
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Il fotomontaggio di un giornale iraniano con la Meloni in tuta arancione tipo Guantanamo con gli altri complici della guerra all’Iran ha indignato o almeno scosso tanti italiani, a prescindere dalle idee politiche. Ma ogni tanto dovremmo chiederci come reagiscono gli altri popoli quando noi occidentali facciamo cose simili o peggiori ai loro leader […]
Chi la fa l’aspetti
(Di Marco Travaglio) – Il fotomontaggio di un giornale iraniano con la Meloni in tuta arancione tipo Guantanamo con gli altri complici della guerra all’Iran ha indignato o almeno scosso tanti italiani, a prescindere dalle idee politiche. Ma ogni tanto dovremmo chiederci come reagiscono gli altri popoli quando noi occidentali facciamo cose simili o peggiori ai loro leader (di solito non li minacciamo con i meme: li ammazziamo proprio). Nel 2003, dopo l’aggressione all’Iraq, i media americani ed europei facevano a gara a pubblicare un mazzo di carte con i volti di ministri e parenti di Saddam Hussein e le croci nere su quelli eliminati. Risultato: il revanscismo dei sunniti spodestati dagli sciiti a Baghdad produsse il Califfato e l’Isis, con un’altra guerra al “nuovo terrorismo” (che prima non c’era: l’avevamo creato noi).
Il nuovo Impero del Male è la Russia, che l’Europa riarmista spaccia per il nemico pubblico numero 1, pronta a invaderci alla prima occasione. Chi ci capisce, cioè i generali Nato e Usa, ripete che non c’è alcun rischio né intenzione di invasione o di attacco. Ma i politicanti che devono rapinarci per le armi ripetono che Mosca è una “minaccia”, come se fosse la stessa cosa. Certo che la Russia è una minaccia: ma solo per i Paesi che la minacciano armando Kiev (che non fa parte di Nato e Ue), fornendole armi per colpire obiettivi civili in territorio russo, ventilando “attacchi preventivi” contro Mosca e provocandola un po’ ovunque. L’espansione Nato a Est per accerchiarla iniziò ben prima di Putin, sotto Eltsin, e causò l’invasione dell’Ucraina quando Kiev stava per entrare nella Nato e l’esercito russo era in grado di reagire alle “minacce esistenziali” dopo la lunga crisi seguita al decennio nero di Gorbaciov e Eltsin. Putin non invase perché quel mattino impazzì, ma perché la dottrina militare russa glielo imponeva, dopo il naufragio di ogni tentativo di risolvere la crisi in modi meno traumatici. È il leader più prevedibile su piazza: di ogni nostra azione conosciamo le reazioni non di Putin, ma dei vertici russi, chiunque ne sia a capo (anzi, la politica putiniana su Kiev e Ue-Nato è accusata dai falchi di eccessiva prudenza). A questo serve il riarmo: a convincere i russi che l’Europa non sarà mai più un partner con cui commerciare, come fino al 2022, ma un fronte ostile, armato fino ai denti contro di loro e trainato da Paesi che evocano in loro i peggiori ricordi storici: Germania, Polonia, Ucraina, Baltici. Una minaccia da cui difendersi anche attaccando per primi. Perciò l’Ue vieta la diffusione dei media di Mosca: se sapessero come i russi reagiscono alle politiche Ue, i popoli europei sarebbero ancor più ostili al riarmo e favorevoli a negoziati e nuove cooperazioni. Gli unici due antidoti alla terza guerra mondiale.
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Grazie….alla Redazione di Infosannio…..
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No. Il browser stamattina è un casino.
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Quando l’Ucraina comincerà a lanciare missili made in England, in France e forse in Italy… solo allora Travaglio potrà dichiarare la paternità della terribile reazione russa con un inedito HA STATO MEDVEDEV.
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Bellissima la vignetta nella prima pagina del FQ di oggi. E soprattutto schietta, genuina e autenticamente verace.
Per ribadire il concetto, mi permetto di aggiungere questa
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Oggi ho scoperto che secondo Travaglio se uno ti manda i carri armati in casa, è perché la sua dottrina militare glielo impone. Mica perché sono i modi di un criminale dittatore assassino (pure ex KGB in questo caso). Un bel modo di argomentare le gesta del filantropo Putin (lui personcina così a modo e così sensibile), che per difendere il popolo russofono manda al massacro il proprio esercito di gentiluomini per ammazzare e devastare in uno stato sovrano. E intanto, dopo quattro anni e mezzo, anche oggi Putin lo conquista domani il Donbass
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I russi sino dei poveri dilettanti: con quaranta missili riescono ad uccidere 2-3 persone, mentre gli americani in un colpo fanno fuori più di 170 bambine. Ma non sono criminali killer assassini, loro esportano il bene più prezioso, la “democrazia”!
Sarebbe carino se i russi accettassero la mostra supremazia, si arrendessero ad un occidente “buono” che vuole solo il loro bene: elezioni democratiche dove vince quello che piace a noi! Vogliamo solo prenderci le loro risorse, ma solo perché a noi servono.
Vai tu Davide, in avanscoperta, spiegagli quanto è bella la democrazia che esportiamo, sono sicuro che ti ascolteanno!
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“I russi sino dei poveri dilettanti:”
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Flamenco, capisco l’essere afficionado di un criminale assassino, ma se si parla di Putin ogni volta devo partire da Erode Antipa nell’ elencare gli assassini? Che dici, lascio o aggiungo come dal salumiere? Direi una osservazione geniale la tua! Un caldo saluto dalla Sardegna.
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Davide,
se uno ha commesso gravi nefandezze ma poi, per una volta, riceve obiettivamente un torto o un sopruso, peraltro da chi ha sulla coscienza la morte di milioni di civili in tutto l’orbe terracqueo in 80anni di immani sopraffazioni occidentali, non per questo non deve essere difeso per quella ingiustizia subita. Come del resto insegna lo stesso Gesù di Nazareth che ebbe a dire: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” riferendosi alla prostituta che stava per essere dilapidata.
Prima di ergerti a paladino delle libbbertà pelose del tuo Occidente, pensa a quanti delitti questo ha commesso che ne basterebbero solo una frazione per essere condannato per l’eternità.
Ero solo un ragazzo quando vidi le foto di marines sorridenti con in mano i brandelli penzolanti di incolpevoli vietnamiti. Da allora non hanno cambiato di una sola virgola l’abominevole comportamento che li ha contraddistinti con la complicità di alleati (vedi missioni militari di pace con bombardamenti “umanitari” di popolazioni civili inermi).
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Rispondo agli aficionado del criminale invasore Putin (mi sembra di capire che l’articolo fosse nello specifico rivolto a lui e non ad altri, ma pazienza, per il tifoso non importa), ribadendo quello che più volte ho già detto. Per me non esiste un criminale assassino buono e uno cattivo. Un criminale assassino più un criminale assassino non fa zero, fanno due criminali assassini. Che si chiamino Putin, Trump, Biden, Bibi, Mussolini, Hitler ecc. non importa, così come non importa qualunque giustificazione o pretesto che li porta a compiere massacri e/o genocidi in casa altrui. Un saluto a tutti voi dalla Sardegna
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Allora, quando nomini criminali-killer-assassini ti viene sempre e solo in mente Putin! Per ricordarti degli altri hai necessità di ricevere opportuni stimoli.
Per me, un paese che c’entra con un missile in modo perfetto una scuola ammazzando più di 170 bambine o chi “incidentalmente” centra spesso il cranio di un minorenne mentre rade completamente al suolo qualsiasi edificio vuoto o pieno di persone è di gran lunga peggio… ovviamente tra tutti i criminali-killer-assassini che comunque restano tali.
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Flamenco, ti ho risposto sopra. Un salutone.
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È come se dicessi a te che sei affezionato di quell’altro assassino di Zelensky! Riconoscere delle ragioni, che tra l’altro non giustificano la guerra che i russi hanno scatenato e che per definizione è criminale come tutte le guerre, non significa che apprezzi l’uomo. Non mi è mai piaciuto ma riconosco che sa tenere le palline ferme. Se avesse reagito come hanno fatto gli iraniani, ci avrebbero già bombardato; se avesse poi seguito la dottrina militare russa in modo puntuale, avrebbe già usato l’arma atomica. Se fosse un pazzo come dicono gli amici tuoi, saremmo già da un pezzo nelle me… fino al collo. Tutto qui.
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Flamenco, magari se parli di cose che sai e di persone che conosci sarebbe meglio. Primo, non sono affezionato a Zeze’ manco di striscio, prima se ne va e meglio è per tutti. Secondo, mai sostenuto che il criminale dittatore assassino Putin non avesse qualche ragione in merito alla NATO, ma da qui a mandare i carri armati c’è ne corre. Terzo, sempre detto che il criminale dittatore assassino Putin è per distacco il politico più accorto e scaltro di tutti (secondo solo a Xi). Quarto: non abbiamo certezze che chi verrà dopo Vlad il vampiro sia meglio di lui, e che c’è da pensare che sarà pure peggio. Quinto, mai detto che Putin sia un pazzo, ma un criminale dittatore assassino. Sesto, mai avuto simpatie ed amicizie per la NATO e in particolare modo per i guerrafondai a stelle e strisce. Settimo, se puoi, evitati queste figuracce. Un saluto dalla Sardegna
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😄
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… era talmente bella che ho messo ‘mi piace’ a tutte.
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Siamo scatenati oggi! 🤣
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Le vignette a grappolo sono vietate dalla convenzione di Oslo.🤔
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Carrie, bene hai fatto a ribadire il concetto, ché qui diversi utenti sono duri di comprendonio.
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“causò l’invasione dell’Ucraina quando Kiev stava per entrare nella Nato“
A quanto pare, continua l’opera di disinformazione di Travaglio sulle cause dell’invasione russa, a totale uso e consumo della piccola e rumorosa marmaglia putiniana che si è bevuta questa panzana senza il minimo senso critico (e ovviamente senza la minima prova concreta a supporto, as usual).
Purtroppo per costoro (e per la reputazione di MT) l’Ucraina non è mai stata in procinto di entrare nella Nato, per almeno tre motivi: il primo (nonché il più ovvio) è che la Nato non aveva avviato alcuna procedura formale o calendario per l’ingresso di Kiev prima dell’invasione russa (pur restando quello un obiettivo strategico a lungo termine sancito dalla costituzione ucraina); il secondo è che fra i requisiti minimi per l’ammissione c’è quello di avere il pieno controllo del proprio territorio, per motivi fin troppo ovvi (cosa che Kiev non ha mai avuto, ora come allora); il terzo è l’opposizione interna alla stessa alleanza atlantica, quando invece la procedura per le nuove adesioni richiede l’unanimità (segnatamente: all’epoca, fra le più contrarie figuravano Francia e Germania, mica proprio pizza e fichi; oggi ci sono anche Paesi come Ungheria, Slovacchia, Spagna, Belgio e Slovenia).
“Putin non invase perché quel mattino impazzì, ma perché la dottrina militare russa glielo imponeva”.
E chi sarà mai questo Putin, per opporsi a Sua Santità la Dottrina Militare: il Presidente?
Tuttavia, anche se fosse vero (e NON lo è) che “Kiev stava per entrare nella Nato”, resta il fatto che l’Ucraina resta un Paese sovrano, che in quanto tale ha il pieno diritto di scegliersi gli alleati che preferisce, a prescindere dalla dottrina militare di chicchessia.
Come spesso accade coi filorussi, i soliti argomenti falsi o inesatti che, anche se fossero veri ed esatti, comunque non giustificherebbero l’invasione russa dell’Ucraina.
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https://nato.createsend1.com/t/ViewEmail/r/E73A47868F05B0362540EF23F30FEDED/725B3334D63E8FBE6E86459A008B4B98
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PARAGRAFO 69.
E tutto ciò dopo un’incredibile serie di autoincensamenti da vomito, quadretti idilliaci delle loro supposte funzioni e intenzioni pacifiche (ahahah, chiedere Fabio Mini), interi paragrafi di improbabili accuse alla Russia e, SOPRATTUTTO, mentre l’Ucraina, galoppava in groppa al nazismo, attaccando i suoi stessi abitanti del Donbass da ben 7anni. Neanche mezza parola su quello stato di guerra permanente.
🤮🤮🤮🤮🤮🤮🤮
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Ec una virgola di troppo dopo Ucraina.
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4 anni dopo siamo ancora lì, a dover ri-linkare quello che il sito della Nato mette nero su bianco, davvero da non credere
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14 giugno 2021. Vertice Nato a Bruxelles.
Mah! Credo che nessun politico russo si sarebbe sentito tranquillo dopo quel vertice.
E pure molto prima del punto 69, che parla specificamente di Ucraina ( sì l’ho tradotto, e non solo quello).
Che la NATO operava minacciosa contro la Russia era evidente da anni, ma nel giugno 2021 fu più chiaro. E quando raccontano ( lo ha detto Stoltenberg) che in summit internazionali, da allora, Putin cercava confronti in merito, e lo evitavano, danno il segnale chiaro della postura aggressiva assunta.
La Crimea non poteva cadere ( per ragioni economico/commerciali) in mano di un Ucraina russofobica ( e aggiungo paranazista) al servizio dell’alleanza che aveva da circa 20 anni ( caduto Eltsin e quindi finito il saccheggio di oligarchi corrotti al servizio di multinazionali estere) deciso che la Russia andava smantellata ( lo dice ancora la Kallas…).
Credo che Putin, per preservare sicurezza e solidità, non avesse alternative all’intervento militare.
Questo il mio parere.
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Bisognerebbe approfondire una serie di dati che partono addirittura dal 1950, o ancor prima con la seconda guerra mondiale ancora in corso, ma data per persa dalla Germania dal 1943…..1) sono stati desecretati documenti CIA ( allora aveva altro nome che non ricordo….) dove si parla di organizzare, finanziare e supportare da parte USA i gruppi nazionalisti ucraini, quelli filonazisti che avevano partecipato all’ invasione della Russia e commesso atrocità peggiori dei nazisti su i loro connazionali russo-ucraini, russi, ebrei e pure polacchi, proprio in funzione anti russa, al tempo Unione Sovietica, cioè quel paese alleato con cui gli angloamericani avevano sconfitto il nazifascismo…….2) nel 2002 Bush figlio annuncia l’ uscita USA dagli accordi per la funzione deterrente del nucleare, cioè la possibilità di essere colpiti dopo l’ uso dell’ arma nucleare…..banalmente chi ha le armi nucleari non le usa perché la conseguenza sarebbe appunto di essere colpiti a loro volta, che poi è la logica della deterrenza, un equilibrio paritario che se alterato espone il mondo alla distruzione…..Negli anni successivi gli americani lavorarono alla costruzione di sistemi antimissile che loro dicono esclusivamente difensivi, ma non allocati in USA, bensì nell’ Europa orientale…..Questo sistema prevede la possibilità di abbattere i missili nucleari russi direttamente appena dopo il lancio e nello stesso tempo di poter colpire la Russia con armi nucleari…..Equilibrio della deterrenza in vacca, sbilanciamento a favore della superpotenza statunitense che non è mai stata minacciata da nessuno sui suoi confini, a parte il caso Cuba, risolto come sappiamo……I russi sanno di queste operazioni, a partire dal 1950, e certamente negli anni della guerra fredda poteva essere una prassi da entrambe le parti, ma a guerra fredda finita, Patto di Varsavia sciolto, URSS decaduta, deve aver fatto un certo effetto il colpo di stato in Ucraina, la guerra civile per 7 anni da parte dei nazionalisti ucraini, nazisti lettori di Kant, contro i propri connazionali filo russi orientali…..e conoscono pure le intenzioni americane dal 2002, americani che nel frattempo, come sempre e da sempre, hanno destabilizzato e bombardato ndo’ ca@@o pareva loro fino all’ aggressione all’ Iran, preceduta dal supporto al genocidio palestinese da parte israeliana , a sua volta preceduto dall’ espansionismo di Israele che come il fratello maggiore fa un po’ come vuole contro chiunque, tipo il Libano invaso per 5 volte…….Vorrei capire perché gli americani possono sentirsi minacciati e reagire contro chi sta a migliaia di chilometri dai loro confini, mentre i russi no, pur avendo la minaccia sulla porta di casa, e conoscendo perfettamente il progetto di realizzazione americana attraverso i vassalli europei che invece di imporsi per evitare la guerra civile in Ucraina e di trovare una soluzione diplomatica affinché NESSUNO si sentisse minacciato, ucraini, russi, baltici, polacchi, europei o americani, si prestano ad essere gli appaltatori della guerra degli USA contro la Russia, iniziata appena finita la seconda guerra mondiale, anzi ancor prima della fine……guerra nucleare fra Europa e Russia che rischia di disintegrare noi, le nostre città, le nostre bellezze naturali, artistiche e paesaggistiche….. e alla fine mi interessano più queste dei sonnambuli che ballano sul baratro, dopo decenni di balletti per divertire il padrone ci si casca dentro al baratro, mentre il padrone no, può dormire sonni tranquilli e divertirsi con altri! Il pregresso storico ha un peso enorme sul sentirsi minacciati, ma solo gli americani fanno guerre da quando sono nati, senza mai essere stati invasi, bombardati o aggrediti, a differenza dei russi…….le guerre preventive le hanno inventate loro sulle menzogne e non mi pare una buona carta di presentazione per credibilità e fiducia su cui costruire rapporti, necessari, fra superpotenze per evitare la catastrofe! Ma si, dai, estinguiamoci che è meglio…..
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La tua è la solita manipolazione “elevata” a “informazione”.
Mi annoio a rincorrere le ciance dei bimbi… tuttavia:
dove lo mettiamo Blinken che dichiara urbi et orbi “le porte della nato per l’Ucraina sono e saranno sempre aperte”?
e la Nuland che dichiara all’indomani di maidan “l’amministrazione ha speso 5 miliardi per dare all’ucraina il futuro che si merita”? (Ps abbiamo poi visto quale, vedi la massima di Kissinger sugli amici…)
dove le mettiamo le reiterate richieste pubbliche di Mosca sulle garanzie di neutralità di Kiev, sempre ignorate dai governi occidentali (e mai riportate dai nostri giornaloni)
e lo studio di Rand corporation (ammesso che tu sappia cisa sia e che influenza abbia) sull’accerchiamento e logoramento della Russia, da staccare dall’Europa?
e in tema: la ricordi la dichiarazione di Biden, con Scholz al fianco, di fine 2021, in cui disse “… chiuderemo il nord stream” aggiungendo, dopo che la giornalista ricordava che fosse infrastruttura russa-tedesca “abbiamo i mezzi per farlo”?
e continua, per ore…
“Dettagli”, ovviamente
Massiì, dai, mettiamo basi chimiche, o di intelligence o armamenti cinesi / russi (o tutti e tre) lungo il Rio Grande. Poi vediamo cosa succede. Ha già un’idea, il nostro “precisino”?
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Senza considerare le manovre statunitensi in funzione anti URSS e poi Russia a partire dal 1950, poi la bella pensata americana del 2002, fino alla storia odierna, che non è iniziata 5 minuti fa, ma è l’ esito di un progetto decennale……
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egregio johnny dio l’Ucraina non ha mai chiesto di entrare nella Nato, perché persone che conosco non possono almeno da vent’anni andare al cimitero a trovare i propri cari, e non possono parlare russo nel donbass? Visto che hanno parenti russi… io penso che a Kiev abbiano buttato dal cielo un bel giorno la manna…..gli ucraini dell’ovest sono rimasti folgorati, e cercano in tutti i modi l’esclusiva…va a finire che le uccisioni nel donbass, sono opera dello spirito santo, ennesima crociata liberatoria…i russi sono tutti mussulmani( cerca di capire bene, l’ironia, dato che siete super laureati) e quindi ennesima guerra di religione..
adesso si è messo anche tal Davide…..forse in questi giorni fa troppo caldo per ragionare.. …
mi è stato consigliato di aspettare quattro ore prima di fare il bagno, devo andare a cercare su wikipedia se posso nel frattempo bere qualcosa con una brioche…farà male? Attendo risposte mito…
mito spero che tu accorra a dare like,
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Cucchi, non c’è mai stata relazione tra ciò che scrive Davide….e il caldo.
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Tal Fabio, ti dedico due preziosi secondi della mia vita giusto per dirti che finché c’è libertà di espressione dovrai sopportarmi. Ma non sei obbligato a farlo, per carità, un devisore come te sul cosa è giusto o sbagliato, dovrebbe chiedere almeno un fiorino per giustificare la sua esistenza. Un saluto dalla Sardegna non si nega a nessuno.
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Dettagli trascurabili: i paesi Nato armavano l’Ucraina che, accettati gli accordi di Minsk, per ottemperare gli impegni presi, costruiva il sistema di fortificazioni più vasto e articolato del pianeta (che Stoltember raccontasse che tali accordi servivano per permettere all’Ucraina di prepararsi alla guerra con la Russia è irrilevante; in fondo chi era sto Stoltemberg?!); svolgeva esercitazioni militari assieme alla Nato, quello che qualsiasi intelligentone farebbe per dimostrare che nella Nato non ci vuole entrare o che farebbe un paese che non vuole l’Ucraina nella Nato. C’è un punto però su cui ti devo dar ragione: ogni paese dovrebbe scegliere liberamente cosa fare… come fa l’Iran, il Venezuela, la Palestina, la Libia, la Serbia, l’Iraq, ecc ecc. Ci tocca sempre subire le capziose argomentazione dei filo-neonazisti!
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“Ci tocca sempre subire le capziose argomentazione dei filo-neonazisti!”
È il capolavoro (si fa per dire) post 2^ guerra mondiale. Parecchi squilibrati rivendicano la preziosità della calda coperta atlantista solo perché ad essere sterminati sono popoli extra europei, e spesso anche ad opera dei singoli membri continentali della alleanza, afflitti da tare colonialiste suprematiste. E comunque sempre a rimorchio dei criminali d’oltreoceano, dotati di “dottrina” che puzza da sempre di zolfo e tritolo, unici ad avere usato l’atomica sui civili. Sì, un capolavoro quasi completo: lasciamo che la Germania torni ad essere prima potenza militare europea, perché vuole un’altra rivincita contro la Russia.
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Jonny Travaglio spesso pecca di troppa sintesi perché da per scontato che certe cose più o meno le si sia capite a distanza di anni. Talmente sintetico da sembrare inverosimile o di dare l’impressione di uno che butta lì le cose tanto per far cumulo mentre le stesse fungono da catalizzatore per il discorso principale: un insieme di fattori ha scatenato, sapendo quali tasti toccare, una guerra dove c’era un passaggio di gas che favoriva l’economia e quindi la concorrenza di alcuni Paesi su altri. In più c’era la minaccia di allargare i confini NATO ulteriormente più vicino alla Russia di quanto si fosse stabilito di comune accordo (ahimè a parole) parecchi anni prima. Senza contare che in un Paese, che aveva dimostrato belligeranza nei confronti di russofoni e parecchia tensione con la vicina Russia, si poteva facilmente prevedere che una volta entrata geopoliticamente nella NATO, si sarebbe trovata con basi USA – NATO provviste di testate nucleari. Però tu che millanti tanta sicurezza nel conoscere la situazione compresa quella di Putin che chiedeva la neutralità dell’Ucraina al fine di proteggere il proprio Paese da quella eventualità, potresti candidarti alle prossime elezioni in Russia. Chissà che il tutto poi non si risolva a tarallucci e vino.
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“l’Ucraina resta un Paese sovrano, che in quanto tale ha il pieno diritto di scegliersi gli alleati che preferisce…”
E relative conseguenze.
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Stavo per scrivere la stessa risposta. In questo caso non è necessario essere esperti di geopolitica, basta un minimo di esperienza di vita. Quello che vale per gli individui vale anche per le nazioni, si fanno liberamente le proprie scelte e si accettano le conseguenze delle proprie azioni, non c’è nulla altro da dire.
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A parte che mi sembra che l’Ucraina stia accettando eccome le conseguenze delle proprie scelte, che paga anche col sangue del proprio popolo, quello enunciato è un principio generale che vale per tutti o soltanto quando l’assassino è Putin?
Per vedere se questo principio vale sempre o solamente se e quando fa comodo, è sufficiente traslarlo in un ambito simile, ma differente: se funziona ugualmente, vuol dire che il principio è valido e il suo carattere generale rispettate; se viceversa cominciano a piovere i distinguo, allora non è un principio valido ma banale una foglia di fico.
A puro titolo d’esempio: tu e chi ti ha messo like considerate corretto affermare che i palestinesi hanno fatto la libera scelta di sostenere Hamas e quindi devono accettare le conseguenze delle proprie azioni?
E l’Iran? Ha fatto liberamente la propria scelta di voler possedere l’arma atomica, quindi deve accettare le conseguenze delle proprie azioni, senza null’altro da dire?
Che poi, diciamola tutta: mica è colpa degli USA se li bombardano, è la loro “dottrina militare” che glielo impone (dopo il naufragio di ogni tentativo di risolvere la crisi in modi meno traumatici, ça va sans dire).
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È un principio generale che vale per tutti.
Ad ogni latitudine e ad ogni tempo, per le persone e per le nazioni.
E si lega al principio di responsabilità, e del peso che se ne porta.
E il peso della responsabilità non nasce tanto dalle scelte che facciamo, quanto dalla consapevolezza che avremmo potuto farne altre.
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Se vale anche per gli esempi che ho fatto, ti faccio innanzitutto i miei complimenti per l’onestà intellettuale, merce ormai sempre più rara da queste parti.
Rispetto la tua opinione, ma non la condivido perché secondo me ragionare in questo modo serve solo a giustificare i prepotenti e in generale le ingiustizie di questo povero mondo: equivale a dire che se la sono cercata, quindi è sempre colpa del più debole che le prende (che di solito è quello che dice chi le dà).
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Ma fatti una bella inchiappettata con tua moglie, o con un’amica, e soprattutto fai una cosa che ti sturerebbe il cervello intasato: SCHIZZA
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Questa era in risposta al primo post di JD
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““Putin non invase perché quel mattino impazzì, ma perché la dottrina militare russa glielo imponeva”
“…. dopo il naufragio di ogni tentativo di risolvere la crisi in modi meno traumatici.”
Come al solito si prendono gli spezzoni di una frase compiuta che vuol dire altro per fare la critica infantile della giornata.
Spiegone:
Nonostamte Putin abbia provato a risolverla pacificamente in più istanze, per via della dottrina militare che gli ha insegnato a prevedere certe mosse e la pericolosità delle stesse, ha dovuto prendere decisioni impopolari e meno condivisibili dai trattati internazionali, che queste deduzioni gli imponevano di prendere per proteggere il futuro del proprio Paese.
Condivisibile o meno ciò che ha fatto Putin, questo è il succo di quella frase.
E ancora: “l’Ucraina resta un Paese sovrano, che in quanto tale ha il pieno diritto di scegliersi gli alleati che preferisce, a prescindere dalla dottrina militare di chicchessia.”
E ne prevede e accetta le conseguenze.
Ora immaginiamo se l’Italia si alleasse con la Corea del Nord. o anche con la Russia perchè no?
Tutto il diritto del mondo. Lo fece anche con la Germania nel 1936 e nel 1939 col patto d’acciaio 🙂
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Ma l’ Italia non è un paese sovrano, come del resto l’ intera Europa…..mentre l’ Ucraina si, lo hanno deciso gli americani che intendono la sovranità altrui come vassallaggio ai propri interessi……e quando vogliono bombardano, praticamente da decenni, paesi sovrani che non possono permettersi di allearsi con chi vogliono e neppure di gestire le proprie risorse…….Son fatti così, loro possono, mentre gli altri son st@onzi …..
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Comunque vietare la diffusione di una intera testata giornalistica a prescindere dai contenuti e in via preventiva (evidentemente anche le previsioni del tempo di Russia Today sono sporco propagandismo) è una misura fascista che da il segno di quanto la nostra democrazia sia sempre più di facciata.
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Bravo, spiegalo ai “putiniani” inconsapevoli di occidente: salviamo la democrazia facendola diventare un’oligarchia! Molti fascisti non si rendono conto di esserlo.
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Piazza Maidan non è stata una sollevazione democratica di un popolo, è stato un vero e proprio colpo di stato, un regime chance da parte degli stati uniti, senza il quale, non avremmo avuto prima Zelensky e poi la guerra. La Georgia è lì a dimostrare questo fatto incontrovertibile, ci hanno provato con le medesime modalità, ma è andata male, niente guerra.
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https://i.postimg.cc/vHJ9h1xj/muppets-muppet-show.gif
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Ho scoperto le fonti de gruppetto:
https://www.liceovirgiliomantova.edu.it/pagine/storia-del-conflitto
Ahahah, la ragazzina convinta, povera… mi immagino chi può averle trasmesso cotanto sapere…
Ps notare in particolare la verità su Maidan e gli abitanti del Donbass separatisti rivoluzionari, ancora un po’…specie i bambini dinamitardi nei cortili, presi di mira dai droni…
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E’ il sapere della storia questa sconosciuta…….quando gli ucraini filonazisti massacravano i loro connazionali! Dopo una apparente pausa duratura, sovvenzionati, addestrati ed organizzati dalla solita Cia ( ma pensa! Mi ricorda un modus operandi….) hanno ricominciato e gli ucraini orientali devono essersi ricordati quanto successo anni prima quando persino i nazisti non arrivavano alla ferocia dei nazionalisti ucraini, quelli a cui Zeze’ ha dedicato monumenti, strade e piazze…….La storia, ma soprattutto la memoria serve “ perché l’ omini c’ hanno er difetto de scordasse le cose…..” e l’ unico modo per una pacificazione è evitare di rinfocolare odio e discriminazione, senza ricadere in dinamiche violente e distruttive utili strumentalmente a chi fa i propri interessi attraverso la destabilizzazione di paesi e popoli….Che gli americani avessero questo progetto sull’ Ucraina, uguale alla modalità storica su tanti altri paesi, fin dal 1950, lo scrivono direttamente loro……Gli avvenimenti non capitano per caso, per colpa del fato avverso, soprattutto quando sono implicati gli USA e noi ne dovremmo sapere qualcosa……certo comprensibile come paese di influenza statunitense, ma l’ Ucraina avrebbe dovuto essere fuori da tale influenza ed ambire a neutralità e sovranità dopo una reale pacificazione interna , mai avvenuta….. Ora il danno e’ fatto ed uscirne sembra veramente complicato , perché fare i servi ad oltranza di chi semina vento fa raccogliere e subire la tempesta! La vedi la tempesta nucleare, ecco sta arrivando!
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Questa mattina gli scalda missili sono molto presenti . Io proporrei la loro militarizzazione immediata : tutti in Donbass subito ad aiutare gli Azov .Ah, dimenticavo : obbligo di svastiche tatuate vistosamente.
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👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏
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Questa mattina MT sentiva la necessità di compattare le truppe dei putiniani, consapevoli e inconsapevoli. Obiettivo centrato a leggere i tromboni di Info ripetere le solite tiritere come un disco rotto. Rileggo addirittura, dopo ben quattro anni, di Azov e di testimonianze filorusse dal Donbas. Di Ucraina nella Nato (mai prevista, se non come provocazione per fare incazzare i russi) e di Putin che in fondo conta come il due di bastoni quando briscola è a coppe. In più, ciliegina sulla torta, la scopiazzatrice di vignette altrui posta tutta eccitata Altan e si spella le mani per le solite minchiate di cesaregoffredogranese. Da sbellicarsi dalle risate 🤣 🤣 😂 🤣
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Sai che risate se il due di picche viene sostituito……quei quattro spicci di nucleare direttamente sulla testa degli europei! Via dacci le coordinate della tua abitazione che da putiniani le passiamo…..magari convinciamo i russi ad obiettivi mirati senza esagerare dopo la provocazione gratuita giusto per farli inca@@are! Ovviamente per simpatia ti avvertiamo prima…….
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“Di Ucraina nella Nato (MAI PREVISTA , se non come provocazione per fare incazzare i russi)”
Ah, no?
PARAGRAFO 69
https://nato.createsend1.com/t/ViewEmail/r/E73A47868F05B0362540EF23F30FEDED/725B3334D63E8FBE6E86459A008B4B98
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La storia dei rapporti Nato – Ucraina è molto lunga, fatta di continue accelerazioni e retromarce (anche dopo il 2022). Questa in particolare del 2021 è stato un errore. E non perché l’Ucraina non avesse tutto il diritto di farsi i caxxi propri. Ma per questioni evidenti di equilibri geopolitici.
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Loquasto, sicuro che a qualche “tiritera” da disco rotto, rottissimo, non metti pure un “mi piace”??
E pure tu non hai la sensazione di scrivere da anni, almeno 4…, sempre le stesse cose?
Ovvio che tutti noi tendiamo a ripeterci se dobbiamo argomentare lo stesso tema, presupponendo che ne sapessimo qualcosa e che non sia sopraggiunto nulla che ci abbia fatto cambiare idea.
Io ciò che ho sostenuto più di 4 anni fa lo trovo confermato da ulteriori elementi. Ho solo sviluppato un maggiore fastidio, quasi fisico, verso i “calenda denoialtri”. Sai com’è, il Nulla condito da Arroganza fa prudere le mani. Ma prevale in me la rassegnazione. Chi è ottuso tale resterà, chi è stupido, pure, chi è disonesto intellettualmente tenderà addirittura a peggiorare.
Chissà, forse un giorno saremo tutti costretti a rendere conto….
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“Scaldamissili®” è bellissima: te la rubo, Cesare!
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Anche lucidamissili ogni tanto, per cambiare quando la situazione è meno tesa.
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Senza Semi (Mezza Sega)
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Sei senza parole, Vivia’…?
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Ogni argomentazione portata a favore della legittimità della difesa dell’Ucraina da parte dell’ Occidente frana miseramente se paragonata a quella tenuta rispetto alla condotta di Israele nei confronti di Gaza: due pesi due misure!
È ora di gettare la maschera!
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Il succo di tutto oggi caro MT… è : se sapessero come i russi reagiscono alle politiche Ue, i popoli europei sarebbero ancor più ostili al riarmo e favorevoli a negoziati e nuove cooperazioni. Gli unici due antidoti alla terza guerra mondiale.
Grande Marco ottima chiusura!
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Ma Limes non è attendibile… meglio Open di Mentana.
https://www.limesonline.com/rivista/preistoria-delle-forze-speciali-usa-in-ucraina-14646483/
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Questo l’incipit (non sono abbonata, quindi non ho l’accesso alla visione integrale dell’articolo):
Verso una cura del ferro e del fuoco
La Germania in crisi si vede leader
nell’Europa post-americana e antirussa
Verso una cura del ferro e del fuoco
Nell’agosto 1957 la Cia produceva un documento nel quale si esplorava la possibilità di fomentare rivolte nazionalistiche nell’Ucraina sovietica1. Tale obiettivo doveva essere raggiunto attraverso l’invio nel paese di forze speciali in grado di coordinarsi con i gruppi nazionalisti e separatisti locali, attivi soprattutto nelle regioni più russofobe. Al fine di individuare i luoghi più adatti ad accogliere le forze speciali americane, il rapporto della Cia offre uno spaccato dell’Ucraina ancora attuale, mettendo al centro le divisioni etniche, culturali e linguistiche del paese.
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Sono i documenti desecretati della Cia che attestano il progetto statunitense sull’ Ucraina dal 1950…….Perché questo sono gli americani, mentre celebrano il processo di Norimberga a favore di telecamere e mediatizzazione mondiale per far sapere a tutti quanto sono giusti, democratici e bravi, danno rifugio a nazisti in USA, organizzano la loro fuga in America Latina, proteggono, fomentano ed organizzano i nazionalisti filonazisti ucraini, criminali persino peggiori dei nazisti……perché i criminali che fanno il lavoro sporco al posto loro o nostro servono sempre e non si mandano a processo! I russi ovviamente a conoscenza delle attività suddette devono aver pensato che gli americani erano proprio onesti ed affidabili…..perché un conto è supportare ideologicamente e finanziariamente il PCI , un altro è preparare militarmente gruppi nazionalisti nazisti in quell’ area di influenza stabilita dopo la seconda guerra mondiale! Non contenti della strategia della tensione, Gladio e quant’altro grazie alla protezione americana su fascisti e neo fascisti stragisti, volevano pure destabilizzare l’ Ucraina in funzione anti russa……nazisti e fascisti son sempre tornati utili agli americani, da quando finanziavano Hitler!
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Incipit dell’articolo in moderazione, eh?
E beh…
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Dobbiamo aspettare il cambio turno?
È Limes, non Brigate rosse!
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Un articolo che chiarisce un po’ le cose su Ucraina, Russia, chi ha tradito chi, quali accordi c’erano ecc… (è di un ambasciatore ungherese, quindi filorusso? può darsi, ma gli accordi sono accordi e le date sono date).
Era in risposta (nel 2025) ai polacchi che non volevano Budapest come sede per eventuali trattative di pace.
Di György Varga, nachdenkseiten.de – Germania
Un vertice a Budapest per porre fine alla guerra in Ucraina? Il primo ministro polacco Donald Tusk respinge l’idea e fa riferimento a presunte passate violazioni del diritto internazionale. Tuttavia, i fatti dimostrano che le vere cause del conflitto risiedono nelle decisioni nelle quali lui e l’allora suo ministro degli Esteri sono stati personalmente coinvolti. Un’analisi critica della versione ufficiale del Memorandum di Budapest da parte dell’ambasciatore ungherese György Varga, che ha accompagnato diplomaticamente la cerimonia nella capitale ungherese nel 1994.
Il Memorandum di Budapest del 1994 viene ripetutamente citato dall’Occidente collettivo nel contesto della guerra in Ucraina come esempio deterrente della politica estera aggressiva della Russia e del mancato rispetto delle garanzie internazionali nei confronti dell’Ucraina. Il 20 agosto, il primo ministro polacco Donald Tusk si è espresso contro la scelta di Budapest come sede di un vertice tra Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelenskyj in un messaggio trasmesso dal canale X.
Egli ha insinuato che la città fosse sinonimo di violazione del diritto internazionale. In un’intervista pubblicata il 5 gennaio scorso con il podcaster statunitense Lex Fridman, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj aveva affermato che “chiunque abbia costretto l’Ucraina a firmare il cosiddetto Memorandum di Budapest dovrebbe essere incarcerato”. Le dichiarazioni di Tusk ignorano la corresponsabilità della politica estera polacca negli eventi che hanno portato alla violazione del memorandum e allo scoppio della guerra, una responsabilità che ricade anche su di lui e sul suo ministro degli Esteri di allora, Radoslaw Sikorski.
La responsabilità della guerra
Il nesso tra il memorandum di Budapest, la guerra e la questione della responsabilità è del tutto fondato. La richiesta di aiuto del primo ministro polacco di fronte all’errore commesso è assolutamente comprensibile: quando i trattati internazionali e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU non vengono rispettati, poi cadono le bombe.
È quello che sta succedendo oggi in Ucraina. Il presidente ucraino ritiene che la firma del Memorandum di Budapest sia stata un errore e la diplomazia ucraina sostiene con decisione la sua posizione critica, secondo cui la responsabilità è della Russia.
Il primo ministro Tusk cerca, erroneamente, di sfruttare questa narrativa a proprio vantaggio. Il suo atteggiamento già ostile nei confronti della politica estera ungherese lo spinge a opporsi alla scelta di Budapest come sede di un vertice per porre fine alla guerra. Il problema è che nel Memorandum di Budapest l’Ucraina rinunciò alle sue armi nucleari, mentre gli Stati firmatari assicurarono in cambio di rispettare la sua sovranità e i confini esistenti.
Poiché nella mia introduzione ho menzionato la responsabilità della politica estera polacca in relazione al Memorandum di Budapest, formulerò la mia argomentazione sulla base di questa affermazione, basandomi sui fatti. Vorrei innanzitutto sottolineare quanto segue:
Il 18 marzo 2014, dopo il referendum del 16 marzo, il presidente russo Putin firmò la legge sull’adesione della Crimea alla Russia, che può essere interpretata come una violazione del Memorandum di Budapest del 1994. La Russia non ha quindi rispettato l’integrità territoriale e i confini esistenti dell’Ucraina.
Tuttavia, la NATO e i suoi Stati membri avevano già violato due volte in precedenza la sovranità statale dell’Ucraina, anch’essa garantita dal Memorandum di Budapest: nell’aprile 2008 e nel febbraio 2014. La mossa russa del marzo 2014 può quindi essere considerata una conseguenza diretta di questi eventi.
Con la dichiarazione adottata a Bucarest il 3 aprile 2008, in cui si afferma che “l’Ucraina e la Georgia diventeranno membri della NATO”, la NATO ha violato la sovranità statale dell’Ucraina. Il primo ministro polacco Tusk e il ministro degli Esteri Sikorski hanno partecipato personalmente e attivamente a questa decisione storicamente sbagliata, rappresentando il loro Paese al vertice dell’organizzazione tenutosi a Bucarest nell’aprile 2008.
Come siamo giunti a questa conclusione?
Il 16 luglio 1990 il Parlamento ucraino adottò la Dichiarazione sulla sovranità statale dell’Ucraina. In essa si afferma che l’Ucraina sarà uno Stato permanentemente neutrale, che non parteciperà a blocchi militari e rispetterà tre principi di non proliferazione nucleare: non accettare, produrre o acquisire armi nucleari.
Il 24 agosto 1991 il Parlamento ucraino approvò la dichiarazione di indipendenza dell’Ucraina. Il preambolo della dichiarazione stabilisce come presupposto fondamentale che la dichiarazione di indipendenza attua la sovranità statale dell’Ucraina formulata nella dichiarazione del 1990. Ciò significa che è stato ribadito lo status di neutralità permanente e di non allineamento dell’Ucraina come caratteristiche principali della sua sovranità statale indipendente.
Il 1° dicembre 1991 un referendum in Ucraina confermò i punti contenuti nella dichiarazione di indipendenza. Secondo i dati dell’OSCE (il cui predecessore era la CSCE), l’84% degli aventi diritto al voto partecipò e oltre il 90% votò a favore dell’indipendenza dello Stato descritta nelle precedenti dichiarazioni. Il referendum confermò così anche lo status di neutralità permanente e di non allineamento dell’Ucraina.
Per l’Ucraina, il cui status di neutralità e di non allineamento era stato più volte ribadito, la dichiarazione del 1990 sulla sovranità statale prevedeva lo status di paese libero da armi nucleari come impegno volontario. Seguendo questa linea, il 5 dicembre 1994 a Budapest i presidenti degli Stati Uniti, della Russia e dell’Ucraina e il primo ministro britannico firmarono il Memorandum di Budapest. Nel memorandum l’Ucraina rinunciava alle sue armi nucleari e in cambio gli Stati firmatari confermavano che avrebbero rispettato la sua indipendenza, sovranità e frontiere esistenti.
Il 28 giugno 1996 il Parlamento ucraino adottò la Costituzione del Paese. Il preambolo della legge fondamentale afferma che il Parlamento ha elaborato la Costituzione sulla base della Dichiarazione di indipendenza del 1991 e del risultato del referendum del 1° dicembre 1991. La Costituzione ucraina conferma così sia la neutralità permanente che lo status di Paese non allineato.
Il popolo ucraino ed i suoi rappresentanti hanno ripetutamente dichiarato di voler vivere in un Paese neutrale e non allineato. Il Primo Ministro polacco dovrebbe anche sapere che i firmatari del Memorandum di Budapest del 1994 firmarono un accordo con un’Ucraina neutrale e non allineata per “rispettare la sua indipendenza, sovranità e frontiere esistenti”.
Tusk dovrebbe anche sapere che nel 2008 la NATO non si è interessata agli ostacoli costituzionali e di diritto internazionale sopra citati. Lui e il suo ministro degli Esteri avrebbero potuto segnalare a Bucarest: “Non fate questo all’Ucraina, il popolo ucraino non lo vuole!”.
La NATO – con la partecipazione personale del primo ministro Tusk e del ministro degli Esteri Sikorski – non ha rispettato:
le dichiarazioni sulla neutralità e l’assenza di allineamento dell’Ucraina adottate nel 1990, 1991 e 1996, nonché la Costituzione ucraina in vigore.
la volontà del popolo ucraino, che all’epoca contava ancora 52 milioni di abitanti, confermata anche nel referendum del 1° dicembre 1991 sulla neutralità e non allineamento (con oltre il 90% di voti favorevoli).
la sovranità dell’Ucraina, il suo diritto a determinare il proprio futuro come Stato neutrale e non allineato nel complesso contesto geopolitico tra Est e Ovest.
Sei mesi dopo la decisione della NATO nel novembre 2008, lo storico ungherese ed esperto di Russia Zoltán Sz. Bíró scrisse nella sua pubblicazione “Il ritorno della Russia” che la decisione della NATO era stata presa senza il sostegno della società ucraina:
“È significativo che all’inizio del 2008 solo un quarto o un terzo della popolazione ucraina fosse favorevole all’adesione del Paese alla NATO. … E questa riluttanza è in gran parte dovuta al fatto che la maggioranza della società ucraina teme che l’adesione all’organizzazione militare del mondo occidentale possa gravare pesantemente sulle relazioni russo-ucraine, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana”.
Colpo di Stato e guerra civile
La NATO non rispettò la sovranità dell’Ucraina nel 2008, quando definì l’Ucraina un futuro membro della NATO, né nel 2014, quando i paesi della NATO furono coinvolti nella presa del potere contro il capo di Stato democraticamente eletto e il governo.
Nel 2014, i paesi dell’UE/NATO – sotto il coordinamento degli Stati Uniti, con la partecipazione personale del Segretario di Stato Victoria Nuland – sostennero un cambio di potere incostituzionale nell’Ucraina neutrale, che aspirava a un equilibrio tra Est e Ovest. La diplomazia polacca, con l’allora primo ministro Tusk e il ministro degli Esteri Sikorski, svolse un ruolo attivo in questo senso.
L’allora presidente Viktor Yanukovich e i leader dell’opposizione, che lottavano contro le proteste sostenute dall’estero, firmarono un accordo di risoluzione politica il 21 febbraio 2014. I ministri degli Esteri dei paesi dell’UE/NATO, tra cui il ministro degli Esteri polacco Sikorski e l’allora ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, firmarono volontariamente il documento in qualità di garanti.
Il colpo di Stato che seguì il giorno successivo non fu condannato né dalle potenze garanti (DE, FR, PL) né dalla NATO o dall’UE. Questo colpo di Stato portò a una guerra civile, a seguito della quale l’UE e la NATO, basate sui “valori”, si scambiarono i ruoli. Secondo la narrativa occidentale, coloro che non riconoscevano la leadership golpista divennero criminali.
La popolazione dell’Ucraina orientale, invece, ritiene che la colpa sia di coloro che hanno stimolato, coordinato e riconosciuto la destituzione incostituzionale e violenta di un capo di Stato democraticamente eletto, gettando nel caos un Paese sovrano e neutrale. Un mese dopo il colpo di Stato, la Crimea si staccò dall’Ucraina con un referendum e si unì alla Russia.
Nell’Ucraina orientale, i processi separatisti hanno definitivamente posto fine alla possibilità per Kiev di controllare parti delle regioni di Luhansk e Donetsk. I governi di Germania, Polonia e Francia (il “Gruppo di Weimar”) violarono gravemente i loro obblighi di garanzia, il che portò allo scoppio di una guerra civile in Ucraina dopo il 22 febbraio 2014.
Le potenze garanti hanno ingannato il capo di Stato ucraino in carica, che credeva infondatamente alle assicurazioni dei ministri degli Esteri dell’UE/NATO. Dopo aver concluso un accordo politico con l’opposizione in queste condizioni internazionali rassicuranti, fece rientrare le forze di sicurezza in uno stato di quiescenza.
Il primo ministro polacco Tusk non ha evidentemente riflettuto su questi nessi quando si è espresso contro la scelta di Budapest come sede di un vertice per la potenziale fine della guerra in Ucraina.
I riferimenti alla Polonia sopra citati potrebbero indurlo a riconsiderare la sua posizione sia sulla decisione della NATO del 2008 sia sulla firma, facilmente dimenticata, del ministro degli Esteri Sikorski come garante nel 2014.
Se il primo ministro Tusk giungerà a queste conclusioni, capirà facilmente che la sua protesta contro la scelta di Budapest come sede del vertice era infondata.
I veri responsabili della guerra in Ucraina
Né gli autori e i firmatari del memorandum di Budapest, né la città di Budapest dovrebbero essere ritenuti responsabili della guerra in Ucraina e del mancato rispetto di questo documento internazionale.
Le cause della guerra non risiedono nel memorandum di Budapest, nella dichiarazione di indipendenza dell’Ucraina, nella costituzione ucraina o negli accordi di Minsk approvati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Sono piuttosto da ricercare nei politici che hanno ignorato questi documenti e la volontà più volte espressa dal popolo ucraino. Tra questi politici figurano anche membri attivi del governo polacco, guidati dal primo ministro Tusk. Tusk potrebbe essere di grande aiuto al presidente Zelenskyj, riprendendo, in occasione del loro prossimo incontro o della prossima riunione del Consiglio europeo, gli stretti legami tra la dichiarazione di indipendenza dell’Ucraina, il referendum del 1991, la Costituzione del 1996 e il Memorandum di Budapest.
Sulla base di questi nessi, si renderebbe subito evidente cosa ha causato l’attuale situazione dell’Ucraina neutrale e non allineata e dove si trovano i veri responsabili della distruzione di un paese europeo e della sua nazione.
Di György Varga, nachdenkseiten.de – Germania
24.08.2025
György Varga è un diplomatico specializzato nell’area post-sovietica. Ha conseguito un dottorato in teoria delle relazioni internazionali e ha insegnato pianificazione strategica, politica di sicurezza e teoria delle relazioni internazionali come docente universitario. In qualità di diplomatico, ha rappresentato l’Ungheria in Ucraina e a Mosca, è stato ambasciatore in Moldavia e, dal 2017 al 2021, capo della missione di osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) in Russia. In questa veste, ha trascorso i quattro anni precedenti la guerra a nome dell’organizzazione composta da 57 paesi in una parte della Russia e nel territorio del Donbass non controllato dal governo ucraino. Ha guidato un monitoraggio internazionale ininterrotto volto a contribuire alla risoluzione del conflitto. Varga è membro dell’Accademia Ungherese delle Scienze (MTA).
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https://giubberossenews.it/2025/04/25/la-guerra-in-ucraina-storia-delle-esercitazioni-militari-di-nato-e-stati-uniti-in-ucraina-parte-1/
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Vedi incipit di prossima pubblicazione, se la moderazione lo rilascia!!!
😡
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Nel frattempo, piccola diversione… “notizie bomba” (nel vero senso) dalla Sardegna:
https://www.facebook.com/reel/3991143901185416/?referral_source=external_deeplink&original_uri=https://www.facebook.com/share/r/1JuiUdsVLY/
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VERGOGNAAAAAAA!!!!!!
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La frase chiave che molti tralasciano nell’impossibilità di qualsiasi empatica ricerca di una prospettiva diversa e la seguente
“ogni tanto dovremmo chiederci come reagiscono gli altri popoli quando noi occidentali facciamo cose simili o peggiori ai loro leader…” ed a loro stessi..
Al netto della propaganda che c’è in ogni caso abbiamo questa presunzione di essere al centro del mondo e sempre dalla parte giusta della storia, tanti troppi film ce lo hanno spiegato, che i cattivi sono gli altri, che sono i russi ovviamente…
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E i nativi americani, a suo tempo!
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LA GUERRA IN UCRAINA: STORIA DELLE ESERCITAZIONI MILITARI DI NATO E STATI UNITI IN UCRAINA – Parte 1
DiOld Hunter
25 APRILE 2025
Larry C. Johnson, ex analista alla CIA poi passato all’Ufficio Antiterrorismo del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, descrive concisamente come gli americani, tramite la NATO, a cominciare dagli anni ’90 abbiano coinvolto l’Ucraina nella loro strategia a lungo termine che aveva per scopo la sconfitta conclusiva della Russia
di Larry C. Johnson per sonar21.com – Traduzione a cura di Old Hunter
Questo è il primo di una serie in tre parti sulla storia delle esercitazioni militari NATO e del Comando Europeo degli Stati Uniti con l’Ucraina. Questo articolo racconta come l’Occidente, un passo alla volta, abbia infilato i suoi grossi piedi in Ucraina nell’ambito di una strategia a lungo termine per sconfiggere la Russia. Sebbene molte di queste esercitazioni fossero pubblicizzate come operazioni di peacekeeping, il vero scopo era addestrare ed equipaggiare l’Ucraina con l’obiettivo finale di combattere e sconfiggere la Russia. Nel luglio 1998, ad esempio, l’esercitazione marittima Sea Breeze della NATO includeva operazioni di guerra antisommergibile. Ma questo non era peacekeeping. Era la preparazione a combattere la Russia nel Mar Nero.
Il processo per rendere l’Ucraina un membro de facto della NATO è iniziato nel 1992, un anno dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Il 1994 segnò il primo anno in cui le forze ucraine parteciparono alle esercitazioni NATO, anche se queste si svolsero in Polonia e nei Paesi Bassi. L’anno successivo, il 1995, vide la creazione della base militare ucraina di Yavoriv come centro di addestramento NATO, sebbene tale istituzione sia stata formalizzata nel 1999.
Il 1999 non fu una coincidenza… fu l’anno in cui la NATO si espanse a est, accettando la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia come nuovi membri il 12 marzo 1999. Questo suscitò allarme in Russia perché vanificò la promessa dell’ex Segretario di Stato americano James Baker, secondo cui la NATO non si sarebbe spostata di un centimetro a est. Il presidente Bill Clinton ruppe quella promessa.
Segue… (vedi link nel post precedente)
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E AJOOOOOOOO!!!
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Anail, deliziati con questo video.
A parte il primo minuto e mezzo autocelebrativo, Scanzi spiega in maniera didatticamente ineccepibile come bisogna ragionare di fronte alla presa di posizione dei più (p)idioti oggi esistenti nei confronti della saggia frase pronunciata da Conte che io, a futura memoria, inciderei su un blocco di marmo.
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Non fa una grinza.
Grazie, Gae!
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cio che scrive MT è la conseguenza delle scelte di guerra per il fossile che dopo il covid molti nelle elite mondiali ritenevano indispensabile per fare cassa e preparare il passaggio al mondo a +2,5 gradi Celsius di media di temperatura. Naturalmente l’underdog non ha mai veramente capito il problema però da brava cagnolina da riporto e da leccata agisce.
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L’invidia del bamboccio. Solo un povero deficiente di uno zuccone cavo può essere così stupidamente infantile.
Complimenti: da LoQazzo a LoQazzone, bravo, bravo 😄
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