Corrotti, evasori fiscali e collusi: le “energie migliori” di Silvio&C.

IL DIALOGO CON GLI AZZURRI

(di To. Ro. – Il Fatto Quotidiano) – In questo periodo di grande fermento e frettolose riabilitazioni, vale la pena ricordare di cosa parliamo quando parliamo di Berlusconi e dei suoi sodali. Il partito del Cavaliere resterà negli annali per il numero record di scandali, inchieste, processi, condanne e a volte collusioni con il potere mafioso. Le “energie migliori” di Forza Italia, per citare le parole del dem Goffredo Bettini, non è chiaro quali siano. Le figure peggiori invece si possono elencare in una sorta di “top 30” con i protagonisti dei disastri giudiziari azzurri (e restano fuori decine di nomi).In testa ovviamente c’è lui, Silvio Berlusconi, un curriculum mastodontico, culminato con la condanna definitiva per frode fiscale. Al suo fianco Marcello Dell’Utri (concorso esterno in associazione mafiosa) e Cesare Previti (corruzione in atti giudiziari). E poi gli altri: lo squadrone dei condannati di Forza Italia ha la consistenza di un esercito. Denis Verdini, Amedeo Matacena, Giuseppe Scopelliti, Salvatore Cuffaro, Roberto Formigoni, Gianni Alemanno, Aldo Brancher, Nicola Cosentino, Alfredo Vito, Augusto Minzolini, Sergio De Gregorio, Francantonio Genovese, Nicole Minetti, Renato Farina, Claudio Scajola, Gianstefano Frigerio, Alfonso Papa, Salvatore Sciascia, Paolo Romani, Vittorio Sgarbi, Michele Iorio, Ugo Cappellacci, Antonio Azzollini, Massimo Maria Berruti, Vincenzo Nespoli, Antonio Del Pennino, Domenico Auricchio. I magnifici 30.Marcello Dell’Utri7 anni per concorso esterno in associazione mafiosaCesare Previti6 anni per corruzione in atti giudiziariDenis Verdini6 anni e mezzo per il crac del Credito fiorentinoRoberto Formigoni5 anni e 10 mesi per corruzioneAmedeo Matacena5 anni per concorso esterno in associazione mafiosaSalvatore Cuffaro7 anni per favoreggiamento verso membri di Cosa NostraGiuseppe Scopelliti4 anni e 7 mesi per falso in atto pubblicoGianni Alemanno6 anni (in appello) per corruzioneAugusto Minzolini2 anni e 6 mesi per peculato (spese con la carta della Rai)Aldo Brancher2 anni per ricettazione e appropriazione indebitaNicola Cosentino4 anni per la corruzione di un agente carcerarioSergio De GregorioHa patteggiato 20 mesi di carcere per corruzioneFrancantonio Genovese6 anni e 8 mesi (in appello) per peculato e truffaNicole Minetti2 anni e 10 mesi per favoreg-giamento alla prostituzioneClaudio Scajola2 anni (in primo grado) per aver favorito MatacenaRenato Farina2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblicoVincenzo Nespoli8 anni (in primo grado) per bancarotta e riciclaggioAlfredo Vito2 anni (patteggiamento) per reati contro lo Stato.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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5 replies

  1. Dopo vent’anni che questa classe politica vincente ha governato -è un modo di dire ovviamente – un paese già traumatizzato dagli scandali che il pool di Borrelli portò alla luce, c’è da stupirsi se non siamo già nel terzo mondo. I magistrati, a parte poche pecore nere, in qualche modo limitarono il disastro, ma ora anche tra loro viene il dubbio che le pecore bianche siano minoranza

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  2. Le “frettolose riabilitazioni” non sono affatto frettolose: sono ampiamente studiate dai vari Richelieu del PD, che hanno ora bisogno di B. per stampellare la maggioranza, non perdere il potere (che amano più di ogni altra cosa), far approvare il Mes e rimetterci sotto tutela dell’UE e far perdere ancora consensi al M5S – che verrà accusato di incoerenza – al fine ultimo di dilaniarlo e assorbirlo come un corpo estraneo.
    Il Movimento dovrebbe reagire contro questi tentativi di avvicinamento, ma sembra subirli passivamente. Di Maio ieri ha pubblicato l’articolo dove si era fatto negare al telefono a B., ma sembra una mossa di stile, dato che il giorno prima aveva detto che bisogna dialogare. E’ evidente che anche lui non è insensibile al fascino di quella manciata di voti che può mantenerlo al potere ancora a lungo. E anche da altri sono usciti segnali di pace.
    Il guaio è che, se il Movimento si piega al dialogo con B., non rinnega solo uno dei suoi cavalli di battaglia delle origini: non è la solita lotta tra “ortodossi” dibattistiani e “governisti”; è la lotta per la stessa ragion d’essere in vita del Movimento. Se cede alle avances di B., si dissolverà presto in quel magma nazarenofilo che ha il suo capofila nel PD, e sarà quest’ultimo a dirigere i giochi. Il destino del Movimento sarebbe segnato. Ci pensi bene.

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    • @Johnny Honesto,
      guardi che il moV ha già tradito andando al governo coi ladri, i corrotti e i corruttori di dritta e di manca…!!!
      ma davvero c’é qualcuno che pensa che i tetrapoltronari potevano andare a governare coi ladroni verdi (49milioni… su tutto il resto…!!!) senza il permesso degli arcoriani, pagatori della mafia, ai pontidiani…???

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      • Nel 2018 era stata ventilata la possibilità della formazione di un governo gialloverde con qualche ministero o sottosegretariato anche a FI, ma il Movimento respinse sdegnosamente: Di Maio disse che non voleva avere nulla a che fare con B., il nemico assoluto. Quindi allora il M5S era stato coerente: aveva deciso di fare un contratto di governo con una forza avversaria per realizzare cose concrete. Non fu un tradimento, ma una strategia. E, lo ricordo sempre, grazie a quel contratto il M5S ha realizzato molto del suo programma.

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