“Entro fine mese programma e primarie”. Il leader dei 5S interviene alla festa dell’Unità di Bologna accolto da richieste di selfie e autografi. “Il nostro giudizio sul sindaco Lepore è molto positivo”

foto Massimo Gennari / Eikon Studio

(di Emanuela Giampaoli – repubblica.it) – Al popolo dem che lo accoglie al grido “Giuseppe Giuseppe”, gli chiede selfie e autografi, consiglia di «non avere paure delle primarie». Assicura che un leader scelto sia più difficile da «far cadere» e che in politica estera ci sono «più convergenze» di quel che si crede. Tanto che una delle prime cose che faranno una volta a Palazzo Ghigi sarà riconoscere lo Stato di Palestina. Applausi.

Ma è tra i volontari delle cucine della Festa dell’Unità di Bologna, dove si friggono le crescentine, che l’alleanza tra Pd e 5stelle si cementa. Mangiando salsicce.

Dal palco il leader dei Cinque stelle Giuseppe Conte traccia la roadmap per arrivare al voto, mandare a casa il governo Meloni. Adesso è il «tempo del programma. Perché ciascuna forza politica sta lavorando un poco alle rispettive proposte e quindi a fine mese inizieremo a riunirci per lavorare al programma e poi insieme, subito dopo, ovviamente le primarie».

Che non vanno temute perché «possono aiutarci, perché chiunque risulterà vincente gli altri non risulteranno perdenti. Perché saremo una squadra. Non sarà un leader di partito ma il leader di coalizione. Quindi già far cadere un leader di coalizione che è passato dalle primarie è più complicato che mettersi invece d’accordo tra segreterie di partito».

Se c’è un tema a cui fare attenzione è semmai quello di “allargarsi” troppo. A chi dice «che più mettiamo persone insieme e più abbiamo risolto il problema» spiega che «non è così che funziona e io ci sono passato. Perché poi quando si è al governo chi vuole sganciarsi, trova scuse». Chi vuole stare nel campo largo dovrà firmare il programma: «Non una firma frettolosa. Bisogna inchiodarli al programma. Un programma coeso, solido, partecipato».

Serve per vincere, e per governare, non mettere insieme «l’un per cento lì, 0,3 per là, 0,4 lì» perché «con l’ammasso viene fuori una somma aritmetica al contrario. Dobbiamo proporvi un programma realmente progressista, con tutti i partner realmente affidabili e poi andremo a vincere». La longevità di Meloni sarebbe il frutto di «un’alleanza con i poteri forti, come nella tradizione di destra. A Bari ha fatto un comiziaccio». E l’Ucraina? «Occorre passare dal negoziato, una parola che nessuno in Europa pronuncia più». Poi fa suo l’appello del papà di Lorena: «Finanziare i centri antiviolenza e lavorare sul piano culturale».

A margine, “molto positivo” dice è il suo giudizio sul sindaco Lepore: “Noi siamo direttamente coinvolti in questa giunta, vediamo i risultati positivi e confidiamo che ci sia la disponibilità anche da parte della città a rinnovargli il mandato”.