Lettera a un negazionista

(Giuseppe Di Maio) – Sui muri di Amsterdam c’era scritto “paranoia è uno stato superiore di coscienza”. Erano i tempi della gioventù psichedelica, della rivolta contro “l’oppio della socialdemocrazia”, dei “governi al servizio del capitale” e dello “Stato dei padroni” e chi più ce n’ha più ce ne metta. Insomma degli slogans che descrivevano la sovrastruttura sociale e che sottintendevano la superiorità della coscienza soggettiva su quello che sarebbe poi diventato il “pensiero unico”.

Il cammino della riflessione individuale è costellato di trappole in cui la ragione può affondare ignominiosamente, come spesso le capita quando è al servizio della volontà. Avviene difatti che la ricerca non sia sufficiente a giudicare la natura dei propri sentimenti, ma fa parlare senz’alcun freno il proprio inconscio, usando il poco di ragione residua per trovare argomenti a sostegno. Alcune nature psicologiche sono più portate di altre alle psicosi, e certi atteggiamenti mentali sono propensi a vedere complotti e realtà nascoste. Cinquant’anni fa una miriade di paranoici furono scambiati per geniali pensatori da strada, alternativi, si diceva. Ma cinquant’anni fa pensare era ancora una faccenda elitaria, e i paranoici pericolosi per il pensiero collettivo erano di conseguenza un numero circoscritto.

Oggi, forse, è inutile che io e Casaleggio ci arrovelliamo sulla futura “democrazia compiuta”. La democrazia è già compiuta! Ha già tirato fuori dalle sue potenzialità tutto il meglio e tutto il peggio (soprattutto quello) del popolo protagonista. E il popolo è un’accozzaglia di sentimenti (legittimi) che vagano come un’onda esposta ai venti della necessità, del tornaconto e delle proprie e altrui paure. Quando si presenta una contingenza sgradita, come l’infezione da coronavirus, reagisce con tutte le possibilità offerte dal corpo, dalla mente, dall’inconscio e per ultimo dalla ragione.

La prima di queste è la “negazione del male”. Perché il male genera paura, impotenza, oppressione. La seconda, allo stesso modo dei topi nella gabbia di Pavlov, è la “deviazione della causa”, che scarica su un soggetto reale ed aggredibile la responsabilità della corrente elettrica che la percorre. Insomma, contro un nemico invisibile ci creiamo dei nemici visibili e governabili. Un’atmosfera da “pianeta delle scimmie” perennemente afflitte da problemi teorici e nominali, proprio come capita spesso a noi, che le distraevano dalla cruda verità e dall’incombente destino.

Ed ecco allora che fioriscono le argomentazioni a sostegno. Si mischiano i progetti padronali con le politiche dei monopattini; i 5g con le vaccinazioni; i governi collusi con il controllo delle informazioni; i dati reali con le prove dei social; lo scienziato discorde e le motivazioni politiche, tutto ciò che il pensiero oppresso ha potuto partorire nei mesi del confinamento, tutto ciò che è venuto in mente a un “non abituato a cui pensare era sconsigliato” (e vai con le citazioni!). E assieme alle argomentazioni, sorgono i manipolatori. Sciacalli che mescolano paure e complotti, problemi soggettivi e responsabilità politiche.

Se le prime battaglie non si combattono dentro noi stessi, come avrebbe detto un Gandhi, si rischia di degradare la ragione a serva dell’istinto e della paura. Si rischia di avere i pensieri tipici del panico, che sorgono di continuo solo per cancellare il dolore, ma non hanno nessun rigore scientifico. Ecco perché consiglio a tutti noi di prendere un bel respiro, di guardare in faccia i profitti degli sciacalli, di scoprire le loro cupidigie al riparo dell’irresponsabilità. Consiglio a tutti, di guardarsi dentro. E solo poi, figlio mio, si può ricominciare a pensare, confrontando i dati raccolti con gli interessi veri e gli obiettivi reali. Poiché, quando si studia malamente una realtà evidente, allora per comodità se ne cerca una nascosta. Ma è un sogno, un’invenzione. Una bufala!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.