Scende in campo pure Confindustria: vuole Conte fuori

(di Carlo Di Foggia – Il Fatto Quotidiano) – Gli industriali italiani non hanno mai fatto un discorso su se stessi, ma per se stessi. E la crisi del governo Conte-2 non fa eccezione. La Confindustria vuole l’uscita del premier, epilogo di un rapporto mai decollato – a partire dal suo presidente, Carlo Bonomi – e non per feeling personale. Conta la sostanza, un problema, per così dire, di sistema. La crisi da Covid è la peggiore dal Dopoguerra, ma il governo giallorosa non ha potuto, o voluto, assecondare fino in fondo la visione miope di Viale dell’Astronomia: le imprese sono l’economia e hanno la precedenza.

Da giorni i papaveri confindustriali hanno alzato il tiro. Ieri è toccato al presidente degli industriali lombardi, Marco Bonometti, grande sponsor di Bonomi e noto per i modi ruvidi mostrati durante la prima ondata quando si è battuto contro la zona rossa a Bergamo. “Conte – ha detto a La Stampa – si cerchi una nuova occupazione”. L’industriale bergamasco ha sciorinato il repertorio classico: il solito “fare presto” a spendere i fondi del Recovery; l’invocazione del “governo dei competenti”, che poi sarebbe Mario Draghi (“farebbe la differenza”); l’elogio di Matteo Renzi (“ha posto il tema del Recovery, andava ascoltato prima”); e la classica richiesta di finirla con il blocco dei licenziamenti, con invito a Salvini a dare una mano.

Bonometti non è un “professionista” confindustriale, ma riporta la linea dell’associazione espressa qualche giorno fa al Consiglio generale dove, pare, le critiche a Conte e al governo sono state unanimi.

Confindustria vuole contare nella gestione dei 209 miliardi del Recovery fund. L’idea incarnata da Bonomi, ma patrimonio da sempre dell’associazione, è che sono le imprese a creare prosperità e quindi sono le imprese a dover beneficiare dei fondi. Nei giorni scorsi, Bonomi ha auspicato che il Parlamento riscriva il Piano di ripresa e resilienza (Pnrr) del governo perché privo di “una visione complessiva di politica industriale”. In audizione alle Camere, la dg Franscesca Mariotti lo ha stroncato. L’unico elogio è arrivato per i fondi del pacchetto “transizione 4.0”, i sussidi alle imprese (un capitolo da quasi 30 miliardi).Confindustria lamenta l’assenza di un meccanismo di governance dei fondi, anche se quello previsto dal governo, accentrato a Palazzo Chigi, è stato accantonato per lo scontro con Renzi. Bonomi e compagnia vogliono che le parti sociali (cioè Confindustria) vengano “coinvolte lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti”: un supporto “strutturale, non episodico”. Poi c’è il tema dei fondi. I sussidi per l’efficienza energetica sono troppo “focalizzati sul settore residenziale e terziario” e vanno dirottati sulle imprese. “Grave” è considerata “l’assenza dell’idrogeno blu”, cioè quello prodotto da gas naturale, quindi non a impatto zero, ma caro ai grandi gruppi (in testa l’Eni, che ha visto svanire i suoi progetti dall’ultima bozza del Pnrr). E ancora: Confindustria si duole per l’assenza di “misure per la patrimonializzazione delle imprese e il loro accesso ai mercati finanziari”. Sul fronte lavoro la richiesta è di puntare sulle mitiche politiche attive “aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private”.

Dall’inizio della pandemia l’associazione ha attaccato il governo per gli aiuti emergenziali, considerati a pioggia e non mirati alle aziende. È il “Sussidistan” denunciato da Bonomi, nonostante metà dei fondi (quasi 50 miliardi) siano andati alle imprese. Stesso discorso sul blocco dei licenziamenti. La mega recessione non aveva alternative, ma Confindustria non lo ritiene un suo problema.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

12 replies

  1. E chi hanno scelto per rappresentare la loro lobby nei palazzi romani?
    Il Bomba, ¢a va sans dire.
    E i media a supporto?
    In primis merdaset/mondadori, la triplice fascio legaiola giornale-libero-verità, il gruppo Riffeser-Monti che sotto QN raggruppa Nazione, Resto del Carlino e Giorno, Per chiudere con Caltagirone e gli ex fogli della sinistra progressista Repubblica, l’Espresso e la Stampa, tutti nello stesso gregge belante.
    QUESTI sono il megafono del pensiero unico confindustriale che loro amplificano attraverso i diversi canali di comunicazione.

    Gli industriali riuniti nella loro organizzazione sono storici PRENDITORI e detto papale papale se ne sbattono dei piccoli.
    E se non è il rignanese a farsi carico dei loro lamenti puntano sul capitone sciacallo.
    O su entrambi. Perché il loro sogno segreto NON È DRAGHI MA IL GOVERNO VERDINI.

    Piace a 2 people

    • mi hai “fregato” sul tempo
      Ti sei dimenticato Cairo editore che oltre a Rizzoli-Corriere della Sera Media Group S.p.A. con un’unica rete annovera: Di Martedì, Piazza Pulita, Ominibus, l’Aria che tira, Non è l’arena, Coffee break, Tagada’, Otto e mezzo
      e non dimentichiamo anche Confindustria che è proprietario ed editore di: Gruppo 24 ORE

      Piace a 2 people

    • @Jerome

      Nelle riunioni di Confindustria i partecipanti (quasi tutti!) portano nella valigetta 24h (rigorosamente di
      pelle umana) un ridicolo grembiulino con le frange e un compasso.
      Non lo ostentano indossandolo solo perché la segretezza è per loro un valore aggiunto, un mantello
      dell’invisibilità che copre le loro manovre volte a tutelare solo ed esclusivamente gli interessi dei
      confratelli.
      Verdini è “l’uomo di mano”, quello che ci mette la faccia, quello che fa il lavoro sporco rimanendo
      incistato come una tenia nell’intestino malato della politica.
      E’ anche quello che corre i rischi maggiori, come le ultime vicende hanno dimostrato, ma è già
      tornato in libertà e si troverà sempre il modo per fargliela sfangare perchè i confratelli che indossano
      la toga nera sopra il grembiulino conoscono tutti i trucchi per proteggere chi dei loro finisce nel
      mirino della Giustizia non deviata.
      Ma il Venerabilissimo Draghi è di altro livello rispetto al rude Verdini.
      Membro di non so quante UR Lodges (superlogge internazionali) non solo è INTOCCABILE, ma è anche
      INCRITICABILE e, soprattutto, INCONOSCIBILE.
      E’ un segreto di Pulcinella che San Mario Draghi sia ai vertici della massoneria mondiale, ma chi ne
      parla? chi ne scrive?
      Scrivere male di lui svelando l’infinita serie di incarichi ricoperti e l’ancor più infinita serie di “carognate”
      che portano la sua firma sarebbe come mettere in dubbio la verginità della Madonna… ma poi, chi
      dovrebbe assumersi l’ingrato (e pericoloso) compito?
      La libera stampa?
      La libera stampa non esiste perchè la proprietà diretta e il controllo del 98% del carrozzone mediatico
      sono nelle mani dei confratelli, e quei pochi giornalisti che non sono a libro paga della fratellanza
      devono fare molta attenzione a ciò che dicono e a ciò che scrivono se non vogliono correre rischi
      per la loro carriera o addirittura per la loro vita.
      Come se ne esce?
      Visto ciò che è successo in queste ultime settimane la risposta non può essere che una sola:
      non se ne esce!

      "Mi piace"

  2. I velociraptor all’odor di soldi si sono attivati all’unisono. Non esiste morale per loro ma solo la legge della giungla ossia quella della sopraffazione.

    Piace a 1 persona

  3. RIDISCENDE la Confindustria che si duole per l’assenza di “misure per la patrimonializzazione delle imprese e il loro accesso ai mercati finanziari”. Sul fronte lavoro la richiesta è di puntare sulle mitiche politiche attive “aprendo al coinvolgimento delle Agenzie private”.

    "Mi piace"

  4. Eccola Confindustria:
    “Lombardia, dopo l’ospedale in Fiera è il turno del piano vaccini: Moratti chiama Bertolaso per la campagna”
    io mi domando: ma alla Regione regina del PIL e dell’efficienza, hanno sempre bisogno di qualcuno dall’esterno per organizzare qualcosa? e le DESTRE, sempre quel “bollito misto” di Bertolaso, hanno come asso risolvitutto?

    Piace a 1 persona

  5. Perche non mensionare pure le coop, pure loro, con gargamella in testa sono interessate alla spartizione del malloppo,
    Elezioni e vediamo chi scelgono gli itagliani, perche aver paura della democrazia?

    Piace a 1 persona

  6. Bonomi a mezzorainpiù

    Loda Gualtieri, ma Conte non ci ascolta ,deve trovarsi un altro lavoro
    In Italia non si fanno riforme ,colpa del governo che sta fermo
    Annunziata- Va bene abbiamo capito giudizio su Gualtieri positivo, invece sul governo no. Grazie
    Pazzesco

    "Mi piace"

  7. Ho visto un re

    Sa l’ha vist cus’e’?

    Ha visto un re!

    Ah beh, sì beh

    Un re che piangeva seduto sulla sella

    Piangeva tante lacrime

    Ma tante che

    Bagnava anche il cavallo

    Povero re

    E povero anche il cavallo

    Sì beh, ah beh, sì beh, ah beh

    "Mi piace"

  8. “Anche una banda di ladroni è infatti un’ associazione di uomini in cui è riconosciuto un patto sociale e la divisione del bottino è regolata secondo convenzioni e accordi” ( Sant’Agostino, De Civitate Dei)

    =Mangiate merda. Cinque miliardi di mosche non possono avere tutte torto = (anonimo)

    "Mi piace"

  9. Mi pare evidente che la cosa meno oscena emanata da Confindustria sia ormai La Zanzara di Cruciani.

    "Mi piace"