BLOOMBERG, ‘DOPO I RAID USA TRAFFICO NAVALE IN STRETTO HORMUZ È QUASI FERMO’
(ANSA) – BELGRADO, 09 LUG – Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è quasi completamente fermato dopo due giorni di raid degli Stati Uniti contro l’Iran: lo scrive l’agenzia Bloomberg.
Il transito in questa cruciale via d’acqua è ora in gran parte limitato a una rotta settentrionale approvata dall’Iran, mentre un corridoio più a sud, protetto da Oman e Stati Uniti, ha registrato scarsa attività.
Solo una superpetroliera sanzionata dagli Stati Uniti in uscita dal Golfo e una nave portacontainer battente bandiera iraniana sono state avvistate attraversare lo stretto, secondo Bloomberg News, citata anche da Al Jazeera. Questo dato rappresenta un netto calo rispetto ai livelli di attività recenti.
Nelle tre settimane successive all’accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran per la riapertura di Hormuz, la media giornaliera dei transiti di navi mercantili si è attestata a 34, con un picco di 59 il 24 giugno, secondo i dati di Kpler. Durante il periodo di guerra, i transiti giornalieri erano inferiori a 20 nella maggior parte dei giorni, come dimostrano i dati.

Chi ha scritto, magari inconsciamente, il titolo di questo articolo è il miglior analista geopolitico tra quelli che firmato articoli su questo blog negli ultimi 2 anni.
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Lo stile dell’autore del titolo è ben riconoscibile: Dagospia.
Ficcante ma qualunquista e ossequioso al potere vero, come sempre
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Dagospia lo adopero come l’alternativa breve all’insopportabile informazione merdstream: un consommè in salsa piccante, puzza ugualmente ma dura di meno.
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Il corpo dell’articolo è firmato ANSA.
Ora, dalle mie parti (Milano) riesce difficile credere che Dagospia abbia il potere di dettare il titolo a un lancio dell’ANSA.
È molto più probabile che quel titolo sia, come accade spesso, farina del sacco di qualche collaboratore del sito, se non direttamente del gestore.
Del resto, i titoli di Infosannio sono quasi un genere letterario e, a ben vedere, si possono catalogare in tre categorie.
La prima: titoli arguti e irresistibilmente acchiappaclick, studiati per catturare i grulli di giornata e provocare l’inevitabile esplosione di indignazzzione. Una tecnica collaudata che, bisogna riconoscerlo, funziona sempre, regalando momenti di puro intrattenimento e facendo divertire interi uffici.
La seconda: titoli intelligenti che riescono a sintetizzare efficacemente il contenuto dell’articolo, offrendo al lettore una chiave di lettura immediata e coerente con il testo proposto.
La terza (ed è il caso in questione): titoli che, per struttura e capacità evocativa, sembrano offrire una chiave di lettura autonoma degli eventi e consentono di sviluppare articolate costruzioni teoriche sulla verità effettuale delle res geopolitiche. E, soprattutto, aggiungono quel particolare plus per cui, oltre a interpretare l’articolo, sembrano trasformarsi in un irresistibile invito a mettere in mostra le proprie doti analitiche. Anche in assenza di un esplicito invito al confronto, i fini analisti della geopolitica e dell’informazione mediatica, rigorosamente del giovedì, non rinunciano all’occasione di offrire le proprie illuminanti letture, regalando così un impagabile spaccato della propria sicurezza intellettuale e, talvolta, della propria inconsapevole dabbenaggine.
Io, comunque, non mi informo mai. Tranne che su Infosannio( solo ore pasti in principal modo):lì si possono leggere le notizie, ma soprattutto contemplare epifanie del pensierolaterale… molto laterale quasi circonvallatorio.
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Senza voler sminuire l’opera meritoria di Infosannio, che sceglie con criterio quasi sempre condivisibile ciò che merita attenzione (tanto che spesso mi ha segnalato articoli del Fatto sfuggiti alla mia lettura in abbonamento online), i TITOLI dei pezzi ripostati (rectius citati per estratto) sono sempre quelli ORIGINALI, anche nel caso dei collage di lanci di agenzia assemblati sotto un titolo mordace o con un’immagine salace da Dagospia, come ho potuto puntualmente verificare già in altre occasioni e ieri appositamente prima di commentare.
Le immagini sotto il titolo invece credo che siano originali o meglio diverse da quelle eventualmente presenti nell’originale.
Meno elucubrazioni e più fatti.
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Inoltre il paragone tra l’attuale guerra del Golfo e il gioco dell’oca è stato inventato da Dagospia ma è stato adoperato più volte nel corso dell’anno, in particolare da Natalie Tocci, guarda caso.
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Doppio E.C. nei miei ultimi post, il primo e più lungo non ancora moderato:
Titoli di Infosannio originali della fonte, immagini non originali;
Titolo del gioco dell’oca apposto da Dagospia a collage di lanci ANSA, paragone non inventato da Dagospia.
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La super potenza americana con dozzine di basi militari in medio oriente e credo 5/6 portaerei nelle vicinanze, mentre trattava di pace con l’Iran, approfitta del momento in cui gli iraniani erano riuniti e a tradimento li aggredisce.
Ora, dal momento che nonostante il vantaggio acquisito dall’aggressione a tradimento e dal sostegno immorale dei servi europei, IRAN e USA sono in una posizione di stallo.
Dal mio punto di vista questa stallo non è una patta, è una secca vittoria dell’IRAN sugli USA.
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