La signora “Non ce n’è Coviddi” e il disastro culturale alimentato da certa televisione

(Selvaggia Lucarelli – tpi.it) – Non ce n’è pudore. Un giorno bisognerà scrivere un libro sui danni che una certa televisione ha fatto negli anni e che erediteranno le generazioni successive, danni i cui residui di ignoranza elevata a mito sopravviveranno in un osceno substrato culturale e sociale per lungo tempo. Angela Chianello, la signora “Non ce n’è Coviddi”, è un brillante esempio di come ciò che andrebbe guardato al massimo come un monito viene trasformato in fenomeno di colore dalla lavatrice al contrario della televisione dursiana (quella che centrifuga tutto nell’acqua grigia delle cose sbagliate).

Ma è tornando indietro e ripercorrendo le tappe della sua “ascesa” che si comprende l’oscenità dell’operazione. La Chianello, quest’estate, è un’anonima signora palermitana che va a prendere il sole sulla spiaggia di Mondello. Un’inviata di Non è la D’Urso le fa qualche domanda sul Covid e lei risponde con inflessione siciliana: “Non ce n’è Coviddi, non ce n’è!”. L’inviata le chiede se non ha paura che il Covid torni e lei: “È tutto finito adesso. A settembre ci chiudiamo tutti a casa. Baci da Mondellooo!”.

Una di quelle scene che fanno un po’ ridere e un po’ piangere. Ridere perché quel “Coviddi” storpiato dalla signora con evidenti limiti culturali ha un effetto comico involontario. Piangere perché quell’ignoranza la paghiamo tutti. E perché ci ricorda quanto quest’arretratezza culturale sia radicata e dura da estirpare.

Insomma, la vicenda doveva finire lì, con i meme, un paio di jingle scemi, hashtag e un tormentone di qualche giorno. E invece no, perché la signora della tv e suoi autori decidono che quel pubblico dileggio che non fa bene né alla signora né al Sud Italia sia “merito loro”. E non importa se quel Sud che lei dice di amare non vorrebbe e non dovrebbe essere identificato in una bagnante che fatica a dire Covid e ne nega l’esistenza mentre si spalma la crema solare. L’importante è attribuirsi il merito di aver creato “il mostro” La signora Coviddi l’abbiamo inventata noi un po’ come Baudo con la Cuccarini.

E dunque la D’Urso la invita a Domenica Live. Una, due, tre volte. Viene definita da schede trionfali “fenomeno dell’estate” con la premessa della conduttrice “Amici di Internet, ora impazzirete, ci saranno delle chicche che diventeranno meme!”. Come dire: vedrete che qualche altra perla di ignoranza ce la regala! E ancora: “Milioni di visualizzazioni su Youtube, 200.000 follower! Sto parlando di ‘Buongiorno da Mondello!’. E naturalmente ribadisce: “TUTTO é partito da Domenica Live, il tormentone dell’estate!”, “È diventata una star, un’influencer!”.

Insomma, tutto un ribadire la paternità di questo successo, come se ci fosse qualcosa di cui vantarsi. Come se quella viralità fosse frutto di un talento, di un messaggio educativo, di un buon esempio. E siccome questa tv è particolarmente abile nel passare il messaggio che gente come Angela vada mostrata perché “è il popolo”, “perché noi facciamo la tv che somiglia alla gente”, mentre il reale intento è sfruttare l’ingenua ignoranza di questa gente per sfotterla assieme ai creatori di meme (“Hashtag #nonèladurso!” ricorda più volte la conduttrice mentre la intervista), alla fine la sensazione è quella di vedere la scimmietta sulla spalla della conduttrice.

“Angela, come dici tu, suvenier? (intendendo dire “souvenir”). “Sì Babbara, suvenier!”. Grasse risate. “Vuoi cantare una canzone? Dai!”. Poi la portano al mare, dove l’avevano intervistata. “Angela, possiamo rifare la scenetta?”. “Buongiorno da Mondelloooooo!”. E intanto i selfie con lei, la gente che urla “Quella di non ce n’è Coviddi”, lei che entra in macelleria con la mascherina abbassata e parla col macellaio con la mascherina abbassata, il tutto mentre la conduttrice ride, ride, ride e tutto si tinge di grigia tristezza.

Certo, l’ombra del negazionismo è antipatica e bisogna lavarsi la coscienza: “Angela, voglio che tu dica che il Covid esiste però eh!”, la rimbrotta Babbara. “Certo, io quel giorno… eravamo a mare, ci stavamo divertendo, ho detto così perché a Palermo non avevamo casi, ma in quel momento. Mi dispiace per le persone morte per il Covid!”. Le dispiace per le persone morte, capito? E il piccolo imbarazzo dell’aver dato spazio, luce, popolarità a uno di quei personaggi che negano l’esistenza del Covid per ignoranza, si risolve così.

Del resto, come dice la conduttrice divertita, Angela ora è un’influencer! Senza considerare che proprio qui sta il problema. È una che con la tv e i suoi 180.000 follower può influenzare. Poi la svolta. Grazie a Babbara e alla popolarità che le ha regalato, Angela Chianello oltre a vendere “suvenier” quali portachiavi e magliette con la scritta “Non ce n’è coviddi”, ieri ha potuto girare un bel video musicale.

Un video in cui la signora canta “Non ce n’è non ce n’è!” mentre in Italia muoiono 400 persone al giorno di Covid. E balla con decine di persone, urla “Libertà”, tutti appiccicati, tutti senza mascherina, con la bandiera dell’Italia che sventola e il tag manager di Lele Mora. Insomma, torna da dove tutto era cominciato: “Non ce n’è Coviddi”.

Migliaia di like, commenti, complimenti, insulti, insomma, “influenza”. Un’influenza che è responsabilità di qualcuno. Perché, se crei il mostro, poi può capitare che il mostro scappi dalla gabbia. E, come al solito, la signora della tv passerà al prossimo fenomeno da circo, mentre il disastro culturale conseguenza di queste operazioni lo paghiamo noi. Grazie, Babbara. Il Covid c’è. È il rispetto per chi sta morendo, sta curando, sta sopravvivendo, che manca.

14 replies

  1. Non ha molto senso prendersela con Barbara D’Urso.
    E’ un po’ come accusare dell’omicidio dell’impiccato il boia che tira la leva che apre la botola.
    Il boia fa il mestiere per cui è pagato.
    Anche Babbara fa il mestiere per cui è lautamente pagata.
    La sua trasmissione è molto seguita da un target di persone generalmente poco acculturate,
    quindi più facilmente influenzabili e manipolabili anche attraverso messaggi palesemente privi
    di contenuti logici e veritieri.
    Il lavaggio del cervello attuato attraverso la televisione e, più di recente, tramite i famigerati
    Social Media, nell’ultimo mezzo secolo ha dimostrato la sua spaventosa efficacia per cui
    l’utilizzo di tali mezzi, criminalmente sleali, sta raggiungendo vette parossistiche.
    I risultati, sia in termini economici che politici, giustificano, agli occhi di chi li usa per il proprio
    tornaconto, l’ampio dispiego di mezzi per promuovere ed incrementare sempre di più questa
    continua erosione delle capacità critiche e cognitive di quelli che possiamo definire più
    propriamente clienti, consumatori, clienti piuttosto che cittadini.
    Non è la Babbara, boia inconsapevole, a dover essere criticata, combattuta, esecrata, ma
    quelli che, nascosti dietro il suo sorriso, decidono e programmano l’esecuzione sommaria
    dei cervelli di troppa gente.

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    • Stavolta non sono d’accordo con te. La Sig.ra D’Urso ha fatto e fa delle scelte, potrebbe filtrare i contenuti e non lo fa, tra mille altre cose da trasmettere ha proprio scelto questa. Oltretutto avrebbe potuto ridicolizzarla e farla diventare un esempio negativo, un esempio esecrabile, invece l’ha montata come si fa con un uovo a neve!
      Anche se fai un programma il cui target è nella scala bassa del QI, dove ci sono la maggior parte dei telespettatori, puoi scegliere contenuti leggeri che fanno crescere, che danno il buon esempio. Se non lo fai è per una tua precisa scelta ed è di questo che la Sig.ra D’Urso è colpevole.

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    • Pieroiula,
      E perché mai sarebbe boia inconsapevole? D’accordo col lavaggio dei cervelli (anzi, all’inizio era lavaggio, per chi è nato dopo il 1990 non è nemmeno lavaggio, non c’è un prima), ma cosa ti fa credere che lei non pianifichi insieme a tutta la macchina?

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  2. Il bello è che a maggio aveva pure ragione ; sottolineava il fatto che in Sicilia, e in tutto il sud, il “coviddi” li aveva appena sfiorati chiudendoli ingiustamente. Adesso con questo video trash si è data il martello sui piedi, accentuando che i terroni scemi esistono ancora e bisogna saper distinguere. La vedremo piangere di nuovo dalla D’urso per le minacce che la seppeliranno

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  3. La tv è monnezza indifferenziata .Se ci vuoi trovare della riciclabile devi sorbirti il fetore , toccare l’intoccabile e digerirti oltre alla D’Urso una montagna di publicità.

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  4. Ma basta lezioncine da questa giornalaia da strapazzo e non se ne abbiano i veri giornalai! come al solito solo invidia in quanto la d ursio è seguitissima e in vece quando compare lei nonostante l intonaco a quintali la gente cambia canale. Ma da lezioncine propri questa che pur di apparire è andata ad usare quel bambino del figlio!!!!!! Ma bastaaaaaaassa. Gulli.claudio

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  5. Io non guardo mai i programmi di Mediaset,escluso Striscia la notizia.Ultimaente ero in ospedale e la mia vicina di letto amava tanto guardare Mediaset e pertanto mi sono assorbita questi programmi per qualche giorno.Ebbene ho seguito al sabato “Tu si che vales” una trasmissione per imbecilli e condotta da ex attrici,ex comici e odierni nullasofare che parlavano in modo volgare e allusivo.Una schifezza.
    Ho seguito “Il grande fratello vip ” con Signorini.Trasmissione orrenda direi sulla falsa riga di liti di cortile con protagonisti solo pseudo attrici,contese false e ragazzi che non si sa come vivano e come guadagnano non lavorando.E infine ho seguito la Barbara D’Urso e devo dire che mi è piaciuta più delle altre due.Anche qui belle ragazze cortigiane,amiche di vecchi danarosi,insomma il solito cliché.
    Giudizio:10 a Barbara e 2 agli altri due.Almeno con la D’Urso ho sorriso.
    Però aggiungo che anche Ballando con le stelle è una trasmissione che non seguo in quanto piena di pettegolezzi e di persone improvvisate.E poi,scusate,la Lucarelli come fa a essere giudice in una trasmissione di danza?Non è ballerina mi sembra!

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  6. La TV è colpevole, come e quanto l’informazione mainstream: è ovvio, ci sta dentro tutta la più sporca politica becera e buzzurra mai vista. Peccato che la televisione nazionale statale sia nella stessa melma, e ribadisco “Peccato!” visto che la paghiamo noi, con sonanti dindi pubblici. Però, insomma, non è che la stampa sia meglio, eh! Soffre dello stesso male, ed è controllata della politica nazi-mafio-massona che allunga la sua longa manus ormai ovunque. Anche quest’ultima, in ultima analisi, è colpevole del disastro culturale in cui questo paese assurdo ormai da decenni versa. La politica seria, quella dell’attuale governo a mio personalissimo avviso, dovrebbe prima o poi organizzarsi per riformare qualche cosuccia, perché i danni culturali sono gravi, ma lo sono soprattutto quelli legati alla falsa informazione che dilaga, dando voce a qui rincoglioniti dei riduzionisti e negazionisti che si nascondono dietro a quelle quattro facce di tolla dei politicanti da due soldi – dico a caso Salvini, Meloni, Renzi, ma il numero è mostruoso – che quotidianamente lordano gli schermi e la carta stampata (nonché le radio), in un momento di crisi sanitaria su scala mondiale come questo.
    Insomma, non che abbia tutta ‘sta voglia di citare il più recente Sileri (“Lo vogliamo capire che siamo in guerra? Poi chi ha sbagliato verrà cacciato a calci nel culo!”, La7), ma… quasi quasi sarebbe d’uopo. 🤷🏼‍♂️

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