Il suo Futuro Nazionale è il Ventennio a colori: “Il femminicidio non è un reato”, Ideologi che parlano di San Paolo come “camerata”, “pedate, rastrellamenti”. L’opa su Almirante

(di Carmelo Caruso – ilfoglio.it) – Si proclama il Generale feccia, Vannacci-Vannaccipoti: fa l’elogio della fogna ma indossa solo scarpe da barca. Dice che il “femminicidio non è un reato, non esiste”, che “passeremo al rastrellamento delle metastasi nei quartieri”, che “ci saranno solo carceri e tolleranza zero”, che i ragazzi devono lavorare a quattordici anni, in estate, e che nella Nato ci vuole stare ma come il cesso, “alla turca”. Vannacci ha riaperto il baule di Ignazio La Russa. E’ la Salò con la vodka di Putin. Siodono “onore al Generale”, “camerati”, “Meloni vattene a casa!”, insulti a Guido Crosetto, e piovono “i me ne frego”, gli inni per Gianni Alemanno, “Gianni, Gianni!”. Il vecchio Mario Borghezio, il leghista ora vannacciano, garantisce che “Salvini sarà presto arrestato”. Più che un Futuro Nazionale sembrano gli anni Venti a colori, a quaranta gradi, sotto il sole di Via Conciliazione, a pochi passi da San Pietro. I giornalisti vengono trattenuti in una stanza dell’Auditorium da camicie nere con cravatte nere. Il cibo, l’acqua e il caffè vengono passati dalla garitta, dalla porta, perché “circolare in sala è vietato. Ordine del Generale”. Fumare? “Non si può. Ordine del Generale”. Al posto di Lipari andremo a fare il confino in Crimea o ai bagni Lucca.
Le richieste di grazia, il “ci fate entrare”, vengono inoltrate al vicegenerale, il deputato Eduardo Ziello che è il nuovo Galeazzo Ciano, mentre Domenico Furgiuele è l’Italo Balbo che ha come eroe Bobby Sands e Sergio Ramelli, perché “noi siamo tempesta e assalto”. Le parole d’ordine della “sporca dozzina”, la “feccia”, come la chiama Vannacci, sono: “Combattere i pezzi di merda”, che hanno rapinato il gioielliere Roggero; “prendere a pedate” chi entra in casa; sottoporre i professori “a test psicoattitudinali”; riportare il “crocifisso a scuola”. Hanno anche l’ideologo, l’Armando Siri di Vannacci, un altro ex leghista che parla per oltre un’ora. Si chiama “il professore” Lorenzo Gasperini e come Beppe Grillo vuole fare lavorare i robot e al posto della flat tax suggerisce il “mutuo tricolore” con i tassi che scendono a secondo di quanti figli vengono messi al mondo. Avremo la scala mobile dello spermatozoo e del gamete. Ascoltatelo e avrete il magone pensando alla cultura artistica di Claudio Borghi, mister Lira. Nella prosa di Gasperini, l’ideologo, San Pietro diventa “un camerata” e Pier Paolo Pasolini con il suo verso “destra divina/ che è dentro di noi, nel sonno” è un tesserato alla memoria. Edoardo Sylos Labini, direttore di Cultura e identità, regista, attore, che FdI ha lanciato in Rai con lo stesso blasone di un Giorgio Albertazzi, in visita studio, definisce “l’impresa di Vannacci come fiumana” e Meloni non ha scelta: “O prende Vannacci o perde”. O dentro o fuori. Un bivacco di giornalisti non ha possibilità di scelta, neppure di fumo, peggio della galera, perché, spiega il servizio d’ordine “da qui non uscirete”, poi sorridendo, “intendevo che non uscirete da qui, ma uscirete vivi,questo è sicuro”. Racconta una “maschera” dell’Auditorium, stesso stabile di Vatican News e dell’Osservatore romano, che “non mi è mai accaduto di vedere cronisti rintanati in una stanza. Non è mai stato impedito di circolare. E’ la prima volta in quarant’anni”.
Per oltre due ore, prima dell’arrivo del Generale Feccia, gli interventi dei delegati si possono ascoltare solo sul telefono, collegandosi su una piattaforma, l’Istituto Buio di Vannacci. Un certo Ghirardi, delegato sardo, vuole combattere contro “l’olocausto delle libertà”, mentre Cristiano Romani, uno dei duumviri (l’altro è Massimilano Simoni) parla di pianta “possente che germoglia”. Si sono iscritti pensionati come Fernando Fraccarola e la moglie Bettina perché “il Generale è bello, il Generale è bello”. Lo abbiamo raccontato in divisa, Generale, ma è sempre vestito come l’americano a Capri e con il suo zainetto sembra il notaio che va fare pilates. Cammina accompagnato da Massimiliano Simoni, ex consigliere leghista, una figura su cui andrebbe scritto un libro, un manager alla Mazzi, alla Caschetto, che si è inventato il Festival della Versiliana, e che oggi si è trovato a fare l’impresario di Vannacci, anzi, il suo “Marco Antonio” come dice Ziello. Si è mai visto un Cesare che ha paura di baciare sulle guance? Ogni volta che un fan si avvicina e prova a baciare il Generale Feccia, Vannacci sposta la guancia come i lobbisti e saluta senza schiocco, come la palla del film Blow Up, la palla che non era palla. Improvvisa una conferenza dove si contano dieci “autoctono”, sei “interesse nazionale”. Calenda? “Non è un interlocutore. Non rispondo”. Kyiv? “Non si possono regalare cinque miliardi”. E’ aggressiva la lingua, il tono, quel suo “taccia per cortesia”, e quel “lei pensa di fare il furbetto” rivolto a colleghi. Sylos Labini che si avvicina, ancora, dice all’orecchio: “La verità è che stiamo a fare tutti l’ufficio stampa di Vannacci. Chiaro che non ha bisogno di pubblicità”. Cerca la sparata che fa titolo, che gli permette di stare sui quotidiani e sulle tv e dunque “il femminicidio non esiste perché un reato non è più o meno grave secondo il sesso. Esiste forse l’anzianicidio?”. Gli chiedono di Salvini ministro dell’Interno: “Perché no”, di Meloni: “Mai ricevuto un suo messaggio”. Vuole separare le classi per merito e ce l’ha con gli insegnanti che “non fanno studiare Gianni Rodari e il Manzoni”. E’ probabile, anzi, quasi certo che gli iscritti a Futuro Nazionale siano davvero centomila e che abbiano acquistato la spilletta a forma d’onda “a cinque euro”, le maglie verdi da Full Metal Vannacci, quelle da palla di lardo. Ed è vero anche che non ci sono le teste rasate ma solo le stempiature degli ex An, il colesterolo al posto dell’olio di ricino ma che democrazia di partito è quella dove si vota il cambio di statuto per acclamazione?
Fa venire i brividi quel Davide Bergamini, deputato Lega passato a Forza Italia dicendo di farlo “per non farsi trascinare a destra da Vannacci” che dal palco urlacchia: “Grazie Roberto per averci offerto un progetto chiaro e coerente”. Non c’è il fantasma del Duce, del Dux, ma il riporto di Scilipoti, lo rcordate?, che meriterebbe di stare nel pantheon di Fn quanto Almirante citato come padre fondatore “perché la destra è o non è”. Fa sorridere Emanuele Pozzolo che inizia con “una mattina mi son svegliato” e poi: “Scusate, sembra Bella ciao. La rifaccio”, mentre fanno piangere i giornali di destra che oggi attaccano (dopo averla lusingata) Laura Ravetto, passata in FN, che si presenta con l’appretto con su scritto “Merito”. I veri arditi sono Furgiuele che intona “Dio, patria e famiglia”, che fa il saluto militare, e Rossano Sasso, l’esorcista che vuole scacciare dalle scuole le teorie gender. Hanno un programma di 140 pagine che per fortuna Vannacci non declama per intero salvo questa “ora legale permanente che sarà legge”, e quel solito zibaldone alla Greg Bovino, il poliziotto rasato di Minneapolis. Dice di rifarsi alla destra autentica ma pare la buonanima di Casaleggio quando propone “la redistribuzione del tempo libero”, il “reddito produttivo di maternità” e quando sempre come Grillo profetizza il suo passo di lato, “perché io un giorno sogno di tornare in famiglia”. Adesso esiste, ha un partito vero, costituito, ed è merito di Salvini che gli ha dato la cittadinanza. Altro che sequestro di persona! Salvini non andava processato per sequestro di persona ma per concorso esterno in associazione mostruosa, per aver assemblato Vannacci, la sua copia migliore. La vera violenza non è ascoltare Vannacci ma Futura di Lucio Dalla cantata dal suo manipolo. Peggio delle sue conferenze c’è sentire Vannacci al piano intonare “qui dove la feccia luccica e tira forte la remigrazione”.
“Si proclama il Generale feccia”… e con questo avevi già detto tutto nella rima riga.
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Con tutti i generali che abbiamo in Italia …prooprio uno così?
Ma dai c’era di meglio!
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Lo stanno pompando tutti e ovunque.
Andrebbe ignorato, non propinato a tutte le ore.
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