(Tommaso Merlo) – Nell’ennesimo penoso show della Nato in Turchia, il protagonista assoluto è stato quel criminale di Trump con gli europei nel solito ruolo di inutili comparse. Con queste classi dirigenti rischiamo davvero l’escalation mondiale. Oltre al solito repertorio di bugie, insulti e deliri da gerontocomio, Trump ha deliziato le platee sputando sul memorandum con l’Iran e ordinando bombardamenti senza neanche aspettare la sepoltura dell’Ayatollah. Un criminale comune che diventato presidente lo è diventato anche di guerra. L’accordo prevedeva che il controllo dello Stretto di Hormuz rimanesse all’Iran che si impegnava a non chiedere nessun pedaggio almeno per i 60 giorni della trattativa, fino a quando sarebbe entrato in vigore la nuova gestione con l’Oman. L’Iran ripete poi da mesi che ha intenzione di mantenere il controllo dello Stretto, ma con gli americani è così, non si capisce mai se sono tonti o fanno finta. Il giorno dopo aver firmato il memorandum, Trump ha iniziato a violarlo spronando i mercantili ad attraversare lo Stretto fregandosene. Come se comandasse lui. Quando poi gli iraniani hanno prima avvertito e poi reagito, Trump si è messo a starnazzare e bombardare facendo la vittima. Gaslighting geopolitico aggravato dai metodi intimidatori mafiosi. Come se avesse vinto la guerra lui e come se gli Stati Uniti fossero ancora la potenza egemone e non invece uno stato canaglia che dopo decenni di distruzione e sangue innocente dovrebbe vergognarsi e tornarsene a casa ed occuparsi dei suoi cittadini ormai allo stremo piuttosto. Come noi servi e complici europei del resto. L’Iran ha già reagito all’ennesima aggressione di Trump bombardando quello che resta delle basi americane in Bahrain, Kuwait e Qatar e adesso vedremo gli sviluppi. Se cioè si conterranno e torneranno al tavolo, oppure se questa volta andranno fino in fondo nella loro lotta di liberazione dal gioco occidentale. Durante i funerali oceanici dell’Ayatollah, molti iraniani hanno insultato i ministri di Teheran impegnati nei negoziati accusandoli di collusione col nemico e debolezza. Vogliono vendetta per l’assassinio terroristico di un leader che era anche spirituale e di migliaia di civili. E vogliono liberarsi per sempre dal giogo di un nemico che li perseguita ingiustamente da decenni e di un criminale come Trump che li insulta e minaccia violentemente da mesi. E ritengono sia il momento storico migliore per riuscirci. Perché gli americani hanno gli arsenali vuoti come le teste dei loro generali, perché sono sull’orlo della bancarotta e con Hormuz possono sferrargli il colpo di grazia e perché quel demente in capo di Trump è detestato anche dai suoi cittadini. Trump è anche politicamente un morto che cammina e lo è anche per quell’ennesima guerra sbagliata nel momento sbagliato contro cui ha votato perfino il Congresso. Gli americani non sono mai stati così deboli e divisi e gli iraniani mai così forti ed uniti. Anche i complici sionisti sono ai minimi storici, con una società da psichiatria dopo tre anni di deliri genocidari e poi si sa, quando stramazza il bisonte fanno la stessa fine anche i parassiti. È storia al contrario. L’Iran ha sempre agito nel rispetto del diritto internazionale, non ha mai aggradito per primo e ha sempre cercato di limitare le vittime civili. Ha poi tentato seriamente di trovare una soluzione diplomatica e potrebbe convincersi di non avere alternative alla guerra se vuole sopravvivere. Del resto gli Stati Uniti e il clan sionista che li infesta hanno dichiarato candidamente che voglio distruggere anche l’Iran e sono tradizionalmente incapaci di ogni compromesso e disposti a calpestare tutto e tutti pur di raggiungere i loro scopi. È storia degli ultimi decenni come degli ultimi giorni. Trump è solo il criminale di turno che manifesta platealmente vizi antichi, quelli dell’arroganza e prepotenza che impedisce ogni empatia ed esame di coscienza, quelli della realtà parallela di comodo e della propaganda con cui manipolare le masse, quelli della bulimica lobby della guerra che da dietro le quinte manovra burattini politici sempre più spaesati, quelli delle relazioni internazionali basate sulla legge del più forte e del più ricco coi valori rilegati a robaccia da perdenti, quelli dei missili e dei droni al posto della diplomazia e del buonsenso. L’Iran è solo l’ultima tappa di una lunga serie di disastri e l’Occidente ha già perso la guerra politica. I popoli del mondo intero sono dalla parte dell’Iran come dei palestinesi e dei libanesi e gli Stati Uniti da leader del mondo libero sono diventati leader di quello sanguinario con noi europei nel ruolo di inutili comparse. Ma per il cambiamento ci vuole tempo e l’ennesimo penoso show della Nato in Turchia ha confermato che con queste classi dirigenti rischiamo davvero l’escalation mondiale.