
(Tommaso Merlo) – Xi ha portato Trump a passeggio tra i giardini di Pechino a prendere aria fresca e selfie. Come si fa coi nonni rintronati. Non è neanche andato a prenderlo all’aeroporto e la visita si è ridotta a banchetti di aria fritta e pugni di mosche. Trattato peggio del presidente dell’Uzbekistan, tra l’indifferenza del popolo cinese intento a scalare il pianeta e di quello occidentale intento a sopravvivere. Xi si è comunque mostrato grato verso un collega che lo fa sembrare un gigante e che sta buttando nell’umido l’impero rivale prima del previsto. Scene da fine impero ed inizio di uno nuovo. Trump è sbarcato in Cina attorniato dalla solita manciata di oligarchi in cerca di appalti alla faccia del liberismo capitalista, la solita manciata di parenti in cerca di mazzette per la famigliola presidenziale e la solita banda di mediocri leccapiedi politici scelti appositamente da Trump per non sfigurare e tiranneggiare a piacere. Da una parte l’immenso sistema politico cinese, dall’altra il peggio della giungla di mercato americana. Due visioni di governo e di mondo opposte con quella cinese che con tutti i suoi limiti appare più seria e fautrice di un mondo perlomeno ragionevole. Xi avrebbe anche evitato ma Trump ha insistito. Aveva bisogno di una passerella per risollevare sondaggi sprofondati a livelli catastrofici e anche un’autostima che tra età e demenza sta cominciando a barcollare. Missione fallita anche in questo. Trump vive terrorizzato dalla verità su che uomo sia davvero e su quanto male abbia sparso. Per questo non sta mai solo e zitto e vive assediato da nemici immaginari e scheletri immondi. Una fuga perenne da se stesso e dalla realtà ostacolata da crescenti acciacchi fisici e psicologici che rendono penosi questi suoi ultimi anni. Davvero un ottimo presidente per comprendere i veri mali che affliggono la nostra vita privata e collettiva, quella pandemia egoistica che è la vera ragione del declino occidentale. Trump è atterrato in Cina senza carte da giocare e alla fine si è ridotto ad elemosinare una mano per riaprire lo Stretto di Hormuz salvo poi negare tutto. Un casino globale che ha creato per conto dei sionisti che lo tengono al cappio. Come risposta si è beccato un bel gesto dell’ombrello sul faccione e con tanto di fischio finale. La Cina sta sconfiggendo gli Stati Uniti senza nemmeno combattere come da filosofia nostrana e ha intenzione di continuare a godersi lo spettacolo. Scene da fine impero ed inizio di uno nuovo. Trump è l’emblema di una deriva interiore che si fa società e che si fa sistema. Egoismo personale che diventa democratico. Accentramento, assenza di empatia, dollari che si comprano anche l’anima dei poveri cristi. E’ cronaca. Trump ha conquistato il potere mentendo spudoratamente, ha promesso di occuparsi dei suoi cittadini ed invece si occupa solo di se stesso e degli oligarchi che lo ungono. Ha promesso la pace e di cessare la guerra in Ucraina con una telefonata ed invece ha esaurito gli arsenali americani a furia di alimentare quella guerra di trincea oltre che genocidi, rapimenti di colleghi e aggressioni criminali come quella all’Iran. Calpestando istituzioni e diritto internazionale, insultando tutto e tutti. Pensava che con l’Iran finisse come con la Libya o l’Iraq e tutti i paesi distrutti dagli americani per qualche barile di petrolio o qualche delirio suprematista. Ed invece l’Iran resiste contro ogni aspettativa. E controllando Hormuz la crisi si è fatta globale colpendo il cuore dell’Occidente odierno e cioè i suoi dannati soldi. La Cina importa dal Golfo una minima parte del suo fabbisogno energetico, ha poi riserve ed alternative da vendere ed insieme alla Russia condividono con l’Iran progetti strategici continentali. Mentre l’Occidente si divide, loro si uniscono e sanno pure dove andare. E quindi fuck you Mr President seppur con un falso sorriso stampato in faccia. Mai interrompere il nemico mentre sbaglia come da filosofia nostrana. Quando Trump ha sentito della trappola di Tucidide si è scusato di non parlare mandarino ma il mondo ha colto. Quando lo scettro passa da un impero all’altro, si rischia una guerra cruenta e oggi più che mai. Gli Stati Uniti insanguinano il mondo da decenni per niente, figurarsi se hanno un motivo solido tipo quello di continuare a spadroneggiare. L’unica speranza per evitare una guerra mondiale è l’implosione americana e cioè che Trump mandi in bancarotta anche il suo paese. Tra una passeggiatina e l’altra, Xi ha anche intimato Trump a stare alla larga da Taiwan, una provincia cinese fottuta dal colonialismo occidentale che i musi pallidi pretendono di trasformare nella solita mega base militare con missili puntati su Pechino. Altro sorridente fuck you con Trump che torna a Washington da un popolo americano che lo schifa profondamente, dalla famelica mafia lobbistica che lo martella per colpire nuovamente l’Iran ed un ego tossico sempre più fragile. Il tutto mentre il popolo cinese è intento a scalare il pianeta e quello occidentale a sopravvivere ed entrambi concordano sempre più che con tutti i suoi limiti, la leadership cinese appare più seria e fautrice di un mondo perlomeno ragionevole.
Da FoxNews
Secondo quanto riportato da giornalisti presenti sul posto, funzionari della sicurezza cinese avrebbero impedito a un agente armato dei servizi segreti statunitensi di accedere a un evento giovedì, durante la visita del presidente Donald Trump nel Paese. Giovedì un agente dei Servizi Segreti 🇺🇸 sarebbe stato bloccato all’ingresso del Tempio del Cielo di Pechino, dove si trovavano Trump e il presidente cinese Xi Jinping, mentre era armato. L’incidente avrebbe scatenato un presunto ” intenso confronto ” che avrebbe ritardato l’accesso al luogo per oltre mezz’ora a causa di accese discussioni. “Da quando siamo qui abbiamo assistito a diversi scontri intensi”, ha scritto un corrispondente del Telegraph su X a proposito della situazione.
"Mi piace""Mi piace"
🇺🇸🇨🇳 I giornalisti americani sono stati costretti a gettare via tutti i regali ricevuti dai funzionari cinesi
▪️La giornalista della White House pool Emily Goodin scrive che ai passeggeri di ritorno da Pechino è stato proibito di portare a bordo dell’Air Force One i souvenir regalati dalla parte cinese.
‼️ “I dipendenti americani hanno preso tutto ciò che è stato distribuito dai funzionari cinesi – passaporti, telefoni usa e getta per il personale della Casa Bianca, badge per la delegazione – l’hanno raccolto tutto prima di imbarcarsi sull’Air Force One e l’hanno gettato in un contenitore vicino ai gradini.
Nulla dalla Cina è stato permesso a bordo dell’aereo”, scrive.
"Mi piace""Mi piace"
🇺🇸🇨🇳 TRUMP A PECHINO — GESTI SIMBOLICI INVECE DELL'”ACCORDO DEL SECOLO”. “L’arte dell’accordo” di Trump ha nuovamente fallito.
🔴La delegazione americana è chiaramente contrariata per l’assenza di breakthrough significativi nei negoziati con la Cina. Ma non si vuole tornare a mani vuote, quindi bisogna strombazzare successi virtuali.
⚡️È tornata all’ordine del giorno la questione dei chip: Nvidia ha fatto lobbying per la fornitura delle proprie soluzioni H200 in volumi limitati sul mercato cinese. Il problema è che sono uscite ancora nel 2024, e da allora gli H200 sono stati sostituiti dai nuovi acceleratori B200 e B300, che sono significativamente più veloci. Inoltre, i chip Nvidia arrivano sul mercato cinese attraverso vie indirette, passando per Paesi come la Malesia. Ne risulta un gesto di buona volontà del tutto formale da parte americana. In risposta, la Cina ha promesso di acquistare più manzo dagli USA, cosa che anche con la migliore volontà non si può definire un breakthrough su larga scala.
🔴Senza concretezza si sono svolti i negoziati sulle forniture di petrolio dall’America. Attualmente l’export petrolifero degli USA è cresciuto fino a 6 milioni di barili al giorno, ma il livello di produzione interna non aumenta. Si è costretti a svendere le proprie scorte e sperare in una rapida risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz. Aiutare gli americani a uscire da questa trappola, Pechino ovviamente non l’ha fatto.
⚡️Nessun progresso si osserva nella questione della revoca delle limitazioni all’esportazione di minerali di terre rare deficitari verso gli USA. E i loro prezzi sono cresciuti di decine di volte sul mercato mondiale. La Cina non ha revocato le sanzioni neanche nei confronti del complesso militare-industriale americano, che ha urgente bisogno di componenti importati. Non c’è stato alcun reset delle relazioni, neanche solo una distensione.
Fonte Info Defense Telegram | X | Web | RETE Info Defense
"Mi piace""Mi piace"
Il gran cafone di Trump.
I cinesi riferiscono che Trump non ha toccato un solo pezzo di cibo servito alla cena di benvenuto. Ha mangiato piatti preparati dagli chef della Casa Bianca.Inoltre, non ha toccato nessun cibo preparato dalla parte cinese durante tutta la sua visita.
Si dice che questo sia stato fatto per prevenire la possibilità che micro- e nanotecnologie fossero introdotte nel cibo. Persino il personale che serviva Trump è stato sostituito da guardie del corpo del Servizio Segreto.
A prima vista, si trattava di un grande banchetto del secolo, pieno di brindisi e risate; ma dietro le quinte, si stava svolgendo una silenziosa battaglia di ingegno. Ogni piatto, ogni goccia d’acqua era una lotta per la vita o la morte attentamente pianificata.
"Mi piace""Mi piace"