Riforme M5S: se non ora, quando?

(di Francesco Erspamer) – Peccato che molti pentastellati non se ne siano accorti e altri preferiscano per default il ruolo delle vittime, ma l’incarico a Draghi è un successo del M5S e del governo Conte: ha costretto i poteri forti a uscire allo scoperto e Mattarella a gettare la maschera (o meglio a indossarne un’altra: in fondo è un democristiano e i democristiani non hanno volto, solo maschere).

Avrebbero preferito di gran lunga, i poteri forti, che il Movimento implodesse, frantumandosi o ancor meglio avventurandosi sulla strada di un massimalismo reboante e senza sbocchi. Non che i pentastellati non abbiano commesso errori, alcuni gravi; però l’abilità di Conte, il sangue freddo di Di Maio e la lealtà critica di Di Battista hanno mantenuto in vita il governo più a lungo di quanto era stato preventivato dalle multinazionali, portando a significativi risultati e minacciando di poterne ottenere altri. Il Recovery Fund da più di duecento miliardi è stato l’evento che ha obbligato la santa alleanza di casta, liberisti all’italiana e giornalisti a forzare i tempi: che la ripresa economica potesse andare a vantaggio del ceto medio, in controtendenza rispetto al dogma neocapitalista della concentrazione di potere e ricchezza nella mani di alcuni nababbi e di poche decine di corporation più ricche degli Stati nazionali, bè era francamente inaccettabile. Da qui il ricorso a Renzi, fatto a freddo, senza alcun accettabile pretesto, È vero che potevano contare su un’alta percentuale di italiani, ormai berlusconizzata a livello di connessioni cerebrali e dunque succube degli stimoli mediatici, peggio che il cane di Pavlov; lo stesso la mossa è stata un po’ improvvisata.

Bisogna approfittarne; il NO a Draghi e al suo servo Renzi deve essere categorico. Nei mesi scorsi ho spesso invitato il Movimento alla moderazione e al compromesso in nome del realismo politico; ma oggi il realismo politico chiede una contrapposizione frontale. Che il Pd, se vuole, faccia lui da stampella all’uomo della grande finanza (i cui giornali infatti lo hanno immediatamente celebrato, a cominciare dal New York Times e da CNN, con toni simili a quelli usati un paio di anni fa per il golpista venezuelano Guaidó e da qualche settimana per il filoamericano Navalnyj). Il M5S ha tutto, proprio tutto da guadagnarci a essere contro. Inclusa l’opportunità di approfittare di un periodo di lontananza dal governo per pensare finalmente a sé stesso (e al paese solo attraverso sé stesso, come un partito deve fare, a differenza dello Stato) e ricostruire la sua identità e la sua struttura organizzativa.

Ciò non significa che non si possa far finta di essere disponibili al dialogo. Ma solo a certe condizioni, che vanno pubblicizzate come accomodanti ma sulle quali non si deve cedere neanche di un millimetro, con il doppio vantaggio di poter promuovere il proprio programma e di indurre Draghi a rifiutare per accontentare i suoi alleati di destra, imbarazzando il Pd. È un gioco ancor più redditizio dell’altro ma bisogna saperlo giocare: è alla portata dell’attuale dirigenza del Movimento? Le condizioni che porrei io sono le seguenti:
1) un canale Rai controllato dal M5S, immediatamente, ossia ancor prima della fiducia o nelle 24 ore successive all’insediamento del governo;
2) immediata revoca della concessione autostradale ai Benetton, seguita dalla nazionalizzazione del settore;
3) esclusione di Italia viva dalla maggioranza (o noi o loro);
4) una riforma elettorale con ritorno al proporzionale puro;
5) una legge contro le concentrazioni editoriali e con un drastico tetto ai proventi pubblicitari;
6) una riforma fiscale a vantaggio della classe media e della piccola e media imprenditoria nazionale con penalizzazione delle grandi multinazionali straniere.

Richieste assurde? Se lo pensate siete prigionieri della logica liberista e Draghi è il primo ministro che fa per voi. Proposte inattuabili nei tempi brevi? Certo, ed è per questo che il M5S al governo non avrebbe potuto avanzarle ma dall’opposizione può e deve farlo, a spostare gradualmente l’equilibrio politico verso posizioni antiliberiste, e per cominciare ad abbandonare il liberismo selvaggio che sta distruggendo il nostro paese e il pianeta.

Le riforme che da sempre i pentastellati perseguono richiedono una rivoluzione sociale e culturale e le condizioni necessarie (anche se purtroppo non sufficienti) di ogni rivoluzione sono due: un’impeccabile organizzazione politica e una base motivata. È il momento di costruirle: se non ora, quando?

18 replies

  1. Caro Erspamer,
    il Mov5s avrebbe tutto da guadagnarci a fare opposizione se il governo fosse sostenuto dalle destre, e se invece fosse sostenuto dalle sinistre dove il peso predominante fossero i 5s?
    La politica è spesso cogliere il momento, sapere quando fare gli offesi e quando proporre. Cos’è si lascia ad altri quello che Conte e i suoi ministri hanno con notevole sforzo ottenuto?
    Conte ha fatto cambiare prospettiva all’Europa, non ti ricordi cosa ha detto in un primo momento la Lagarde?
    https://quifinanza.it/finanza/lagarde-bce-borse-spread/360791/
    Quali cose potrebbero ottenere adesso che sono fondamentali e gli altri non possono dire no? Senza rischiare di bruciare il proprio candidato, che si è offerto. quale catalizzatore di una formazione politica più grande e più determinante?
    Perchè buttare via questa prospettiva? Oramai è andata, ora si gioca un’altra partita e il M5S deve esserci.
    Se sta all’opposizione e non al governo non potrà ottenere nulla, se non abbaiare e aspettare le prossime elezioni nel 2023, tanto oramai si è capito che finchè non viene eletto il nuovo PdR, nisba elezioni.

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    • Adriano,
      Qui Rispondi ad una domanda che ponevo sotto un altro articolo, il cui prodest.
      Capisco questa posizione, ma non sarà facile digerire la maggioranza con Bonino, Calenda e ovviamente Renzi.

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      • paolapci
        Quella gentaglia diverrebbe ininfluente, come faranno a sabotare un Draghi demiurgo e santo?
        nel frattempo terranno sotto controllo quello che loro tengono di più
        Perchè le riforme richieste dall’ Europa le hanno già pronte, non so se PD, LEU e M5S rinuncerebbero tranquillamente, dopo aver lavorato così tanto, per far contenti 4 inciucioni.
        Presentate da Draghi, dopo tutti gli endorsement dichiarati, hanno tutto un altro suono e dovranno approvarli.
        Ma c’è un ma, dipende quanto Draghi abiura il suo passato di ultra-liberista e rimane fedele alle sue ultime prese di posizione/dichiarazioni.

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  2. ottenere tutte queste cose dall’opposizione? ma neanche il PCI dei tempi d’oro; i poteri forti poi , come dice ,non vedono l’ora di buttarli fuori per sostituirli con chiunque, magari un salvini e una meloni qualsiasi, per tacere di centristi europeisti e fancazzisti vari….ora devono rimanere dentro invece, e rompere le scatole per ogni euro speso, e anche a fare la guardia a quanto ottenuto ( reddito, prescrizione ecc)

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  3. Partita difficile.
    Molto difficile.
    E molto difficile, anzi impossibile, dare una risposta da fuori senza che neppure siano finite le consultazioni e Draghi abbia calato qualche carta.
    Mi sembra invece che sia stato ben chiaro Conte ed abbia detto due cose importanti:
    1) che vuole rinforzare (anche per il FUTURO) quel patto per UNO “SVILUPPO SOSTENIBILE”.
    “Sviluppo sostenibile” sono due parole che dicono molto.
    E che mi piacciono molto perche’ implicano una strada ben precisa.
    2) la seconda cosa che ha detto e’ che sara’ favorevole ad un governo POLITICO che faccia scelte POLITICHE (termine che ha ripetuto 5 volte se non ho contato male).
    I giornalisti non hanno colto o non hanno voluto cogliere il significato di questo termine ribadito piu’ volte.
    Ma non si tratta di un dettaglio.
    Altro io non aggiungo perche’ appunto i dati in ns possesso sono pochissimi ad ora.
    Vedremo le prossime carte… quando verranno calate.

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    • Condivido il pensiero su Conte che in qualche modo spariglia le carte (e comunque mai un si a un governo tecnico).
      Sono meno d’accordo su “sviluppo sostenibile”: è un un’ossimoro, una contraddizione e una vana illusione.
      Lo sviluppo che abbiamo avuto si basa esclusivamente sull’energia dai combustibili fossili (abbondante e a basso prezzo) e dal depredamento delle risorse della biosfera. Non esistono fonti rinnovabili in grado di sostituire quella quantità e densità di energia. Ergo il presunto sviluppo continuerà ancora per poco essendo i fossili a basso prezzo già consumati (e avendo già innescato un un’irreversibile cambiamento climatico). E non ci sono draghi che tengano contro le leggi della termodinamica.

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  4. io pure avevo notato, e l’ho pure scritto da qualche parte, il termine ripetuto di ” governo politico” e”scelte politiche”.
    secondo me gli “esperti” commentatori giornalisti hanno fatto finta di non sentire o capire perché sfascia loro un po’ di teorie

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  5. “Lega al bivio. Salvini: Draghi scelga tra noi e i 5S. ”

    ah ahah il Cazzaro verde, come al solito non ha capito cosa gli succede attorno
    Morisiiiii toglili il casco della realtà virtuale, non siamo più nel 2018…

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  6. Dopo la lettura di questo articolo sono ancora più contento che al posto di Conte ci sia Draghi, non per Conte (persona capace e irreprensibile che ha tutta la mia stima) ma per tutti gli Er Spammer che condizionano la sua azione di governo.

    Dopo l’elogio del CLIENTELISMO e dell’OPACITÀ come arma politica, ora ci propone la LOTTIZZAZIONE della RAI.

    Ma è sempre a fin di bene, è pragmatismo politico.

    Poi ci propone le statalizzazzioni, in primis Autostrade, come se quel carrozzone di raccomandati inamovibili potesse essere la soluzione migliore sia in termini di efficienza che di costi, anzi a prescindere da questi.

    Questo proposito si lega bene al clientelismo, offre l’opportunità di creare un baraccone statale ed infilarci i propri militanti, adoratori del posto fisso anche quando si fingevano adoratori del sacro blog.

    Come se l’alternativa ad una privatizzazione LADRA di Autostrade (quella ai Benetton lo è stata), fosse la solita statalizzazione ladra.

    Una privatizzazione trasparente ed efficiente, con bandi di gara trasparenti e dall’applicazione rigorosa, viene esclusa a priori, chissà perché.

    Eppure da una privatizzazione ladra il cittadino che la finanzia con le sue tasse può difendersi, ha un’arma: la REVOCA DELLE CONCESSIONI.
    Da una statalizzazione LADRA no, ti rimangono tutti sul groppone! Scivoli, prepensionamenti (in passato pure baby), mobilità esagerate di 7 anni (Alitalia docet).

    Non vi identificate col cittadino fruitore?

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    • Grazie paolo pci per il suggerimento
      Andreaex hai ragione ma come si fa a quadrare il cerchio?
      Qui passa per fenomeno renzi? In tv si rivede lupi, la santanche ‘, loro danno giudizi???? Uno ha fatto il banchiere e ogni suo volere è sempre stato ordine, l’altro un gentiluomo super preparato e stratosferico, ( nel mio mondo da giovane, il talento lo vedi, il campione ha talento, si sacrifica e apprende gli input velocissimamente)
      Conte è passato da mr. Nessuno a mettere in riga l’Europa!!! In due anni, trattando con opposti!!!!
      Certo il rischio di mettere su famiglia dentro lo stato esiste.
      Quale soluzione?
      Io sono per il no a draghi, ripeto ancora dopo aver sentito le parole di conte( queta umiltà la possiedono solo i grandissimi)
      Quando per le mani hai un fenomeno lo devi difendere a spada tratta, ne vale per il futuro, il messaggio che passerebbe, per i giovani sarebbe devastante.
      Aggiungo una postilla, perché mi piace quello che dice Adriano 58
      Accetto, dico si a draghi a due condizioni:
      No a ruoli governativi di renzi salvini e berlusconi
      I 5s dettano le regole e scendono in campo
      Draghi ci consiglia, e alle prossime elezioni
      Draghi presidente della repubblica e Conte primo ministro con 5s pd leu
      Saluti

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    • @andreaex
      Autostrade NON doveva essere privatizzata, semplicemente perché è un MONOPOLIO NATURALE. E quando operi in tale regime le condizioni le stabilisci tu.
      Lo stato per esempio non dovrebbe avere come fine il lucro ma offrire un servizio di livello sempre più alto e con tariffe, compatibilmente ai costi e agli investimenti, sempre più basse. Eventuali utili andrebbero reinvestiti o tuttalpiù girati allo Stato.
      A meno che le licenze per operare non vengano messe a gare ogni 3/5 anni. Attraverso contratti che prevedano penali per i disservizi.
      Ma sarebbe pura utopia, viste le necessità di capitali per investimenti da spalmare e ammortizzare su piani pluriennali.
      Vanno privatizzata le imprese che possono competere in regime di concorrenza, per renderle più efficienti e capaci di espandersi anche all’estero grazie a modelli di sviluppo vincenti.
      Questo è il mio parere.

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      • @Jerome B.

        Ok Jerome ma io per “privatizzare” intendevo dire dare in concessione.
        Utilizziamo questo termine, privatizzazione, forse in modo improprio.
        Sono consapevole che Autostrade è un monopolio naturale così come lo sono le linee ferroviarie o, più in piccolo, gli stabilimenti balneari: sono tutti monopoli naturali.

        Eppure le Ferrovie sono state date in concessione. Mio padre era ferroviere, quando ero ragazzo vedevo lui e i suoi colleghi giocare a bigliardino nel bar della stazione perché semplicemente erano in troppi rispetto alle reali necessità. In una stazioncina in cui potevano stare 3 persone, ce ne erano 30. In una sottostazione in cui potevano stare 10 persone, ce n’erano 50. Ci sono ferrovieri che sono andati in pensione a 40 anni!

        Questo non è un buon modo per gestire il denaro pubblico delle nostre tasse.

        Anche gli stabilimenti balneari sono dati in concessione (male purtroppo) e sono monopoli naturali.

        Questi carrozzoni statali vengono istituiti sempre appellandosi a nobili ideali ma il motivo vero è sempre quello di approfittarne per fare le solite schifose politiche clientelari.

        Non voglio fare un favore ai PRENDITORI alla Benetton ma nemmeno al politico bastardo che vende posti fissi nel pubblico per acquisire consenso. E nemmeno all’adoratore del posto fisso che lecca il culo al politico o al sindacalista per “intascarsi la mazzetta a fine mese senza fare un cazzo dalla mattina alla sera”. Mazzetta, non stipendio, perché è il frutto del clientelismo, ovvero di un atto corruttivo.

        Io non lo so se tu hai avuto esperienze dirette in uno di questi baracconi parastatali tipo Alitalia. Io l’ho avuta e non mi è piaciuta nemmeno un po’.

        La strada rimane dello stesso, la gestione ed eventuali lavori facilmente programmabili sono a carico del concessionario.

        “A meno che le licenze per operare non vengano messe a gare ogni 3/5 anni. Attraverso contratti che prevedano penali per i disservizi”

        Esatto, non credo proprio che sia così utopico.
        Ci vogliono finanziamenti? Ad ambire alla gestione di Autostrade non può essere pizza e fichi Srl.

        “Eventuali utili andrebbero reinvestiti o tuttalpiù girati allo Stato.”

        Eventuali utili? E’ una battuta?

        Includiamo tra le offerte anche quella che lo Stato ci propone e poi valutiamo il rapporto costi/benefeci.

        Se lo Stato è in grado di creare un sistema efficiente con un ottimo rapporto qualità/prezzo, che ben venga la statalizzazione.
        Se non è in grado a me della gestione statale non frega un beneamato cazzo.
        Mi interessano QUATE COSE SI FANNO coi soldi delle nostre tasse.

        Se i nostri soldi vengono buttati nei possi di San patrizio tipo Alitalia o Anas, è un crimine.

        Lo stato si limitasse a fare il controllore, non l’impresario per distribuire posti fissi a tutti i livelli, MAGNAGER inclusi.

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      • @Jerome B

        Il problema sai qual è Jerome? Quando si parla di statalizzazione in genere si pensa sempre non al cittadino fruitore del servizio ma al cittadino che quel servizio lo fornisce. In altre parole pensano solo al dipendente pubblico, non al servizio per cui viene pagato.

        E’ questa la stortura italiana, una sorta di veterecomunismo applicato a macchia di leopardo. Alcuni sono ultratutelati, perdono il lavoro solo se fallisce lo Stato. Per tutti gli altri sono CAZZI, sempre e comunque.

        La cosa che mi fa arrabbiare è che molti commentatori considerano FRATIS i servi pubblici forniti dal pubblici.
        Evidentemente le loro buste paga non sanno leggerle.

        Sei tu l’esperto di economia, dovrebbero essere quelli come te a definire una modalità etica e vantaggiosa per le casse dello Stato nella gestione di Autostrade.
        Al momento, che non sia fattibile, mi sembra un pregiudizio.

        La privatizzazione ai Benetton non ha funzionato perché è stata ladra.
        I politici se intascano mazzette (magari camuffate da donazioni) rinunciano al potere di controllo, se il gatto scappa, il sorcio balla,

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  7. Booh.. ha fatto la lista.
    Se vai da Draghi con ‘sta roba ti ride in faccia
    (ride.. ci siamo capiti).
    Appoggio, unica strada, cercando di limitare i danni.
    ( davvero affascinante, non ci siamo fatti problemi con Renzi, con Draghi sii?? è da studiare)

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