
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Per capire Giorgia Meloni, occorre tornare a Erode, che voleva sopprimere Gesù alla nascita. Non riuscendo a individuarlo, Erode ordinò di uccidere tutti i bambini maschi di Betlemme e del territorio circostante che avessero due anni o meno. La strategia di Meloni per reprimere i manifestanti pacifici è ciò che chiamo la “strategia di Erode”. Mentre Erode cercava di eliminare Gesù alla nascita, Meloni cerca di eliminare l’“imprenditore politico” nella culla. Senza conoscere questo concetto chiave della sociologia, ciò che Meloni sta facendo contro i manifestanti in Italia diventa incomprensibile.
[…] Siccome la materia è complessa, devo esemplificarla in quattro punti: 1) In Italia ci sono migliaia di ragazzi pieni di rabbia che non si riconoscono nei partiti in Parlamento e che disprezzano Meloni per tre ragioni principali: il sostegno a Netanyahu, la criminalizzazione delle proteste non violente (il blocco del traffico, ad esempio) e la sua incapacità di risolvere i problemi più drammatici dell’Italia; 2) Questa massa di giovani arrabbiati, come è accaduto in Serbia, cerca di organizzarsi autonomamente per creare un movimento di opposizione al governo e a un modello d’Italia fondata sulle armi e sulla guerra, ma non può riuscire in questa impresa senza un “imprenditore politico”; 3) Un imprenditore politico è un attore che organizza il malcontento per influenzare le decisioni del governo: cosa assolutamente lecita nella società libera; 4) Volendo soffocare l’imprenditore politico alla nascita, Meloni estende le norme penali con i decreti sicurezza per aumentare le condotte ritenute “criminali”.
L’obiettivo politico di Meloni è che il malcontento diffuso rimanga senza capi affinché non si trasformi in mobilitazione organizzata in campagna elettorale. Con il tempo e la ricerca sociologica, diventerà chiaro che quasi tutti i fermati, i controllati, i perquisiti, gli identificati e gli accusati erano ragazzi onestissimi vittime della strategia di Erode.
Alcuni di questi ragazzi, o forse molti, essendo moderati, si radicalizzeranno per le ingiustizie subite. Meloni dirà che erano stati identificati perché sono radicalizzati, ma non dirà che si sono radicalizzati perché sono stati ingiustamente colpiti e magari sbattuti in prima pagina come “mostri”. La situazione è seria perché tutti gli indicatori che fanno soffrire gli italiani e scatenano le proteste di massa sono destinati a peggiorare. E Meloni non ha né le idee, né le risorse per risolvere i problemi. […]
Il rischio è che la crescita della repressione, cui abbiamo assistito in questi anni, blocchi l’ascesa di un nuovo imprenditore politico dal basso, impedisca quella che Vilfredo Pareto chiama la “circolazione delle élite”.
In questi casi, la rabbia popolare non scompare: viene soltanto repressa e compressa nel basso, senza canali reali di espressione e di rappresentanza. L’opposizione che Meloni teme di più non è nel Parlamento.
Il problema è come condurre l’opposizione delle piazze dentro il perimetro della democrazia liberale. Purtroppo, la cultura autoritaria di Meloni non induce all’ottimismo. Meloni non ha nemmeno un’idea sul modo in cui condurre un’operazione così importante per l’equilibrio del sistema sociale.
Dove ha imparato il mestiere da Erode o da Netanyahu ? Viste le cifre in ballo ( 70000 civili di cui 20000 minori) direi dal premier israeliano . Speriamo che la nostra capa si limiti solo ad eliminazioni politiche .
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si è dimenticato anche l’accusa di DROGATI
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Come sempre affilato come una lama che entri nel burro dell’insipienza neofascista garbatellina della sottocane.
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