Contrordine compagni, basta accoglienza

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – E adesso chi glielo va a dire alle sardine? chi si prende la briga di disilludere l’esercito dei io sto con Lucano, che per i disperati, paradossalmente, si stava meglio quando si stava peggio, quando comandava sul loro approdo ai nostri lidi il feroce, il buzzurro, che aveva tutto l’interesse a farli arrivare, bighellonare inquieti per le strade cittadine, accamparsi sulle panchine dei parchi, consegnarsi in qualità di manovalanza alla criminalità illegale e a quella legale del caporalato nei campi o sulle impalcature?

Eppure, ce lo conferma l’agenzia Stefani di Conte dalle pagine dell’house organ governativo, nel ricostruire con tenacia investigativa la vicenda Open Arms. Ricorda, infatti,  il direttore Travaglio, come in seguito al “liscio e busso” che  Conte gli riserva il 15 agosto in Senato, l’infamone agli Interni fu “costretto” a far sbarcare tutti.

Niente a che fare con il miglior governo che potesse capitare all’Italia ai tempi della peste, quando la ministra Lamorgese rassicura i post-resilienti sul sofà, i sopravvissuti e gli scampati che temono gli untori venuti da fuori   che qualora qualcuno sfuggisse alle maglie dei controlli e sbarcasse in porti che ancora non siamo riusciti a sapere se siano aperti o chiusi, verrebbe immantinente sequestrato per essere rimpatriato con ogni mezzo, navi, tinozze, aerei anche per tenere fede ai patti sottoscritti da Minniti e Salvini – e replicati con cura puntigliosa proprio da lei – con despoti sanguinari, governi senza stato e tantomeno stato di diritto, come quello con la Libia.

Il messaggio è chiaro e perentorio: “Garantiremo la tutela della salute pubblica delle nostre comunità locali…. e i migranti economici sappiano che non c’è alcuna possibilità di regolarizzazione per chi è giunto in Italia dopo l’8 marzo 2020”. E come darle torto? “Le comunità locali (a Treviso è esplosa la rivolta nella caserma in cui erano accolti trecento migranti, dopo che si sono registrati dei casi positivi. ndr)  sono giustamente sensibili al tema della sicurezza sanitaria, con una particolare attenzione dei sindaci e dei presidenti di Regione rivolta ai migranti irregolari”. Gli unici cioè che – a differenza della  maggior parte dei connazionali, salvo calciatori e presidenti di regione – non vengono sottoposti a tamponi e indagini sierologiche, ma in quanto stranieri e destinati alla trasgressione costituiscono un pericolo ben superiore.

Quante ce ne siamo sentite dire, illustri filosofi o blogger sconosciuti, quando abbiamo osato denunciare che c’era  qualcosa di profondamente incivile nel voler dimostrare che c’è un unico diritto superiore a tutti, quello alla salute, quando la sua rivendicazione costringe o persuade moralmente della necessaria rinuncia a altri  e ad altri imperativi etici,  tanto che la responsabilità personale e collettiva si riduce a indossare la mascherina e attuare un distanziamento che oltre che sanitario diventa sociale e perfino razzista, tanto che il rispetto degli altri si limita a non darsi la mano, in modo che sia  legittimo colpevolizzare chiunque non mantenga le distanze di sicurezza  da noi e pure dalla nostra percezione.

Così l’afflato umanitario, che già era riduttivo perché sostituiva l’impegno, la denuncia di ogni correità in guerre, soprusi e furti di risorse e beni,  è diventato afflato sanitario, autorizzando e concretizzando perfino lo stantio “prima gli italiani” che sgorga sia pure con qualche camouflage dalla bocca di Di Maio: “La questione degli sbarchi, unita al rischio sanitario con la pandemia è un tema di sicurezza nazionale”, dei suoi prepotenti alleati che sospirano: arridatece Minniti,che tanto ha fatto per intessere un  ordito di rapporti con tiranni e spiranti tali, in nome dello sdoganamento di sospetto e paura come encomiabili virtù nazionali.

La regolarizzazione farlocca della Bellanova ha messo un punto fermo, dimostrando che era il momento per andare incontro ai bisogni di un caporalato che  esigeva nell’immediato una manodopera competitiva, umiliata talmente da accontentarsi di una paga più bassa e disonorevole,  pronta addirittura a pagarsi le penali e le sanzioni retroattive per conquistarsi una provvisoria regolarità.

Ma si è subito visto che il target era minimo, che costava troppo stabilire condizioni di legalità delle quali magari i barbari avrebbero voluto  approfittarsi, quando invece si poteva auspicare con ingrati percettori di reddito di cittadinanza e aiuti.

E siccome il padronato detta e il governo scrive, meglio puntare su affamati locali, adesso che tanti anziani sono morti riducendo la domanda di badanti, adesso che le grandi catene hanno scoperto la concorrenza sleale di   magazzinieri e  pony indigeni perlopiù italiani, giovani, donne e anche gente di mezza età costretta a ridiscendere la scala sociale, che tanto, mal che vada, possiamo sempre approvvigionarci di pere in Messico, uva in Gracia, origano in Argentina, albicocche e arance in Spagna che così facciamo felice l’Ue.

È stato provvidenziale il Covid per far vedere a chi vuol vedere, come siano falsi e ipocriti i miti e gli slogan di un’opinione pubblica  che hanno coperto l’aperto sostegno all’imperialismo delle nostre ambiziose iniziative imprenditoriali, esportatrici di sfruttamento e corruzione,  accompagnato da quello a campagne di trasferimento di “democrazia” occidentale, la mancata rottura delle criminali regole europee in materia di accoglienza, la discriminazione reale ai danni degli stranieri, cui vengono negate prerogative giuridiche perfino per quanto attiene ai doversi gradi di difesa.

Finora era stato facile  rispondere con commosse reazioni emotive,  con l’arroccamento identitario di ceto, socialmente e moralmente superiore, replicando  a un malessere sbrigativamente catalogato con populismo xenofobo e rozzo, con lo stigma morale, l’anatema, il disprezzo.

E non c’è da stupirsi, quelli che militano soprattutto a suon di like in un indistinto progressismo, sono saldamente insediati nelle geografie prescelte dai ceti “riflessivi”, piccolo-borghesi, urbani, attrezzati con un residuo ancora intoccato  di capitale culturale più ancora che economico, che attribuisce loro una presunta superiorità che rivendica il diritto di emettere giudizi morali ed estetici in merito alla grossolanità della comunicazione, all’ignoranza, al riconoscimento nel virilismo e nella prepotenza fascista, al razzismo.

Adesso che si tratta di salvare la ghirba, oltre alla borsa, dismessi queruli problemi di coscienza, riservati alla propria cerchia minacciata dagli untori,  si è autorizzate a mettere in secondo piano l’aspetto umano, per occuparsi di buon grado dei quello realistico, concreto di difesa delle posizioni raggiunte, guadagnate, ereditate, a volte conosciute per sentito dire, ma che regalano  una presunzione di innocenza e predominio.

E se prima non era tempo di solidarietà preferendole la compassionevole carità, adesso è troppo anche la beneficenza, che fa onore a chi la esercita, ma ormai rientra tra le spese futili anzi dannose,  perché potrebbe promuovere il meticciato tornato a costituire un pericolo allarmante di contagio sanitario e culturale, o, peggio ancora, favorire prese di coscienza, desideri di riscatto, coscienza di classe, colpevoli sul patrio suolo, ancora più condannabili se affiorano dal fango dove è lecito  siano confinati gli ultimi per rassicurare i penultimi.

Non è più tempo di deplorare la chiusura mentale, la disumanità della marmaglia, il rifiuto degli straccioni locali, necessariamente penalizzati conferendo delle loro già brutte e avvilite periferie disperati addirittura più disperati di loro,  non è più tempo di agire per disporre di eserciti mobili di manodopera a poco prezzo e grandi bisogni, da ricattare e condurre dove richiede il padronato.

Non è nemmeno più tempo di impiegare gente intimorita e umiliata come forza lavoro utile per generare una concorrenza in grado di far recedere da richieste e rivendicazioni e per abbassare il livello di remunerazione e di vita perfino del Terzo Mondo interno.

Ormai di gente destinata e costretta alla servitù, se n’è e ce ne sarà sempre di più, mortificata dalla cessione di democrazia e dalla pressione debitoria imposta dall’appartenenza a una civiltà superiore che si manifesta come il solito feroce tallone di ferro.

È un esercizio vergognoso  quello che ci propongono ogni giorno stampa, opinionismo, social per convincerci che questo è il miglior governo che potesse capitarci, perché mette il silenziatore a chi oggi sta pagando disuguaglianze e discriminazioni.

Non vale nemmeno la pena di proporre quello caro ai settimanali di quiz: trovate la differenza,  perché non è più tempo di giocare ma di rovesciare il tavolo.

15 replies

  1. La sinistra italiana, coi suoi vetusti dogmi sordi alla realtà economica e sociale di questo Paese e con la sua politica permissiva, irresponsabile e scellerata, ha favorito solo le mafie del lavoro sottopagato e senza diritti, ha arricchito a spese dello Stato le ONG, le ONLUS e le mafie che campano sul traffico e sull’accoglienza dei migranti illegali e ci porterà all’aumento della povertà e della criminalità, all’imbarbarimento culturale e sociale e all’estinzione dal mondo civilizzato.

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  2. Commento, sarcastico e divertente di Eugenio Bongiorno:

    «Una operatrice credulona sinistroide che svolge la sua attività di intrattenimento e monitoraggio degli “ospiti” di un centro di accoglienza, scopre di essrre positiva al CONTEVID-19.
    Preoccupata più che per la sua salute per quella delle preziose “risorse” (è sinistroide quindi è normale), informa i suoi superiori i quali immediatamente la isolano e la segnalano alle SS (Sorveglianza Sanitaria).
    In meno di un’ora si ritrova agli arresti domiciliari sino a data da destinarsi e comunque non prima che risulti negativa a due tamponi negativi nell’arco di 48 ore.
    I “Lingotti d’Oro” vengono invece subito trasferiti in un luogo protetto e distanziati dagli altri “ospiti” che non sono venuti a contatto con la credulona, quindi messi su di un bus è portati presso un hotel almeno a 4 stelle con piscina, sky e aria condizionata a spese della collettività!!
    E’ un successo!!
    A quel punto tutte le potenziali “risorse INPS” visto il trattamento inumano ricevuto dai loro compagni di viaggio, inscenano una protesta asserendo senza alcuna base scientifica se non quelle rilasciate da Formigli che scappano dalle guerre, dalle torture, e ora dal virus che la Boschi scientemente dice che abbiamo portato noi italiani in Africa, affermando che anche loro sono venuti a contatto con la credulona e che quindi necessitano, anzi intimano supportati dagli avvocati delle ONG del libero patrocinio (quindi anche questi a spese nostre), di essere trasferiti senza traumi e disagio psicologico alcuno presso un hotel con almeno pari caratteristiche di quello assegnato ai loro compagni che hanno vinto alla Lotteria tutta ItaGliana una vacanza a gratis.
    I politici venuti a conoscenza del focolaio dove il mix sinistroidi, ONG, creduloni, clandestini e televirus rischia di espandersi alla velocità della luce con il rischio di una seconda ondata e seconda segregazione sanitaria a carico degli italiani, giungono in pellegrinaggio rilasciando quanto segue:

    – Di Maio chiede se sono tunisini, perché loro si possono espellere mentre tutti gli altri NO!
    Allorché qualcuno obbietta che questa sarebbe discriminazione se non proprio razziale quantomeno su base etnica, ma lui nega sdegnosamente:
    La Tunisia per l’Italia è un porto sicuro, non vi è alcuna guerra nessuna rivoluzione colorata, guerra civile e/o disordini che non superino le folkloristiche e puramente simboliche quanto innocue rivendicazioni sindacali.
    Il giornalista che evidentemente è di una testata straniera non conoscendo la statista che ha difronte lo incalza facendo notare che allora anche il Marocco, l’Algeria, l’Egitto, il Bangladesh, la Nigeria, il Senegal e altri ancora che poi rappresentano i paesi per la quasi totalità da dove giumgono i clandestini hanno tutti i porti sicuri, la gente va anche in vacanza in questi paesi, e se comunque non hanno il mare, quindi senza porti, i paesi comunque sono sicuri visto che di guerre non vi è traccia.
    A quel punto si innervosisce e sbotta ricordando all’impertinente giornalista che i gay e i cristiani sono perseguitati, quei paesi sono devastati dai cambiamenti climatici, e buona parte di essi non beneficiando di tutte le tutele garantite dal nostro ordinamento a cominciare dalla scuola che è stata impreziosita dal nostro alleato fondamentale (Renzi) con la riforma della Buona Scuola, essi subiscono sin dall’infanzia il bullismo e il mobbing, la discriminazione perché come scoperto da Lascienza, essi in tenera età non possono scegliere se essere donne oppure uomini, ma è una scelta che compete per ponderatezza solo dopo il conseguimento della maggiore ma comunque subordinata ad un indottrinamento positivo e di civiltà come la comprensione a livello didattico della questione dirimente “gender”.
    Poi con un sorriso stampato da ebete, rivolgendosi al giornalista: Lei quando e a quale età ha capito che era uomo ad esempio, dando per scontato che lo sia?
    il giornalista non scomponendosi: Quanto mi si alzava la cosa più leggera al mondo, più leggere di una piena pErché bastava pensare alle compagne!!
    Lo statista allora ribatte: ecco, lei è un classico esempio di disorder information interiore. Questo è quello che crede e che ha sempre creduto, se lei avesse seguito i corsi “gender”, avrebbe compreso quanto non tutto ciò sempre è reale e non tutto ciò che è reale è vero!
    Quella che lei definisce scoperta di essere uomo ossia maschietto, in realtà era il suo IO che si ribellava inducendola in errore per farlo soffrire tutta la vita illudendola di essere uomo mentre nel suo intimo, in quella parte della sua psiche che non controlla il razionale era una donna. Donna che avrebbe scoperto di essere poi nel tempo con i gravi traumi derivanti di cui molti di questi clandestini portando dentro di sé per non aver beneficiato del percorso formativo si cui alla Buona Scuola e alla Riforma delle Fedeli.
    Se avessero beneficiato anche questi poveri migranti, oggi come tutti noi sappiamo e la Fedeli ha ribadito, ad esempio sarebbe che in Afghanistan ci sono le spiagge ma i porti non sono sicuri! E le studentesse per proteggersi dal virus studiano a distanza di sicurezza sulle spiagge afgane!
    Ora devo andare dice lo Statista congedandosi dal giornalista insolente, mi stanno aspettando in Tunisia i massimi vertici del governo, dobbiamo sottoscrivere un accordo storico che obblighi i tunisini al controllo delle loro spiagge e alla distruzione dei barchini che vi partono, un accordo storico che può essere paragonato a quello raggiunto a Malta dal Presidente del Consiglio nel 2019 sui ricollocamenti “automatici” degli immigrati nella U€, cosa che con l’approccio razzista di Salvini nel precedentemente governo non era stato possibile.
    Il dialogo e la comprensione sono il viatico per imprescindibile raggiungere ottimi accordi.
    Come ad esempio quello sul RECOVERY MES che ha sentenziato un cambio di passò nella U€, a prova che avevamo fatto bene a votare assieme al PD la Leyen ossia la damigella di corte della Merkel.»

    Meglio riderci sopra.

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  3. Perfetto, Meister Kaas, grazie. Adesso qualunque boiata io scriva diventera’ una gemma di riflessione ed arguzia.

    Acci e picchia, se non ci fossero questi qui…

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    • Ma veramente. Praticamente ha pubblicato una sorta di Bignamino delle stronzate del legaiolo medio. Lui magari si diverte pure. Speriamo che in cambio gli diano qualcosa

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  4. La smania immigrazionista della sinistra rende evidente il doppiopesismo che la sinistra stessa, i giornaloni al suo seguito e tutti i convinti “sinistri” (quelli che sono “de sinistra” solo perché vogliono sentirsi migliori degli altri e sono convinti che essere “de sinistra” dia loro una patente di superiorità morale, li renda automaticamente buoni, generosi, disinteressati, ecc. ecc.) riserva a situazioni identiche.
    Non c’è neanche da spendere una parola su come veniva presentato il problema immigrazione al tempo di Salvini e come viene presentato adesso: nel primo caso era un’emergenza (nel senso che occorreva mobilitarsi contro il ministro cattivo che sequestrava barche), adesso non lo è (e bisogna semmai mobilitarsi contro chi osa dire che l’immigrazione incontrollata, specie in tempo di Covid, è un problema: brutti razzisti, come vi permettete?).
    E’ ovviamente sbagliato dire che tutto il rischio di contagio viene dagli immigrati, come fanno i fogliacci di destra alla Libero, ma è sbagliato anche negare che un aumento dei flussi migratori incontrollati costituisca un fattore di aumento del rischio di diffusione della malattia. E’ una cosa ovvia, di buon senso, ma politicanti piddini e giornaloni mainstream filopiddini fanno di tutto per minimizzare: non è vero, sono numeri bassi, non bisogna puntare il dito, blah blah blah. Quell’aquila della Boschi è arrivata persino a dire che è vero il contrario: sono semmai gli europei a portare il virus in Africa.
    Ma ci ricordiamo dell’allarme che davano i giornaloni in tempi di Covid, puntando il dito su condotte poi risultate innocue? La retorica sulla necessità di contenere il virus, di essere responsabili a tutti i costi? Ci ricordiamo i poveri runner solitari, trattati come perfidi untori perché uscivano di casa per farsi una corsetta?
    Adesso invece non si può puntare il dito sugli immigrati irregolari che sbarcano senza un controllo, senza alcuna restrizione, e magari poi scappano col pericolo di diffusione della malattia. Non si può sostenere che sono un problema, perché – ci dicono i giornaloni – è razzismo fascioleghista, non sia mai. E Boccia ci dice che solo un quarto dei contagi viene da stranieri, quindi smettiamola di fare i nazifascisti e cominciamo a essere più accoglienti.
    Doppiopesismo e stupidità. Ecco le malattie della sinistra italiana. E non pare che sia allo studio un vaccino.

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    • Contrastare questa immigrazione PREPOTENTE , con ogni mezzo , dovrebbe essere compito precipuo di tutti i politici, di qualsiasi appartenenza , perche’ e’ una questione di buon senso.

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  5. Fesserie sulla immigrazione. Avete letto l’articolo al link? L’arrivo di rifugiati morti di fame – per favore non chiamatela immigrazione – e’ il risultato di qualcosa di ben maggiori dimensioni.

    Nessuno vi chiede di trascendere, io vi chiedo invece di scrivere cento volte:

    “Contrastare lo sfruttamento degli esseri umani, il loro immiserimento, con ogni mezzo, dovrebbe essere compito precipuo di tutti i politici, di qualsiasi appartenenza, perche’ e’ una questione di buon senso.”

    Siete d’accordo o no?

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