Nicola Morra: l’uomo giusto al posto giusto

(Roberta Labonia) – Andrea Purgatori, nella sua inchiesta a puntate su La7 riguardante il periodo stragista e gli attentati di Capaci e via D’Amelio (quelli dove caddero vittime i giudici Falcone e Borsellino e le loro scorte), ha nuovamente intervistato Nino Di Matteo sulla cosidetta trattativa Stato /Mafia. La prima intervista, come è noto, costo’ a Di Matteo l’espulsione dal Pool “Stragi” per supposte rivelazioni di notizie coperte da segreto istruttorio.

Alla fine di questa seconda intervista, ora che Di Matteo parla da membro togato del Csm, Purgatori, con accenti insopportabilmente tendenziosi, ha riportato il magistrato sulle dichiarazioni rese a “Non è l’Arena”, riguardanti la sua mancata nomina a capo del Dap da parte del ministro della giustizia Bonafede. Di Matteo, di tutta risposta, ha riconfermato la sua versione dei fatti riservandosi di declinarne i particolari ove fosse stato chiamato a riferire in sede istituzionale. Ebbene questa occasione si è concretizzata. Il 29 maggio prossimo Di Matteo, riguardo alle dichiarazioni rese telefonicamente a Giletti, verrà ascoltato dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta dal senatore 5 Stelle Nicola Morra e, a seguire, sarà la volta di Francesco Basentini, ex Capo del Dap, che dovrà riferire riguardo alle scarcerazioni legate ai rischi del Covid-19, avvenute durante la sua gestione. Il 14 maggio scorso è stato già ascoltato, sempre in Commissione Antimafia, lo stesso Alfonso Bonafede ma, apprendo dalla stampa, il colloquio si è interrotto perché il Guardasigilli è stato chiamato al tavolo del Consiglio dei Ministri. Presumo quindi dovrà affrontare un nuovo colloquio.

La questione non è di secondaria importanza per le sorti di questo Governo che, in queste ore, è oggetto di attacchi plurimi da parte di tutti coloro (non solo dai banchi dell’opposizione), che si stanno preparando all’ “assalto della diligenza” dei fondi Ue che, almeno nelle intenzioni declinate oggi dalla Commissione Europea, per l’Italia si preannunciato cospicui: circa 172 miliardi di euro di cui 82 sotto forma di sovvenzioni, non prestiti. Tanta roba che giustificherebbe anche i più ignobili colpi bassi pur di far cadere questo Governo. Far cadere Bonafede, infatti, equivarrebbe a far cadere Conte. La guerra sotterranea è appena cominciata. E se la vuole vincere il Governo Conte II deve mantenersi una casa di cristallo, dove ogni cittadino deve poterci guardare dentro.

Non si illudano coloro che pensano che la querelle Bonafede/Di Matteo si sia esaurita con il respingimento delle due mozioni di sfiducia. L’ epilogo deve ancora essere scritto. Ecco perché confido sulla dimostrata imparzialità, l’equilibrio, la preparazione e la sensibilità istituzionale del Presidente senatore Nicola Morra. I dubbi che ancora gravitano attorno alla vicenda Bonafede /Di Matteo vanno dissipati e se c’è un soggetto che può farlo è lui.

Una volta tanto, noi italiani possiamo contare sull’uomo giusto al posto giusto.

2 replies

  1. Dopo la conferma da parte di Nino Di Matteo di quanto precedentemente esposto nella trasmissione “Non è l’arena” è d’obbligo e vitale per la democrazia che venga messo tutto sotto la luce dei riflettori in grado così di sgombrare il campo da qualsiasi dubbio. Solo così con un confronto trasparente, scevro da rivalse e pregiudizi, sotto la costante autorevolezza del senatore Morra si potrà mettere la parola fine su una questione inquietante per tutti noi e sulla quale i soliti noti sono pronti a speculare.

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