Il bluff degli scienziati di Conte

(Franco Bechis – iltempo.it) – È lei la numero uno del comitato tecnico e scientifico (CTS) che assiste Giuseppe Conte e Roberto Speranza, condizionando con le sue scelte la vita di tutti gli italiani da quasi un anno. Si chiama Elisabetta Dejana ed è una esperta del sistema vascolare, professore ordinario di Patologia generale presso l’Università di Milano e coordinatrice di un gruppo di 20 persone all’Istituto FIRC di Oncologia molecolare (IFOM). È una testimonial della associazione italiana per la ricerca sul cancro nonché ricercatrice di Telethon. All’estero la conoscono bene, perché vi ha lavorato a lungo e a pieno titolo possiamo definirla una «scienziata», uno di quei cervelli che l’Italia è riuscita a trattenere con orgoglio. Quando Conte e Speranza devono fare deglutire qualcosa che va di traverso agli italiani limitando ancora di più le loro libertà costituzionali come sta avvenendo da quasi un anno, deve essere a lei che pensano sostenendo: «Così hanno deciso gli scienziati». La Dejana lo è davvero, e infatti il suo h-index, l’indice che censisce per la comunità scientifica la rilevanza di uno dei suoi membri per numero di pubblicazioni e citazioni scientifiche, è alto: 109. Basti pensare che sommando l’h-index di tutti i 26 membri ufficiali del Cts si ottiene un misero 821, media di 31,5 a testa che nella comunità scientifica internazionale sarebbe ridicolo, da professorini alle prime armi ancora impegnati nelle scuole serali. Senza la Dejana la somma degli altri 25 sarebbe 712, la media scenderebbe a un h-index di 28,48 pro capite. Ma quella somma è dovuta a un altro componente del comitato, Franco Locatelli, direttore del dipartimento di oncoematologia del Bambino Gesù di Roma e presidente del Consiglio superiore di Sanità. Locatelli è l’unico altro membro del comitato ad avere un h-index superiore a 100, sia pure di poco: 101. Togliamo lui e la Dejana e il totale degli altri 24 componenti scende a 611, la media supera di poco il punteggio di 25 e la parola «scienziati» diventerebbe del tutto fuori luogo.

Non è così teorica quella sottrazione. Perché nelle 35 riunioni del Cts che si sono tenute fra il 20 luglio e il 20 novembre scorso la professoressa Dejana è risultata assente in 28. Il professore Locatelli in 14, e nessuno dei due era presente proprio quando si stavano adottando le decisioni fondamentali sui dpcm che abbiamo bene conosciuto in questi mesi. Dunque noi siamo in mano a quello che ci viene descritto come il meglio della scienza italiana. Ma non è vero: quei 26 scienziati non sono, salvo qualche eccezione. Nessuno di fatto è esperto della materia che servirebbe: non c’è manco un virologo fra loro, nessuno verrebbe riconosciuto come scienziato fuori dai nostri confini. Hanno un h-index rispettabile oltre ai due casi segnalati (però troppo spesso assenti alle riunioni) pochi altri che vedete in queste pagine. Come Roberto Bernabei, geriatra (80), Massimo Antonelli, direttore della rianimazione del Gemelli (73), Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani (62) e il pneumologo Luca Richeldi (58). Gli altri componenti hanno indici assai più modesti. Nove di loro addirittura inferiore al 10.

Eppure non mancano professori esperti delle materie utili per combattere il coronavirus apprezzati da tutta la comunità scientifica. Ne cito qualcuno che vediamo ogni tanto in tv e si può mangiare in insalata qualsiasi membro di quel comitato: il professore Alberto Mantovani (h-index 171), il professore Giuseppe Remuzzi (164), il professore Carlo La Vecchia (138), e per le quote rosa le professoresse Silvia Franceschi (136) ed Eva Negri (116). In cinque fanno come tutto il Cts.

E infatti scienziati i membri del Cts obiettivamente non sono, ma hanno lo stesso in mano il destino di 60 milioni di italiani, il ruolo più delicato che si possa avere avuto in questi mesi in Italia. Non ne hanno nemmeno la coscienza però, altrimenti non farebbero tutte quelle assenze alle riunioni che i verbali sia pure con grave ritardo certificano. Il campione assoluto per senso del dovere è Giuseppe Ruocco, segretario generale del ministero della Salute. Non è uno scienziato: il suo h-index è 8, una miseria. Non è manco un furbetto del cartellino, perché manco finge di timbrare: in quelle 35 riunioni del Cts nel momento chiave della seconda ondata lui è risultato assente 35 volte. Non si comprende perché mai Speranza con un sussulto di dignità non lo abbia sollevato di peso ed escluso dal comitato dove non mette piede nemmeno virtualmente.

Sì, perché bisogna sapere che la stragrande maggioranza dei partecipanti alle riunioni lo fa in videoconferenza, dal telefonino o dal computer del posto dove si trova in quel momento. Visto l’onore di essere stati inseriti in quel consesso e la grave responsabilità che questo ha comportato in quest’anno, non è davvero accettabile che uno non si faccia nemmeno vedere a distanza. Eppure Ruocco si è dato 35 volte su 35, la Dejana 28 su 35, la giovanissima Nausicaa Orlandi (altra quota rosa su cui si era impuntato Conte) è risultata assente 20 volte, Locatelli 14 volte, Franco Maraglino 8 volte, Silvio Brusaferro 7 volte, Roberto Bernabei, Mauro Dionisio e Giovannella Baggio 6 volte. Altri hanno tagliato meno la corda.

Ma c’è un altro tema non meno irrilevante su quel comitato tecnico e scientifico che ha adottato le scelte più dure per gli italiani: non è affatto indipendente. Quasi la metà dei suoi componenti (12 su 26) dipende direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri, e cioè da Conte, o dal ministero della Salute, e cioè da Speranza. Se entrasse in contrasto con loro rischierebbe il posto. Fra questi non abbiamo inserito Brusaferro, che pure guida l’Istituto superiore di Sanità dopo nomina governativa. E nemmeno Ranieri Guerra, che di indipendenza ne ha mostrata assai poca essendo stato protagonista del pressing sui vertici Oms per fare ritirare quel rapporto sull’Italia che aveva fatto aggrottare le ciglia al ministro Speranza. Ma è in queste mani che ci troviamo.

54 replies

      • e i tuoi cicciobello?
        dicci dicci le tue argomentazioni da ……com’è che ti apostrofa Jerome B.? dai il tuo nome da festa…su che te lo ricordi…

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      • Un argomento potrebbe essere: ma quelli che usi sono puntini di sospensione o le molliche di Pollicino (cit. Paolapc)? PS: che vi affidiate ad uno squilibrato come il w4t3r aziendale per lavarvi dalle colpe (“catartico” lo ha definito la ciliegina paragnosta; ovviamente, lo stesso atteggiamento, tenuto per difesa dal sottoscritto, diventa “ingiurioso e maleducato”: siamo in democrazia, che ci vuoi fa’…), la dice lunghissima sulla tipologia di “umanisti” tesi al bene comune con cui si ha a che fare e che voi ritenete di rappresentare ai massimi livelli: me’ c0j0ni!

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    • “… lo stesso atteggiamento, tenuto per DIFESA dal sottoscritto”.
      Per DIFESA!!!!!
      No…è bellissima questa😂🤣😂😂😂🤣🤣🤣😂🤣😂😂😂🤣😂🤣😂😂😂🤣💦💦
      Dai, a volte sa essere persino divertente…

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      • Anail
        che ci vuoi fare
        il sociopatico vive sui social
        troppi blog da seguire contemporaneamente, riceve troppi sfanculamenti da tutte le parti
        capita fare confusione…..

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      • È un poveraccio che pur di ricevere attenzione, attacca, per provocare reazioni. Tra l’altro non distingue la critica dall’insulto. Adesso tu pensa se ho iniziato io ad insultarlo! Ma figurati. La mia prima interazione con lui è dovuta solo al fatto che non la smetteva di bullizzarti. Lui non ammette correzioni, addirittura reitera i suoi errori (che fa come tutti, ma non esiste!) per far credere che siano state delle scelte. Che pena. Fa persino l’esempio di Jonny Dio, che lui attacca comunque ogni santa volta con tono arrogante, non ricevendo però le reazioni che meriterebbe e vantandosene come se non fosse Jonny ad avere il merito di sopportarlo, ma lui ad avere un sano rapporto con qualcuno. Praticamente vorrebbe che tutti gli dessimo ragione, come si fa coi matti pericolosi ed i serial killer, e non metterei la mano sul fuoco che non lo sia.

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      • Che hai da ridere paragnosta: è la verita! Te come il w4ter aziendale e Company dell’Insulto siete partiti per primi, non è mia abitudine iniziare a farlo, quindi mi difendo e nel farlo, non mi risparmio affatto. Se poi vogliamo fare la conta della quantità e qualità delle offese, non penso ci siano dubbi dove penderebbe il piatto della bilancia. Un esempio che non sto mentendo è Jonny Dio: pur essendo dei vostri, ci siamo sempre mantenuti ad un livello normale. Questo è quanto, il resto sono solo vostre irrispettabilissime opinioni che, come al solito, vi cantate e suonate inter vos. PS: ma non dovevo non più ESISTERE per te: ti prude il buchetto? Dicevi sulla coerenza? PS2 per il c0gli0ne che intrallazza con Biden: questo è l’unico blog che frequento (forse ancora per poco, dipende…): basta e avanza!

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      • Anail
        come quello che pesta un piede ad un astante e accusa il poveretto di aver messo il piede sotto il suo..
        è lui che importuna tutti i discordanti dalle sue convinzioni…quali poi…mica le ho capite…

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      • Se è per questo importuna quasi tutti, tranne alcuni che lo prendono davvero a parolacce, ma che lui non considera, forse perché non lo pungono sul vivo, non lo toccano sulle sue convinzioni, ma sulla sua CONVINZIONE di sé.

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      • “Praticamente vorrebbe che tutti gli dessimo ragione, come si fa coi matti pericolosi ed i serial killer, e non metterei la mano sul fuoco che non lo sia…” : adesso a parte tutte le balle e le puttanate che continuate a dire, ma si può arrivare a tanto, seri o meno che si sia? Ma vi ritenete persone serie? Non occorre augurarvi nulla, prima o dopo la Befana arriva per tutti, massa di d3fici3nti.

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      • Occhio che come concentro le energie io, tu neanche in 3 o 4 vite…devo essere solo molto arrabbiata e avere un ESSERE MALVAGIO come bersaglio. Sulla seconda ci siamo, sulla prima non ci riesci sufficientemente, perché non mi rappresenti neanche la metà di niente… ma non tirare la corda o la vedi brutta forte.
        Già fatto, verificato e certificato in altre occasioni. Ti dico solo che, in un caso, hanno dovuto chiamare un esorcista.
        Quindi ti avverto. Mollami. Anzi, vedi di mollare questo comportamento con tutti. Alle persone normali non costa niente,ma
        se tu non ci riesci, fatti curare: credimi, ne hai davvero bisogno.
        E sono serissima.

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      • Allora, vediamo di sistemate brevemente la faccenda con i tre rappresentanti a campione della Company dell’Insulto. Per prima, la divertente paoloapc: che sia stata ironica o seria, non importa valutare, ma ci PARE che sostenere comicamente che avremmo iniziato a “stolkerizzarla” perché ci saremmo risentiti del fatto di non essere riusciti a farci dare da lei il numero (penso intendesse: di telefono), non merita nemmeno una piccola considerazione, tanto è fuori dalla realtà una tale ridicolaggine. La signora (si fa per dire) è invece entrata nelle nostre grazie, prima perché si è sempre permessa di fare le pulci sull’italiano, solo a quelli che le davano fastidio, quando dovrebbe imparare lei a scrivere (di passata, questo vale anche per il signor – si fa per dire – Adriano58, e questo basti per concludere con il secondo componente, che non merita ulteriori approfondimenti…); la faccenda si è limitata a sprezzanti osservazioni da parte del sottoscritto, senza mai trascendere in insulti. Solo da quando si è permessa di invitare al suicidio, persone che avevano il solo torto di non pensarla come lei, ci siamo permessi anche di apostrofarla maleducatamente con offese: questo è quanto. La signora (si fa per dire) Anail, merita invece una maggiore attenzione. Il suo primo intervento nei nostri confronti, risale alla difesa d’ufficio di Adriano58, il quale, secondo lei, anima pura, veniva da noi vessato gratuitamente. Ovviamente, questi partigiani scotomizzati sanno e vogliono vedere solo quello che a loro fa comodo, mentre il motivo della nostra insistenza con il poveretto stava tutto nella spiegazione già data sopra, ovvero il vittimismo peloso di quelli che non vorrebbero che qualcuno trattasse loro alla stregua di come trattano gli altri. Per fare ciò, Anail si è avventurata nella disamina del famoso sostantivo “ciliege”, di cui non ha mai ammesso la correttezza (a proposito che saremmo noi a non ammette i propri errori e che non sapremmo vivere…). La discussione era iniziata normalmente senza nessuna offesa; fatto sta che il “Adesso tu pensa se ho iniziato io ad insultarlo! Ma figurati.”, può ricacciarselo da dove è venuto, perché, dopo non avere distinto la critica dall’insulto, la prima che ha usato un epiteto ingiurioso con la frase “@GATTO Sentimi bene, IDIOTA…” non è stata che lei (questo è il link che ognuno può andare a vedere per controllare https://infosannio.com/2020/08/31/negazionisti-e-complottisti/)!. Da lì, non ci siamo risparmiati nemmeno noi, al punto che il “logaritmo” di gazzelloniana memoria ha bannato tutti i nostri commenti successivi, perché non avevamo ancora imparato che bastava fare come il signor (si fa per dire) Jerome insegna, cioè inframezzare le parole con caratteri simili, in modo che non vengano riconosciute. Altre due, tre cosucce prima di arrivare al dunque. Presunto errore Mr./Mrs: Anail si dovrà arrendere al fatto che è stato voluto e che quando ci accorgiamo di aver sbagliato, non abbiamo certo problemi ad ammetterlo, come si può evincere dalla vicenda con l’utente “Rob Erto”. Questione Jonny Dio: il sottoscritto non ha mai “attaccato arrogantemente” Jonny, ma lo ha sempre provocato volutamente e la condizione che ci saremmo mantenuti ad un livello normale, non è una nostra idea o un suo malcelato sopportamento, ma l’esplicita sua affermazione che aveva dato proprio alla signora (si fa per dire) Anail che non si capacitava del suo considerarmi (se ha le palle il signor Jonny, lo confermi per cortesia). Concludiamo: non avevo visto il commento del 12 gennaio 2021 alle 0:01 in cui si reiterano insulti che travalicano la semplice maleducazione e che aggiungono anche minacce. Dunque, la già riportata frase ““Praticamente vorrebbe che tutti gli dessimo ragione, come si fa coi matti pericolosi ed i serial killer, e non metterei la mano sul fuoco che non lo sia…”, a cui si aggiunge quella “Occhio che come concentro le energie io, tu neanche in 3 o 4 vite…devo essere solo molto arrabbiata e avere un ESSERE MALVAGIO come bersaglio. Sulla seconda ci siamo, sulla prima non ci riesci sufficientemente, perché non mi rappresenti neanche la metà di niente… ma non tirare la corda o la vedi brutta forte. Già fatto, verificato e certificato in altre occasioni. Ti dico solo che, in un caso, hanno dovuto chiamare un esorcista.”, che risulterebbe comica se non fosse che non ha idea, né di quello che sta dicendo (ovviamente crede di saperlo ed è questo il grave…), né di a chi la sta indirizzando (anche noi la avvertiamo che non sa con chi a che fare: non siamo degli increduli e cinici agnostici alla MARK TWAIN che su queste faccende potrebbero essere presi di sorpresa, per cui ribadiamo amichevolmente che potrebbe cascare malissimo questa volta…), queste due frasi, dicevamo, pensiamo possano essere più che esplicite, tanto da poterle aggiungere alle minacce di tal calciolari68, che provvederemo a inoltrare ad un avvocato, perché potrebbero – non ne sono certo – configurare un reato. Poi vedremo chi si dovrà veramente far curare. E sono serissimo!

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      • Quindi lo AMMETTETE, VOI, che ci avevano bannato i messaggi, dopo averlo negato per secoli, prendendomi per i fondelli perché l’avevo affermato e non sapendo neanche fare una semplice sottrazione tra i messaggi precedenti e quelli rimasti🤣😂🤣. (OCCHIO CHE ADESSO QUESTO USA IL PLURALE MAJESTATIS🤣😂🤣😂😂😂🤣dall’alto delle sue MULTIPERSONALITÀ e dei suoi multinick)
        Confermo tutto ciò che ho scritto, parola per parola. Compreso CILIEGIE. Compreso Jonny, che passava sopra il tuo tono costantemente arrogante di interloquire (ma che cosa posso pretendere che sappia DISCERNERE un’elemento così, magari non te ne rendi neanche conto…) Compreso il fatto che TU non sai con chi hai a che fare e che io so BENISSIMO quello che dico perché sono FATTI, non chiacchiere a vanvera come le tue…sappi che era proprio uno che aveva messo un avvocato contro una persona buona e innocente, ad essersela vista brutta… e comunque è morto, prima di riuscire nel suo intento malvagio.
        Perché, di avvocato, ce n’è uno più grande che tu non consideri mai, che ti aspetta per mostrarti tutto il male che elargisci a piene mani, quotidianamente. Ma può anche darsi che tu sia perdonato, perché INCAPACE di INTENDERE e VOLERE.
        Non parlo necessariamente di Dio, basterebbe la tua COSCIENZA, se solo riuscissi a mettertici in contatto.
        Ma come si fa a vivere così? Dimmi che ti pagano per farlo (neanche x un miliardo, lo farei), altrimenti mi fai DAVVERO TROPPA pena.
        Ecco che cosa mi fermerà, la pietà umana(si fa per dire).
        Ps Invito anch’io gli eventuali blogger che abbiano tempo da perdere a visualizzare l’evoluzione dei messaggi, abilmente ripescati dal maniaco, qui, e vedere se quell'”idiota” che infine mi hai strappato, non era il minimo da dire a uno che non ha fatto altro che proferire insulti e saltare a piè pari qualsiasi tentativo di spiegazione e di moderazione. Gli insulti non sono solo le parolacce. Tu sei molto più VOLGARE di Jerome: per quanto lui si possa applicare con le peggiori parolacce, non sarà mai meschino e miserabile quanto te.

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      • Adriano,
        lo so cattivissima.
        Pensa che all’inizio ho fatto finta di niente, perché come diceva qualcuno “sai come sono i pazzi? Sono pazzi.”
        Poi me lo ha addirittura richiesto, e ancora ho fatto finta di niente, poi ha iniziato a stalkerizzarmi. Proprio come l’uomo delle caverne che fino a quel momento credeva di aver fatto colpo. Solo perché a volte gli rispondevo, niente di più, mai condiviso un solo pensiero da lui esplicitato. Poi, nemmeno lo leggevo anche prima di bannarlo per sempre, proprio per il suo modo orrendo di scrivere, maiuscole minuscole, facce, puntini di sospensione, citazioni, copia e incolla, ecc. Un po’ alla Gazzella, che almeno ha il pregio (chi lo avrebbe mai detto?) di non avere il file .xls di tutte le nostre risposte. Ripeto la gente sta capita: questo ti tira fuori le risposte di 3 mesi fa credendo di dare prove dell’altrui incoerenza, non della propria disagiata psiche.
        Menomale che ogni tanto mi diverto ancora con il famoso incipit (un po’ troppo raro ultimamente) di SCN. L’unica lingua che capisce.
        Devo dire che pure calciolari ultimamente mi ha dato soddisfazione.

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      • Oddio, ma questa crede veramente che le abbia chiesto seriamente di darmi il numero di telefono: AHAHAHAHAH… Porca puttana (è un’esclamazione, che poi non si senta direttamente coinvolta la fenomena…) ma come siamo messi? AHAHAHAH… Quando si dice l’esclusività ironica di certa sinistra! AHAHAHAH… E come, nel caso, avrebbe potuto darmelo che non sono nemmeno iscritto a Infosannio: postandolo in bella vista a tutti gli utenti? C’è poi un’ulteriore valutazione comica d fare: loro possono andare a ripescare la mia promessa (a certe condizioni) fatta di non più commentare qui su Infosannio per tacciarmi di incoerenza, ma se lo faccio io per accusarli delle stessa cosa, allora sarei un disagiato psichico. Non male, sempre per restare in tema di incoerenza: e poi sarei io il Marchese del Grillo… AHAHAHAH… questi non stanno affatto bene!

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      • Guarda che hai risposto a me, idiota, ché prendi per qlo gli altri, ma non sapevi neanche delle notifiche. Scommetto che non entri con l’account per non lasciare tracce rilevabili. In compenso tu stalkerizzi tutti. Non ho il minimo dubbio sulle parole di Paola, pure con me hai fatto il lumacone, per qualche giorno, anche senza richieste di numeri, e nonostante la scia di bava, ho provato a normalizzati… Ma tu sei come lo scorpione che chiese alla rana di essere trasportato oltre il fiume…e sul più bello la uccise, perché era la sua natura. Mai fidarsi di uno scorpione, preferisce il male altrui alla sua stessa vita.

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      • A proposito di ignoranza: non è il pluralis maiestatis, ma il pluralis modestiae, ossia:

        “…di modestia o d’autore (lat. pluralis modestiae o auctoris), l’uso della prima persona plurale in un discorso o in uno scritto, al fine di evitare una troppo insistente e immodesta ripetizione del pronome di prima persona «io», o quando si vogliano considerare ascoltatori o lettori come partecipi del proprio ragionare.”, ovvero una pura e semplice questione di opportunità e di educazione, cose che tu non hai affatto. Il resto conferma la tua pochezza!

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      • …AHAHAHAH… Non avevo nemmeno letto, tanto è lo stesso, poi c’ho buttato un occhio: “Scommetto che non entri con l’account per non lasciare tracce rilevabili…(cit.)”, ma io l’account non ce l’ho! Poveretta: do il permesso a Infosannio di informare l’irrequieta creatura che ciò costituisce il vero, anche se credo che la lista degli iscritti sia di dominio pubblico. Sei nient’altro che una patetica personcina…

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      • Appunto non ce l’hai, su Infosannio, non ce l’hai neanche su Google, deficiente? Di quello parlo. Come ci entri a fare i copia /incolla? Nooooo… n
        on dirmi che hai un grande archivio personale nel tuo covo, oltre ai ritagli con cui hai tappezzato le pareti, come nelle migliori tradizioni.
        Prima o poi lo vedremo in TV su Crime investigation… 🤣😂

        E ora basta, mi sono rotta le scatole.
        Per oggi hai avuto, da noi, le tue BRICIOLE di VITA.
        Fattele bastare, mi raccomando.

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      • “Appunto non ce l’hai, su Infosannio, non ce l’hai neanche su Google, deficiente? Di quello parlo. Come ci entri a fare i copia /incolla? Nooooo… n”: ma non ho nemmeno quello su Google, idiota! Come faccio i copia incolla? Ctrl/C; Ctrl/V ! AHAHAHA… Dove dovrei mai entrare? Clicco Infosannio; scelgo l’articolo; faccio copia/incolla del testo che mi interessa e oplà! Ma che cazzo stai dicendo? Invaderti la bacheca? Ma che bacheca? Bacuca…

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      • Sì cara grazie,
        anche perché che motivo avrei di dire una cosa del genere? Non è che uno si possa vantare de fatto che un sociopatico ti chieda il numero. Poi, il suo cambiamento dopo quel mio glissare per due volte è stato palese: ha iniziato con maniacalità compulsiva a cercare ogni mio commento e rispondere con una stizza che ti puoi immaginare, e che ha usato anche con te, da quando ti stalkerizza pure a te. Quando io mai e poi mai mi sono rivolta a lui, anche prima di bannarlo, perché a parte il suo rifiuto del vaccino non ho mai capito come la pensi sulle cose e per carenza di interesse non gli e l’ho mai chiesto.
        Come hai scritto è la convinzione che ha di sé che è stata messa in discussione. Infatti non accetta che ci sia simpatia tra altri commentatori: tanto piccolo e corrotto, che da a Jonny dello “sciupafemmine”. Perché lui i rapporti li intende solo così. Jonny con infinita pazienza soprassiede e cerca di comunicare con lui, e lui se ne attribuisce il merito. E poi lo chiama in causa dicendo “se ha le palle”, non se sta leggendo. Capito? Sciupafemmine, se hai le palle, ecc ecc. Adesso ha iniziato a rompere i coglioni a Unoerre, sai perché vero? Perché io e te gli dimostriamo simpatia. Ma unoerre non se lo caga di striscio, manco per farlo contento come fa Jonny. Non può accettare che non sia lui il genio, che non sia lui er mejo figo der bigoncio. Ecco, se unoerre mi chiede il numero io me ne vanto, anzi, gli e lo chiedo proprio io il numero!
        Stai leggendo lesena intarsiata??

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      • Stamattina ho letto un po’meglio e ho visto che: “Quindi lo AMMETTETE, VOI, che ci avevano bannato i messaggi, dopo averlo negato per secoli, prendendomi per i fondelli perché l’avevo affermato e non sapendo neanche fare una semplice sottrazione tra i messaggi precedenti e quelli rimasti…(cit.)”: di nuovo la ciliegina non capisce un caxxo! Prima di tutto, se non ricordo male, non era di quell’articolo che si parlava, ma nel caso, come avrei potuto negare la cancellazione se l’avevo pure affermata: “Il moderatore o “l’algoritmo”, boh… mi ha cancellato IL COMMENTO precedente lasciando in bella vista il “sentimi bene IDIOTA…”, rivolto al sottoscritto, non si capisce perché…”?; e secondo non contestavo la cancellazione, ma la quantità dei miei messaggi cancellati che tu esageravi. Almeno per quello che vedo io a video, la famosa sottrazione di cui tu ti avvalevi, manco si può fare: il numero dei messaggi che appare all’inizio dei commenti e prima del titolo è quello effettivo dei messaggi presenti. Infatti, nel caso specifico appare la cifra di 65 e i messaggi sono tali, se fosse come dici tu, ammesso e non concesso che il mio sia l’unico a essere stato bannato, dovrebbe apparire quella di 66! Altra faccenda: tu ribadisci CILIEGIE? Io, quello che dice la Treccani: “CILIÈGIA (TOSC. CIRIÈGIA) S. F. [LAT. *CERESIA PER *CERASIA; V. CILIEGIO] (PL. -GIE O -GE).”… Ecco: lei “…non ammette correzioni, addirittura reitera i suoi errori (che fa come tutti, ma non esiste!) per far credere che siano delle…” regolarità. Infine, non so come funzioni per gli iscritti con bacheche, notifiche e altre amenità varie, né se effettivamente, la schermata che appare a loro sia la stessa che vedono i non iscritti, fatto sta che per rispondere a paolapc e perché il mio messaggio risultasse conseguente al suo, ho DOVUTO rispondere a te, in quanto, come si diceva, da un certo punto in poi, i commenti non sono più forniti dell’opzione “Rispondi”, ma questo, la ciliegina, non l’ha ancora capito evidentemente! PS: salutami i “pluralis” quando li senti…

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  1. c’è già una petizione per dare a Bechis il Nobel?
    vorrei apporre la mia firma in quanto, un così grande scienziato,
    non può essere nascosto nelle pieghe di un “accendi stufa”

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    • 🐹 vedi almeno se riesci a indovinarmi questo,
      che sto attraversando un momento di crisi
      di Abbandono.
      Ti ringrazio anticipatamente per la prestazione, se pur metaforica

      Cedesi cristalliera
      bombata in stile Luigi XV per esposizione alta bigiotteria
      9 lett.

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  2. Mi sembrano osservazioni condivisibili, la meritocrazia è assente in Italia, il clientelismo è una mafia che non spara ma uccide lo stesso (perché l’incompetenza genera sofferenza e morte, soprattutto se riguarda i vertici).

    Speranza dovrebbe anche spiegare come mai a quella pippa di Cotticelli non abbia mai fatto una telefonata, eppure aveva un incarico delicato dal punto di vista sanitario.
    Questa è gente che è interessata ad apparire bene in televisione e a leccare il culo di chi in quel ruolo ce lo ha messo. Risovete problemi per le loro carriere politiche è irrilevante.
    Gli altri sono peggio? E va bene, allora becchiamoci speranza senza speranza e senza fiatare.

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  3. Premesso che la richiesta di meritocrazia è sempre cosa buona e giusta, citare gli h-index così è un po’ un esercizio furbetto. (1) se non citi la fonte di dove lo calcoli, non sei credibile (Google Scholar calcola le citazioni diversamente da ISI Web per esempio. (2) i settori disciplinari hanno comunità di riferimento diverse e dunque standard numerici diversi. Ma il terzo punto è: Bechis si è posto questo problema quando abbiamo messo in mano l’istruzione alla Gelmini ? Ma anche alla Fedeli? Dovevamo attendere la pandemia per accorgerci che la politica sta alla meritocrazia come Renzi alla sincerità?
    Peraltro, l h-index di per sé, in ambiti pieni di pubblicazioni come quello medico, può anche essere distorto (ci sono lavori con 10-12 autori). Va bene come first assessment ma non come unico indice. Sono tante le cose che vanno valutate. Ecco perché questo articolo è furbetto, ma non peggio delle cose che si leggono su quel giornale. Io, personalmente, che pure sostengo questo governo, ho due ministri che mi hanno spesso suscitato perplessità, Speranza e De Micheli. Nessuno del pool di incompetenti dei 5S, casualmente.
    A Bechis suggerirei di essere più cauto con affermazioni del tipo “questo all’estero non lo considererei nero”. L’università italiana è un po’ come la chiesa, dove il prete di periferia è magari più sul pezzo del cardinale. E li l’h-insex non c’entra.

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    • @Alessandro Veneziani

      Osservazioni giuste le tue però è anche vero che se lo “h-index di per sé, in ambiti pieni di pubblicazioni come quello medico, può anche essere distorto” è anche vero che l’assenza di un criterio che si basi almeno in parte sugli h-index rende la selezione ancor meno meritocratica.

      Se non hanno utilizzato questo sistema, anzi, se il sistema che hanno utilizzato non tiene conto dei pur fallibili h-index (che almeno una idea orientativa la offrono) quale cazzo di sistema hanno utilizzato?

      E’ un po’ come dire: non serve essere laureati per essere dei buoni parlamentari. La cultura prescinde dal titolo di studio. Verissimo ma se fai in modo che i laureati siano da preferire ai diplomati, questo criterio aumenta le probabilità che al parlamento ci sia gente competente. Perché è più facile trovare persone colte tra i laureati che tra i possessori di una licenza elementare.
      E se devi scegliere il meglio, perché parliamo di istituzioni, perché mai dovresti rinunciare a superesperti con un h-index coi controcoglioni?

      Io sarei portato a pensare che tra gli h-index migliori non ci fossero i loro.
      Ma avete presenti le mezze pippe che questo Stato di merda mette ai vertici di enti pubblici? Magnager incapaci e costosissimi.
      E’ questo l’Italian Style.
      I partiti (anche in parte l’M5S) sono dei club in cui gli affiliati, se leccano bene e si muovono con astuzia, riceveranno lauti incarichi nel pubblico: tanti soldi, poca responsabilità, libertà di non fare un cazzo, in poche parole una VITA SEMPLICE!!
      Al di fuori di questo giro, che tu apra una piccolissima impresa o lavori come dipendente in una grande, ti fanno cacare sangue!

      A questo servono i partiti: a mantenere il potere in modo da distribuire prebende ai loro soci.
      E molti qui vorrebbero statalizzare pure i grattacheccari sul lungotevere!

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      • Come ho detto, l’h-index e’ un primo punto da guardare, ma non l’unico. In questo comitato, come in altre posizioni universitarie. Io non ho conoscenza per valutare se quelli nel CTS siano i “migliori” per quello scopo. L’articolo in questione e’ molto semplicistico. La mia era un’affermazione di carattere generale.
        Faccio un esempio: essere eccellenti scienziati non significa essere ottimi comunicatori scientifici. E’ come quando si aveva un ottimo scienziato come docente universitario e poi, nell’insegnamento, faceva schifo. Io penso che l’h-index sia solo uno dei parametri da guardare, a seconda dello scopo e del contesto. Poi, ripeto, la meritocrazia e’ un mantra corretto, ma il come il “merito” e’ determinato non e’ un discorso banale. Non lo e’ mai. Conosco eccellenti scienziati a cui non affiderei il mio laptop neanche per 5 minuti. Non lo e’ neanche in questo caso e in un articolo che ha semplicemente il ruolo di denigrare (legittimamente, nella dialettica politica) il Governo.

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    • Ottima discussione, ricca di spunti largamente condivisibili da entrambe le parti.

      Mi intrometto brevemente solo per far notare che, oltre a stabilire chi siano i migliori e come, bisogna che poi i soggetti si rendano disponibili ad accettare l’incarico, senza dare per scontato che lo siano sempre tutti. Va anche considerato che quando il Cts è stato istituito, ovvero ai primi di febbraio, la percezione della situazione era ben diversa dall’attuale e i suoi sviluppi (in particolare la sua durata) ancora in larga parte inimmaginabili, non si sta parlando di un sottosegretariato d’oro come quello con cui Gentiloni ritenne di “punire” la MEB, tanto per fare il primo esempio che mi sovviene.

      Inoltre, il sottotraccia dell’articolo di Bechis sembra voler suggerire che le nomine dei membri del Cts siano state almeno in parte di comodo. Non dico che non sia vero, dico che non ci sono elementi sufficienti per sostenerlo. Qualunque nomina diretta, oltre ad essere praticamente sempre legittima è, per forza di cose, sempre viziata da qualcosa, del resto nessuno ha preteso nè proposto che si istituisse un concorso ad hoc, all’epoca (cosa che, probabilmente, non sarebbe stata neppure possibile, anche solo per una banale questione di tempo).

      Infine, ma non meno importante, mi corre doveroso osservare come sia capitato, in più di un’occasione, che il Governo abbia poi finito con l’assumere decisioni nonostante il parere contrario del Cts (che nella fattispecie proponeva l’adozione di misure più restrittive), e questo mal si concilia con la tesi in qualche modo vellicata dall’autore del pezzo.

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  4. Se esistesse un h-index per i giornalisti, quale punteggio raggiungerebbe bechis?
    Vedo di stilare un po’ di parametri:
    Autorevolezza
    Serietà
    Onestà intellettuale
    Testate in cui ha lavorato
    Episodi di bufale a suo carico
    Inchieste condotte
    Copie vendute dei suoi rotoli cartacei
    Seguito social e su altri media
    Padroni per cui ha lavorato
    Tasso di azzerbinamento
    Dovrebbero bastare per farsi un’idea sul soggetto, per candidarlo al Pulitzer o al premio Ignobel dell’anno.

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      • Brava Ricciola ,

        Bechise ha fatto la zuppa col pesce surgelato,
        e ci ha messo dentro pure quelli che
        devono ottimizzare il tiraggio
        e l’ingrassaggio dei cingoli
        di alcuni mezzi della protezione civile,

        e poi cita questi professoroni
        delle pubblicazioni,
        “In cinque fanno come tutto il Cts”

        guarda caso tutti lombardi,
        tutti raggi dello stesso cerchio magico
        di magnati della finanza nazionale
        quali, Rocca-Angelucci e Co.,
        nonché internazionale, discorso troppo
        lungo e articolato….

        mo’ che tu sei malpensate, perché levantina, Capisc’a me.

        Nella rosa mancano solo Silvio Garattini e Roberta Villa,
        che hanno fortemente contribuito a rendere
        una popolazione di malati cronici,
        una costosissima zavorra a carico della collettività…

        Vi presento Roberta Villa:

        questa gentile signora,
        che a prima vista, può apparire
        innocua e solare, madre di sei figli,
        abbandonata dal marito, come lei dice….
        insomma una Lambertucci tra le casalinghe,
        che dal punto di vista mediatico,
        buca lo schermo,
        è adatta a una utenza medio-bassa

        Questa signora imperversa,
        in tutte le TV, dalla Rai,
        a Mediaset,
        La 7(spesso dalla Gruber, a Omnibus),
        Sky ,
        radio locali, nazionali,
        Giornali e tabloid di tutti i tipi,
        social,su you tube con migliaia di video,
        pubblicazioni e presentazione di libri,

        tutto sul tema Vaccinazioni
        e un tantino meno di chemioterapia,

        e tutto questo, senza avere mai un giudizio negativo o una critica.

        Per scoprire invece, chi è e da dove arriva,
        e quasi impossibile /dovete faticare non poco, ma in questo vi agevolo io:
        Roberta Villa nasce a Bergamo, strettamente imparentata con dott. Eugenio Villa,
        (e dico dott., non prof.)
        primario di radiochemioterapia al San Raffaele di Milano ai tempi di don Verze’,
        nell’anno 1999, lo stesso messo in galera per rimborsi – truffa ai danni della sanità pubblica.

        https://m.facebook.com/lavillasenzavirgola/photos/a.842889689234090/1134575353398854/?type=3&source=44

        Purtroppo manca lo spazio per i dettagli ma chiunque voglia sapere di più, può contattarmi (questo vale solo per le signore B.)

        o divertitevi nelle ricerche

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  5. A parte che Bechis pare ignorare la differenza tra scienziato ed esperto, mi piace ricordarvi, cari commentatori del blog, che fu proprio il Dibba, nella sua intemerata di un paio d’anni fa, a inserire Bechis e Mangiafuoco tra i giornalisti liberi. Per dire.

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  6. @Paolapci

    Hai fatto bene a ricordarlo perché molti grillini “usano le convinzioni come li stivali” (cit. Trilussa) per cui un giornalista è buono e bello solo se parla bene del M5S. PUNTO.
    Di Battista elogiava come grande giornalista anche Buttafuoco! Ma ci rendiamo conto? Un friggitore di aria professionista che si rifugia nella sua prosa contorta per non scontentare nessuno visto che ognuno lo interpreta come preferisce.
    Perché lo ha citato come esempio giornalistico da seguire? Perché parlava bene del M5S, of course!

    La loro rubrica giornalista del giorno, inventata si diceva per colpire la pessima Stampa, ha dato un esempio evidente della pessima concezione che hanno molti grillini della democrazia e della libertà di informazione.
    La loro rubrica non attaccava semplicemente chi li attaccava, a prescindere dai meriti/demeriti del giornalista.
    Non è l’atteggiamento di chi vuole una stampa libera, è l’atteggiamento di chi vuole che la stampa rimanga serva esattamente com’è sempre stata ma cambi il culo da leccare: il loro.

    La stampa serva è comoda se sei tu il padrone!

    Piace a 1 persona

  7. La questione non è affatto semplice come ce la racconta Bechis.

    Limitazioni
    Tuttavia non è difficile trovare situazioni in cui h non riesce affatto a descrivere l’importanza di uno scienziato.

    Ad esempio, gli scienziati che hanno avuto una carriera breve sono decisamente penalizzati, in quanto l’indice non tiene conto della loro influenza poiché essi hanno prodotto solo un numero limitato di contributi, non importa quanto decisivi. Per esempio, l’indice di Évariste Galois è 2 e rimarrà così per sempre; se Albert Einstein fosse morto all’inizio del 1906, il suo indice sarebbe fermo a 4 o 5, valore che sicuramente non rappresenta con dignità l’importanza degli studi che hanno portato le pubblicazioni del 1905. La validità di questa obiezione è dimostrata dall’analisi stessa dei dati riportati alla fine, che indicano una classifica di fisici in base all’indice: salta subito agli occhi che, a fronte di fisici con valori di h superiori o vicini a 100 (Einstein nel 2020 raggiunge un h = 325[2]), nel 2020 Richard Feynman ha h = 60[3], Paul Dirac ha h = 63[4].

    L’indice h non considera il contesto delle citazioni. Ad esempio, alcuni lavori in un articolo sono citati semplicemente per agevolare una introduzione, anche se hanno basso significato al contesto specifico, e non ha potere risolutivo per delimitare citazioni fatte in un contesto negativo o fraudolento (ad esempio quando un lavoro viene citato perché contenente affermazioni errate).
    L’indice h è influenzato dalle limitazioni nelle banche dati delle citazioni, in particolare per articoli prima degli anni novanta.
    L’indice h non tiene conto delle autocitazioni. Se un ricercatore scrive molti lavori cumulativi nello stesso settore, è probabile che citerà i suoi articoli precedenti, e questo tende a creare una lunga coda di autocitazioni che possono accrescere artificialmente l’indice. Di recente, piattaforme come ResearchGate hanno però introdotto, grazie all’ausilio dell’informatica, metodi di calcolo che permettono di scegliere se visualizzare un indice che tenga conto o escluda le autocitazioni. Il limite in questo caso è dovuto al fatto che la piattaforma effettua i suoi calcoli solo basandosi sui lavori caricati sulla stessa, il che dipende dalla volontà dei singoli ricercatori iscritti di aggiornare il proprio profilo inserendovi tutte le proprie ricerche.
    L’indice h non tiene conto del numero di autori di un articolo, avvantaggiando con questo gli autori che decidono di firmare insieme degli articoli. Ciò vuol dire che anche un autore che ha dato un contributo minimo alla pubblicazione otterrà, al fine del computo dell’indice, una pubblicazione e le relative citazioni in conto, come tutti gli altri. Questo avvantaggia chiaramente chi dirige un gruppo di ricerca, per esempio professori con un grande numero di dottorandi: essendo normale che il professore risulti tra gli autori, in quanto segue e consiglia gli studenti e ne revisiona le bozze delle pubblicazioni, egli ottiene un numero di articoli a suo nome sproporzionato al lavoro effettivo. Lo stesso fenomeno può avvenire nei gruppi di ricerca industriali.
    L’indice h sembra enfatizzare il lavoro proveniente da grandi collaborazioni, piuttosto che piccoli gruppi di ricercatori o singoli individui.
    L’indice h privilegia i settori su cui c’è molto interesse contingente, e quindi che vedono una quantità superiore alla norma di lavori venire pubblicati e citati. Un lavoro di routine di un settore con molti interessi e investimenti verrà citato più volte di uno di un settore di nicchia con pochi esperti che se ne occupano. Per esempio, un ricercatore che si occupa dell’evoluzione del sistema immunitario nei crostacei più difficilmente potrà avere un indice con valore superiore a un medico che studia malattie infettive degli umani molto diffuse.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Indice_H

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