
(di Michele Serra – repubblica.it) – Comunque la si pensi su Zelensky, il decreto nel quale “per motivi umanitari” autorizza “lo svolgimento di una parata a Mosca” è tecnicamente satirico; e piuttosto spiritoso. Date le circostanze, può essere considerato fuori luogo. Ma, forse per deformazione professionale, mi ha fatto sorridere.
Sarebbe magnifico, sebbene altamente improbabile, se Putin rispondesse sullo stesso terreno, per esempio invitando ufficialmente Zelensky a partecipare alle prossime parate sulla Piazza Rossa, ma in qualità di trofeo impagliato. Purtroppo il livello di humour (anche di humour nero) di un duce e della sua claque è in genere vicino allo zero, a causa del fatto che umorismo e senso del limite sono strettamente connessi. Ditemi, da uno a dieci, quanto è presente in Putin il senso del limite, e vi dirò quanto è presente il senso dell’umorismo. E dunque è da escludere che la guerra russo-ucraina apra anche un fronte satirico.
Peccato, perché i presupposti ci sarebbero. La letteratura russa, benché incline ai grandi temi e ai toni alti, ha nelle sue corde il comico, il surreale, il satirico. Tra i miei trascorsi più onorevoli c’è la riduzione teatrale, per Luca De Filippo, del “Suicida” di Nikolaj Erdman, satira esilarante sulla convivenza forzata e sul conformismo politico nella Russia sovietica (l’autore scampò miracolosamente, e spiritosamente, allo stalinismo). Sergej Dovlatov (in Italia pubblicato da Sellerio) è uno dei più stimati scrittori comici del Novecento. E Gogol, naturalmente. E a modo suo Bulgakov: ma tutti e due, Gogol e Bulgakov, tra i grandi della letteratura russa del Novecento, erano ucraini. Per dire quanto assurdo e atroce sia lo scannamento in atto tra popoli fratelli.
a chi sarebbe rivolto il tuo sarcasmo? ai 40 paesi che si stanno strangolando economicamente, compreso dove vivi, per difendere i lettori di Kant con le svastiche tatuate? oppure all’immagine riflessa del tuo specchio?
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Per chi ha visto Servant of the People, c’è già una battuta ricorrente nella serie del comico/presidente Zelensky: ogni volta che il parlamento ucraino diventava rissoso e volavano sedie e insulti, lui gridava:
“PUTIN E’ STATO DEPOSTO!”
Seguiva sempre silenzio tombale, deputati immobili come statue di sale e sguardi fissi e sconvolti.
Correva l’anno 2015. Che grande Uomo.
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ricordiamoci che è pur sempre uno che suonava il pianoforte col pisello… Zelensky
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