
      Non puoi continuare a ragionare scambiando Draghi per Monti, sia come persona che come periodo storico. Un minimo di aderenza ai fatti, diamine.

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  17. ALESSANDRO DI BATTISTA SE NE VA- Viviana Vivarelli.

    La perdita di Alessandro Di Battista è una grande perdita per il Movimento per la purezza dei suoi ideali e la forza delle sue idee.
    In passato ho criticato i suoi comportamenti, le sue dimissioni da deputato, la sua scelta di girare il mondo e di fare il giornalista, lontano dal M5S e le sue apparizioni troppo rare e sporadiche, le ho criticati così come ho criticato le dimissioni di Di Maio o la troppo lunga reggenza di Crimi o il modo inetto con cui è gestito il blog delle stelle. Ma so separare certi comportamenti dalle idee, e ho sempre apprezzato la sua ideologia, la sua intelligenza, la sua lucidità, il suo coraggio. Ho sempre pensato che fosse il più idealista e puro di noi.
    Che ora dica di allontanarsi del tutto dal Movimento mi addolora moltissimo perché nel Movimento è sempre stato una delle figure più nobili e forti. Considero la sua disillusione una perdita per tutti, perché nel M5S non ci sono figure altrettanto forti e senza di lui saremo più deboli.
    Spero che la sua scelta sia stata fatta a caldo, in un momento molto grave per l’Italia in cui il Movimento era la prima forza del Parlamento e avrebbe potuto costituire un forte freno allo strapotere di Draghi e della sua compagine nera, e non lo ha fatto.
    Di Battista avrebbe detto di NO con una scelta ben ragionata mentre molti SI’ sono stati dati con l’amaro in bocca o sulla foga di illusioni e speranze del tutto immotivate. Diciamo che le speranze hanno accecato tanti che si sono rifiutati di considerare i fatti e i fatti erano che dopo che il Fondo Monetario occupava di fatto la BCE con la Lagarde, mandava come emissario l’ex direttore della BCE Draghi in Italia a stroncare l’avversione che il M5S aveva contro l’austeritù e il neoliberismo dei poteri neri europei. Il piano è riuscito. E il M5S ci è caduto dentro con tutti i piedi.
    Se Di Battista realmente ci abbandona, il Movimento perderà una figura importantissima. Sono sicura che Alessandro non farà nessun partito proprio come hanno insinuato molti, non è nella sua natura e la sola insinuazione è una cosa sporca.
    E credo e spero, se le cose cambieranno in futuro, se ci ravvederemo aprendo gli occhi abbandonando le illusioni, che Alessandro torni ad aiutarci a capire, perché in questo momento il M5S risulta privo di un personaggio con una forte ideologia che lo distingua e ha scelto di confondersi con i suoi nemici.

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  18. Guido Guido: IL VERO QUESITO ERA QUESTO:
    “Vuoi nominare un potente massone calato dall’alto a capo di un suo governo, senza sapere il suo programma , senza sapere i nomi dei suoi ministri, ma sapendo solo che i 2 Matteo + Silvio + frattaglie centriste saranno nostri alleati di governo?”

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    • Cioé dovevano scrivere solo i tuoi preconcetti e non i temi indicati da Draghi, che tu vuoi negare?
      Niente niente di parte, il quesito.
      Almeno quello usato per il “referendum” chiarisce le prospettive minime fornite dal pdc incaricato, che sono la PRASSI nella formulazione di un quesito.
      Tu invece avresti voluto INDIRIZZARE, con preconcetti e bufale(perché NON è vero che Draghi non ha detto niente del suo programma), il voto delle persone che, come te, IGNORANO i fatti in favore delle OPINIONI?
      Brava, capisco che era una provocazione, ma usata per uno scopo non meritorio: portare l’acqua al tuo mulino.

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