Chiamate la neuro

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Brutalmente violentata dai Briatore Boys nella saga estiva della Prostata Smeralda, la Logica cercava un po’ di ristoro su una questione puramente matematica: la riduzione dei membri del Parlamento italiano, fra i più pletorici del mondo, che ora rischia di diventare un po’ più moderno ed efficiente. Purtroppo anche lì la Logica prende botte da orbi dai fronti del No e del Ni, che paiono usciti dalle serate più alcoliche del Billionaire. Per dimostrare il falso, e cioè che col Sì avremmo il Parlamento meno rappresentativo al mondo, si sommano le mele alle pere: si paragona il nostro Senato (elettivo e paritario con la Camera) alle Camere alte di altri Paesi (non elette e con meno poteri). Chi poi nel 2016 contestava – giustamente – la controriforma Renzi-Boschi perché sfasciava un terzo della Costituzione e pretendeva un Sì o un No secco a un blocco di misure eterogenee, poche sagge (meno senatori, via il Cnel) e molte demenziali (l’abolizione dell’elettività dei senatori, un iter legislativo vieppiù complicato e un combinato disposto con l’Italicum che premiava il governo a scapito del Parlamento), ora contesta il Sì per la ragione opposta: per tagliare i parlamentari, si tagliano solo i parlamentari, cambiando solo 2 articoli della Carta, senza “riforme organiche”. E meno male, viste le schifezze organiche in circolazione.

Poi c’è chi misura il peso dei parlamentari dal numero: più sono, più contano. Una barzelletta: l’eletto è tanto più autorevole e autonomo quanti più elettori rappresenta. E chi teme che il Parlamento esca screditato dovrebbe spiegare come ne uscirebbe dalla bocciatura popolare di un’autoriforma da esso stesso votata 4 volte con maggioranze oceaniche: rilegittimato o delegittimato? La comica finale è l’appello di Zingaretti a Conte perché si schieri sulla riforma elettorale e alla maggioranza perché la voti almeno in una Camera prima del referendum. Oh bella: non s’era detto, quando B. cambiò la legge elettorale ad personam e a colpi di maggioranza (Porcellum), che quella è materia parlamentare e il governo non deve impicciarsi perché le regole del gioco si decidono insieme e il Parlamento è sovrano? E come si fa a votare la legge elettorale prima di sapere quanti saranno gli eletti? Si lasciano in bianco le caselle col numero dei collegi di Camera e Senato e si riempiono dopo il 21? O si dà per approvata la legge costituzionale prima che i cittadini la votino? Si fa come l’Innominabile che nel 2015 varò l’Italicum per la sola Camera nella speranza che il referendum del 2016 abolisse l’elettività dei senatori e, dopo la vittoria del No, lasciò scoperto il Senato finché la Consulta rase al suolo la porcata? Ma soprattutto: quando arriva l’ambulanza?

11 replies

  1. Ma davvero Travaglio vuol sostenere che questo Parlamento si muova in qualche modo per rendere la legge elettorale omogenea alla riforma del taglio dei parlamentari, cioé di se stessi? Suvvia, Marco! Così si aggiunge confusione a confusione.

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    • @Sergio Longo
      Confusione? Travaglio ha sempre espresso con chiarezza il suo pensiero sulla vexata quaestio della riduzione del numero dei parlamentari… forse sei tu che magari ti sei distratto e non cogli l’ironia di certi passaggi.
      Mi sa che sei tu a voler “aggiungere confusione a confusione” per qualche tuo inconfessabile motivo.

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    • Guardi che Travaglio sostiene esattamente il contrario, cioè che è inutile muoversi prima di sapere il numero degli eletti. Da Settembre ci saranno 18 mesi a fine legislatura, c’è tutto il tempo di mettere a posto quello che non va.

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      • Ha ragione Paola, sempre che si arrivi -come mi auguro- alla fine naturale della legislatura. Altrimenti sono guai seri.

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      • Diciamo che dalla sera del 21 settembre, quando prenderanno tante di quelle mazzate, più o meno come quelle che prese Silvio nel 2011 col quesito sul legittimo impedimento, sarà interesse di tutti arrivare a fine legislatura.

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  2. Poteva mancare l’endorsement del Mortadella a favore del NO (ovviamente)? No che non poteva. Del resto era stato preannunciato dalla sua creatura/sardina col cerchietto nei capelli. Ma io dico… questo ha creato danni probabilmente irreparabili all’Italia eppure è ancora lì che pontifica, che indica soluzioni, che trova sempre scribani a cui dettare le sue riflessioni. Questo è un Paese marcio e a volte penso che sarebbe salutare una sorta di anno zero. Una tabula rasa. Impressionante vedere quanta gente soffre di una sorta di sindrome di Stoccolma. Volgarmente: più lì inculano più sembrano soddisfatti. L’importante è non darla vinta agli odiati grillini. Io ho ormai una certa età e sono sempre più nauseato ma francamente la vedo nera. I cosiddetti padroni del vapore pensano di usare la destra becera per fare fuori in primis Conte e in seconda battuta gli intrusi stellati. Ma Elkann, con quella faccia da bimbiminkia, non so consigliato da chi, sta scherzando con il fuoco

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    • Il 68 è passato.
      Tu credi che John Elkann sia nelle stesse condizioni del nonno?
      Gli interessi della famiglia si sono progressivamente spostati verso l’estero se non te ne fossi accorto.
      Sai quanto se ne sbatte dei tuoi lamenti e ululati?

      Il nuovo mega gruppo Stellantis, nato dall’unione fra FCA e PSA, vede la famiglia Agneli come primo azionista, poi la famiglia Peugeot, lo stato francese e un costruttore cinese che ha visto diluita la propria quota.

      Purtroppo in Italia contano ancora tanti stabilimenti produttivi ed un poderoso indotto a costellarli.

      Ma hanno anche stabilimenti fuori da questo accordo, come la Ferrari, la CNH con i propri marchi Iveco, Astra, Case New Holland, Steyr nei trattori e mezzi d’opera, FPT per i motori e trasmissioni per camion.

      Le loro ricchezze sono raggruppate nella EXOR, ex IFI, la finanziaria di famiglia ed Holding di controllo.

      Società
      PartnerRe
      Juventus Football Club S.p.A. Quotata in Borsa
      The Economist Group
      GEDI Gruppo Editoriale Delistato
      Fiat Chrysler Automobiles
      CNH Industrial
      Ferrari

      Ahuuuuuuu,
      Bau bau bauuu

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