(di Andrea Scanzi – Il Fatto Quotidiano) – La crisi più idiota del mondo ha dato, tra lunedi e martedì, il peggio di sé. Ecco chi si è distinto particolarmente nel prestigioso “Gran Premio della Mestizia”.
Salvini Matteo. Attacca i senatori a vita, straparla di mercimonio, difende chi parla di defecazione. È terrorizzato all’idea di perdere anche questo treno e, per questo, sta puntando tutto sul suo gemello (non) diverso Renzi. Sempre peggio.
Ciampolillo Lello. Ex M5S. Free-vax, animalista, vegano, negazionista (no, non sul Covid: sul batterio della Xylella). Passerà alla storia come l’uomo che costrinse la Casellati Mazzanti Vien dal Mare a usare il Var per autorizzarne l’agognato (?) “sì”. Oltre ogni comica.
Nencini Riccardo. Arriva pure lui in ritardo e alla fine vota “sì”, forse conquistato da Giuseppe Conte che lo aveva appena definito (non senza generosità) “fine intellettuale”. Ondivago come quasi tutti i socialisti nostrani, meriterebbe però una statua equestre qualora costringesse Renzi a evaporare nel gruppo Misto. Daje Ricca’!
Cunial Sara. Basaglia ha fallito.
Martelli Carlo. Il simpaticissimo “Nosferatu in ciabatte” era irricevibile quando stava dentro i 5Stelle e lo è ancor di più adesso. Folgorato sulla via di Diego Fusaro, che è come dire innamorato di una mietibatti morta, ha forse un glorioso futuro politico come Scilipoti glabro.
Paragone Gianluigi. È stato un buon giornalista, è un pessimo politico. Gli siano lievi i complottisti a caso.
Giarrusso Mario Michele. Vi voglio troppo bene per farvi perdere tempo con uno così, dai.
Drago Tiziana. Ex M5S pure lei (bella selezione della classe dirigente, vero?), sorta di Binetti post-grillina, ha un’idea di famiglia al cui confronto Adinolfi è Andy Warhol. Nel centrodestra starebbe da Dio.
Bellanova Teresa. Il suo discorso al Senato è stato un parossismo cacofonico di astio livido, imbarazzo grammaticale, politica inacidita e sinistra vilipesa. Ha un passato nobile, dal quale però non ha imparato nulla. Anzi meno.
Meloni Giorgia. Sempre più urlatrice, in un video si è detta orgogliosa di essere ritenuta “pesciarola” da sinistra e 5Stelle. Pure lei assai incarognita coi senatori a vita, dovrebbe accettare il fatto che a destra gli unici intellettuali in vita sono Veneziani e Martufello. Ha ormai raggiunto un livello politico definitivamente salviniano. Cioè bassissimo. Brava Giorgia!
Tortora Gaia. Su Twitter, e già mette malinconia che ancora qualcuno usi quel social più decrepito del renzismo, ha cinguettato innamorata ieri sera: “Comunque la si pensi @matteorenzi l’ha giocata bene fin qui”. Pensa se Renzi se la fosse pure giocata male!
Borghi Claudio. Ha parlato di defecazioni, ma non l’ha fatto mica per maleducazione. No: è che conosce bene l’argomento.
Sgarbi Vittorio. Ricordiamolo da vivo.
De Angelis Alessandro. Con quel suo bel capino vagamente implume, gioca la parte che più ama: quella del finto neutrale che, tra le mutande, nasconde la bambolina voodoo di Conte martoriata da spilloni aguzzi. Gufa come neanche Bonolis col Milan, ma ovviamente perde anche questa battaglia. Lui è così: sbaglia sempre. E non impara mai.
Bechis Franco. Un Sallusti che non ce l’ha fatta.
Marcucci Andrea. Se ancora Conte non ha praticamente trovato mezzo “responsabile” tra Italia Viva, è verosimilmente colpa anche sua. Che non merita di riabbracciare Renzi.
Quagliariello Gaetano. La lunga citazione che gli ha dedicato Conte al Senato fa capire che il nostro futuro dipenderà da uno come Quagliariello. Auguri.
Renzi Matteo. Caricaturale, inascoltabile. Colpevole e fuori controllo, nonché responsabile primo di uno dei punti più bassi della storia della Repubblica. La politica al suo peggio. Ora e per sempre imperdonabile.