Quando uno stupro diventa stupro dell’informazione

(di Selvaggia Lucarelli – Il Fatto Quotidiano) – Un giorno bisognerà chiedere a Massimo Giletti cosa gli è successo a un certo punto della vita. Come ci si possa autoproclamare paladino della legalità un giorno sì e l’altro pure, e dieci minuti dopo affrontare un caso delicato come quello di Alberto Genovese e lo stupro ai danni di una 18enne, con la superficialità pericolosa e imbarazzante cui si è assistito domenica a Non è l’arena. Dico solo che si occupava del caso anche Barbara D’Urso e al confronto pareva la Cnn. Basterebbe già solo descrivere il parterre degli ospiti esperti/moralizzatori: Nunzia De Girolamo, che ha sulla testa una richiesta di condanna a 8 anni per associazione a delinquere. Fabrizio Corona, ai domiciliari con più condanne che tatuaggi, e Hoara Borselli, il cui valore aggiunto è probabilmente quello di essere incensurata. Il perché Fabrizio Corona avrebbe qualcosa da raccontare sulle feste di Genovese è mistero fitto, visto che non solo non ci è mai stato, ma neppure frequenta feste milanesi da un bel po’, visto che nel 2013 è stato arrestato e da quel momento è entrato e uscito dal carcere avendo, al massimo, permessi per lavorare. Massimo Giletti si avvale di Corona come di una sorta di autore/consulente del programma. Corona gli propone storie e ospiti, e magari ci scappa anche la sua presenza in studio. È andata così con Mirko Scarcella, ci ha provato con una vittima di tentato femminicidio che ha gentilmente declinato l’invito, è andata così con la storia di Genovese. Sarebbe lo stesso Corona ad aver strappato Daniele Leali, l’amico di Genovese, alla concorrenza (la D’Urso) e ad averlo portato su La7. E da qui la promozione a moralizzatore: la volta scorsa accusava Briatore di parlare di economia e di non pagare le tasse, lui che teneva i soldi nel controsoffitto per pagarle con calma. Questa volta accusa questo mondo corrotto dei party pieni di droga, lui che in passato è uscito dal carcere per curare la sua tossicodipendenza (su cui aleggiano alcuni misteri). Attendiamo che Giletti lo inviti a darci lezioni anche nella giornata dedicata alla guida con prudenza.

Fin qui si potrebbe anche sorvolare, se non fosse che il siparietto è stato non solo sconcertante, ma anche volgarmente accusatorio nei confronti di persone perbene. Mentre tutti, conduttore compreso, continuavano a ribadire che l’amico di Genovese coraggiosamente in collegamento da Bali “non è neppure indagato”, Fabrizio Corona si permetteva di fare più volte il nome di Carlo Cracco accusandolo di “connivenza”. Non solo, aggiungeva che “la posizione di Carlo Cracco, del buttafuori e di Leali è la stessa”. Notare che Leali aveva invitato le ragazze alla festa incriminata e da molte è stato accusato di essere colui che girava con i vassoi della droga, il bodyguard piantonava la stanza dello stupro e Cracco era andato tre ore per offrire (pagato) un servizio di catering con moglie e collaboratori a un’unica festa di Genovese. Non la festa dello stupro, per giunta. Stessa posizione, identica. Ed era esilarante sentire Giletti che “Nomini ancora Cracco? Io mi dissocio!”, come se non fosse evidente che si dissocia da chi invita perché dica esattamente le cose da cui si dissocia. Tra parentesi, Carlo Cracco si è rivolto al suo legale e la puntata è stranamente sparita dal sito di La7 (ne sono rimasti alcuni estratti, in cui non appare Fabrizio Corona).

Ma non è solo questo il problema. L’amico di Genovese, convinto forse che andare in tv faccia bene alla sua immagine, dice una serie di cose sconcertanti, da “C’erano 30 persone, ma poche ragazze molto giovani, sotto i 20 anni solo 5 o 6 (il 20%)”. O: “Noi ritiravamo i telefoni agli ospiti perché così la gente socializzava” (come no, il proprietario di casa ci teneva così tanto a socializzare che si chiudeva in camera e riappariva la mattina dopo). O: “Se c’era la cocaina? È in tutte le feste, avete scoperto acqua calda”. E lì, mentre il conduttore ribadiva di avere rispetto per questo individuo “perché ci ha messo la faccia”, era tutto un “Come dice Corona”, “Come ha detto Corona”. Insomma, Corona maître à penser. E nel frattempo si univa al parterre l’avvocato della ragazza stuprata, tale Saverio Macrì, il quale desta qualche perplessità. Giovanissimo (ha 32 anni), iscritto all’Ordine degli avvocati dal 2019, un passato da calciatore e, come lo stesso Leali, nel giro dei locali e della notte: è infatti proprietario col padre (dentista dei vip) e altri soci di locali tra Milano e Formentera. Ovviamente, nessuno ci ha fatto caso. Tutti troppo coinvolti dall’edificante racconto su “Cracco il connivente” perché ha portato due tartine a una festa. Insomma, un modo di trattare una vicenda di stupro che è stata uno stupro all’informazione.

15 replies

      • Non ti nascondo che questa puntata, o almeno questa parte l’avrei voluta vedere: sia per sentire la consulenza giuridica di Corona, sia perché dalla foto non ho ben capito se si è ispirato a Nicole Minetti, o a Michael Jackson ultimo periodo. Purtroppo è davvero sparita tutta la puntata.

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      • Io non ce la faccio. Lo vedo e mi urta. Come Barbie stasera per Maradona, ancora un po’ il figlio l’hanno fatto insieme

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      • Beh, non è poi un’idea tanto peregrina. Mica avrà fatto solo un figlio nel magico periodo napoletano. Una sola lo ha portato in tribunale, ma oggi ci saranno un sacco di novelle vedove a piangerlo.

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  1. C’è chi si indigna per le parole per Morra e gli nega la partecipazione a un programma televisivo e c’è chi invita Corona. Dicono che la speranza sia l’ultima a morire: devo concludere che non vi sia più nulla e nessuno vivo?

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  2. “—strupro dell’informazione”? Ma se E’ la REGOLA?
    Troppo lunga la lista delle porcate che ci hanno inflitto da decenni questi “pennaruli” come Ferdinando II delle due Sicilie ( Re Bomba) chiamava i giornalisti.

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  3. Io credo che Giletti sia diventato uno schifo.Ogni puntata vorrebbe essere esplosiva invece solo putrida merce marcia.Ma in questa puntata,che io non ho visto,mi sembra si sia parlato della ragazza non come vittima ma come persona che ha scelto di fare questo tipo di esperienze.Ma lo vogliamo negare?Ammetto che nessuno,uomo o donna,deve subire violenza ma queste ragazze e ragazzi di bella presenza,frequentano un determinato tipo di ambiente per scelta in quanto ci guadagnano regali e droga.Perche’ negarlo?Conosco bellissime ragazze che lavorano e che per scelta fanno le brave ragazze e fanno molta fatica ad andare avanti con gli stipendi odierni.Dall’altra parte abbiamo ragazze bellissime e uomini niente male che frequentano il salotto di Barbara D’Urso,la terrazza di Genovese ecc ecc e che dicono di fate “gli influencer” e che stranamente sono gli/le amanti di uomini danarosi,cioè dei “papi” che pagano conti e il lusso a queste cortigiane e gigolo’.Fare violenza è da condannare ma è da condannare anche lo stile di vita che alcuni giovani,che non hanno voglia di lavorare,scelgono per vivere.E adesso attaccarmi pure,io ho le spalle grosse!

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  4. Ho dimenticato un’ultima cosa.Della inaudita violenza dei genitori della ragazza,che hanno saputo dai giornali,quello che la figlia faceva nelle sue uscite serali,nessuno ne ha parlato.La ragazza ha avuto la violenza fisica e i suoi genitori una violenza dei sentimenti.Anche questo lo chiamo stupro,poverini chiedersi in che cosa hanno sbagliato,visto che la figlia ha fatto un percorso che l’ha allontanata dalla retta via.

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  5. QUESTO MALEDETTISSIMO BLOG- Viviana Vivarelli.
    Inutile parlare di violenza contro le donne se non si cita anche la violenza diffamatoria degli stalker.
    Violenza è anche, come fa Davide Casaleggio, lasciare abbandonato il suo blog, che è anche l’unico medium che abbiamo e l’unico modo con cui il M5S si presenta al mondo, nelle mani di troll, di pazzi e delinquenti.
    Violenza è anche lasciare che su questo blog, per mesi e mesi e addirittura anni, un pazzo si permetta di insultare, svillaneggiare e diffamare, “ogni ora per 15 ore al giorno” (e lo fa ormai da undici anni!), una signora anziana di 78 anni, per di più invalida, che è stata una delle prime iscritte al Movimento ed è una delle massime promotrici del Movimento, ma Davide Casaleggio, indegno figlio di suo padre, non fa nulla per neutralizzare questo pazzo e non permette che si risponda alle infinite lettere che la signora in questione ha mandato a tutti gli indirizzi possibili e immaginabili riferibili al blog, una signora tra l’altro che suo padre Gianroberto aveva chiesto di conoscere e che Grillo alcune volte aveva usato per mettere un suo post al posto dell’argomento principale.
    Lo stalker in questione è evidentemente pazzo e di questo non ha colpa. Ha in passato minacciato la signora di morte e di stupro e le stesse minacce le ha fatte contro sua figlia. Ho diffuso su questa persona ogni sorta di falsità. Ha pubblicato sul blog il suo indirizzo di casa e il suo telefono nella speranza che qualcuno, pazzo come lui, le facesse del male. Ma, mentre lo staff di Grillo lo individuava e lo faceva sparire (anche se dopo un po’ tornava col nick cambiato ma sempre riconoscibile anche se è un multinick), Davide Casaleggio non si cura del suo blog, che è il ‘nostro’ blog, lascia agire indisturbato il pazzo che si aggiunge alla schiera, magari più intelligente, pagata dalla Bestia di Salvini o da quella di Renzi, oppure cattiva a titolo gratuito. Il risultato è che i 5 stelle migliori se ne sono andati dal blog delle stelle, nessun giornalista lo legge più e ha smesso di essere citato dalla stampa come avveniva quando c’era Grillo. Il blog, adesso, è infestato dalla marmaglia che la fa da padrona e l’immagine che il M5S dà al mondo attraverso il suo unico mezzo di comunicazione è delle più deprimenti.
    Però io posso anche perdonare il pazzo ossesso, che, poveretto, non capisce quello che fa, e posso anche capire che il modo sciagurato con cui questo blog è tenuto sia una rivalsa da parte di Davide C. per non essere pagato come è suo diritto, ma che in tutto questo tempo e soprattutto con gli Stati Generali, non sia uscito dai nostri eletti nessun tentativo di migliorare le nostre comunicazioni col mondo e di normalizzare il blog delle stelle, io, questo, non lo posso perdonare!

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