(estr. di Pino Corrias – ilfattoquotidiano.it) – […] La democratica italietta con l’Eni in testa e Meloni in festa, celebra in Borsa d’essersi impadronita di un bel po’ di refurtiva del Venezuela. E i giornali in coro: “All’Eni il maxi giacimento Junin 5”, che vuol dire 35 miliardi di barili di petrolio da pescare lungo la fascia dell’Orinoco. “Colpo grosso dell’Eni” strillano in coro i titolari dell’informazione: “Firmato l’accordo: un pilastro del nostro rilancio energetico”. Evviva!

Ne ha scritto Marco Palombi, ma vi ricordate come andò la faccenda in Venezuela lo scorso gennaio? Un commando Usa scese dal cielo di Caracas, e intorno alle 2 di notte prelevò il presidente Maduro e sua moglie dalla camera da letto, per trasportarli in un carcere americano, dopo avere liquidato la guardia presidenziale, una ottantina di morti in tutto, tripudio delle maniere spicce di Trump, Hollywood già pronta all’apposito film.

[…] Si disse, in quelle ore, che il dittatore Maduro, affamatore del popolo venezuelano, se l’era cercata quella fine lì. Peccato per le vittime collaterali, ma se vuoi pulire usi straccio e candeggina, mica carezze. In quanto alle regole internazionali prese a calci, e altrettanto i codici che di solito condannano i sequestri di persona, pazienza. La nostra Meloni – tutta legge & ordine – dichiarò che quell’attacco “era legittimo” e il nostro Tajani precisò che si trattava di “sicurezza nazionale americana contro il narcotraffico”. Nessuno fiatò sul petrolio, credendoci tutti con l’anello al naso.

Poi toccò direttamente a Trump rivendicare il blitz e il malloppo: “D’ora in avanti decideremo noi chi potrà lavorare in Venezuela” disse ai 14 petrolieri chiamati alla Casa Bianca – da Chevron a Shell – che fremevano sulle rispettive sedie. E aggiunse: “Ora avrete la sicurezza totale. Tratterete solo con noi, siamo pronti a fare business”. Tra gli applausi dei convocati, il nostro Claudio De Scalzi, lo sceicco dell’Eni, si spellò le mani per l’entusiasmo: “Grazie presidente per lo sforzo e l’efficienza della sua azione”. Poi corse anche lui a mettersi in fila con la scodella. Per incassare la pappa.