Uno, Walter e centomila

(Francesco Borgonovo – la Verità) – Lo sospettavamo da anni, ma gli ultimi mesi ce l’ hanno confermato: Walter Veltroni ha un gigantesco problema con il tempo libero. Forse non si diverte con gli amici (se frequenti gente del Pd può anche capitare) o magari non gli funziona Internet per vedere le serie in streaming. O forse, poveretto, ha comprato un divano scomodo e gli riesce difficile rilassarsi.

Sia quel che sia, qualcosa non va. A testimoniarlo c’ è una massa di lungometraggi, editoriali, libri, interviste (raccolte e concesse), apparizioni tv, varie, eventuali e superflue. In pratica, ogni mattina, Veltroni si alza e sa che dovrà correre più di una gazzella e di un leone messi insieme per sbrigare tutte le incombenze di cui si è fatto carico: troppe per un sol uomo. Viene da immaginarsi Walter Veltroni come Willy Wonka: nella sua fabbrica assieme a una marea di Umpa Lumpa che scrivono romanzi, battono articolesse, girano documentari e firmano prefazioni. Uno, Walter e centomila.

Il risultato è una angosciante invasione degli Ultraveltroni: accendi la tv sulla Rai e lo trovi a concionare di politica; metti su La7 ed eccolo di nuovo a commentare una partita di calcio; passi su Sky e mandano il suo docufilm; ti rifugi su Netflix e trovi il film L’ isola delle rose: non l’ ha girato lui ma ha scritto un libro sullo stesso argomento, L’ isola e le rose. Vai all’ edicola e vedi spuntare il suo nome dalla prima dei quotidiani, compresi quelli sportivi. Se i cinema non fossero chiusi lo troveresti anche lì, in compenso sono aperte le librerie e fra gli scaffali c’ è solo l’ imbarazzo della scelta.

Nel 2020 ha pubblicato tre libri. Un giallo intitolato Buonvino e il caso del bambino scomparso (Marsilio), scritto alla velocità della luce durante il lockdown. È il seguito di una piccola serie poliziesca il cui primo volume era uscito a novembre 2019: giusto il tempo di un caffè e il nostro si è rimesso a scrivere. Poi c’ è il saggio Odiare l’ odio (Rizzoli), pubblicato a marzo. E infine la raccolta di articoli Labirinto italiano (Solferino), uscita da poco sia in libreria che in edicola con grande spiegamento di copie, per essere sicuri che nessuno se lo perda.

Riuscire a leggere tutti e tre i tomi, in fondo, non è difficilissimo. Sono circa 570 pagine in totale, ma su alcune i caratteri sono stampati grandi come i numeri sui telefoni Brondi, quindi l’ impresa non è disperata. Il più è vincere il sonno. In ogni caso, per chi avesse voglia di nuovo materiale, l’ attesa sarà breve. A gennaio è già prevista l’ uscita in edizione economica del corposo saggio Roma. Storie per ritrovare la mia città (ben 400 pagine, edito da Bur) e del romanzo per giovani adulti Tana libera tutti. Sami Modiano, il bambino che tornò da Auschwitz (Feltrinelli). Significa che negli ultimi mesi il nostro Walter ha scritto più o meno 730 pagine, cioè due pagine al giorno. Poco meno di Stephen King, che ne scrive almeno 5, ma non tutte buone.

A differenza del Re dell’ horror, tuttavia, Veltroni non si limita ai libri. Sempre quest’ anno ha girato due documentari.

Il primo s’ intitola Fabrizio De André e Pfm. Il concerto ritrovato. In pratica è la ripresa integrale di una storica esibizione andata in scena il 3 gennaio 1979 alla Fiera di Genova. Non si capisce bene perché la regia sia stata affidata al caro Walter, ma resta che il film è stato proiettato in 370 sale il 17, 18 e 19 febbraio del 2020, e ora è in vendita in dvd. L’ altro documentario, Edizione straordinaria (realizzato montando le immagini dei tg Rai degli ultimi 60 anni), è andato in onda in prima serata su Raitre agli inizi di dicembre (6,4% di share, tutto sommato dignitoso). Se pensate che tutto questo sia sufficiente, vi sbagliate di grosso. Tra un capolavoro letterario e un ciak, il nostro eroe ha trovato il tempo per un’ intensa attività culturale.

In ottobre, ad esempio, ha ricevuto il Premio alla cultura cinematografica di Gorizia. A settembre si è guadagnato il premio letterario Cimitile. Poi è stato finalista al premio di saggistica Caccuri. E nei ritagli di tempo ha presieduto la giuria del premio Clara Sereni (con Liliana Segre) e del premio cinematografico Elio Petri. Tutto questo premiare e farsi premiare, però, era soltanto un allenamento in vista di un incarico prestigioso che gli è stato conferito in questi giorni: presidente della giuria dei letterati del celebre premio Campiello.

Siamo giunti al punto che Veltroni non è più un autore, ma una filiera culturale. Potrebbe scrivere un libro; recensirselo da solo; partecipare a un premio letterario e autopremiarsi; trarre un film dal medesimo libro; recensirlo di nuovo; farlo trasmettere in tv e poi attribuirsi ancora un premio cinematografico. Si tratterebbe solo di forzare un po’ le regole, ma di sicuro non ci sarebbero problemi, dato che a Walter tutto è concesso.

Ogni sua opera, infatti, viene accolta come un capolavoro.

Mai che esca una critica negativa. Come è possibile? Il quesito è interessante.

Certo, c’ è da considerare la proverbiale piaggeria degli intellettuali italiani, ma il leccapiedismo da solo non basta. Il fatto è che le opere di Veltroni nascono proprio per questo: per non scontentare nessuno.

Il tratto caratteristico della loro personalità sta proprio nel non avere personalità: servono a fare volume, arredano.

Anche per questo Walter dà il meglio di sé quando, come autore, sparisce. Se racconta un fatto storico controverso, riesce a veltronizzarlo, cioè a fornirne una versione mediana e neutralizzante. Con lui si va sul sicuro: scrive di tutto riportando una sorta di opinione condivisa, cerca appositamente argomenti che creino una memoria comune benché asettica.

Utilizzando questo metodo, riesce a esprimersi sulla qualunque.

Collabora regolarmente con il Corriere della Sera, Sette e la Gazzetta dello Sport. Da quando Rcs è nell’ orbita Cairo, Walter è onnipresente, su carta e in video. Solo quest’ anno ha scritto diverse decine di articoli, migliaia e migliaia di battute. E poi podcast, video… Intervistato due giorni fa dalla Stampa, ha fatto sapere che si sta pure dedicando alla lettura di ponderosi tomi sul fascismo: forse ha un Umpa Lumpa che legge per lui.

Nei suoi articoli è passato da Sergio Ramelli a Gilles Villeneuve; da Hollande a Claudio Signorile. Da Woody Allen a James Blunt. Dal cardinal Ravasi a Pierfrancesco Favino: tutto fa cultura, tutto fa midcult. Muore Morricone? Ne scrive Veltroni. Muore Gigi Proietti? Ancora Veltroni.

Muore Maradona? Veltroni è pronto. Muore Paolo Rossi?

Riecco Veltroni. Il succo dei suoi necrologi, in fondo, è sempre lo stesso: «Era un grande personaggio che tutti ci ricorderemo». Pura luce riflessa.

Stessa cosa nelle interviste.

Le sue domande sono basiche: si va da «E poi, che successe?» allo splendido: «Come stai?».

In sostanza Veltroni non è un autore, è un amplificatore. La sua presenza serve a moltiplicare la visibilità, a garantire recensioni e marchette. In questo senso, egli è estremamente generoso (lo diciamo senza malizia), si mette a disposizione degli altri. È un generatore, un abbattitore.

È stato nel Pci ma non era comunista (dice), ora scrive romanzi ma non è uno scrittore, gira film ma non è un regista, firma articoli ma non è un giornalista. Ha fatto persino, qualche settimana fa, la telecronaca di Argentina-Inghilterra del 1986. Un match in diretta non riuscirebbe a commentarlo: correrebbe il rischio di dire qualcosa di non condiviso. Se gli affidassero la direzione editoriale del Corriere della Sera, come qualcuno vocifera, probabilmente farebbe pubblicare le notizie della settimana prima, per avere il tempo di filtrarle.

Dicono anche che il suo sogno proibito sia il Quirinale, e in effetti il suo incessante lavorio per creare una memoria comune, mediata e inoffensiva sembrerebbe pensato per questo. Sarebbe la sua unica, memorabile impresa: se salisse al Colle su una pila di carta, riuscirebbe ad appiattire persino quello.

33 replies

  1. Walter ha tante conoscenze.Non so se veramente i libri li scrive lui o i documentari film che fa siano farina del suo sacco,quello che so e’ che ogni cosa che scrive o filma,è di una NOIA MORTALE mi fa dormire.Chi gli stampa i libri,chi gli paga i corto-lungo metraggi?Ma gli amici suoi,gli amici degli amici ecc Non me lo spiego diversamente.Anche un alyro politico,ancora in attività,sforna libri ogni anno e pagano La Stampa gli amici .Purtroppo è così,poi questi amici saranno ricompensati .

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    • Ma non ho capito se l’articolo fosse una reprimenda verso Veltroni o no piuttosto una celebrazione del personaggio da parte dell’ufficio stampa.
      Con il taglio del finanziamento pubblico alla carte stampata assisteremo sicuramente a dei ridimensionamenti, in primis degli organici.
      Potrebbe capitare che Borgonovo, dopo tutta questa pubblicità gratuita, passi a collaborare con Veltroni?

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  2. Iniziare il nuovo anno in sintonia con Borgonovo, e’alquanto insolito. Ma sia come sia, sono totalmente, d’accordo con esso.

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    • Che esagerazione! Non l’articolo, i commenti. L‘articolo è scritto da un tristo individuo il cui libro uscito l’anno scorso 2020) non ha comprato manco la madre nonostante tutta la pubblicità che gli ha fatto interurbano.
      Ma poi questi commenti non li avevamo già fatti, com’è che tutti si occupano di Veltroni? Aveva promesso che usciva dalla scena politica e lo ha fatto , e menomale, ne sono contenta. Cos’è deve pure andare sotto un ponte?

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  3. A me sembra più uno stalker (ma quanto l’ha pedinato, passo passo?) che trabocca di INVIDIA.
    Borgonovo, che tra un po’ci ritroviamo anche grattugiato sulla pasta, ad avvelenarci anche I momenti più sereni, che critica Veltroni perché ONNIPRESENTE, è emblematico.
    Tra l’altro, denotando un odio feroce verso la cultura, che salta agli occhi di chi i libri li legge senza disperarsi prima per il numero delle pagine… 400 pagg. sono tante per questo elemento? Mah… e dire che, per meno di 350, io i libri neanche li compro perché non li gusterei, mi sembrerebbe di leggere una rivista.
    Tutto ciò, senza stimare particolarmente Veltroni, ANZI, ma avendone apprezzato ben 2 docu/film ed un libro.
    Però a tutto c’è un limite.
    Da Borgonovo non potrei sentir criticare nemmeno MUSSOLINI…e ho detto tutto.
    Perché il nulla fastidioso (non so come possa esistere, ma lui ci riesce), dovrebbe solo TACERE.

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  4. Aggiungo che l’onnipresenza di Borgonovo, diversamente da quella di Veltroni che se non altro produce (apprezzabilmente o no è un’altra storia, ma bisognerebbe aver visionato, prima di criticare), non ha giustificazione alcuna, se non quella di proclamarci a reti unificate il “Covid, governo ladro” d’ordinanza, usando i più incredibili contorcimenti della realtà immaginaria di cui è preda la sua mala genia.

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    • Io Veltroni lo avevo apprezzato come ministro del governo Prodi I. Nell’ambito delle sue competenze al Turismo e spettacolo rilancio’il cinema con l’iniziativa del biglietto scontato di mercoledì, portando nuovi incassi in settimana e de relato anche nei fine settimana.
      E geniali furono le sue iniziative da direttore dell’unità. Nel 1994,anno dei mondiali di calcio, cominciò ad allegare al giornale gli album Panini dei calciatori già completati.
      Fu un successo editoriale che apri’ la strada alla vendita di libri allegati al giornale ad un prezzo accessibile.
      La sua esperienza venne imitata e sviluppata da TUTTI i maggiori gruppi editoriali in seguito, come Espresso/la Repubblica, Corriere della Sera Rizzoli e persino il Giornale di Fininvest Mondadori, anche con i periodici settimanali o mensili.
      Non è un incapace come la vulgata ostile sostiene. Certo, alla fine ha guardato pure ad avere successo personale con il proprio lavoro, ma non lo ritengo un argomento valido per attaccarlo. Sa tanto di invidia da parte dei mediocri.
      Attaccabilissimo lo è stato invece sul piano politico, anche per il solo fatto di aver contrastato alle politiche Berlusconi con troppa educazione, dopo che il puttaniere piduista aveva abbattuto il Prodi II con la compravendita di squallidi soggetti come Di Gregorio, Razzi e Scilipoti. Permettendo al lurido di continuare ad imperversare con l’attività criminale legalizzata e in piena tempesta testosteronica indotta artificialmente dai cocktail che gli preparava Scapagnini.
      Veltroni fu spettatore imbelle del periodo delle Olgettine, della legge Gasparri, delle leggi porcata e criminogene in tema di giustizia, della new town all’Aquila del post terremoto, delle pagliacciate nei summit internazionali, del baciamano a Gheddafi e della partecipazione al suo assassinio, perché debole e ricattabile sul piano interno. Berlusconi scappato di notte con lo spread a oltre 600 bp e le finanze pubbliche fuori controllo, sull’orlo della bancarotta, con i suoi parlamentari impegnati a votare per riconoscere una giovane prostituta minorenne marocchina come nipote del presidente egiziano.

      Si può dire che fu il cinismo criminale del piduista mafioso brianzolo a innescare una crisi di valori, fungendo da detonatore per l’imitazione a tutti i livelli dei suoi debosciati e delinquenziali comportamenti, aprendo le porte a soggetti come il Bomba, il capitone fannullone e la fascio coatta ex ministra della gioventù?

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      • Grazie per avermi ricordato alcuni meriti culturali di Veltroni, che si erano persi nei fumi della mia memoria. I demeriti politici li ricordo, purtroppo, benissimo, non ultimo quello di aver dato vita al PD, ibrido mai compiuto, che ha finito per consegnare la sinistra a Renzi. Imperdonabile, anche se le sue intenzioni erano quelle di costruire un grande polo di csx, degno delle grandi democrazie con sistemi maggioritari.
        Ho cominciato a sviluppare anticorpi contro Veltroni quando si intestardì a non voler pronunciare il nome di Berlusconi, mentre quello imperversava in lungo e in largo con la sua bieca propaganda.
        Non si può fare i signori mentre ti pisciano in testa. Salvi la dignità, ma ne esci bagnato e puzzolente.

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      • @Jerome B 9:45
        Lei lo ha apprezzato come ministro. Io, come Romano, l’ho visto SPRECARE soldi pubblici come niente, indebitare la Città per centinaia di milioni a tassi più alti di quelli che le Banche applicavano normalmente, chissà perchè. Un altro che diceva che sarebbe finito a fare qualcosa di diverso magari in Africa e invece… eccolo qua.
        Comunque, non è un incapace, quello che ha fatto lo ha fatto consapevolmente..

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      • paolo diamante Roma
        aggiungo che come market maker è bravo, ha coniato lui:
        “non si può interrompere un’emozione” per la legge sulla pubblicità neii film in tv.
        che ha fatto prendere uno spaghetto alla, ‘allora’, Fininvest.
        Ma come amministratore è stato un disastro colossale, tante è vero, che per correre dietro alle sue invenzioni per resuscitare l’Unità, l’ha tramortita finanziariamente e anche gli altri editori si sono indebitati, tanto è vero che hanno dovuto approvare e poi negli anni aumentare, i finanziamenti all’editoria.

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      • il fatto che stimi uno come veltroni la dice lunga su ciò che sei e ciò che scrivi…

        veltroni è il PEGGIO di questo paese MARCIO. Perchè è abilissimo a passare per bravo e competente, da pacato e moderato democristiano, sorretto pefettamente da una stampa para mafiosa e depistante che non può far altro che pompare la cialtronaggine pacata e sotto le righe di simili personaggi. In questa logica un medicore come veltroni è perfetto. Ha fatto voragini di debito pubblico, quando i soldi c’erano e potevano essere investiti bene. E’ l’emblema perfetto di come entrati nel sistema ci si può arricchire dentro il sistema, perchè si diventa parte del sistema (da yes we can COPIATO a Obama come farebbe un saviano qualunque, al pragmatismo vero, le case (sue) comprare a sconto a new york dopo la crisi del 2008). Amici degli amici applicato, questo è uolter. La madia, poveretto che non sei altro, è una creatura di uolter, una INETTA assoluta, altro che di maio e di battista!

        Ti sei definito da solo. Vacci piano a criticare di maio. Anche se ha molti difetti, peggio di uno come veltroni non potrà MAI fare. Anche applicandosi tanto tanto tanto…

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  5. Veltroni sta a Renzi ……..nel giorno della cresima.
    Per dire che sono riusciti a distruggere ill PD. il primo usando la vaselina, il secondo col suo ego inutile e volgare.

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    • Se non altro Veltroni l’aveva anche creato, il PD.
      Non che gli sia grata di aver dato vita all’unione suicida della sinistra, tra Ds e Margherita… è proprio così che è stato possibile imbarcare Renzi, democristiano aspirante forzista, scalatore del Pd, in mancanza di ascensore per FI.
      Berlusconi era troppo ingombrante e furbo, Bersani troppo leale e democratico, facilissimo da mettere da parte, con l’espediente delle primarie “deregolate” solo per lui.
      Il BOMBA, bleah, non vedo l’ora di vederlo sparire, quel serpente a sonagli.

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  6. Borgonovo,questo signore è uno di quelli che, sotto sotto, fa il tifo per un governo delle grandi intese di napolitaniana memoria in cui confluirebbero i tuoi amici leghisti, Per cui non alienartelo troppo.

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  7. Gentile Borgonovo, lei è uno dei giornalisti a me più antipatici (mi dirà: “e sticazzi”). Ma questo è davvero un bell’articolo, complimenti 🙂

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  8. Rimozione del sasso ricoperto di erbino
    umidiccio nauseabondo e spunta il Verme, infilzatelo, una volta per tutte, nel l’amo e buona pesca nel Lago Vittoria.

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  9. Veltroni è l’emblema di come il pd abbia sempre agito in modo mafioso massonico. Ex politici che al posto di trovarsi un lavoro, il partito li sistema un qualche posto di responsabilità. Come direbbe Totò “siamo uomini o caporali” ti trovi questi piazzati nelle leve di comandi, che fanno di tutti pur romperti i cojoni, usano la burocrazia nascondere le loro incapacità. Gente che si credono dei geni arroganti e presuntuosi.
    Non ho mai letto nulla di Veltroni mi è bastato un vedere un documentario, dopo un po’ di visione i miei testicoli avevano raggiunto il pavimento per l’insulsaggine che ho smesso di guardarlo. Pero per realizzarli i soldi si trovano sempre, la crisi del cinema italiano è la dimostrazione di come lo stato i finanzi film ad amici degli amici

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    • Che non hai mai letto si vede molto bene.
      Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici🎼
      E hai qualche problemino coi tempi:
      1)ORA è un ex politico, Veltroni, non allora.
      2)il lavoro, anzi I lavori, come vedi li ha, con grande invidia di chi non sa neanche leggere ciò che lui sa scrivere.
      3) il PD non l’ha mai “sistemato” bene, anzi LUI ha CREATO il PD (purtroppo, aggiungo io)

      Vedi che ti sfugge giusto qualche piccolo particolare?

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  10. Veltroni ha sicuramente un gigantesco problema di tempo libero ma anche tu, Borgonovo, non scherzi: gli mancava solo l’ennesimo recensore a pubblicizzarne in giro le opere! Non avevi argomenti piu’ interessanti che ripresentarci l’onnipresente Veltroni (quasi non ci bastasse lui)?
    Poi, riguardo a comparsate televisive, anche tu mica scherzi: accendo il TV ed eccoti pontificare con l’aspetto ingrugnito su qualsiasi argomento (su un canale e l’altro pure). Sei incazzato col mondo perché ti ha fatto qualcosa o solo per non assomigliare troppo al tuo Walter preferito?

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  11. Sì, ma comunque vedo che è molto considerato, come mestiere, quello di scrittore e regista.
    Andiamo bene se il VERO lavoro è solo quello delle braccia.
    CAVOLO, sto tizio se n’è andato dalla politica E NON VI BASTA?
    Magari lo facesse Renzi! Poi potrebbe scrivere tutto quello che vuole, mentre lemme lemme e in DISSOLVENZA se ne va A f f n c l

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