Salvini, il profeta dei boomerang: Fassino trema!

(di Andrea Scanzi – Il Fatto Quotidiano) – Salvini is the new Fassino. Se l’ex leader (?) del centrosinistra è divenuto famoso per avere sbagliato ogni previsione possibile sul futuro politico di Beppe Grillo e 5 Stelle, il segretario della Lega ormai gli mangia (parecchio) in testa. Svuotare la squadra parlamentare di Forza Italia lo impegna il giusto, ma la sua capacità di lanciare profezie al contrario è davvero leggendaria. Il suo bacio della morte è oltremodo efferato. E dove passa lui non resta politicamente niente. Negli ultimi mesi, in particolare, Salvini è diventato una sorta di tragicomico sicario di se stesso. Ecco una carrellata delle sue cassandrate migliori.

Pieni poteri. Quando è all’apice della fama, e cioè dopo le Europee del 2019, arriva a credere sul serio di essere uno statista. Così, in un rigurgito di democrazia fraintesa, se la tira persino più del solito e chiede i pieni poteri. Avrebbe anche potuto ottenerli, solo che poi (per fortuna) si è disarcionato da solo in quella irresistibile baracconata del Papeete. Sarà solo il primo harakiri di una lunga serie. Daje Matte’.

Il povero Gattuso. Non contento di devastare la politica, Salvini si mette a pontificare pure sul Milan. In quel momento, in panchina, c’è Gattuso. Il Cazzaro Verde, dall’alto di una finissima conoscenza tattica desunta verosimilmente negli spogliatoi della Sagra del Rutto di Pontida, comincia a sindacare su schemi, verticalizzazioni e sostituzioni. Gattuso arriva giustamente a sfancularlo durante una memorabile conferenza stampa, ma questo non lo salverà dal nefasto “effetto Salvini”. Infatti, nonostante i buoni risultati, il Milan non lo confermerà in panchina. Matteo è così: un cecchino seriale di se stesso, solo che ogni tanto ci rimette pure qualche vittima collaterale.

Le martiri Borgonzoni & Ceccardi. Entrambe erano lanciate a bomba verso trionfi inusitati, addirittura la conquista dell’Emilia-Romagna e della Toscana. Mica niente. Salvini le segue in tutto e per tutto. Fa pure credere loro che la vittoria sia possibile. E quelle, poverine, ci cascano mani e piedi. Poi l’urna rivela l’esito infausto (per loro). E di Borgonzoni e Ceccardi non si sa più nulla. Son proprio scomparse dai radar. Una prece.

Sette a zero. Intervistato prima delle Regionali di settembre, Salvini non si accontenta di una vittoria ma prevede la goleada: 7-0 e vittoria ovunque. Anche in Campania, dove De Luca aveva già stravinto. Anche in Puglia, in Toscana, in Valle d’Aosta. Era proprio sicuro del trionfo storico. Se ne vantava già con gli amici. È finita 4-3. Per il centrosinistra. Fassino gli fa davvero una pippa (ops).

Non ci sarà una seconda ondata. L’ha ripetuto per tutta estate. Ha organizzato assembramenti, stretto mani, fatto selfie. Nessuno come lui, tra i politici, ha lavorato perché una seconda ondata fosse possibile. Ma lui niente. La riteneva impossibile, forse perché gliel’aveva detto Bassetti. O forse perché l’aveva studiato nel Manuale dei Quasi Virologi Padani. Sappiamo poi come sia andata. Ma stare zitto, ogni tanto, no?

Le discoteche sono sicure. Altra cassandrata tremenda, condivisa con altri geni (vagamente interessati all’argomento) come “Pantofola” Briatore e “Darth Vader” Santanchè. Le discoteche andavano aperte e i porti chiusi, perché le prime erano sicure e i secondi fonte di criminalità. Deliri allo stato brado, e il bello è che lui ci crede pure!

Viva Trump. Il giorno prima del voto, Salvini indossa una mascherina (e già questa è una notizia) con scritto “Trump”. Cafonata rara e puntualmente portasfiga, perché poi Trump perde (anche se tarda ad ammetterlo). Si racconta in giro che, nelle vite precedenti, Salvini abbia consigliato pure a John Fitzgerald Kennedy di andare sereno a Dallas nel ’63. Tenendo conto delle sue invidiabili qualità cassandriche, è auspicabile che Salvini nei prossimi giorni indossi mascherine inversamente beneauguranti tipo: “Bolsonaro continua così”, “Isis ti amo” o “Covid forever”. Sarebbe fantastico: il primo verrebbe disarcionato in un amen, il Daesh imploderebbe in un nanosecondo e il virus si suiciderebbe ancor prima del vaccino.

Continua così, Matteo Salvini in Fassino!

7 replies

    • Almeno 2 focolai conosciuti, uno a Terracina, l’altro non ricordo. Ma POICHÉ i contagi si saranno ulteriormente diffusi alle famiglie, chissà…
      Ovviamente SILENZIO TOMBALE , è proprio il caso di dirlo.

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  1. Povera Cassandra, profetessa di sventure che si avveravano, usata a sproposito per chi non ne ha imboccato una!
    Però ho letteralmente pianto, ricordando l’espressione di Gattuso nella mitica conferenza stampa.
    Da rotolarsi dal ridere!

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  2. Tutto vero, ma Salvini ha impiegato energie e mezzi nel rinnovare ed ampliare uno zoccolo duro di elettori acritici, per cui alla fine in parte vince lui.
    Mia cognata che è una bravissima persona e non ha mai detto alcun che sui migranti, da quando ha colto il verbo del turista per sempre, pensa che i migranti siano il problema di ogni cosa ed è arrivata persino ad augurare la vittoria a Trump, di cui francamanete che si sia pro o contro, non ce ne può fregare di meno. Questa è la lesione della democrazia, non certo il fatto che si scelga Salvini piuttosto di altri, ma che tutto ciò che ha portato a quella scelta è solo pubblicità forzosa e accanimento mediatico. Viviamo in un paradosso dove uno che non lavora mai (al secolo Matteo Salvini), non fa che viaggiare in lungo e largo per raccontare alla gente che lavora, quanto è bella l’Italia che lavora! Nel contempo un’altra che non lavora mai (al secolo Giorgia Meloni), più furba, si prende parte dei suoi voti, ma siccome non viaggia come lui, sembra che lavori di più pur non lavorando comunque. Massimo guadagno, minimo sforzo, se potessero ne farebbero un articolo da inserire in costituzione e Borghi lo vorrebbe al primo posto, perchè della salute ce ne sbattiamo.
    Ultimo appunto, affinché si sia critici anche con il popolo, bisogna sottolineare che ovviamente per quanto la propaganda sia forte, bisogna anche essere propensi ad accettare certe idiozie.

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  3. Quelli della Lega, senza farsene accorgere, hanno cominciato a fare col Cazzaro gli stessi gesti apotropaici
    che i piddins facevano (e ancora fanno) ogni volta che Fassino apre bocca.
    Stufi di sfruculiarsi gli zebedei, stanno pensando di liberarsi di lui e, a quanto si legge, la manovra liberatoria
    è già in avanzato stato di progettazione se non di realizzazione.
    Giorgetti ha già cominciato una severa dieta per abbattere i chili di troppo accumulati nelle ultime stressanti
    stagioni.
    Quando riuscirà ad abbottonarsi la giacca sarà pronto per ascendere al Trono Verde.

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