(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] L’associazione Disarma organizza a Sesto Fiorentino (1-4 ottobre) un evento a cui partecipano rappresentanti della politica, della società civile, degli analisti e politologi, dei giornalisti e intellettuali schierati contro le guerre e in grado di demistificare la propaganda occidentale. Il programma è pieno di confronti sui temi di geopolitica, economia, comunicazione. In una società democratica e pluralista, l’iniziativa sarebbe pubblicizzata. A prescindere dagli organizzatori, Claudio Grassi e Linda Santilli e dai promotori (Arlacchi, Bevilacqua, Gallo, La Valle, Sylos Labini, Volpi e la sottoscritta), i nomi di un’intellighentia poco nota al grande pubblico, che partecipa a convegni, discutendo con nicchie di società civile dimenticata, è ostracizzata. L’evento di Disarma è uno fra i tanti nei quali si fa cultura, ignota al grande pubblico manipolato ogni giorno dal pensiero unico mediatico, povero di idee e di Storia, che riduce la complessità al manicheismo sottoculturale del “noi” Occidente democratico e del “loro”, Autocrazie.

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L’espressione della manipolazione è costituita dall’editoriale di domenica scorsa di Ezio Mauro su Repubblica in cui rimprovera a Trump di aver escluso la Cnn, Politico e altri media dalla Casa Bianca. Mauro non si rende conto che la sua filippica moraleggiante a difesa della libertà di espressione e di stampa potrebbe essere rivolta contro di lui e i giornaloni che discriminano le critiche alla narrativa Nato e demonizzano il dissenso.

Mauro ha per esempio partecipato insieme allo storico Graziosi a un programma su La7 di ricostruzione storica delle cause della guerra in Ucraina in cui aveva spazio la sola versione Nato, ignorando di proposito un’ampia letteratura che con prove documentali, argomenti razionali confuta la propaganda occidentale. Purtroppo hanno già vinto. In una situazione di incertezza geopolitica, i finlandesi, gli svedesi, gli svizzeri (la cui neutralità ha permesso durante la Guerra Fredda di evitare il conflitto con l’Unione Sovietica) oggi sono a tal punto manipolati da considerare lo schieramento nella Nato contro una potenza nucleare, la Russia, quale uno strumento di sicurezza. La situazione in Europa spaventerebbe chiunque avesse buon senso. La Germania, grazie alle capacità di manovra del suo bilancio statale, inverte decenni di pacifismo costituzionale, dichiarando di voler divenire lo Stato più armato del mondo.

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La Polonia è già l’esercito più potente europeo. Le due potenze nucleari, Gb e Francia, si preparano alla guerra. I burocrati di una Ue autoritaria, irriconoscibile se paragonata non solo al sogno europeo ma anche soltanto all’Europa di Jacques Delors, pronunciano discorsi bellicisti da far accapponare la pelle. Politici moderati, dal carattere mite e conciliante come Paolo Gentiloni, si lasciano andare a una retorica dannunziana premettendo la conquista dei territori con la morte dei giovani ucraini (e ucraine tra poco) alla mediazione diplomatica. Cavo Dragone, presidente del comitato militare Nato, sentenzia che l’Alleanza è pronta alla difesa da Putin. La coraggiosissima e lucida presidente dei giovani Pd, Virginia Libero, pur affermando che in questa sporca guerra i ragazzi della sua età non vi andranno, ricade nella retorica sottoculturale dell’esigenza di fornire le armi a un paese aggredito (come all’Iran, al Libano, all’Iraq, ai palestinesi? Perché non studiamo come mai Mosca è stata costretta dall’aggressione strategica occidentale a varcare i confini di uno stato, fantoccio di Cia e M16, il cui esercito sparava sulle popolazioni russofone?). Aspettiamo ormai un attentato ucraino sotto falsa bandiera russa nel fianco Sud della Nato, nel Mediterraneo, dato che Zelensky (che passerà alla storia come uno dei leader più corrotti contemporanei) ha già colpito navi russe senza che nessuno avesse da ridire.

L’escalation Nato è un pericolo concreto. Ripetiamo: la Nato è economicamente, militarmente e mediaticamente molto più forte della Russia. Confrontate Pil, armi, manipolazione mediatica. La guerra ibrida-cognitiva va a vantaggio delle 4 agenzie di stampa occidentali. Mosca non ha interesse a estendere il conflitto. Accetterebbe lo scontro con la Nato solo se costretta, quale guerra esistenziale. La Russia non è il Terzo Reich che aveva bisogno di uno spazio vitale (confrontate tasso demografico, estensione del territorio, materie prime, energia e terre rare).

Cara Virginia, caro Conte, caro Sánchez, teniamo la barra dritta. Non concediamo nulla alla retorica bellicista, al sonno della ragione, abbiamo il coraggio della pace e della verità. Se non capiremo che chi è colpevole del genocidio di Gaza lo è anche dello sterminio degli ucraini, ci divoreranno.