(di Cristina Livoli – Adnkronos) – Spiagge a corto di personale. La carenza di lavoratori stagionali, in particolare di assistenti bagnanti, diventa un nodo cruciale per il settore balneare, messo a dura prova dai rischi sulla piena operatività degli stabilimenti. Come spiega all’Adnkronos Antonio Capocchione, presidente nazionale del Sib-Sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio, “alla base c’è un problema demografico: ci sono sempre meno ragazzi, i quali tendono a preferire un’occupazione di tipo continuativo”, oltre al fatto che “lavorare d’estate, mentre gli altri coetanei magari vanno a divertirsi, certamente non aiuta”.
Si tratta, secondo Capacchione, di una criticità ormai diffusa nel turismo stagionale, ma che “raggiunge livelli drammatici” nel caso degli assistenti bagnanti, una “figura fondamentale” per gli stabilimenti balneari perché “senza assistente bagnanti non si può neanche aprire”. Tra coloro che scelgono di ‘fare la stagione’, poi, ci sono mansioni più appetibili, come quella del cameriere, “che può anche contare sulle mance”, mentre sull’assistente bagnanti “pesa anche una maggiore responsabilità”.
Il nodo, secondo il presidente del Sib, non è comunque di natura retributiva: “Non si tratta di un problema economico, perché generalmente quel tipo di figure viene pagato bene”, piuttosto “servirebbero degli incentivi”. E in questo senso, Capacchione richiama la necessità di un intervento normativo: “Da tempo -dice- abbiamo proposto al governo di incentivare questi ragazzi”, anche perché “svolgono una funzione di interesse pubblico” e “il loro lavoro consente alle persone di godersi il mare in tutta sicurezza”.
Un elemento, questo, confermato dai dati dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, istituito dal ministero della Salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità, secondo cui in Italia si registrano circa 350 decessi per annegamento all’anno. E che, ricorda, “nelle spiagge libere si registra il doppio degli annegamenti rispetto alle spiagge in gestione che sono sempre presidiate”. “L’assistente bagnanti -ricorda poi il presidente Sib- è una figura specializzata, che richiede un’abilitazione rilasciata sotto il controllo delle Capitanerie di Porto dopo corsi di almeno 100 ore con prove teoriche e fisiche”.
Per far fronte alla carenza, il settore ha iniziato anche a guardare all’estero, anche se con delle criticità: “Ci stiamo rivolgendo anche ai lavoratori stranieri -conferma- ma il fatto è che ci sono difficoltà burocratiche, oltre al rischio che, una volta terminata la stagione, queste persone possano finire in un circuito di clandestinità”. Proprio per questo “abbiamo proposto al governo l’introduzione di un titolo di preferenza nei concorsi pubblici per chi svolge questa attività di pubblico servizio”, ma la proposta, “purtroppo finora è rimasta senza esito”.
Da qui l’appello all’Esecutivo: “Ci auguriamo che la questione venga presa in considerazione e che si valuti l’introduzione degli incentivi”. Del resto, conclude, “ragazzi che scelgono di lavorare d’estate, svolgendo un lavoro di pubblica utilità come salvare vite umane, meriterebbero di essere premiati”.
tutta colpa dell’assegno di inclusione…..
forse dovevo scrivere reddito di cittadinanza per fare notizia….
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Avevo visto uno speciale (report mi pare) sul “problema bagnini”… e mi pare di ricordare che questo problema fosse assolutamente prevedibile (anzi certo!) anche (soprattutto) a seguito degli approvati provvedimenti legislativi…
Non ricordo i dettagli, ma mi sembra che Paolo Barellli, seguace del partito del Pregiudicato e Presidente della Federazione Nazionale Nuoto dal 1861 o giu’ di li’, ci abbia messo il suo potente zampino in questa situazione…
Ovviamente poi c’e il solito problema estivo: mancano i baristi, mancano i camerierei, i bagnini etc..etc…
Chissa’ come mai i soliti hijos de puta che si riempono la bocca di “libero mercato” non riescono proprio ad adeguarsi alla loro regola….
Che peste vi colga.
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Sulla carta forse li pagano anche bene, ma bisogna vedere come va in realtà.
Conosco un ragazzo che un paio d’anni fa ha fatto l’assistente di spiaggia in un bagno privato, doveva essere lì la mattina prestissimo e staccava la sera. Con quello che gli davano, quasi totalmente in nero perchè era in regola per un numero limitatissimo di ore, ci pagava giusto la benzina e due panini a pranzo. Ha smesso dopo un mese.
Magari se gli stabilimenti cominciassero a evadere meno e a pagare il giusto chi ci lavora, scoprirebbero che un sacco di ragazzi sono disponibili a lavorare.
Se è semivolontariato, magari uno trova altri modi per guadagnarsi il paradiso.
Ogni anno le stesse lamentele, solo le paghe diminuiscono.
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Recentemente ho letto di una inchiesta della Gabbanelli e sembrerebbe che i bagnini “autonomi” dichiarano meno delle spese annuali sostenute, per cui non pagano tasse…
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Posso portare la mia testimonianza, ammesso possa servire. Feci un anno il bagnino (aiuto in verità…), subito dopo il servizio militare, ovviamente svolto in marina! Era il 1985, guadagnavo – IN REGOLA – circa un milione e mezzo / un milione e 600 al mese, in quanto pagavano, di ore lavorative, 10 al giorno, anche se in realtà ne facevo circa 12… Però, in aggiunta allo stipendio, avevo: colazione e pranzo gratuito, mance e tutte le “agevolazioni” conseguenti all’essere messo in regola, ovvero al termine della stagione (5 mesi), ricevetti liquidazione con tfr maturato, parte di 13ima, 14ima e ferie non godute. In poche parole portai a casa circa 4 milioni. Ero un privilegiato? Assolutamente NO, anche se erano i bagni di un albergo abbastanza di lusso, in quanto l’anno dopo lo fece un caro amico – in altro stabilimento – e guadagnò, grosso modo, le stesse cifre. Oggi non credo assolutamente che gli aiuto bagnini (quindi ragazzi giovani, come lo ero io 40 anni fa…) guadagnino nemmeno lontanamente una cifra confrontabile con lo stipendio che percepivo 40 anni fa. Tanto per fare un esempio la benzina costava 1300 lire al litro (oggi 4000), il pane 1200 lire, oggi mediamente sui 3 euro (6000 lire). Un vespino piaggio costava un milione, oggi – se non sbaglio – uno scooter costa sui 2500 euro. Ognuno faccia le proporzioni.
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Carina questa:
Non si tratta di un problema economico, perché generalmente quel tipo di figure viene pagato bene
piuttosto “servirebbero degli incentivi”.
Ma gli incentivi sono, di fatto, un beneficio economico o assimilabile.
E poi “bene” rispetto a cosa?
Qual è la retribuzione media? quante ore effettive lavora un bagnino? quanti giorni di riposo ha? quanto costa conseguire il brevetto? quante e quali responsabilità civili e penali ricadono su di esso?
Tra coloro che scelgono di ‘fare la stagione’, poi, ci sono mansioni più appetibili, come quella del cameriere, “che può anche contare sulle mance”,
Perchè se il ruolo di cameriere è preferito rispetto a quello del bagnino per il reddito complessivo dovuto alle mance, allora dice che il problema non è economico?
È vero che il bagnino svolge una funzione di interesse pubblico, ma lo stesso fanno i volontari, i soccorritori, gli operatori sanitari; perchè ai bagnini dovrebbe essere concesso il privilegio di una corsia preferenziale nei concorsi pubblici?
Se poi fosse così evidente che mancano bagnini, dovremmo vedere decine di stabilimenti chiusi, ordinanze di mancata apertura, un numero consistente di sanzioni per assenza del servizio di salvataggio; succede qualcosa di tutto ciò?
L’equilibrio dell’articolo è evidente: parla SOLO un rappresentante dei balneari.
Questo governo non risponde? non c’è problema, basta finanziare (volevo dire andare) altrove ed il problema si risolve,
Pare che ultimamente, come riporta transparency international italia, ci siano altri partiti diventati permeabili alla pecunia.
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nulla cosmico 70 nulla da dire sul reddito di cittadinanza, alias assegno di inclusione? Sai qualche anno fa mediaset faceva a gara per intervistare albergatori…gli scappati di casa creavano bamboccioni…e la Meloni rincarava per salire al potere…..oggi si scopre che è un problema economico… e l’assegno di inclusione non c’entra nulla…. beata cultura…..tutti onestissimi per carità
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