Guardia Sanframondi: prende il via l’operazione Floriano Ter

(Raffaele Pengue) – E venne il giorno delle dimissioni-candidatura. “Io sottoscritto Floriano Panza, con la presente rassegno e comunico le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Guardia Sanframondi… per candidarmi alla Regione”. Commozione. Una sensazione di nodo alla gola che non può essere correlato con un reflusso. Un senso di straniamento che ti sale dallo stomaco come quando ascolti una musica che risuona in lontananza, in un caldo pomeriggio d’estate e non c’è nessuno a farti compagnia. Il bip fastidioso di un messaggio WhatsApp che ti chiede “hai letto?”. Leggi il comunicato stampa. Scorri il testo e scopri che il testamento politico di Floriano Panza è tutto qui, in una frase: “…candidato come Consigliere anche al Comune di Guardia, per stare vicino alla squadra che si presenterà in continuità con questa ultima Amministrazione Panza”.

E venne il giorno della sospirata candidatura alla Regione. Una decisione nata “avendo tempo e sapendo che bisogna credere sempre nel futuro, ho accettato l’invito del Presidente Vincenzo De Luca a candidarmi con lui”. Prima o poi ci sarebbe stata, uno così non sta a cuccia, al posto suo, mani conserte; no, deve stare al centro della scena. Asso pigliatutto. Trottolismo. Il trottolismo comprovato dai rapidi spostamenti e dei giri vorticosi intorno a sé nella sua lunga storia politica. Lasciamolo giocare. Il suo test decisivo è nel paragone tra le parole e i voti, fra trottole e consensi; sarà lì che si spezzerà la corda e la trottola schizzerà chissà dove.

Il via libera alla candidatura è il piano uno di Floriano, poi, se vincerà lo sceriffo, arriverà il piano due. Una collocazione di rilievo in seno alla Regione. È tutto scritto nel programma di viaggio. Lo conferma il giudizio entusiasta di De Luca nei suoi confronti – “Hai fatto faville con Sannio Falanghina Città Europea del Vino devi continuare in Regione” – che lo ha elogiato a tal punto da far capire che avrebbe bisogno di uno come lui, un altro pescatore per le sue fritture di pesce… Tutto il resto è solo contorno. Il suo disegno politico è tardivo, con cinque anni di ritardo sul tempo giusto, ma è giustificato; allora c’era uno sceriffo con le pistole scariche. Oggi tutto è rigorosamente Univoco, Monoteista, Vincenzocentrico, tutto ruota intorno all’Uno. La Volontà di Potenza, o meglio, la Prepotenza come visione prensile del mondo. Ma c’è un altro progetto, che interessa i cittadini di Guardia, un’altra idea. Il progetto napoleonico di Floriano. Quello di non lasciare Guardia agli eserciti di Santa Lucia e del Condotto. Di tenere chi prenderà il suo posto appeso per i testicoli, e poi scaricarlo dopo qualche mese quando il suicidio è maturo, in attesa del terzo atto finale. Allora si compiranno le prove tecniche di Floriano Ter.

Non so se la candidatura di Floriano Panza produrrà qualche effetto, o se, come credo, si ridurrà solo a una flatulenza, un’eruttazione. Però da oggi, nell’attesa della probabile candidatura dal fronte Caldoro, sappiamo che a Guardia il quadro è in movimento, l’autunno si riscalda, il campo è aperto e le urne sono lì in un batter di ciglia.

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