La resistenza dei giallorossi: così il governo Draghi sta diventano un governo Ursula

(Luca Telese – tpi.it) – Governo giallorosso 2.0 o governo Ursula. In una crisi in cui tutto cambia di ora in ora, questo è il capolavoro politico di Goffredo Bettini e di Nicola Zingaretti, il frutto della capacità di tenuta con cui il Pd ha ribaltato la situazione di assedio in cui si trovava fino a 24 ore prima.

Il governo tecnico che, nelle intenzioni dei suoi principali promotori, doveva rappresentare la tumulazione della maggioranza giallorossa e del governo Conte è già tramontato prima di nascere. Diventa ora, strada facendo, un governo politico stile “Ursula”, ovvero un governo giallorossi & Friends.

I “due Mattei” (Renzi e Salvini) sarebbero stati i due trionfatori di quel primo scenario che si era prospettato nella crisi. Ma ora il governo tecnico “senza politici” – nato contro la politica, e quindi contro i giallorossi, perché avrebbe tratto origine dalla riduzione in macerie di Pd e M5s – diventa invece un diventa un governo Conte-Draghi, che nasce solo grazie alla benedizione (e probabilmente al supporto diretto) del presidente del Consiglio uscente.

Dato questo nuovo equilibrio, su fronti opposti, Matteo Salvini e Matteo Renzi possono scegliere soltanto se bere l’amaro calice e votarlo (cosa assai improbabile per Salvini e dura ma inevitabile per Renzi) oppure passare all’opposizione.

Per il primo Matteo, Renzi, è un duro colpo: aveva aperto la crisi per de-strutturare la maggioranza giallorossa, rottamare Conte, cambiare gli equilibri nel Pd. E adesso si ritrova con un governo Draghi che parte dalla maggioranza con il Pd e da Conte. Per lui un incubo.

Ancora peggio è andata a Salvini: è rimasto a metà strada. Tirato per la manica da Giancarlo Giorgetti, che voleva un sì a Draghi, ha provato a mettere dei paletti, uno dei quali era quello cronologico, nella speranza di ottenere un governo a termine.

Salvini non ha ascoltato l’invito di Giorgia Meloni, che – non fidandosi di Draghi – gli chiedeva di convergere con una astensione unitaria dei tre partiti di centrodestra, nella speranza di inchiavardare Silvio Berlusconi alla sua coalizione.

La Lega ha esitato, ha perso il tempo, e Berlusconi si è buttato su Draghi. Ed ecco che adesso si prospetta la maggioranza Ursula.

Tutto questo è potuto accadere non per magia, ma per la sorprendente tenuta politica (nella giornata cruciale di ieri) di M5s e Pd. I “gialli” in una riunione fiume dicevano no a qualsiasi governo “tecnico”. I “rossi” facevano quadrato intorno al suo segretario (altro che “ologramma”) e alla sua linea.

Il lodo Zingaretti era molto semplice: il Pd non avrebbe fatto governi con la destra”, e non avrebbe agito svincolato da Leu, ma soprattutto dal M5s. Risultato: nella serata di ieri un governo tecnico di Draghi, se fosse rimasto un governo non politico, non avrebbe avuto i numeri per partire.

Così, su sollecitazione di Super Mario, il Quirinale concorda con il premier sulla caduta della pregiudiziale contro una maggioranza “politica”. Cambia il baricentro del governo, che a questo punto torna incardinato sul vecchio asse giallorosso. Si aggiunge Berlusconi, nel modo che abbiamo visto, e arriva la benedizione di Conte dal tavolino di Palazzo Chigi.

Se le cose vanno così, Giuseppi resta il leader designato della coalizione giallorossa, che si ritrova anche un candidato naturale al Quirinale già pronto. Modello Carlo Azeglio Ciampi (che come è noto aveva anche ministri politici, come Rosa Russo Jervolino) e non modello Monti (governo contro i partiti).

Una operazione politica della premiata coppia Zingaretti-Bettini. Qualcuno, usando i codici del vecchio Pci, ironizzava sulla matrice “Ingraiana” di Goffredo Bettini, ma in questo caso il sapore era molto più togliattiano (o, per i cultori della materia, “Bufaliniano”).

Su tutto questo scenario si staglia, come sintesi perfetta, la battuta cult di Tommaso Labate, caustica firma del Corriere della Sera: “Se tutto va così, Italia Viva avrebbe un merito storico che, comunque la si pensi, non si potrà non riconoscerle. Passare da un governo in cui era decisiva a uno in cui non lo è”

7 replies

  1. In una crisi in cui tutto cambia di ora in ora, questo è il capolavoro politico di Goffredo Bettini e di Nicola Zingaretti, il frutto della capacità di tenuta con cui il Pd ha ribaltato la situazione di assedio in cui si trovava fino a 24 ore prima

    DI STEFANO CAPPELLINI
    Senatore Renzi
    Questa crisi è sembrata anche un lungo braccio di ferro tra lei e il Pd.
    “La linea politica del Pd in questa crisi per me è inspiegabile. Potevano svolgere una funzione di mediazione, di equilibrio, di rilancio. Hanno scelto di appiattirsi sulla posizione “O Conte o voto”. Le vicende di questi giorni dimostrano che la politica non si fa con gli aut aut ma con una paziente opera di tessitura e dialogo. C’è chi sostiene che Zingaretti e Bettini avessero una raffinata strategia in testa. Evidentemente era talmente raffinata da sembrare inesistente. O forse non l’ho capita io. Ma sinceramente oggi la priorità sono i vaccini, il Recovery Plan, il lavoro. Non Goffredo Bettini”.

    Perché ce l’ha tanto con Bettini? La scocciano le sue critiche feroci?
    “Se mi scocciassero le critiche farei un altro mestiere. La corrente thailandese del Pd non mi riguarda, io sto sui contenuti”.

    La corrente thailandese ti riguarda e come , hai rottamato quasi tutto , ma il vecchio “compagno” Bettini che ti ha fatto
    la mossa tanto amata da te ; del Cavallo SCACCO MATTO
    Buffone

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    • Tracia
      piano a dire scacco matto
      ancora non c’è niente di concreto
      è solo una prospettiva
      ma che Conte si sia già speso in questo senso credo che sia un buon viatico
      ma vedere che i beluscones votino coi 5S o il contrario mi sembra molto dùra

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      • Si, hai ragione ,un pò di entusiasmo però non guasta ma l’appello di Mattarella era chiaro tutte le forze
        per sostenere Draghi, dopo se Salvini vuole la flax tax , Pinco Pallino vuole la luna ,vuol dire che non hanno
        capito che Mattarella ha detto non formule politiche ,quindi unità nazionale le priorità sono:
        vaccinazioni, RP, riforme.

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  2. Se è come dice Telese sono grni drl crimine e meritano di governare fino al 2033. Speriamo sia così.

    P.s. Bulimiamentana si è sciolto al pensiero che lo psiconano si stia recando a roma per Mario. E il tutto con tono lusinghiero per il prof Draghi, perché il pregiudicato si degna di incontrarlo, mentre il prof. Conte non lo meritava, conoscendo meglio i suoi reati.

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    • Berlusconi ha il problema di proteggere la sua ROBBA.
      Il M5S HA GIA’ VOTATO UN PROVVEDIMENTO DI DEFESA TEMPORANEA DA VIVENDI.A SUO FAVORE.
      Questa è l’occasione buona per alzare la posta.
      Via il letame serale su Retequattro, che incurante della protezione ricevuta continua a sparare letame contro la precedente maggioranza.
      Con un delinquente seriale bisogna andare a trattare così, con la pistola carica poggiata in modo visibile sul tavolo.
      E naturalmente PUNTATA VERSO DI LUI.
      CINISMO E RAGIONEVOLEZZA.

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  3. Se Telese ha ragione, e lo spero,è ancor meglio di quel che scrivevo ieri mattina commentando l’editoriale di MT :

    E se Draghi mutuasse parte del piano programmatico dei 5 S? Dopotutto, le proposte del Movimento sono ostiche ai partiti solo perchè cercano di sottrarre sperperi e corruzione a chi non è capace di far politica senza rimpinguarsi. Non conosciamo il lato politico, nel miglior senso della parola, dal greco “politikós” di Mario Draghi. Sicuramente non è un anarchico, ma lo è forse Giuseppe Conte? E l’esperienza Monti ha dimostrato (parlo dei suoi ministri, ancor più che di lui) che grandi tecnici non per forza sono buoni gestori. E , tanto per fare un esempio, el vituperato Toninelli si è aggiudicato la medaglia d’oro di aver concluso in tempo record e senza ruberie la ricostruzione del ponte Morandi. Non ho bevuto, amici, Penso solo che SuperMario , che è appoggiato come nessun altro dal PdR Mattarella può permettersi scostamenti dalla dittatura partitocratica impensabili per chiunque altro, anche avvalersi di molti ottimi ministri (e ministre) dei governi Conti e dello stesso Conte, se ci stesse. Che poi intenda farlo, è un altro paio di maniche. Essenziale invece che liquidi per sempre il Bomba, un killer seriale da esiliare in Arabia con i suoi amici sauditi.

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  4. Scusi telese,ma essere nelle mani dell’ex cavaliere non le suscita qualche ritrosia ? Non può ridursi tutto a una questione di formule.Quando si affronteranno questioni politiche come quella della riforma Bonafede o quella riguardante i Benetton come la metterano gli “Ursuliani”?

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