Bignami da trionfo in questa tv-covid

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Il piccolo bignami di Marco Travaglio, a uso dei conduttori di talk show alle prese con ospiti “disinformati e/o esagitati” ha un grave e insuperabile limite. A proposito dello stato d’emergenza Covid (e dei Dpcm) il prontuario è basato esclusivamente, e precisamente, su dati di fatto che appartengono alla realtà e dunque, purtroppo, del tutto verificabili. Mentre l’ospitata televisiva conforme alla dimensione fantasy dell’irrealtà deve essere immaginaria, infondata, arbitraria, irragionevole, ancorata a opinioni qualunque, umorali e possibilmente espettorate a vanvera, meglio ancora se corredate da smorfie disgustate e vigorosi pugni sul tavolo. Codici, come si vede, che sono esattamente il contrario di quanto sostenuto dal direttore di questo giornale. Infatti ecco qui di seguito alcune figure vincenti dell’autentico, inimitabile piccolo bignami con cui farete una porca figura su tutte le reti, conquisterete le donne più belle e otterrete uno sconto dal pizzicagnolo.

Incipit modello standard. Prima di ogni affermazione, anche la più avventata e imbecille rivolgere il più caloroso elogio al popolo italiano “che sta dando una prova di esemplare compostezza e disciplina”. Aggiungere (a piacere) la frase “siamo un grande Paese” (si raccomandano voce turbata e sguardo umido). Per i sovranisti è disponibile la confezione tricolore: “sono orgoglioso/a di essere italiano/a”.

Format l’emergenza è comunista. Aborrite Giuseppe Conte e i suoi annunci ma con il contagio in crescita esponenziale aggirate l’ostacolo con descrizioni terrificanti di quanto avviene nelle famiglie italiane, martoriate per lo stato d’emergenza da regime bolscevico. Efficace la frase: “non tutti hanno la tata”, che combatte la sinistra con argomenti di sinistra. Nel caso un qualche virologo rosso provi a confutare la tesi (trumpiana) “è poco più di un’influenza”, descrivendo la drammatica situazione delle corsie ospedaliere ci si può togliere l’auricolare e abbandonare sdegnosamente lo studio (cfr. “La strategia del tampone che ha creato la finta emergenza”. Silvana De Mari. La Verità).

Format mascherina liberticida. Si porta con il cipiglio e il pullover cattedratico. Costretti all’obbedienza forzata, come Papillon nell’Isola del Diavolo, si esprime la più viva protesta per violazione della Costituzione, dei diritti fondamentali della persona (o dei principi della democrazia liberale, nella versione soft). Dopodiché, ci si chiude in un corrucciato silenzio.

Format mascherina inutile e dannosa. È la teoria propugnata con vigore da Novax, terrapiattisti ed Enrico Montesano. Funziona se accompagnata da un vigoroso starnuto sulla faccia degli altri ospiti (possibili reazioni violente).

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