Ora che è l’Italia e non Berlusconi a essere “unfit” nessuno si calcola l’Economist

(Ernesto Galli Della Loggia – il Corriere della Sera) – Fino a pochi anni fa l’Italia e la sua stampa si mostravano sensibilissimi a ogni critica nei nostri confronti provenisse dall’estero. E spesso con i toni di una patetica permalosità salvo che oggetto delle critiche fossero il capo e il governo del partito avversario (ad esempio Berlusconi), nel qual caso la fonte della critica straniera diveniva ipso facto un indiscutibile oracolo di Delfi.

Con tali precedenti sorprende l’eco limitatissima (non su questo giornale) che ha avuto la diagnosi spietata della situazione italiana che nel suo numero in edicola ha fatto l’Economist . Poco importa che si possa discutere sull’esattezza di certe classifiche, di questo o quel dato. Quel che conta è il giudizio complessivo.PUBBLICITÀ

La nostra economia non cresce da decenni, le imprese straniere comprano a man bassa i nostri marchi e le nostre imprese, grazie a leggi e procedure sciagurate la burocrazia è in grado di paralizzare ogni cosa, e infine, priva di qualsiasi idea direttrice la classe dirigente spreca risorse e non è capace di porre rimedio a niente.

Insomma, ci dice il settimanale inglese – che, non lo si dimentichi, ispira e al tempo stesso riflette l’opinione di chi nel mondo più conta – siamo un Paese in pieno declino. Nell’arena mondiale valiamo poco o nulla. In altri tempi si sarebbero levate voci di protesa; oggi no. Perché forse è ai nostri stessi occhi che ormai le cose stanno realmente così.

Perché forse abbiamo noi stessi ormai introiettato come un fatto acquisito la decadenza del Paese ed è per questo che non facciamo una piega se qualcuno la nota e ne parla. Solo l’universo politico acquartierato nel centro di Roma tra auto blu in terza fila e portaborse, sembra non rendersi conto di nulla. Del resto se pure si accorgesse della reale situazione in cui versa l’Italia, che altro potrebbe fare se non misurare la propria incapacità di concepire un’idea, di mobilitare energie, di battersi per la salvezza?

6 replies

  1. Ma che scrive ‘sto affannato mentale?
    L’Economist?
    E’ vero che quel giornale riflette l’opinione di chi più conta al mondo, come si premura di
    ricordarci il nostro eroe, ma è pur vero che “quelli che più contano” sono proprio quelli che
    hanno costruito un mondo a loro misura, sempre più volto a saziare i loro irrefrenabili
    appetiti.
    Proprio il timbro dell’Economist dovrebbe indurci a sfanculare ciò che scrive e chi lo
    propaganda come fosse un Libro Sacro.

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    • Egregio Piero, de Bortoli, l’Economist, Moody’s sono gente che secondo l’evidenza, capisce poco di economia. Se “l’avessero azzeccata” avrebbero previsto già da fine novembre 2019 il crollo delle borse mondiali nella primavera del 2020. Il fondo Bridgewater, invece, ha scommesso 1, 5 MILIARDI di $US ( come raccontò, all’epoca, con meraviglia il Financial Times).
      Una celebre pubblicità di tanti anni fa diceva ” il signore sì che se ne intende”.! Ecco, quelli sì che erano preveggenti.
      Adesso che le assicurazioni USA pagano MILIARDI di indennizzi per cure Covid, avranno magri dividendi ( se non zero) mettendo in crisi fondi pensione e la borsa di New York. Ne accennano gli esperti.? NO. Non parliamo poi dei gran soldi del narcotraffico, ostacolati dalle chiusure ( almeno in Europa) e dagli intralci alla libera circolazione degli spacciatori. Non parliamo nemmeno del pizzo, impossibile da estorcere a negozi chiusi. Se capissero molto di economia direbbero che il vero valore del dollaro è quello della carta straccia ( e che si regge solo sulla potenza delle armi). Del declino d’Italia si parla dai tempi di Odoacre. Eppure siamo ancora qui.
      Alla faccia della finanza e di gente la cui patria è il denaro.
      Un saluto

      Piace a 1 persona

    • Ma il (bravo?) Ernesto Galli come mai se ne accorge solo ora che ” l’ economia italiana non cresce da decenni, le imprese straniere comprano e …bla, bla, bla……….la classe dirigente, priva di qualsiasi idea direttrice, spreca risorse e non è capace di porre rimedio a niente “? Ma il Tizio…dove viveva prima ?

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  2. “La nostra economia non cresce da decenni, le imprese straniere comprano a man bassa i nostri marchi e le nostre imprese, grazie a leggi e procedure sciagurate la burocrazia è in grado di paralizzare ogni cosa…”

    Quindi tutto questo è colpa di Conte al governo da 2 anni, costretto a scontrarsi con una crisi mondiale SENZA PRECEDENTI e con una opposizione che ogni giorno promuove l’esatto opposto di quanto promosso il giorno precedente?

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