Vincenzo De Luca, una valanga di liste come Cristo comanda

(Alessandro De Angelis – huffingtonpost.it) – Ecco, ci risiamo: il Sud come luogo comune, il “vado dove si vince”, le folgorazioni sulla via di don Vicienzo, come lo chiamano da quelle parti (De Luca). Anzi, la conversione di massa di mezzo centrodestra alla fede del vincitore annunciato. Roboante, sfacciato, eccessivo. Ma un certo punto è stato troppo anche per lui. Sentite questa, che dà l’idea della dimensione. L’altro giorno lui, il governatore, ha chiesto al suo fedelissimo Fulvio Di Bonavitacola di fermare gli ingressi, perché di posti per tutti non ci sono più. Ed è meglio non suscitare appetiti prima se non hai pane per tutte le bocche poi, perché, insomma, la gente di mondo lo sa: mica si cambia partito per ideale, in queste terre e di questi tempi: “Fulvio proviamo a ridurre le liste”. Al momento sono 17, l’obiettivo sarebbe di farne 12-14. Tanto il grosso di chi doveva entrare è entrato, con tanto di banda, fanfare e senza neanche tanto sdegno del Pd, ora si può fare a meno di bazzecole e pinzillacchere.

Dicevamo: il grosso, che evoca il metodo collaudato (ricordate le fritture di pesce e le clientele come Cristo comanda?). Contano anche le cliniche. E dunque, Aldo Patriciello, re delle cliniche molisane e proprietario anche qualche struttura in Campania, macina-voti come pochi ormai in Italia. Alle scorse Europee fu eletto con Forza Italia. Adesso sosterrà Vincenzo De Luca. Lo ha spiegato al Fatto: “Essere dialogante è la mia natura e la mia natura è la mia forza. E Clemente (sempre Mastella, ndr) è un amico”. Altra sua amica è Flora Beneduce, consigliere regionale di Forza Italia, con un processo in corso per presunto voto di scambio che riguarda la sua passata elezione. Si è fatta una lista e sosterrà Vicienzo. Qui la letteratura è sterminata. Mettete su Google il nome suo e quello di De Luca e troverete una valanga di foto di lei con Berlusconi, con la scritta “Mandiamo De Luca a casa”. Sempre curiosando un po’ sulla biografia, si scopre che la signora è la vedova dello storico ras democristiano, Armando De Rosa, assessore alla Sanità e ai Lavori pubblici ai tempi del terremoto dell’80. Fu arrestato un paio di volte. La seconda, raccontò di aver portato una tangente di 300 milioni ad Antonio Gava che però rimase deluso: “Armà, so’ pampuglie (spiccioli, ndr)”.

E poi c’è Mastella, e coi lui De Mita e anche Pomicino, che ha fatto una lista, accompagnata, a Roma, dalla fuoriuscita di sua moglie da Forza Italia, in direzione maggioranza. Tutti assieme, appassionatamente. Gira su whatsapp un video di un comizio di De Luca del 2010, sempre lui il candidato contro Caldoro, che poi vinse. Udite udite che diceva, rivolto ai suoi avversari: “Si sono presentati con uno schieramento che fa paura, loro. Quelli che volevano rinnovare l’universo hanno avuto lo stomaco di presentarsi tutti insieme con De Mita, Mastella, Cirino Pomicino, Giulio Di Donato, Nicola Cosentino. Questi sarebbero i rinnovatori”. Dieci anni dopo, tutti di qua. Compresi alcuni che stavano nel Pdl di Nicola Consentino, detto Nick ’o merikano, magari nella variante di figli, figliocci e mogli. Facciamo i nomi. Eccone uno, su cui la trattativa è in corso: Cosimo Amente, il figlio del sindaco assai discusso di Melito, Antonio. Stando agli atti del blitz antimafia di Sant’Antimo di qualche giorno fa, i personaggi in odore di camorra appoggiavano l’assunzione di un ingegnere (finito in carcere) “per replicare il collaudato sistema delle clientele di Sant’Antimo”. Sempre da Sant’Antimo arriva un altro figlio d’arte, Domenico, figlio dell’ex sindaco Aurelio Russo, il cui comune fu sciolto per condizionamento mafioso.

Ogni settimana c’è un pacchetto di voti che transita, ogni giorno una defezione. Raccolta dall’alto uomo macchina di De Luca, Nello Mastursi. È l’ex capo della segreteria momentaneamente messo da parte dagli incarichi pubblici dopo una condanna non definitiva a 18 mesi per presunte pressioni attorno alla sentenza che consentì di insediarsi a Santa Lucia, nonostante una condanna in primo grado e la Severino. Un altro proveniente dal centrodestra è Carmine Mocerino, (la moglie ai domiciliari per un’altra vicenda) eletto nel 2015 con la lista “Caldoro presidente” e ora candidato nella lista “De Luca presidente”. Beh, perdonate la battuta ma davvero fa molto “Franza o Spagna”, un presidente vale l’altro purché si sta al potere. Mocerino, così pare, farà un ticket – un uomo, una donna – con Paola Raia, ex cosentiniana candidata nella lista “De Luca presidente” e, dicono, fortissima nelle zone del vesuviano. Ex consigliere regionale del Pdl, Paola è la sorella di Luigi Raia, ex consigliere provinciale di Forza Italia e attualmente direttore generale dell’Agenzia Unica del turismo in Campania.

A proposito di turismo, altro candidato pesante è Giuseppe Sommese, ex Ncd, eletto cinque anni fa a sostegno di Caldoro con oltre 20mila preferenze. Giuseppe è il figlio di Pasquale, eletto nel 2010, in quota Udc, con 23mila voti. Fu premiato da Caldoro con un assessorato potentissimo, con deleghe al personale, enti locali, turismo e beni culturali. Rieletto nuovamente con Caldoro, incappa in qualche guaio giudiziario, con un’inchiesta in cui veniva considerato considerato al vertice di una associazione a delinquere per pilotare gli appalti. Ecco anche l’ex assessore alla Sanità (sempre di Caldoro) Angelo Montemarano, che ha ispirato una lista civica “Rinnovamento Democratico Avanti”. Tra i candidati Fernando Farroni, ex vicesindaco e assessore di Portici. Ovviamente, cinque anni fa si candidò con Caldoro. Si candida con De Luca anche Mario Ascierto Della Ratta, ex consigliere regionale di Alleanza Nazionale, fratello di Paolo, oncologo di fama mondiale del Pascale di Napoli. Secondo i maligni c’entrerebbero i fondi per la ricerca annunciati proprio in questi giorni dal governatore. Chissà, di malelingue è pieno il mondo.

Altro canale d’ingresso, le liste del partito di Renzi. La battuta viene facile facile, e anche un po’ scontata: “Forza Italia Viva”. Però, effettivamente è così. Gli ultimi arrivati: Pietro Smarrazzo, fino a cinque giorni fa responsabile regionale dei giovani di Forza Italia; Francesco Guarino, ex consigliere comunale di Forza Italia e secondo dei non eletti allo scorso giro; Francesco Iovino, vicesindaco della città metropolitana di Napoli in quota Forza Italia; Gabriele Mundo, eletto al consiglio comunale di Napoli nel 2011 col Pdl poi con Forza Italia nel 2014 al consiglio metropolitano poi con Luigi De Magistris, con cui fu confermato in comune nel 2016. A proposito, si rivede anche Emilia Mazzoni, già europarlamentare dell’Udc, che guiderà la lista Campania Libera.

Dicevamo, ogni giorno c’è una novità. Quella di oggi è la candidatura col Pd di Michelangelo Ciarcia, amministratore unico dell’ente Alto Calore servizi, al centro in questi giorni di una protesta di comitati civici, perché sono rimasti a secco oltre cento comuni della provincia di Avellino. Emergenza idrica, in pieno Covid. Evidentemente sono tutti un po’ distratti da questa storia delle liste. Si deve vincere per vincere, mica vincere per cambiare. 

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