Il legale del giornalista: “In audizione Rai fugati i dubbi sulle inchieste. Confermata la correttezza”. Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato, valuta un nuovo interrogatorio e prepara il ricorso al Riesame. Il Pd si rivolge alla Commissione Ue contro le richieste di sostituzione del conduttore

(ilfattoquotidiano.it) – Sigfrido Ranucci continua a lavorare al nuovo ciclo di Report. L’ipotesi di un passo indietro del conduttore, almeno al momento, non sarebbe sul tavolo della Rai. È quanto emerge da diverse fonti, mentre proseguono gli incontri di lavoro sul programma anche dopo l’esplosione dell’affaire legato a Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista. Ranucci ne avrebbe parlato anche ieri, nel corso di una riunione con il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini. Non troverebbero invece riscontro le indiscrezioni secondo cui il conduttore sarebbe pronto a chiedere un risarcimento alla Rai nel caso di un suo allontanamento dalla trasmissione.
La posizione del giornalista arriva al centro di un confronto che coinvolge contemporaneamente la Rai, la magistratura e la politica. Proprio giovedì è stata consegnata all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, la relazione del Comitato etico. Il suo legale, Roberto De Vita, definisce positivo l’esito dell’audizione davanti al Comitato.
“Nella lunga audizione davanti al Comitato Etico della Rai il dottor Ranucci ha risposto in modo puntuale ed approfondito a tutte le domande rivolte”, afferma l’avvocato, sostenendo che il conduttore avrebbe fornito “elementi fattuali” in grado di fugare “ogni possibile dubbio” sulle ricostruzioni, definite “infondate e pretestuose”, relative alla conduzione di Report e alle sue inchieste. De Vita rivendica inoltre il ruolo svolto da Ranucci nella tutela dell’autonomia della redazione. “Come già in precedenti audit conclusi con conferma della correttezza dell’operato di Report, Ranucci ha sempre difeso il valore dei giornalisti della redazione tutelandone autonomia ed indipendenza“, sottolinea il legale.
L’attentato e la confessione di Lavitola
Sul fronte giudiziario resta invece in carcere Valter Lavitola, per il quale il gip Iele Moricca ha confermato la misura cautelare dopo l’interrogatorio di garanzia della scorsa settimana nel carcere di Rebibbia. Lavitola ha confessato di essere il mandante dell’attentato avvenuto nell’ottobre scorso davanti all’abitazione di Ranucci. Secondo quanto riferito dall’indagato, l’obiettivo sarebbe stato quello di provocare un innalzamento del livello di protezione attorno al giornalista.
Una spiegazione che non ha convinto il giudice che ha definito le dichiarazioni dell’ex editore e imprenditore prive di riscontro e inverosimili. Le parole di Lavitola sono state definite nell’ordinanza “fumose, assolutamente generiche e prive di qualsivoglia indicazione concreta suscettibile di riscontro”. Non sono quindi venuti meno, secondo il gip, il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga.
La difesa starebbe ora valutando un nuovo interrogatorio davanti al pm. All’inizio della prossima settimana è inoltre atteso il deposito del ricorso al Tribunale del Riesame, sia contro le esigenze cautelari sia rispetto alla contestazione dell’aggravante del metodo mafioso. L’udienza potrebbe essere fissata tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre.
La difesa degli altri indagati
Intanto alla luce di quanto è emerso dall’interrogatorio di Lavitola, gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, difensori dei quattro indagati ritenuti dalla Dda di Roma gli esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il giornalista chiederanno gli interrogatori dei loro assistiti davanti ai magistrati. Gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ed hanno reso soltanto dichiarazioni spontanee.
Le accuse contestate ad Antonio Passariello, Saverio Mutone, Pellegrino D’Avino e Marica De Filippis (ai domiciliari, ndr), vanno dalla detenzione, al porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. L’avvocato generoso Pagliarulo, ha spiegato a LaPresse: “Quanto è emerso dall’interrogatorio di Lavitola ci permette ora di chiedere che l’interrogatorio dei nostri assistiti”.
Il confronto politico
Intanto il caso continua ad alimentare lo scontro politico. Ranucci ha rilanciato sui propri canali social l’iniziativa dell’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo, che ha annunciato di avere scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen per chiedere attenzione sulle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini e sulla richiesta di sospendere il giornalista dalla conduzione di Report.
Per Ruotolo la questione riguarda direttamente l’indipendenza del servizio pubblico e l’applicazione dell’European Media Freedom Act. “Non può essere il vicepresidente del Consiglio a decidere il futuro professionale di un giornalista della Rai”, sostiene l’eurodeputato, secondo cui non può essere il governo a stabilire “chi debba o non debba condurre un programma del servizio pubblico”. Nel suo intervento Ruotolo sottolinea inoltre che sull’attentato indaga la magistratura e che spetta agli inquirenti accertare fatti, movente e responsabilità. “Trasformare la vittima di un attentato nell’imputato politico della vicenda è inaccettabile”.