Il paradosso di Vincenzo De Luca criticato e apprezzato dalla destra

(Alessandro Cappelli – linkiesta.it) – A tre mesi dalle elezioni regionali il presidente della Campania Vincenzo De Luca vive di superlativi: quelli dei suoi discorsi e quelli delle critiche e complimenti che arrivano sempre più spesso da destra. Da un lato quella nazionale, soprattutto Fratelli d’Italia e Lega, che non perde l’occasione di puntare il dito contro la sua presidenza; dall’altro quella locale, o almeno una parte, soprattutto ex esponenti di Forza Italia, che lentamente si sta schierando al suo fianco.

Le accuse sono specialmente quelle di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, riaccese una decina di giorni fa per i festeggiamenti per la vittoria della Coppa Italia da parte dei tifosi del Napoli. Il leader della Lega aveva attaccato il presidente regionale dopo le immagini degli assembramenti nel capoluogo campano: «Mi domando dov’era ieri sera il signor De Luca, quello che voleva andare in giro con il bazooka».

La risposta, a tono, del governatore che lo chiama «cafone» e «somaro», e tira in ballo anche il presidente di Fratelli d’Italia, «la vispa Teresa».

Negli ultimi giorni la scena si è ripetuta sul focolaio di contagi a Mondragone: «Mentre De Luca minacciava il lanciafiamme – ha detto Giorgia Meloni – c’erano gruppi di immigrati clandestini che già bivaccavano e gli italiani restavano a casa. Non è stato fatto nulla per settimane». Poi Salvini: «Invece di studiare insulti da cabarettista e di lanciare slogan sui lanciafiamme, dovrebbe spiegare come mai non riesce a risolvere neppure il problema di Mondragone».

Poi ha concluso dicendo: «I campani meritano un governatore serio e non un battutista». Toni da campagna elettorale, come quelli che ha scelto il senatore e presidente regionale di Fratelli d’Italia in Campania Antonio Iannone. «De Luca prima dell’emergenza era un cadavere politico prima dell’emergenza – dice a Linkiesta – oggi ha visibilità, ma non ha fatto niente, dal Vasto a Mondragone abbiamo visto che la sua politica è inesistente. Vediamo la sua demagogia anche nelle liste: chiama Clemente Mastella e Ciriaco De Mita definiti “vecchi arnesi” quando sono nel centrodestra, ora che passano dal suo lato rappresentano la vera politica».

Il riferimento a Mastella e De Mita è al movimento di tanti politici di lungo corso che nelle ultime settimane hanno deciso di correre al fianco di De Luca alle Regionali. E molti sono nomi del centrodestra campano che non hanno accettato lo spostamento della coalizione sulle posizioni sovraniste di Lega e Fratelli d’Italia.

È il caso di Mastella, appunto, ma anche di Flora Beneduce e Aldo Patriciello, rispettivamente ex consigliere regionale ed europarlamentare di Forza Italia; Paola Raia – già consigliere regionale del Popolo della libertà – e Mario Ascierto, fratello di Paolo oncologo dell’ospedale Pascale, che ha una lunga militanza nel centrodestra (è stato anche consigliere regionale in Campania con Alleanza nazionale dal 2005 al 2010).

«Più che il giudizio sulle singole persone – dice a Linkiesta il segretario regionale del Partito democratico Leo Annunziata – per noi è importante che in questo momento il presidente De Luca sia un polo attrattivo. D’altronde il Partito democratico sta costruendo, come dice il segretario nazionale Zingaretti, un campo vasto di forze. È questa la cornice politica che stiamo organizzando, al suo interno se dovessero esserci persone non di centrosinistra interessate al nostro programma faremo le nostre valutazioni».

È così che De Luca, con una sorta di silenzio assenso (almeno per il momento) del Partito democratico, sta sottraendo pezzi al centrodestra, soprattutto all’ala forzista, provando a mettere in cassaforte il risultato in vista di settembre.

2 replies

  1. Mi sorprende che l’autore dell’articolo si sorprenda (finga di sorprendersi) che ci sia un feeling sotterraneo (mica poi tanto) tra
    De Luca e la destra.
    I simili si riconoscono e si apprezzano anche se fingono di detestarsi.

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  2. Sono d’accordo. Infatti Renzi, il PD ed i 5s,fingevano di litigare e detestarsi, mentre poi sono risultati pappa e ciccia.
    I simili si odorano, si riconoscono e mangiano insieme, verissimo!

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