Missiva. Gli avvocati chiedono “i fatti” alla base della cacciata: “Chi ha deciso?”. Il ritorno in video per “discriminazione” può esser rapido. Anche Presutti cenava da Lavitola

(estr. di Alessandro Mantovani – ilfattoquotidiano.it) – […] Gli avvocati di Sigfrido Ranucci hanno risposto ieri sera, dopo poco più di 24 ore, alla rimozione del conduttore di Report. Al direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, chiedono di conoscere “i fatti e le circostanze che avrebbero integrato, secondo l’Azienda, le ‘continue pressioni’ a cui sarebbe sottoposta la redazione di Report”, nonché “i nominativi delle persone che avrebbero sottoposto la redazione a tali ‘continue pressioni’”, che erano state evocate, ma non spiegate, nell’email inviata venerdì da Corsini a Ranucci per dargli il benservito. E ancora, gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi, il primo coordinatore del pool legale e il secondo giuslavorista, chiedono di spiegare le “percezioni di opacità”, le “commistioni”, le “interferenze che avrebbero incrinato la serenità produttiva e il necessario carattere di indipendenza e imparzialità del programma Report” e la “obiettiva situazione di incompatibilità”, di cui ha scritto sempre Corsini senza addurre un solo fatto specifico, né la relativa documentazione.
[…] I legali vorrebbero conoscere anche “l’atto o gli atti mediante i quali è stata assunta la decisione, con indicazione dell’organo o del soggetto che l’ha adottata, dell’istruttoria eventualmente svolta e dell’atto con cui la S.V. (Corsini, ndr) è stata autorizzata a formulare le tre ipotesi di incarico” proposte a Ranucci: vicedirezioni ad personam al Tg3 o a Rainews 24 o l’ufficio di corrispondenza del Cairo. Non sono incarichi nella disponibilità del direttore Approfondimento da cui dipende Report, devono aver coinvolto i vertici aziendali e le direzioni di testata. Non si capisce, peraltro, se davvero c’è un’“obiettiva incompatibilità” di Ranucci a Report, perché mai non dovrebbe esserci in altri incarichi. Ma soprattutto non si capisce chi l’abbia accertata e come. La Rai infatti ha provato a mandare via Ranucci con una deliberazione del Comitato etico, che il 13 agosto ha trasmesso ai dirigenti il suo parere – rimasto riservato ma evidentemente inutile allo scopo, altrimenti sarebbe stato citato da Corsini. Né è stato avviato un procedimento disciplinare, che richiederebbe una comunicazione all’interessato.
I due avvocati danno sette giorni di tempo all’azienda per rispondere, “con espressa riserva di ogni azione anche cautelare e d’urgenza, diretta a ottenere la cessazione degli effetti” della cacciata di Ranucci, “nonché il risarcimento di tutti i danni”, scrivono De Vita e Rossi. Si preparano a un ricorso d’urgenza al giudice del lavoro ai sensi del decreto legislativo 216/2003 contro le discriminazioni sul lavoro, che consente anche la richiesta di misure cautelari rapide, in poche settimane. Se vincesse, Ranucci potrebbe tornare presto sul ponte di comando di una trasmissione che ha sempre fatto ottimi ascolti, parato un fuoco infinito di cause e azioni civili, respinto le pressioni – quelle sì con nomi, cognomi e indirizzi – di poteri pubblici e privati. Non sarebbe la prima volta che il giudice ordina alla Rai di reintegrare un giornalista in video: c’è il precedente celebre di Michele Santoro, colpito dall’editto bulgaro berlusconiano del 2003 e quello meno noto di Filippo Gaudenzi, che poi preferì un risarcimento. La natura politica della decisione del resto si evince anche dall’infinita serie di attacchi della destra di governo e dei suoi giornali al conduttore e al programma, che durano da anni ma hanno assunto violenza e intensità impensabili da quando è emerso il coinvolgimento di Valter Lavitola, il faccendiere che era amico di Ranucci, nell’attentato dell’ottobre 2005 sotto casa di quest’ultimo. L’amicizia con Lavitola, in sé, non può essere un problema: i vertici Rai ne sono a conoscenza dal 2023. Naturalmente i legali sono pronti anche a far valere il demansionamento imposto a Ranucci dopo 10 anni di conduzione di Report, ma con tempi processuali più lunghi.
[…]
Anche nella prospettiva di un eventuale ritorno di Ranucci per via giudiziaria, la Rai ha scelto di affidare la conduzione di Report a due figure poco note, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, 36 e 45 anni, assunti con l’ultimo concorso, profili obiettivamente fragili per un incarico così impegnativo. Molto meglio non bruciare un altro conduttore affermato.
In attesa dell’incontro di mercoledì 2 con Corsini, si preparano a una battaglia pubblica anche gli inviati storici del programma, che hanno rigettato come “irricevibile” le scelte azienali. Bernardo Iovene e Giulio Valesini, i due inviati che erano stati chiamati al ruolo di capi autore, hanno rinunciato. Sembrano anche ricomporsi le fratture interne. E Domani ha pubblicato una foto di Presutti al ristorante di Lavitola, come noto piuttosto frequantato.
Alla redazione di Infosannio:
c’è uno sbaglio a 16 righe dalla fine dell’articolo:
“…nell’attentato dell’ottobre 2005 sotto casa di quest’ultimo…”
In realtà era l’Ottobre del 2025
Grazie e scusate l’intrusione
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