Due Raggi e due misure

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – A volte la cronaca sa essere ancor più ironica della storia. E così accade che in poche ore la mitica Procura di Roma del grande Pignatone e dei suoi allievi, santificata per anni dai turiferari dei giornaloni, venga messa definitivamente in mutande da due eventi giudiziari che parlano da soli: le richieste di rinvio a giudizio per Tiziano Renzi, Alfredo Romeo &C. che Pignatone &C. volevano a tutti i costi far archiviare sul caso Consip; e l’assoluzione anche in appello di Virginia Raggi che Pignatone &C. volevano a tutti i costi far condannare sul caso Marra. Il fatto poi che l’inchiesta Consip sia partita a Roma nel dicembre 2016 e sia ancora impantanata in udienza preliminare, mentre l’inchiesta Raggi è partita nel gennaio 2017 e ha già finito l’appello, è solo la ciliegina sulla torta. Ma rende l’idea del degrado di gran parte della magistratura, che nessuna persona sensata può ridurre al caso Palamara. Antonio Massari ne ha appena pubblicato un’impietosa radiografia in Magistropoli (ed. PaperFirst). Che ora va aggiornata coi fatti di ieri e dell’altroieri, degni coronamenti di una stagione partita con le grancasse su “Mafia Capitale”, un’ordinaria storia di corruzioni e sganassoni gabellata per la nuova Piovra.

Tutto comincia nel 2016. Al governo c’è l’Innominabile, che si gioca tutto nella campagna per il referendum costituzionale del 4 dicembre. La Procura è costretta ad aprire un fascicolo dopo la denuncia della Consob su uno scandalo che coinvolge il premier e il suo editore preferito, Carlo De Benedetti. Che è stato registrato al telefono col suo broker Gianluca Bolengo il 16 gennaio 2015 mentre gli ordina di investire 5 milioni nelle banche popolari perché il giorno prima l’amico Matteo gli ha preannunciato un imminente decreto che le trasforma in Spa e ne aumenta il valore. “Passa, ho parlato con Renzi ieri, passa”, dice l’Ingegnere al broker parlando del decreto. Che infatti passa il 20 gennaio e, grazie a quell’informazione privilegiata e vietata, CdB guadagna 600mila euro. Per i codici penali di tutto il mondo, si chiama insider trading, infatti Consob lo denuncia ai pm romani. I quali non delegano indagini al Nucleo tributario della Gdf e non indagano né Renzi né CdB, ma solo il povero Bolengo. Poi, nel giugno 2016, chiedono l’archiviazione. Il tutto in gran segreto, tant’è che emergerà solo nel 2018 in Commissione Banche. Ma torniamo a giugno 2016. La Raggi viene eletta sindaco. Subito i giornaloni svelano un’indagine sulla sua neo-assessora all’Ambiente Paola Muraro per fantomatiche infrazioni ambientali commesse in 14 anni di consulenze per l’Ama, emerse proprio all’atto di nomina.

Per mesi la Muraro viene mostrificata a suon di luride allusioni alla sua vita privata e accostamenti financo a Mafia Capitale. Il 21 settembre la Raggi ritira la candidatura olimpica di Roma. Il 4 dicembre il premier perde il referendum e lascia il governo a Gentiloni. Il 13 la Procura di Roma invia un avviso di garanzia alla Muraro, che si dimette (dopodiché le accuse, come per miracolo, evaporano). E il 16 dicembre fa arrestare il vicecapo di gabinetto della sindaca, Raffaele Marra, per un alloggio pagato dall’immobiliarista Sergio Scarpellini tre anni prima (èra Alemanno). Scarpellini accusa altri 10 politici, inclusi Verdini e il pd Montino, per altri stabili regalati o affittati gratis, ma nessuno viene arrestato, mentre Marra si fa un anno e mezzo di custodia cautelare. Il 22 dicembre i pm napoletani Woodcock e Carrano trasmettono ai colleghi romani l’inchiesta Consip su presunte manovre fra l’imprenditore Romeo, Tiziano Renzi e il suo galoppino Carlo Russo per pilotare il più grande appalto pubblico d’Europa (da 2,7 miliardi): l’ad di Consip, il renziano Luigi Marroni, ha appena svelato una fuga di notizie sulle cimici piazzate negli uffici della società e fatto i nomi delle talpe: il ministro renziano Lotti, il comandante dei carabinieri Del Sette e il capo dell’Arma toscana Saltalamacchia. Il Fatto rivela l’inchiesta, mentre gli altri giornali preannunciano un avviso di garanzia alla Raggi. Che non è neppure indagata, ma chi di dovere già sa che lo sarà.

Su Consip la Procura di Roma fa ben poco, salvo indagare su chi ha scoperto lo scandalo (il pm Woodcock e il capitano Scafarto): evita addirittura di sequestrare il cellulare di babbo Renzi, poi ne chiede l’archiviazione per mancanza di indizi (che magari erano nell’iPhone). Ma il gup Gaspare Sturzo la respinge, intimando ai pm di indagare meglio. Sulla Raggi invece i pm capitolini fanno di tutto: avviso di garanzia il 24 gennaio, 8 ore di interrogatorio l’8 febbraio, cinque reati contestati (tre abusi d’ufficio, un falso, una rivelazione di segreti d’ufficio). Alla fine la montagna partorisce il topolino: tutto archiviato tranne il falso per la dichiarazione della Raggi all’Anticorruzione sul ruolo “meramente compilativo” di Marra, capo del Personale, nella nomina del fratello a capo dell’Ufficio Turismo, decisa da lei e dall’assessore competente in un “interpello” per far ruotare i 190 dirigenti comunali. Un processo senza reati né moventi né prove, già caduto con l’assoluzione in tribunale, ma replicato dai pm in appello. Risultato finale: l’altroieri babbo Renzi, Romeo&C. imputati per Consip; ieri la Raggi assolta anche in secondo grado. Come dice sempre qualcuno, “il tempo è galantuomo”. Almeno il tempo.

45 replies

  1. È sempre più sconfortante vedere come esistono 2 giustizie distinte. Una di magistrati corretti ed onesti che fanno il loro dovere, indagano se si sono violate delle leggi, non chi accusa o è accusato. Ed un’altra politicamente influenzabile ed influenzata che cerca in ogni modo di deviare o concentrare l’azione ella giustizia in base alle amicizie coltivate dai papaveri dei palazzi di giustizia con i lestofanti del Palazzo per eccellenza, il Parlamento e dintorni

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  2. “il tempo è galantuomo”. Almeno il tempo. Sì però col passare del tempo alcuni, quelli “bravi” a farsi le leggi, si salvano con la prescrizione che i giornaloni asserviti si affrettano a trasformare in assoluzioni.

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  3. strepitoso articolo di travaglio che rileggerei di continuo,racconta perfettamente la cronistoria politico giudiziaria degli ultimi 5 anni,e di come la procura di roma si sia coperta di ridicolo

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  4. Bisogna sempre ringraziare Travaglio per come ci rinfresca la memoria su quale sia sempre stato l’andazzo politico in Italia. Sembrano anni luce, ma in realtà stiamo provando a disintossicarsi solo da due anni dai corrotti e delinquenti al governo grazie ai 5stelle. La cosa triste è che fatto fuori gli incapaci ed incensurati del movimento, il letame ed i lupi famelici sono pronti a tornare a fare man bassa del Paese.

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  5. Vittoria Baldino
    Virginia è stata assolta, tutto il fango che le è stato buttato addosso da media e politica di tutti gli schieramenti durante il suo mandato non l’ha scalfita.
    è un sindaco che sta risollevando una città spolpata da decenni di malgoverno e da faccendieri di bassa lega che da destra a sinistra si sono affrettati a denigrarla per il solo gusto di colpire il M5S.
    Sulla sua onestà nessuno di noi ha mai avuto il minimo dubbio. Questa sentenza è solo una conferma!
    .
    A differenza dei 5 stelle, tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, hanno oltre 2600 arrestati.
    Ormai la destra si presenta come la quarta mafia.
    .
    ELIO LANNUTTI.
    Inchiesta nomine, Virginia Raggi assolta in appello
    “E’ la mia vittoria, in tanti riflettano, soprattutto nel M5s”.
    Sono molto felice che Virginia sia uscita a testa alta dall’incubo, dalla ben rodata macchina del fango e dal fuoco amico.
    Almeno quello non ci voleva! Che delusione ci hanno dato tanti!
    ..
    Isolazionismi. Egoismi. Ambizioni personali. Invidie. Franchi tiratori, Nessun spirito di corpo. Nessun Movimento unito tra i big. Nessuna compattezza. Assenza di coscienza sivile e di spirito morale. Cittadini lasciati soli. I migliori tra noi lasciati soli. Silenzi incomprensibili. Inimicizie interne. Rivalità. Addirittura un blog che ignora questa assoluzione.
    Quante cose non avremmo mai voluto vedere!!!

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    • Grande Lannutti, la cosa più triste è che nel Blog delle Stelle neanche un accenno a questa assoluzione, veramente vergognoso! Anche all’interno del M5S ora serve un repulisti totale, io sono con Alessandro e Virginia.

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    • Vivianav io sono viviana for ever
      Ti chiesi a suo tempo dove seguirti, tu risposi : sul blog delle stelle
      È vero ciò che scrive Lannutti?
      Il blog delle stelle non ha scritto una riga sull’assoluzione della Raggi?
      Tu che ruolo hai nel blog? Nessuno alza la voce?
      Jerome b. Da che di maio si è dimesso e sono entrati Crimi – Lombardi, succedono cose strane,
      Che covid-19 fa nascondere
      Se tu vivianav. Potessi, il sottoscritto nella sua piccolezza vorrebbe essere erudito
      Chi detta la linea del blog: Di maio? ( allora jerome b. Ti chiedo scusa, non ho capito niente,)
      O il consiglio dei nuovi garanti?
      Grazie

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  6. Dal porto delle nebbie, finalmente diradate, si comincia ad intravvedere un po’ di chiarezza.
    Palamara faceva il bello e il cattivo tempo, era il manovratore di tanti processi dai quali, personaggi legati a politici di “eccellenza” la facevano sempre franca.
    La Sindaca Raggi ne esce pulita, rafforzata e soprattutto con una grinta che le sarà utile per la sua campagna elettorale.
    Stavano tutti zitti, in trepidante attesa, specie quelli del PD, acquattati nell’erba della loro savana…
    Calenda giorni fa dalla Lilli nazionale, aveva svelato l’attesa della condanna della Raggi, erano tutti in trepidante attesa, cosa che molti spettatori ha lasciato di sasso. Quando gli squali sentono odore di sangue si agitano e si chiamano fra di loro.
    Quella piccola donna con un coraggio da leonessa, che ha saputo mettersi contro la delinquenza organizzata mafiosa, gli abusivismi ,gli sprechi incontrollati, avrebbe meritato, solo per onestà intellettuale, un po’ d’ammirazione e di sostegno. Ha avuto solo critiche feroci e dove non c’era nulla da dire, si sono attaccati ad una borsa, ma anche lì, hanno toppato in pieno.
    Virginia Raggi merita per questo, ma anche per molto altro, la nostra ammirazione e sostegno.
    Vai Virginiaaaaaaaa

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  7. Il problema è proprio quando i lupi famelici ritorneranno grazie alla smemoratezza degli italiani a scorazzare liberamente all’interno delle istituzioni pronti a nuovi accordi con i soliti sciacalli di regime

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  8. I romani hanno voluto Marino come sindaco contro tutti gli apparati di partito I mafiosi sono riusciti a farlo dimettere in un modo vergognoso .Speravano che caduto Marino riuscissero ad eleggere un sindaco che obbedisse ai loro ordini e desse sfogo ai loro istinti predatori e ladroni.Invece i romani per la seconda volta elessero ancora una volta come sindaco una persona onesta ,non collusa con i poteri forti insuperabili nel ladrocinio.Apriti cielo :dai media ai partiti alla magistratura una valanga di falsità giornaliera che hanno cercato di togliere di mezzo in tutti i modi una sindaca onesta.Ostacolata in tutto da chi nella macchina amministrativa comunale ,nelle amministrazioni precedenti,aveva inserito al comando propri uomini pronti ad ostacolare ogni buon funzionamento della macchina comunale.
    Non c’è due senza tre ,anche questa volta i romani sapranno sconfiggere ladri e corrotti ed eleggere una persona capace ed onesta

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    • Sì, se non altro la sua assoluzione le consentirà di partire alla pari ai nastri di partenza della competizione elettorale per l’elezione a sindaco. Ovvero, i cittadini romani potranno valutare serenamente, fatta salva l’onestà della candidata, il suo operato nel passato quinquennio. La sentenza non è un voto, come scrive Stefano Cappellini nell’articolo su Repubblica di oggi.

      L’assoluzione di Virginia Raggi

      Ci sono due buone ragioni per gioire dell’assoluzione di Virginia Raggi e un grosso equivoco da chiarire. La prima ragione è di carattere generale: non è mai un brutto giorno quello nel quale un cittadino vede riconosciuta la propria innocenza in un tribunale, tanto più se riveste un’importante carica pubblica. In troppi — molti della stessa parte politica della sindaca — hanno concepito in questi anni la giustizia come una macchina che funziona solo se produce colpevoli. Un processo che si conclude con una assoluzione non è meno “riuscito” di uno con esito opposto né va giudicato in sé un sopruso: si può dare il caso di una vicenda dove emergono ipotesi di reato concrete che non reggono al vaglio dei giudici. È lo Stato di diritto, un pilastro della democrazia.

      La seconda ragione per gioire è invece tutta politica: la condanna di Raggi avrebbe innescato un meccanismo vizioso, un dibattito sviato dai problemi della città e dalle possibili soluzioni. Sarebbe ripartito lo psicodramma grillino sulle regole interne: Raggi può candidarsi comunque, no non può farlo oppure può farlo ma senza più il simbolo del Movimento (lei, in ogni caso, aveva già annunciato che si sarebbe presentata di nuovo alle elezioni anche se condannata). Qualunque fosse stato l’esito di questo dibattito, la competizione elettorale sarebbe stata influenzata dal tema giudiziario e anche il verdetto elettorale sarebbe stato meno limpido, condizionato almeno in parte dagli strascichi e dalle recriminazioni. In Italia, purtroppo, ormai una sentenza non è mai solo una sentenza. E qui è necessario chiarire l’equivoco di cui si parlava all’inizio.

      La reazione della sindaca e dei vertici M5S al verdetto è umanamente comprensibile ma politicamente fraudolenta. I colleghi del Movimento dicono che i detrattori della sindaca «sono stati zittiti». Lei esulta come si trattasse di una riabilitazione del suo mandato e accusa il Movimento di averla lasciata sola. Tutto il tripudio di commenti dei vertici 5S è illogico: pare quasi che la sindaca sia stata non assolta dall’accusa di falso, ma beneficiata di una sentenza che ne attesta il buon lavoro come amministratrice. In parte, è un tentativo puerile di piegare l’esito giudiziario alle esigenze della imminente campagna elettorale. In parte, forse, è l’antico riflesso condizionato dei grillini il cui programma si è spesso fermato all’urlo di piazza “onestà, onestà” (nel quale caso, a macchiare il curriculum dell’onestissima sindaca rimarrebbero comunque le vicende Marra e Lanzalone). Ci si vergogna quasi a dover ricordare che l’onestà non è condizione sufficiente per governare Roma. Per governare, in generale. Per accorgersene, in città, basta poco: è sufficiente scendere per strada e guardarsi intorno, aspettare un bus, chiedere un documento. L’ordinaria amministrazione. Di grandi progetti e visione della città del futuro, ne riparleremo quando ci sarà qualcosa di cui parlare.

      Stavolta non c’è mafia capitale di mezzo ad anticipare le urne. Alle comunali gli elettori non voteranno con il codice penale sotto braccio o facendo la conta di inquisiti e condannati in aula Giulio Cesare. Raggi merita di essere giudicata dagli elettori senza interferenze e senza alibi, per quanto ha fatto nei suoi cinque anni di mandato e per quanto non ha fatto pur avendolo promesso. Ha bisogno di sentirsi dire forte e chiaro cosa pensano le romane e i romani del suo operato, e solo di quello. Tra le molte cose che occorrono alla capitale del Paese c’è anche l’urgenza di un responso elettorale netto e non strumentalizzabile, per voltare pagina e provare a restituirle un po’ di dignità.

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      • Da quello che è successo questi anni pare proprio che sia la disonestà a portare avanti certi personaggi.Desiderano avere gente riccattabile e da manipolare per i loro interessi.È questo che emerge dai comportamenti dei partiti storici romani .Accuse infondate per gli onesti ed assoluzini e carriera garantita per i disonesti

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      • Perché il pd è uguale e precisoagli altri,anzi.peggio perché ha il consenso di votanti creduloni che credono che il pd sia una cosa ed invece è il contrario di quello che vorrebbero sembrare.Quando apriremo gli occhi?e non ci faremo più abbindolare dalle chiacchere?

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  9. Comunque il risultato, voluto da chi ha ingigantito il caso Raggi e minimizzato gli altri, è stato ottenuto. Molta gente si informa superficialmente, a volte leggendo solo i titoli dei giornali, ed è arrivata alla conclusione del “son tutti uguali”. Questo si traduce in milioni di voti che potevano andare al M5S, ma che certa stampa/procure sono riusciti a disperdere nell’astensionismo o verso i vecchi partiti che, cambiando leader, fanno credere di essere una novità nel mondo della politica.

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    • @Guido,
      guarda… ti do una notizia… é un fatto storico che i tetrapoltronari destrorsi (usurpatori, traditori?) hanno voluto consapevolmente governare con certi ladroni, corrotti e corruttori di destra e di manca…!!!
      e che deto tradimento ha fatto venire meno la fiducia (malriposta?) di miliioni di elettori e la fuoruscita dal moV di migliaia di attivisti!!!

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  10. É evidente:lo stesso gruppo di potere che pilota i media controlla una parte della magistratura. Ma ,c’è da chiedersi, perchè il pd tace ? FI è oovviamente,insieme al centro destra parte integrante del sistema ,però, da parte di certi cultori e difensori della democrazia come Augias e Cacciari qualche denuncia ce la saremmo aspettata e invece silenzio assoluto. Vanno a sbraitare in tv insieme ai Senaldi e Sallusti per le presunte buche sull’asfalto delle strade romane ma del degrado di certe istituzioni non osano parlare e questo dice tutto.

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    • Perché il pd è uguale e precisoagli altri,anzi.peggio perché ha il consenso di votanti creduloni che credono che il pd sia una cosa ed invece è il contrario di quello che vorrebbero sembrare.Quando apriremo gli occhi?e non ci faremo più abbindolare dalle chiacchere?

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    • La cosa peggiore è che anche parte del M5s tace. Riguardo al PD più che altro, dato che i giornali hanno sempre spinto l’opinione pubblica a ritenere la Raggi un’incapace o delinquente e a furia di farlo forse ci sono anche riusciti, credo pensino che non gli convenga allearsi con lei, anche se tutte le cose di cui l hanno accusata non sono veritiere.

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  11. Egregio direttore, se non ricordo male, il magistrato Pignatone è stato di ruolo a Palermo e credo fece porcherie a favore di toto’ cuffaro o qualcosa del genere. È stato messo a capo della procura di Roma!!!!!!! Da quel che lei scrive oggi, vorrei sapere come sia possibile che il giorno dopo la pensione, il Vaticano gli abbia concesso un ruolo invece di dargli 2 calci nel s…. e
    Fred, sempre con simpatia, questi (Pignatone e Palamara) sono analfabeti, ignoranti ed incapaci che mai hanno letto un libro.
    Devo dedurre che la guerra contro la Raggi viene dallo stato confinante?

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  12. Il problema di fondo è sempre lo stesso, siccome è praticamente Travaglio in solitaria a riportare i fatti così come accadono nella realtà, tutti gli altri hanno gioco facile nel propagandare l’idiozia dell’ossessione di Travaglio, prima per Berlusconi, poi di Renzi; roba che ho letto raramente (per fortuna) anche qui ad opera di qualche utente, magari aggiungendo la porcheria di Travaglio imputato, come se beccare querele da cialtroni, mafiosi, ladri o bugiardi, fosse la stessa cosa che essere mafiosi, ladri, cialtroni o bugiardi. Purtroppo non vedo molti altri giornalisti pronti ad unirsi a questa battaglia. Qualcuno c’è anche se meno popolare, qualcun’altro spesso dice cose giuste, ma sembra quasi più impegnato ad essere popolare, ma se Travaglio insegna qualcosa, è che bisogna prima essere autorevoli, poi popolari.

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  13. In quella foto c’è una “cosa” che “sfigura” tutta la scena..Luigi.Pensatela come vi pare ma i miei “occhi” dicono non ti fidar di lui.”Naturalmente” questo è solo il mio pensiero, non conoscendolo è solo l’impressone che mi fà.Dopo tre anni di governo rimane una figura troppo “enigmatica”.Quattro incarichi?1 e già erano c.a.

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  14. Arrivo in ritardo a commentare Sergio Longo, ma non in ritardo per congratularmi e per condividere ogni sillaba. In rozza sintesi: evviva Virgina assolta, ma rifletti, Virginia, sui tuoi errori, i tuoi ritardi, la sorte stessa della tua città. All’interno di queste pagine dovremmo avviare una discussione su come è stata portata avanti questa esperienza, che poteva essere esaltante ma che, a parte certi grossi colpi di scena (Casamonica finalmente sgominati), è stata molto deludente. Lo stesso Travaglio eccede: va bene difendere la Raggi dalle aggressioni atrocoi. preconcette e gaglioffe, ma non va bene sostenere che è stata (ed è) una grande sindaca o giù di lì. A parte certe inchieste ancora non chiuse, non possiamo negare che Roma faccia ancora abbastanza schifo, che la gestione delle municipalizzate certo non brilla. Ma bisognerebbe riesaminare quest’avventura fin dall’inizio, da quella candidatura nata online chissà con quali controlli, da quella consigliera comunale non certo attivissima (e le poche cose che aveva contribuito a decidere, tipo “no allo stadio della Romal”, se le è poi rimangiate) improvvisamente candidata sindaca, e per giunta abbastanza antipatica nei confronti pubblici con il suo avversario. E il grandissimo e bravissimo Travaglio su questi temi sembra un po’ pigro…

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  15. Ma sergio e Segio Longo spero non siano la stessa persona, da come scrivono pare di si. Vorrei vederli e sfidarli a fare meglio di Virginia avendo una montagna di debiti maturati da quelli bravi e un esercito di sabotatori all’esterno e all’interno del municipio. E avete pure il coraggio di dire che non avrebbe fatto abbastanza, ma vi sentite? Dopo lo sfacelo più assoluto dei sindaci precedenti avete pure il coraggio di dire che Virginia non avrebbe fatto miracoli. Per cominciare a vedere risultati appena tangibili non bastano 5 né 10 anni di buon governo. A svaligiare una banca bastano pochi minuti, per ricreare il capitale anni e anni, se non capite questo allora inutile discutere.

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  16. Sergio Longo ha postato lo stesso sproloquio nell’altro articolo di Merlo: Ripartire da Virginia Raggi
    per cui invio anch’io lo stesso

    Sergio Longo è un mistificatore, insinua e depista.
    Non ho memoria di una persona così villipesa, ingiurata e perseguitata sul niente come lei e quelli che le sono attorno, prima ancora che si sedesse alla scrivania.
    Gli interessi erano e sono fortissimi che usano qualsiasi mezzo mezzo lecito ed illecito per scalzarla.
    Persino all’interno del suo movimento, ci sono degli avversari che hanno tramato per eliminarla, per un accordo innominabile, con le altre forze politiche.
    E i suoi sostenitori non devono gioire, dove finalmente le è stata resa giustizia?
    Oltre che una martire (essere sindaco ONESTO di una città come Roma), che cosa vogliono gli scrutatori del pelo dell’uovo?
    Si ma però, c’è ancora qulache buca qua e là……ma annatevene a fare in qlo!!!! o meglio inqulatevi da soli, mestatori di acqua di fogna.
    La tattica ipocrita e retorica di inziare con elogio e metterci un ma per poi accusare dei mali di tutto il mondo è vecchia come l’umanità, chi credete di prendere giro, i vostri epigoni?

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  17. e, intanto i tetrapoltronari e i loro accoliti destrorsi (usurpatori, traditori, e pure un po buffoni?), implicitamente additati dalla meravigliosa Virginia come traditori, i quali, nonostante, continuano a tramare per farla politicamente fuori per accordarsi coi ladroni, corrotti e corruttori di manca… per un candidato sindaco “concordato…”!?!?
    e mentre quelli che rispettano il programma del moV vengono espulsi o “spintaneamente” invitati ad anare via dal moV, i traditori, incredibilmente, continuano a tradire quel 33% di elettori onesti che aveva sperato in un cambiamento del paese…!!
    Grande poi la Virginia che, in una intervista, riferendosi alla lombardi avrebbe detto che: “non ce l’ha con lei perché lei non fa politica…”!!!
    miiihhh… che manrovescio politico s’é beccato sulla guancia “destra”, che evidentemente ancora gli sta bruciando, la lombardi…!!!
    fossi in lei dalla vergogna andrei a nascondermi… e invece (lei) inperterrita continua a fare da stampella al pd-l laziale nonostante quast’ultimo continua l’ostracismo contro la sindaca più meravigliosa d’italia…!!!

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  18. Virginia Raggi in futuro verrà ricordata per aver interrotto i rapporti fra loschi intrallazzatori romani, attaccati da sempre alla mammella capitale, e l’amministrazione capitolina il prossimo sindaco, chiunque esso sarà, dovrà avere la forza, il coraggio e una storia personale adatta per fare una vera rivoluzione gestire la più gloriosa città del mondo come merita e non come un paessotto di periferia. Ma per fare una rivoluzione ci vuole gente che non abbia fatto parte del mondo politico-economico negli ultimi anni, tipo Calenda, perché ci metterebbe un attimo a riconnettere il malaffare con le ambite casse del campidoglio.

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