La spaccatura creata da Iv minaccia anche Zingaretti

(di Franco Monaco – Il Fatto Quotidiano) – Comunque vada a finire, è utile farsi una idea precisa del senso della crisi aperta da Renzi. Crisi tutt’altro che incomprensibile, per nulla personale, ma genuinamente politica. Si spiega benissimo l’accanimento di Renzi su Conte, il quale, piaccia o non piaccia, è il perno oggi della maggioranza di governo e domani dell’alleanza strategica tra centrosinistra e M5S. Rinunciando alla quale non c’è partita. Potremmo riposare e consegnarci allegramente alla destra nostrana.

Riavvolgiamo il nastro. Con lucido cinismo, nelle scorse settimane, Renzi ha fatto affidamento su due circostanze:a) la scommessa che l’opzione delle elezioni non fosse praticabile, per ragioni nobili e meno nobili (senso di responsabilità o istinto di sopravvivenza dei parlamentari);b) la convinzione, ahimé fondata, di potere fare breccia nelle file del Pd e soprattutto dei suoi gruppi parlamentari. Memore di averli selezionati nominalmente lui a suo tempo e facendo in particolare affidamento sui vertici dei gruppi parlamentari Pd un tempo a lui fedelissimi. Ne abbiamo avuto puntuale conferma in queste ore. Manifestamente l’obiettivo di Renzi, fallita la sua Italia Viva, è quello di fare saltare l’asse Pd-M5S e dividere e umiliare il suo ex partito.

Tardivamente, Zingaretti e i suoi collaboratori lo hanno compreso. Le cose potevano andare diversamente se ieri e l’altroieri il vertice Pd si fosse regolato diversamente. Ieri, intendo nelle settimane più recenti, quando il Pd ha dato mezza sponda alle strumentali azioni corsare di Renzi, agitando solo per finta la minaccia delle elezioni (la sola capace di produrre un ravvedimento dei transfughi di Italia Viva). L’altroieri, quando Zingaretti assunse la guida del Pd sull’onda di una generica domanda di avvicendamento dopo la disfatta elettorale del partito, senza però l’elaborazione della discontinuità dalla stagione renziana, attraverso qualcosa tipo un congresso. Discontinuità di linea e di gruppo dirigente.

Se il vertice del PD dovesse avallare una soluzione che archiviasse Conte e nella quale ancora fossero determinanti i voti Italia Viva con il suo potere di ricatto – senza cioè certificare il suo ridimensionamento e pretendere pubblica ammenda – alcune cose risulterebbero chiare: si trasmetterebbe l’idea che è stato tutto uno scherzo, che le parole dei politici valgono zero; si metterebbe a verbale che è Renzi a dettare la linea al suo ex partito; Zingaretti sarebbe delegittimato; il Pd ne uscirebbe privo della visione strategica sulla quale sembrava avesse scommesso per competere con le destre; si regredirebbe rispetto all’incipiente sano bipolarismo (con uno schieramento progressista che torna in partita); si dischiuderebbe invece lo spazio per operazioni neocentriste dal sapore trasformistico. Senza peraltro risolvere il problema contingente, perché Renzi, seguendo il suo spartito e incoraggiato dagli altrui cedimenti, riprenderebbe puntualmente il suo quotidiano ostruzionismo.In breve, dentro questa distretta si celebra quel congresso che Zingaretti non ha fatto a tempo debito. Avendo come competitor congressuale (esterno ma effettivo) ancora Renzi.

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7 replies

  1. Cosa vuol fare il PD da grande?
    Boh? Se aspettiamo che una risposta univoca venga da Sor Tentenna stiamo freschi.
    Magari, e solo per puro e semplice istinto di sopravvivenza, capirà non solo che non ha
    altra alternativa se non costruire insieme al M5S e a Leu un polo, diciamo così, “de sinistra”,
    ma che solo se quel polo si appoggiasse alla figura di Giuseppe Conte avrebbe reali
    possibilità di prevalere sulle destre in una competizione elettorale.
    Ma, visto come stanno andando le cose, la domanda “da un milione di dollari” è:
    “Chi comanda veramente nel PD?”
    Se sono sempre i “fratelli muratori” che l’hanno fatto nascere, allora prepariamoci al
    disastro totale col Cazzaro Verde come PdC e il Caimano come PdR.
    Un popolo di stolti, in fondo, non merita nulla di meglio.

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  2. “Manifestamente l’obiettivo di Renzi, fallita la sua Italia Viva, è quello di fare saltare l’asse Pd-M5S e dividere e umiliare il suo ex partito.”
    Esatto. Non gli perdona di non essersi “lasciato svuotare come ha fatto Macron coi socialisti”.
    Che personaggio esecrabile.
    Ribadisco un concetto già espresso: chi mette l’io prima del noi non può essere di sinistra.
    Non che ci siano mai stati dubbi.

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  3. Zingaretti paga le sue responsabilità, principalmente aver
    preso tardivalmente nette distanze da Renzi, in alcuni
    momenti sembrava agire “sotto mentite spoglie”!

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  4. tutto ciò si poteva evitare con uno schiocco di dita…o meglio con un deciso gesto dell’ombrello… ma nel Pd sono così stolti da non vedere al di là del loro naso, o sono come sempre masochisti con la sindrome di stoccolma verso Renzi?

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  5. Eppure basterebbe così poco ..ho visto scalfarotto da Tagada, faceva pena,non sapeva cosa rispondere a domande non certo incalzanti…come ha detto Travaglio ( e come modestamente dico da giorni),basterebbe che PD. 5 S e LEU dicessero compatti o Conte o elezioni poi vedi quanti responsabili,e vedi come si spegne il sorriso di Renzi , il vincitore,pensa un po’..

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  6. I presentidenti dei consigli europei sono a capo in ciascun paese del ricovery .Il pd non voleva Conte al comando prima di lui ci sono i papamagna del partito cme a RomaMarino non faceva papare i prenditori del pd :si i Benetton i Caltagirone gli angelucci i Casamonica ecc.ecc.cosi lo hanno silurato dal notaio.Cosi han fstto con Conte hanno.mandato avanti il cavallo di troia anzi la troia del cavallo.Ma secondo voi perché adesso dopo le din ssioni di Conte il pd dice nesdun veto su Renzi e Conte?È no messi allo stesso.piano.Il lupo e l’agnello e tra un po diranno che la colpa è di Conte se non si farà un govetno cosi giustificheranno le grandi intese(grandi ruberie) per un governo con il centro destra

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    • Concordo pienamente , nel PD sono tutti renziani , pensano che Renzi sia nel giusto, ma non lo seguono più perché lo considerano politicamente finito , lo hanno usato in questa vicenda come cavallo di troia , ma sanno che che con lui non non c’è più trippa per gatti ! E a loro piace molto la trippa !

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