
(Dott. Paolo Caruso) – Silvia Salis, attuale sindaca di Genova eletta a maggio 2025, è al centro del dibattito nazionale per una possibile leadership del centrosinistra, o meglio del cosiddetto Campo largo, anche se la sua posizione ufficiale esclude la partecipazione alle primarie in quanto a suo dire preferisce portare a termine il mandato di sindaca e concentrarsi sull’amministrazione della sua città. Ma come si sa in politica spesso si aspetta l’ evoluzione degli eventi per non esporsi più di tanto. Infatti le fregature stanno dietro l’angolo. Il dibattito sulla sua figura come possibile rappresentante nazionale del campo largo è da mesi al centro della politica nazionale, supportata anche da certo giornalismo. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, in una intervista al Corriere della Sera, ha definito Silvia Salis «il nome più forte per guidare questa scommessa», proponendola apertamente per le primarie del centrosinistra. A circa un anno dalla sua elezione a Genova, la sindaca ha visto crescere rapidamente la sua popolarità, venendo indicata da più parti come una potenziale figura di sintesi (“anti-Meloni”) per lo schieramento progressista. Silvia Salis ha ripetutamente dichiarato, in trasmissioni come “Che Tempo che fa” e “Otto e Mezzo”, di voler onorare il mandato ricevuto dagli elettori e di voler guidare il capoluogo ligure. Inoltre ha più volte espresso parere negativo sulle primarie, considerandole uno strumento che «divide più che unire» e che costringe i leader della coalizione a farsi campagna elettorale l’uno contro l’altro. Pur ritenendo l’alleanza del campo largo un ingrediente imprescindibile per battere la destra, ha specificato che l’accordo deve basarsi su programmi concreti e non solo su personalismi. Nonostante i tentativi di alcuni esponenti centristi e riformisti di spingerla verso una candidatura nazionale, e la forte pressione politica attorno al suo nome, pare che la Salis non abbia alcun interesse a lasciare la guida di Genova. La guerra di posizione tra Schlein e Conte è ancora aperta e del tutto imprevedibile, e forse la Salis come creatura politica di Renzi sostenuta dalle lobby e da certo mondo poco incline ai dettami della sinistra potrebbe ricredersi e essere il nome forte per le primarie. Certo non basta il clamore mediatico per questa scelta perché alla base di tutto occorre una forte condivisione popolare che in questo momento non è neppure all’ orizzonte. La presenza ingombrante del “cazzaro di Rignano” suo sponsor politico del resto non accrescerebbe la possibilità di successo, anzi…… Infatti i pentastellati e buona parte dell’ elettorato di sinistra non condividendo affatto la nomina della Salis si asterrebbero o magari premierebbero con il voto altre formazioni civiche. (Alessandro Di Battista ?).
Ha i boccoli come la Meloni, è perfetta
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Mi piace ricordarli cosi’…
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Infatti il suo battesimo politico avvenne da sconosciuta, in tempi insospettabili, facendo proprio ingresso alla Leopolda (notoriamente ‘na zocc*la), accolta con grancassa da Matteo Renzi in persona. Che può, a ragione, rivendicarne la scoperta e il patrocinio. Ergo… non c’è da fidarsi! Quindi è bene passare subito oltre! Punto.
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Inoltre, poco importa se la parrucchiera e la visagista (responsabili del restauro) della caciottara e quelle della fanciulla, come risulta evidente, appartengono alla stessa scuola di pensiero, per così dire. Anzi, sarebbe un’aggravante per le sorti del csx. Ri-punto.
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Molto dipenderà dal grado di arrendevolezza delle forze politiche di opposizione su punti programmatici fondamentali ed eventuali o possibili compromessi al ribasso.
Il fatto certo è che la imminente stagione mediatico televisiva, date le varie crisi in atto, interne ed esterne, offrirà il peggiore spettacolo che si possa immaginare e mai visto fino ad ora.
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Un’altra Boschi? Ma anche NO, grazie…
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LEZIONI DALL’AMERICA : “al CENTRO SI PERDE ”
https://contropiano.org/news/politica-news/2026/08/13/lezioni-dallamerica-al-centro-si-perde-0197817
Il principale corollario “democratico” è ben noto: si partecipa alle elezioni per “battere la destra”, e questo significa per prima cosa rinunciare a qualsiasi pretesa di “cambiamento”. L’ultimo esempio fuori tempo è di questi giorni, con la deputata Elisabetta Piccolotti in Fratoianni (Avs), pronta a spiegare che “la priorità è battere la destra, del disarmo ci occuperemo dopo” (cioè: mai).
La politica statunitense ha immensi difetti, ma offre almeno una certezza: mostra la strada per la sfera politica in tutto l’Occidente capitalistico. E’ quasi uno stampo che dà forma – più o meno lentamente, con qualche variante qui e là – a quanto accade nel resto dei regimi euro-atlantico. Quindi va seguita e analizzata, perché fornisce anche involontariamente indicazioni di massima sul nostro prossimo futuro. Una premessa è però indispensabile: bisogna lasciare la tentazione della tifoseria – antica piaga del cosiddetto “dibattito politico” italiano – fuori dalla porta. Sappiamo che negli Usa la svolta reazionaria ormai ha una storia pluridecennale. Trump ha vinto una prima volta nel 2016, in mondo “Maga” ha lentamente condensato varianti inguardabili che vanno dal neonazismo al Ku Klux Klan, seminando in America e nel mondo idee deliranti che sono dichiarazioni di guerra (tipo la “remigrazione”, lì fisicamente istituzionalizzata nell’ICE, una forza paramilitare dipendente solo dal presidente).
Dagli anni ‘80 in poi, esaurita la fase hard della restaurazione conservatrice – Thatcher in Gran Bretagna e Reagan negli Usa – il neoliberismo era diventato pensiero unico, determinando sia gli indirizzi economici che la gestione amministrativa degli Stati, demolendo e cancellando ogni traccia di “stato sociale”.Sul versante politico-partitico ciò si è velocemente tradotto in “taglio delle ali estreme” – sia di destra che “di sinistra” – e nella presunta legge non scritta della politica elettorale occidentale: si vince al centro.
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Germania. AfD in crescita in Sassonia, il partito di Sara Wagenknecht NEGA SOSTEGNO ai MODERATI https://contropiano.org/news/internazionale-news/2026/08/12/germania-afd-in-crescita-in-sassonia-il-partito-di-sara-wagenknecht-nega-sostegno-ai-moderati-0197778
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