Dietro al complottismo negazionista

(Tommaso Merlo) – Dietro al complottismo vi sono delle ragioni più profonde. Non si tratta solo di persone ignoranti che farneticano o di fanatici della domenica. Ormai il complottismo dilaga ovunque nella nostra società e non potevano certo mancare i negazionisti della pandemia e i partigiani della dittatura sanitaria. Già, il complottista si ritiene più furbo e intelligente degli altri e si discosta da quella massa d’ingenui che si bevono le versioni ufficiali e rispettano le regole. Si crede cioè superiore agli altri e l’unico che ha capito davvero come stanno le cose. In una parola. Ego. Ma c’è dell’altro. Il complottista ha una visione malvagia del mondo. Crede vi siano cricche occulte sedute in qualche stanza dei bottoni a complottare contro di lui e l’intero pianeta. Il fatto che il mondo sia così sporco, fa sentire il complottista più pulito di quello che è in realtà. Il complottista imbratta cioè il mondo per giustificare se stesso e per lavarsi la coscienza. Per assurdo, sono infatti proprio coloro che vedono complotti ovunque che spesso nella vita complottano a danno degli altri. I complottisti proiettano sul mondo le proprie storture personali e temono di finire vittime delle trame che frullano a loro nel cervello. In una parola. Ego. Ma c’è di più. Il complottista è spesso una persona frustrata e arrabbiata col mondo contro cui quindi si sfoga. Invece cioè di assumersi la responsabilità delle proprie sconfitte o delusioni o traumi, il complottista scarica tutta la colpa del suo malessere sul mondo che lo circonda e lo fa infamandolo di chissà quali oscuri complotti. Si tratta di complottisti che accampano scuse e infangano il mondo per ripicca. In una parola. Ego. Ma c’è ancora di più. Non tutti i complottisti sono autentici e cioè credono davvero ai castelli complottistici che costruiscono per aria. Vi sono anche molti complottisti per convenienza. Quelli che cioè millantano complotti al misero scopo di conquistare il centro dell’attenzione. Per finire sui giornali o in televisione o conquistare la scena al bar o nella tavolata tra amici. Complottisti che si mettono controvento solo perché gli rende in popolarità. In una parola. Ego. Poi ci sono i complottisti a fini politici. Quelli che si rendono perfettamente conto delle fregnacce complottistiche che raccontano, ma lo fanno lo stesso allo scopo d’infangare la reputazione ai loro avversari. Se comanda il loro partito allora il mondo è lindo e trasparente. Se comanda il partito dei loro nemici allora il mondo intero è vittima di uno sporco complotto. Sfacciata ipocrisia e odio che calpesta anche il semplice buonsenso. In una parola. Ego. Già, a sentire il complottismo imperante perfino il coronavirus sarebbe una mezza bufala o un’operazione studiata a tavolino mentre le misure per contenerlo avrebbero secondi fini. Nemmeno migliaia di morti e la scienza mondiale schierata hanno scoraggiato i partigiani della dittatura sanitaria. La drammaticità della pandemia e la sua persistenza ne stanno però fiaccando le resistenze. Alla lunga molti complottisti stanno capendo che l’unico vero complottista che li perseguita è dentro di loro. E si chiama ego.  

4 replies

  1. Hai perfettamente ragione.
    Vi dico l’ultima genialata dei complottisti, ovvero un articolo pubblicato qualche giorno fa sul sito del fotografo regista, dove ora i negazionisti paraculi mettono le mani avanti e danno la colpa a Conte se verrà di nuovo emanata la quarantena!

    TITOLO: “Il piano di Conte per arrivare a 5.000 contagi al giorno e decretare il lockdown entro novembre”

    Avete capito?! Quindi non sarà colpa loro, che hanno propagandato per mesi l’inutilità e la pericolosità della mascherina e del distanziamento, se torneremo in quarantena. Ma è ovviamente un piano malefico di Conte, studiato a tavolino! E’ un complotto!

    Roba da pazzi!

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  2. Credevo che Merlo fosse uno zerbino del sistema,
    uno dei tanti laccè (volevo usare una parola meno elegante) che aspettano la mancetta. Mi sbagliavo.
    Merlo è uno dei pochi che speravano in un lavoro più umile, e la vita lo ha trascinato, suo nonostrante, nel giornal-lecchismo.
    Merlo sognava di diventare Magazzinieere… sognava tutti quei begli scaffali pieni di scatole e scatoloni su cui poter attaccare bollini con la macchinetta a pistola: “clik, clik, clik…” che suono meraviglioso… e che sogno negato!
    Tutto sommato, ha avuto fantasia e ha trovato il modo di farlo ugualmente.
    “Clik… clik… clik…” nel suo mondo piccino, sogno infranto di bambino… clik…

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