
(Francesco Cancellato) – C’è una cosa, nella legge di bilancio appena presentata, che racconta meglio di qualunque altra, cosa sia il governo Meloni, e quali interessi difenda.
Sono i 300 euro che il governo regala agli over 75 purché li spendano nella sanità privata, per le visite specialistiche non coperte dal servizio sanitario nazionale, o per i farmaci non mutuabili. A un primo sguardo, è una misura che passa quasi inosservata. Un bonus tra tanti, peraltro destinato a persone anziane, non abbienti, bisognose di cure. Che c’è di male, nel dar loro un po’ di soldi?
Eppure qualche domanda bisogna farsela. Perché gli over 75 con una pensione che arriva a 28 mila euro in Italia sono quasi 6 milioni, contati male. E perché quel buono da 300 euro a testa, l’ha detto Meloni in conferenza stampa, vale 1,6 miliardi di euro. Non esattamente noccioline, in una manovra che – tolti i 14 miliardi in regalo dall’Unione Europea per investire in rinnovabili – ne mobilita complessivamente 12.
La diciamo meglio: perché regalare quasi il 15% delle pochissime risorse a disposizione del governo alla sanità privata? Perché farlo quando per la sanità pubblica sono stati stanziati appena 3,4 miliardi – peraltro vincolati agli aumenti di stipendio di alcune categorie di medici – nonostante il ministro Schillaci e le Regioni ne avevano chiesti il doppio, 6,8 miliardi, come soglia minima necessaria alla tenuta dei sistema?
Ancora; perché farlo quando alla sanità pubblica quei soldi servirebbero parecchio? Perché farlo, con il 20% delle prestazioni erogate in ritardo? Perché farlo, con 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi per i tempi d’attesa troppo lunghi? Perché farlo, quando siamo il Paese del G7 che spende meno nel suo sistema sanitario?
Perché non dare quei 1,6 miliardi alla sanità pubblica, anziché regalarlo ai privati?
Ci dispiace, saremo degli inguaribili malfidenti, ma l’unica risposta che ci viene in mente è che il governo stanzia un miliardo e mezzo da spendere nella sanità privata, per fare un regalo agli imprenditori che operano nel settore della sanità privata.
Tra i quali – malfidenza per malfidenza – c’è pure quello che possiede tre giornali che ogni giorno fanno da grancassa mediatica al governo e alla sua maggioranza, attaccando politici, attivisti, giudici, giornalisti, chiunque osi fare le pulci a Meloni, Salvini e compagnia.
Quando c’era Berlusconi l’avremmo chiamato conflitto d’interesse.
Oggi, evidentemente, è solo un caso.
Prima delle elezioni vengono le marchette!
E la sanità privata porta molti voti….e molto profitto!
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