Cosa cambia con la fase due

Quali sono i cambiamenti più importanti tra la fase uno e la cosiddetta fase due? Cosa cambia per gli spostamenti degli italiani? Proviamo a capire come si articola il piano del governo per quanto riguarda l’allentamento delle restrizioni alla libertà di movimento dei cittadini dopo quasi due mesi di lockdown.

(di Adriano Biondi – fanpage.it) – Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato i contenuti di un nuovo Dpcm che modificherà la normativa vigente per quel che concerne le misure di contenimento della diffusione del coronavirus sul territorio italiano. Si tratta dell’avvio della cosiddetta fase due, con norme che entreranno in vigore il 4 maggio e saranno valide fino alla mezzanotte del 17 maggio: in queste due settimane, tuttavia, il governo (in accordo con le Regioni) si riserva la facoltà di intervenire con nuove misure restrittive qualora la curva dei contagi dovesse tornare a salire o ci fossero segnali preoccupanti in determinate zone del Paese. Come vi abbiamo spiegato qui, il governo ha impostato un piano per far ripartire un nucleo consistente di attività produttive e per allentare alcune restrizioni per le attività commerciali (bar e ristoranti sono autorizzati a effettuare servizio di asporto e consegna a domicilio), affiancando una serie di protocolli per garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto.

Ma cosa cambia per gli spostamenti degli italiani rispetto alla fase uno?

Le regole per gli spostamenti durante la fase due

L’articolo uno del nuovo Dpcm recita: “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”.

Cosa significa?

Il governo conferma le restrizioni agli spostamenti (salvo che per ragioni di lavoro, di comprovata urgenza o di salute), ma aggiunge un’ulteriore motivazione per cui sarà possibile uscire di casa: far visita ai “congiunti”, ovvero ai familiari. Conte ha specificato che non saranno comunque ammesse le grandi riunioni di famiglia e che anche gli incontri dovranno avvenire con mascherina ed evitando assembramenti. In poche parole, sarà possibile recarsi a far visita ai propri parenti, ma restano vietate feste e cene numerose.

Si potrà far visita ai propri familiari in un’altra Regione?

No, è confermato il divieto per ” tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”.

Una novità è costituita dalla possibilità di tornare nel proprio domicilio, abitazione o residenza, anche in una Regione diversa da quella in cui si è attualmente. Questa norma è pensata per coloro i quali erano rimasti “bloccati” dopo il primo lockdown.

L’attività motoria è consentita?

Resta il divieto a svolgere “attività ludica o ricreativa all’aperto”, ma ci sono delle novità per quanto riguarda l’attività sportiva o motoria. Sarà infatti consentito svolgere individualmente “attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”. Cosa significa? Via libera allo jogging con il rispetto della distanza di sicurezza e ok anche ad altre forme di attività sportiva individuali con almeno due metri di distanza. Restano chiuse, ovviamente, palestre, piscine, campi da tennis e altri luoghi per svolgere attività sportiva.

Riapertura con distanze, a porte chiuse e senza assembramenti, per quanto riguarda le sessioni di allenamento di “atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali”.

Serviranno ancora le autocertificazioni dopo il 4 maggio?

Sì, Conte ha confermato che anche dopo il 4 maggio sarà necessario produrre un’autocertificazione per giustificare i propri spostamenti. Chiaramente, potranno essere inserite le nuove motivazioni, fra cui la visita ai congiunti e l’attività motoria all’aria aperta.

Le mascherine saranno obbligatorie per uscire di casa?

No, o meglio, non sempre. Dovranno essere utilizzate le mascherine per incontrare i propri congiunti, sui mezzi di trasporto, oltre che in tutti gli altri casi in cui vi siano indicazioni sanitarie o non sia possibile mantenere il distanziamento sociale. Si legge nel Dpcm: “Gli individui presenti sull’intero territorio nazionale devono usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento del distanziamento fisico”. Bambini sotto i sei anni, disabili e soggetti che interagiscono con loro sono esclusi da tale obbligo. Sarà necessario utilizzare le mascherine nel corso delle cerimonie funebri (che sono ora consentite, con un limite di 15 presenze e il rispetto delle norme di distanziamento sociale).

L’utilizzo generalizzato delle mascherine e di altri dispositivi di protezione, invece, non sarà obbligatorio.

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