Di Maio: “Non esistono altri governi. Task force senza invasioni”

Giallorosa – La verifica del recovery. “Parlano di rimpasto controllato, ma quando comincia non sai come finisce. Ed è sbagliato mettere in discussione Conte”

(di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano) – A giocare troppo con il fuoco si finisce bruciati, lascia intendere Luigi Di Maio. “Alcuni continuano a parlare di rimpasto – dice il ministro degli Esteri al Fatto – ma quando si apre una crisi si sa come inizia, ma non si può sapere come finirà. E l’esito potrebbe essere quello di andare al voto”.

*** Vede le urne molto vicine?
Decidere spetta al presidente della Repubblica, e questo va sempre premesso. Dopodiché sento parlare di rimpasto controllato, ma non c’è nulla di controllato quando si aprono processi del genere. Qualsiasi azione per provare a rimuovere Giuseppe Conte porterebbe alle urne.

*** Tradotto: Matteo Renzi non avrebbe la maggioranza alternativa che cerca.
Ho notato che nelle ultime ore Italia Viva sta usando toni diversi, responsabili. E comunque non vedo maggioranze diverse.

*** Anche Matteo Salvini è molto attivo, no?
Per uscire da una situazione in cui si è messo da solo finge di chiedere il governo istituzionale, ma con l’intenzione di portarci al voto. È rimasto intrappolato nel Papeete (il locale da dove annunciò la caduta del governo Conte nel 2019, ndr).

*** Renzi cosa le dice?
Non lo sento da settimane.

*** Per giorni il Pd è rimasto zitto, mentre il capo di Iv infieriva sul presidente del Consiglio e non si sono mai fermate le voci su Di Maio come nuovo premier.
Il tema è la messa in discussione di Conte, e ciò è sicuramente sbagliato. In quest’ottica, fanno circolare le voci su di me come premier. Ma come dicono dalle mie parti, quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima.

*** Anche i dem Nicola Zingaretti e Dario Franceschini ritengono le urne l’unica via in caso di crisi. E al voto tornerebbero alleati con il M5S e con Conte come candidato premier.
Per noi del Movimento, Conte è senza dubbio una figura di riferimento. Con il Pd non si è mai parlato di elezioni politiche. Tra l’altro, non ha senso farlo con questa legge elettorale. Però in questo governo si fa squadra, e nessuno mi ha mai fatto scorrettezze, a differenza di quanto avvenuto nel precedente esecutivo.

*** Conte ha aperto alla “profonda revisione” della task force, che secondo Iv “non c’è più”. Ma non piaceva neanche a voi 5Stelle, giusto?
Sul tema il presidente è stato chiaro sin dall’inizio con noi: “Questa è solo una bozza di cui discutere”. Ha subito aperto al confronto.

*** Lei come la cambierebbe?
Il come lo decideremo collegialmente. A mio avviso i ministeri vanno coinvolti direttamente, perché sono quelli che conoscono meglio i dossier. La “macchina” non deve avere la sensazione che la cabina di regia sia composta da invasori che non vogliono coinvolgerla nella gestione del Recovery Fund.

*** Ora come si procederà? Pare che voi 5Stelle non siate rimasti contenti dei progetti e della ripartizione delle risorse.
Era la prima volta che vedevamo i progetti disaggregati, nel dettaglio. Durante le festività ci sarà il tempo per aggiustare tutto. Credo che ci sarà un secondo giro di incontri con le delegazioni dei partiti, e poi una riunione plenaria con tutte le forze politiche.

*** In primavera si vota nelle città, ma il tavolo di maggioranza sulle Amministrative che lei invocava non è mai partito.
Siamo in piena pandemia, e ora abbiamo altre priorità. Io l’ho proposto più volte, dopodiché spetta alle forze politiche decidere se, quando e come confrontarsi.

*** Virginia Raggi ormai è la vostra candidata a Roma, mentre Beppe Sala ha già detto che non correrà senza il M5S. Di che discuterete con il Pd?
Sosteniamo sicuramente Virginia, e poi siamo gli unici ad avere un candidato in campo nella Capitale. Dove ci sono le condizioni, confrontandoci con i territori, è importante fare squadra. Però le scorse Amministrative insegnano che quando andiamo uniti vinciamo.

*** E se Raggi si candidasse per la segreteria del M5S?
Il Movimento lavora unito e compatto, non perdiamoci nel toto-nomi.

*** Era necessario che lei e Conte andaste entrambi a Bengasi da Haftar per far liberare i pescatori?
Noi con Haftar abbiamo sempre parlato, nell’ultimo anno lo abbiamo visto nove volte. Ma da tre mesi le nostre relazioni erano interrotte. Per liberare i pescatori ci aveva chiesto il rilascio di quattro scafisti, richiesta impossibile da esaudire. In cambio della liberazione dei nostri cittadini abbiamo riallacciato i rapporti con lui.

*** Non si riesce a dare giustizia alla famiglia Regeni. E Patrick Zaki, recluso in Egitto, è allo stremo.
Il 25 gennaio, nell’anniversario della scomparsa di Giulio, ci sarà un Consiglio degli affari europei in cui chiederemo a tutti i Paesi di prendere posizione, sia per Regeni sia per Zaki. Ma voglio ribadire che il ministero lavora necessariamente in silenzio, e che abbiamo riportato a casa tutti gli italiani rapiti all’estero. Attualmente lavoriamo ai casi di Regeni, Zaki e di Chico Forti (all’ergastolo negli Usa con una condanna per omicidio che lui contesta, ndr). E non ci fermeremo.

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