“Un pezzo di Stato sta remando contro il governo e le riforme”

(Marco Galluzzo – corriere.it) – «C’è un pezzo di Stato che rema contro le riforme e contro il governo». Mentre organizza senza sosta gli Stati generali dell’economia, Giuseppe Conte si lamenta dei ritardi dei ministeri, degli ostacoli frapposti ai pareri che ha chiesto, delle resistenze molteplici che sta incontrando il suo decreto legge su semplificazioni, appalti e infrastrutture.

Avviene questo mentre in una nebulosa di ritardi, approssimazioni, incertezze, e in un’indubbia corsa contro il tempo, filtrano solo piccoli dettagli sugli Stati generali dell’economia: il premier avrebbe invitato in videoconferenza anche il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Parlamento Ue David Sassoli, oltre ad alcuni premi Nobel e ad alcuni economisti di fama internazionale. Ma non tutto è in discesa come dovrebbe essere. Chiedi ufficialmente degli inviti? Non li hanno ancora mandati. Se li aspettano i sindacati, Confindustria, l’opposizione, persino le menti «brillanti» italiane, come le ha definite Conte, che dovrebbero dare un contributo, ma non si sa quando o in quali termini, in quale formato.

Da Palazzo Chigi non filtrano dettagli

A Palazzo Chigi di sera si riuniscono i capidelegazione della maggioranza, il premier e il ministro Gualtieri illustrano un documento base che hanno predisposto durante la giornata, una piattaforma degli Stati generali, che dovrebbero cominciare fra due o tre giorni a Villa Doria Pamphili.

Ma sempre a Palazzo Chigi non hanno dettagli ulteriori, dicono solo che la macchina amministrativa si è messa in moto, ma in quale modo, con quali obiettivi, è una sorta di mistero. Potrebbero durare cinque giorni invece di tre, secondo richiesta del Pd, slittare di un giorno a venerdì, come sembra certo.

Persino il piano Colao consegnato al presidente del Consiglio, pieno di buone intenzioni, ma in fondo deludente a detta di molti ministri, complica le cose. Dovrebbe essere uno dei fondamenti della sintesi programmatica che dovrà fare il presidente il premier, in realtà appare come un elenco di buoni propositi, tutte le riforme mai fatte nel Paese, ma senza un’indicazione chiara, decisa, su dove e come investire.

Conte appare sempre più solo

A questo punto Conte appare sempre più solo: anche ieri il Pd ha detto che lo copre politicamente, ma — lamentano fonti di governo — «non ha saputo indicare un suggerimento concreto per risolvere la crisi che sta attraversando il Paese. Troppo poco per un alleato che si ritiene centrale». Con il rischio, attaccano le opposizioni, che i prossimi Stati generali siano solo un’ulteriore passerella.

Se appare certo uno slittamento a venerdì, comunque non sono state decise modalità e formato, solo piccoli e brevi contatti informali hanno messo in preallerta gli invitati. Se doveva essere un momento di riflessione alto, con tutti i più i grandi protagonisti del Paese, nel settore economico, non è certo partita nel migliore dei modi l’iniziativa. Lo stesso Conte, che ha promesso arriverà all’appuntamento con il documento concordato con Gualtieri che incrocia anche il Piano nazionale delle riforme, sembra avere scelto la linea dell’ascolto piuttosto che quella della presentazione di un vero piano di governo aperto a suggerimenti.

L’incertezza sui fondi a disposizione

Del resto non sono chiarele somme che avrà a disposizione l’Italia nei prossimi mesi: sui 37 miliardi del Mes, non c’è alcuna certezza, vista la resistenza del Movimento 5 Stelle e l’inderminatezza di Conte, sui circa 200 miliardi che la Ue potrebbe girarci nei prossimi anni, anche se con il contagocce, e previo riscontro di riforme strutturali, anche qui mancano i punti fermi: il Consiglio Ue di giugno non è detto che sia decisivo. Insomma la strada per un piano di crescita reale è ancora lungo, e questo mentre Conte si lamenta che contro alcune riforme «c’è un pezzo di Stato che rema contro».

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7 replies

  1. Se c’è un pezzo di Stato che rema contro, c’è TUTTA la stampa che a vele spiegate contribuisce al tentativo di affondamento di questo governo. L’articolo non è altro che l’ennesimo attacco.

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    • @paolo diamante Roma
      Bravo Paolo! Mi hai letteralmente tolto le parole dalla tastiera!
      Dovrebbe essere la “libera stampa” (ahahaha) a denunciare in primis ciò che lamenta il solo Conte e che è sotto gli occhi di tutti!
      Invece ci ammannisce un’altro articolo ipocrita il cui senso recondito è: “Ma questo dove vuole andare?”.

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  2. Chi ha copiato chi?
    Dall’articolo di Gabriella Cerami su HP

    “Persino il piano Colao, consegnato al presidente del Consiglio pieno di buone intenzioni, è in fondo deludente a detta di molti ministri. E tutto ciò complica le cose. Doveva essere una sintesi programmatica fondamentale e in realtà appare, anche agli occhi del premier, come un elenco di buoni propositi, tutte le riforme mai fatte nel Paese, ma senza un’indicazione chiara, decisa, su dove e come investire.”

    Praticamente uguale

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  3. Il vecchio sistema partitico, le lobby, i poteri occulti della finanza, certa imprenditoria a vocazione corruttele, e la maggior parte dei media servili agli interessi di bottega, fanno di tutto per ostacolare e denigrare l’operato del presidente Conte, uomo fuori dai vecchi schemi di certa politica. Sta ora ai cittadini distinguere le ingannevoli fake news dalle velate verità e comprenderne il significato…….

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  4. Le solite stronzate mistificatorie del Circo Mediatico, sia gruppo GEDI che RCS-CAIRO riportano lo stesso articolo, ora vogliono farlo passare per un paranoico sull’orlo di una crisi di nervi, la ragione è: soldi soldi soldi, vogliono essere protagonisti delle scelte del governo e non sanno più come fare pressione sul governo e sui partiti che lo esprimono a parte PD e IV(morta)

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