Tre lezioni che arrivano dalle urne

SEGGI ELETTORALI PER IL REFERENDUM COSTITUZIONALE 2020 SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI SEGGIO ELETTORALE ELEZIONI VOTO VOTAZIONI CABINA CABINE URNA URNE

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Cronache dalle urne. 1) Gli italiani hanno tanta fame di riforme da non farsi più fregare dagli opportunisti di destra e sinistra, con i poteri forti e i loro giornaloni schierati platealmente contro il taglio dei parlamentari. Il Movimento Cinque Stelle ci ha creduto fino in fondo, e a differenze di chi promette dai tempi di Matusalemme di cambiare il Paese e poi non ha concluso mai niente, con la sforbiciata a un Parlamento pletorico ha dimostrato che se si vuole davvero le riforme si possono fare. E di cose da cambiare ce ne sono a non finire.

2) Il Centrodestra ha un problema di leadership. Salvini ha finito di incantare le folle e non gli sarà facile fare di meglio con i magistrati che stanno inseguendo un fiume di soldi della Lega all’estero. Forza Italia ha un leader che non ha voluto eredi e la Meloni cresce ovunque ma sa bene che questo Paese salirà sulle barricate piuttosto che vedere l’estrema destra alla guida del governo. Per vincere, alla destra non resta che diventare sul serio liberale e moderata, con un profilo alla Zaia per intenderci, ma il Capitano, il Cavaliere e la ducetta non sembrano intenzionati a lasciargli il passo.

3) Nei giallorossi le fusioni a freddo non funzionano, e dire il contrario davanti all’esperienza di Sanza in Liguria significa mentire o illudersi. Laricchia, Ciarambino e Galletti non hanno vinto ma hanno tenuto unita una comunità politica che preferisce sparire piuttosto che fare pappetta col sistema. Pensare ad alleanze su singole candidature future (e prepararle per tempo) può essere una strada, ma il successo di accordi più organici è improbabile vista la natura stessa delle basi M5S e dem. In ogni caso questa è una decisione che più si rinvia più diventa difficile, e a costo di pagarne un prezzo è ora di fare gli Stati generali e di scegliere una strada sulla quale aggregare la vera maggioranza nel Paese: gli italiani che vogliono cambiarlo.

7 replies

  1. Ho letto bene? Preferisci sparire?
    Guarda che gli elettori ti accontenteranno.
    QUELLI NON PUOI FARLI SPARIRE.

    Morire essendo consapevoli di non essere stati in grado di incidere.
    Bella soddisfazione.

    Conte è sparito da questa analisi. Sei consapevole che in caso presentasse un suo partito farebbe incetta del 90% dei voti che prendeva il M5S dei tempi andati?

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  2. Gli italiani hanno scelto di non scegliere più nulla.
    Il parlamento italiano, sarà a breve, il meno rappresentativo del mondo occidentale: 0,7 parlamentari ogni 100.000 abitanti.
    Anzichè cacciare i traditori, gli italiani gli consegnano il parlamento e alzano le mani.

    Hanno vinto le checche rivoluzionarie, gli imbarbaritori della società, i giornalisti del Bilderberg, le Palamare, i “fiscal compact”.
    E ora, cari miei, guai a chi si lamenterà dell’inevitabile mega patrimoniale per “restare nell’euro”, da cui saranno esentati solo i grandi patrimoni (legge paperoni del PD); in cambio avrete tanti bei telefilm con protagonisti negri e, se sarete fortunati, qualche briciola “di sopravvivenza” elargita dai capitalisti, padroni dei vostri cani da guardia, una volta che avranno pignorato ogni frammento di quel che fu lo Stato. Contenti voi…

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  3. M5s non è compatibile con le leggi elettorali regionali fatte a posta per le grandi ammucchiate clientelari, dove i caudilli locali dettano legge con promesse e regalie nonchè frequentazioni imbarazzanti di ambienti criminali.Sono convinto che per la terza volta questa forza politica porterà a casa un risultato di successo nelle prossime legislative dove il voto è meno condizionabile dall’affarismo locale ed emergono con più facilità i valori ideali legati ai grandi temi politici e sociali.

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