Intervista all’eurodeputato, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo. “La via migliore è investire sulle rinnovabili. Servirebbe un fondo comune europeo da 500 miliardi finanziato con gli eurobond”

(di Rosaria Amato – repubblica.it) – ROMA – Un fondo Sure da 500 miliardi finanziato con nuove emissioni di eurobond «per investire nella transizione energetica e nello sviluppo industriale, dall’automotive all’intelligenza artificiale». Secondo Pasquale Tridico, capodelegazione del M5S al Parlamento Ue, una scelta di questo tipo da parte di Bruxelles potrebbe dare un contributo importante ai Paesi che subiscono l’impatto devastante del nuovo conflitto in Medio Oriente. Ma ognuno deve fare la sua parte, compresa l’Italia, che dovrebbe «puntare all’autonomia energetica investendo nelle rinnovabili», anziché andare alla ricerca affannosa di nuovi fornitori di gas.

Onorevole Tridico, secondo le stime dell’Fmi la guerra potrebbe costare alle famiglie italiane oltre 2.000 euro. Perché da noi l’impatto è peggiore rispetto a tutti gli altri Paesi Ue?
«È la dimostrazione del fallimento della diplomazia del gas della Meloni, che va in giro per i Paesi produttori a stringere sempre nuovi accordi, e così passiamo da una dipendenza all’altra. Mentre le crisi energetiche degli ultimi anni, dal Covid in poi, ci dimostrano che l’unica via possibile è quella delle rinnovabili. Certo, inserite in un mix energetico, ma è sulle rinnovabili che bisogna scommettere. Non sono la soluzione immediata alla crisi, funzionano in un orizzonte di medio-lungo termine, ma se partiamo sempre da questo punto di vista non usciremo mai dalla nostra situazione di vulnerabilità».
Ci sono altri fattori aggravanti solo italiani?
«Da noi c’è anche una forte speculazione. Sono reazioni che non si verificherebbero se avessimo puntato davvero sulle rinnovabili, e se avessimo scorporato il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Reazioni frutto di scelte sbagliate, inclusa quella di non tassare gli extraprofitti delle aziende energetiche».
L’Italia l’ha proposto, insieme ad altri Paesi.
«Ho sollevato la questione con Dombrovskis, e lui mi ha risposto che in Europa non c’è abbastanza consenso intorno a una scelta di questo tipo, ma rimane la possibilità di adottarla per i singoli Stati. L’Italia ne avrebbe tutte le ragioni. Invece i partiti di governo non sono neanche coerenti: Forza Italia e Lega (sì, proprio il partito di Giorgetti) hanno bocciato il mio emendamento al bilancio pluriennale Ue che andava proprio in questa direzione».
La Commissione ha respinto anche la richiesta di flessibilità sul Patto di stabilità.
«Anche in questo caso, Meloni e Giorgetti dovrebbero prendersela con sé stessi, visto che quando siamo usciti dal Covid hanno approvato quelle regole senza pensare che, in un nuovo momento di crisi, avrebbero potuto ingabbiarci».
C’è una via europea percorribile, tra i tanti no della Commissione, per sostenere Paesi come l’Italia durante questa nuova crisi?
«Il debito comune ha una sostenibilità maggiore di quello nazionale. Da anni noi chiediamo nuove emissioni di eurobond, a patto che però la spesa vada a sostegno della transizione energetica, e dello sviluppo industriale».
Il Fmi ha criticato anche la scelta di erogare sussidi, giudicandoli inefficaci.
«Nell’immediato bisogna offrire un sostegno alle famiglie che si vedono decurtare redditi già fin troppo bassi, e alle imprese. Ma a medio-lungo termine vanno pianificate strategie nazionali ed europee».
Eni una volta era statale ora invece lo stato ne è in possesso di una piccola parte. Con tutte le privatizzazioni in certi settori il potere dello stato diminuisce a favore dei privati. Ormai questa via è l’unica che i neoliberisti ci impongono da decenni, grazie a una campagna mediatica, lo stato è sprecone mentre i privati sono più efficenti. I privati pensano solo ai dividenti, mentre uno stato potrebbe usare i soldi che vanno a ingrassare i privati, verso una politica di efficenza nei servizi e in alcuni casi ad abbassare i costi delle bollette. Preferiamo dare 7 miliardi a black rock che usare quei soldi a beneficio dei cittadini.
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Si, però non si scrivono puttanate a gratis.
Il MEF ha una quota del 4-5% in ENI, la CDP controllata a sua volta dal MEF, ne ha un 25-27%; complessivamente lo Stato ne detiene circa il 30%; non proprio una miseria.
Bisogna poi considerare la frammentazione del restante 70% dell’azionariato tanto è vero che è il governo che nomina il CDA
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A marzo 2026, BlackRock ha ridotto la sua partecipazione in Eni al 4,983%, confermandosi un investitore significativo. Inoltre, a fine 2025, Eni ha ceduto il 49,99% della sua unità di cattura e stoccaggio della CO2 (CCUS) a Global Infrastructure Partners (GIP), fondo controllato da BlackRock, rafforzando la collaborazione strategica
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Per i comuni cittadini e per chi deve aprire una serranda o un portone aziendale queste parole sono di estremo conforto per il quotidiano che incombe.
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Tridico: il Crozza dell’economia che fa piangere.
Nella prima parte dell’intervista si fa portavoce della CGIL
Dfp: Cgil, brutale impoverimento classi medie, politiche bilancio sbagliate -2- – Borsa Italiana
Quindi per un paese con i conti pubblici allo sfascio il nostro parakulo invoca il SURE che entra a pieno titolo nel debito pubblico cui lui ed i suoi hanno dato una bella mazzata.
Per non parlare del fatto che si tratta(va) di uno strumento EMERGENZIALE che Tridico propone di usare per ragioni ordinarie; invece di risolvere i problemi strutturali.
Surreale poi proporre come alternativa ai combustibili fossili le rinnovabili per ridurre la dipendenza; da cosa? con le rinnovabili la dipendenza cambia, non sparisce; si diventa dipendenti dalla Cina, almeno per ora.
Poi affronta con una banalità da scolaretto di 3a elementare il problema dello scorporo dei prezzi dell’elettricità dal costo del gas; si può fare, ovvio, ma è un’operazione ad altissimo rischio, oltre a creare distorsioni di altra natura, specie per un paese energeticamente integrato quale è l’Italia.
Se solo si ricordasse cosa successe in Spagna e Portogallo quando ci fu il black out generale.
Un conto è non poter vedere il grande fratello in TV, altro è bloccare gli ospedali, le centrali delle forze dell’ordine, i sistemi bancari.
La Commissione ha respinto anche la richiesta di flessibilità sul Patto di stabilità.
Si la Commissione ha respinto la richiesta di continuare a sfasciare i conti pubblici visto che tutela dei conti pubblici e patto di stabilità sono sinonimi.
Ed ha tempo a dare la colpa a Meloni o agli extraterrestri; se vuoi far parte di un club ne rispetti le regole; se non ti piacciono te ne vai.
E adesso basta; spero che vadano al governo se non altro perchè sarà bello vederli affogare nella loro stessa m3rda.
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L’importante é che Lei sia convinto: non siamo in emergenza, nooooo
Ma vada a zappare!
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nulla cosmico 70 ma un bel tacere non fu mai scritto.. ti spacci da ingegnere, , scrivi di filosofia,di economia di giurisprudenza, non ne prendi mezza. È passato più di dieci giorni dall’articolo del foglio, prima mi dai dello s…o poi scappi e non replichi .. ma prenderti una vacanza no?
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qualcuno spieghi a Tridico che le rinnovabili sono da ormai quasi 10 anni la più conveniente, interessante, economica, fonte di produzione di energia elettrica e termica. Non c’è da investire alcun miliardo di euro ma bloccare le lobby dei fossili e del nucleare che boicottano in tutti i modi la transizione energetica che renderebbe residuale gas, petrolio, carbone e nucleare. Solo in Italia alcune migliaia di progetti fermi e la rapina di miliardi di euro ai cittadini.
Hormuz insegna: vi transita meno del 10% del gas, facilmente recuperabile da altri venditori, e nell’intero occidente paghiamo da settimane miliardi in più regalati ai trafficanti di fossili, a cominciare dagli amici di Trump e di Putin.
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egregio Massimo Marino sicuro che bisogna spiegarlo a Tridico?
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Associare la spesa di 500 mld in eurobond ( anche ) allo sviluppo delle rinnovabili sembra bello ( anzi bellissimo) ma crea soltanto una grande ( anzi grandissima ) confusione.
Le rinnovabili sono frenate dal boicottaggio (pesante, diffuso, invisibile) dei fautori del sempiterno sviluppo dei fossili ( che svuotano i nostri portafogli e il nostro futuro e garantiscono i loro extraprofitti ). Le rinnovabili si sostengono in gran parte da sole, infatti senza particolari sovvenzioni crescono seppure lentamente e non in modo omogeneo ( vedi Usa e Russia .. ) malgrado il boicottaggio. Le sovvenzioni servono per tenere in piedi quel che resta del nucleare francese o per costruire nuovi reattori nucleari per i quali nessun privato oggi investirebbe neanche un dollaro.
Tanto meno sovvenzionare l’automotive ( ancora ? ) che tanto l ‘AI e i Robot ( e l’INPS con la cassa Integrazione ) stanno riducendo ai minimi termini dal punto di vista occupazionale. Mentre nei nostri bilanci nazionali pluriennali non si trovano poche decine di miliardi per costruire o sviluppare le metropolitane di Torino, Roma, Genova e di un altra ventina di città medie e grandi. I cui effetti sul benessere economico e ambientale del paese sarebbero enormi.
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