A Guardia Sanframondi l’ultimo appuntamento del mese della Casa di Bacco ha messo al centro le eccellenze del territorio e il futuro della viticoltura sannita

Una serata per parlare di vino, agricoltura e territorio, ma anche per interrogarsi sul futuro delle comunità rurali e sulle opportunità che possono nascere dalla valorizzazione della terra.

È questo il senso dell’ultimo appuntamento di “Gusta Guardia”, il progetto promosso dalla Casa di Bacco e dedicato, ogni ultimo sabato del mese, alla valorizzazione delle eccellenze di Guardia Sanframondi e del territorio sannita attraverso momenti di incontro, confronto e condivisione.

Al centro della serata il convegno “Viticoltura tra clima e mercato. Carbon Farming, redditività e futuro del vigneto sannita”, che ha affrontato alcune delle principali sfide che oggi interessano il comparto vitivinicolo: cambiamenti climatici, sostenibilità, costi di produzione, mercato e capacità delle aziende agricole di generare reddito.

A confrontarsi su questi temi sono stati Pasquale Carlo, giornalista, e Luciano Pignataro, giornalista e voce autorevole del mondo del vino e dell’enogastronomia. Alla presenza del sindaco di Guardia Sanframondi, Raffaele Di Lonardo.

A conclusione dell’incontro il vicesindaco di Guardia Sanframondi e amministratrice della Casa di Bacco, Ceniccola, ha rilanciato una proposta rivolta ai rappresentanti delle forze politiche presenti e, più in generale, al dibattito pubblico sul futuro dell’agricoltura: dal “Reddito di Cittadinanza”per calpestare la cultura del lavoro al “Reddito di Contadinanza” per contrastare la fuga dai campi. Una proposta per ribadire il valore strategico dell’Agricoltura.

«In Italia abbiamo inventato molti strumenti per aiutare l’agricoltura come contributi, premi, incentivi, assicurazioni, fondi, sostegni per ettaro. Ma manca una vera politica di stabilizzazione del reddito di chi vive del proprio lavoro agricolo», ha affermato Ceniccola.

La proposta, nelle intenzioni del vicesindaco, non è quella di introdurre un nuovo strumento assistenziale, ma di costruire un vero e proprio patto con chi lavora la terra.

«Non un assegno a chi possiede un terreno. Non un premio a chi non produce. Non un nuovo meccanismo assistenziale. Un patto», ha sottolineato.

L’idea è quella di legare l’eventuale sostegno alla concreta attività agricola di coltivare, produrre, mantenere il territorio, rispettare le regole e dimostrare di vivere del proprio lavoro. In caso di una crisi di mercato, di eventi climatici o di altre situazioni straordinarie capaci di far crollare il reddito al di sotto di una soglia di sostenibilità, lo Stato deve accompagnare e sostenere l’agricoltore nella fase di difficoltà.

«Se il mercato, il clima o una crisi straordinaria fanno crollare il tuo reddito sotto una soglia di sostenibilità, lo Stato non ti lascia solo. Ti accompagna fino a quando puoi tornare a camminare con le tue gambe».

Una riflessione che lega direttamente il lavoro agricolo alla tutela del territorio e del paesaggio.

«Perché se chi coltiva la terra non riesce più a vivere del proprio lavoro, alla fine non perdiamo soltanto un agricoltore. Perdiamo un pezzo di territorio, di economia, di paesaggio e di futuro».

Da qui la domanda che Ceniccola ha voluto consegnare alla politica:

«Quanto siamo disposti a investire perché in Italia continui a esistere qualcuno che abbia convenienza a coltivare la terra?».

E la conclusione: «Io credo che questa discussione debba cominciare».

La serata si è conclusa con la consegna del Premio Bacco 2026 a Luciano Pignataro, riconoscimento dedicato alla valorizzazione della cultura del vino e delle eccellenze del territorio.

“Gusta Guardia” si conferma così non soltanto come un appuntamento dedicato all’enogastronomia, ma come uno spazio di incontro, racconto e confronto sul territorio, sulle sue risorse e sulle prospettive di chi lo vive e lo coltiva.

Il progetto della Casa di Bacco continuerà con gli appuntamenti dell’ultimo sabato del mese, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze locali e creare nuove occasioni di condivisione e riflessione sul futuro di Guardia Sanframondi e del Sannio.